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Roma- Come fecero i Romani a fare del Mediterraneo il “Mare Nostrum”? Se ne parlera alla Libreria Internazionale Il Mare di Roma (Via di Ripetta 239) in un interessante corso a cura dell’Ammiraglio Domenico Carro, studioso e esperto di Storia navale dell’Antica Roma, nonché autore di numerosi volumi sull’argomento. Il corso si svolgerà dal 2 al 23 marzo, ogni venerdì dalle 18:30 alle 20:30.

Roma riuscì a sconfiggere per mare, una dopo l’altra, tutte le maggiori potenze navali dell’epoca, a liberare i mari dalla pirateria, a utilizzare le proprie flotte per acquisire, amministrare e difendere un immenso impero prettamente marittimo, ed a congiungerne tutte le coste con una marina mercantile fiorente, che incluse un’infinità di navi costruite a regola d’arte, come si vede dagli innumerevoli relitti ritrovati un po’ ovunque. A costruire anche navi lunghe oltre cento metri per il trasporto degli obelischi, eppure una “leggenda metropolitana” racconta, anche nei libri scolastici, che i Romani non sapevano navigare.

Infatti la storia classica esalta la perizia marinara dei Fenici, audaci navigatori, la competenza navale dei Greci e degli Etruschi, la potenza delle flotte dei Cartaginesi e dei grandi regni ellenistici, mentre la fama di Roma sembra tutta terrestre: solide strade e legioni invincibili. Nell’immaginario collettivo, in effetti, i Romani appaiono rigidamente condizionati dalle proprie origini rurali: combattenti insuperabili sulla terraferma, ma a disagio per mare, tanto da ricorrere ad un marchingegno ingombrante e ben poco marinaresco per agganciare le navi nemiche e consentire ai legionari di combattere su di esse come in battaglia terrestre. Così perlomeno ci ha raccontato Polibio, raccogliendo dicerie peregrine.

Per iscriversi al corso è necessario prenotare presso la Libreria Il Mare. www.ilmare.com

1 COMMENT

  1. Ho la fortuna di conoscere l’Ammiraglio Domenico Carro da tempo immemorabile, da quando, giovane guardiamarina, faceva parte del primo equipaggio della Stella Polare appena varata, con la quale facemmo una durissima crociera invernale in Mediterraneo e, nell’estate successiva, battemmo il record della Giraglia che rimase poi imbattuto per 18 anni, un fantastico debutto nel mondo delle regate di quella splendida barca. Il Guardiamarina Domenico Carro era allora il nostro Ufficiale di Rotta, si impegnò a fondo, con grande entusiasmo, nella condotta della navigazione che a quei tempi (1966) era un’arte(www.carro.it/giraglia). Lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo che ha poi profuso come storico dell’antica Roma.

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