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Roma- La tassa sulle barche non è più una tassa di stazionamento ma diventa tassa di possesso. Lo comunica oggi l’Ansa, anticipando quanto domani verrà reso noto dal Governo nell’ambito del ddl liberalizzazioni. Oggi la relatrice al dl liberalizzazioni, Simona Vicari, ha dichiarato che “si tratta di una modifica per evitare la fuga dai nostri porti”.

In sostanza la tassa avrà le stesse riduzioni (vela più vetustà) ma sarà dovuta da tutte le imbarcazioni oltre i dieci metri a prescindere dal fatto che la barca stia effettivamente navigando e se lo sta facendo in acque italiane. Per cui la tassa di possesso ricade anche sulle barche con bandiera italiana che da dicembre a oggi si sono spostate nei porto di Francia, Slovenia, Croazia o Grecia. La tassa sul possesso, però, è sensibilmente minore di quanto lo fosse quella sullo stazionamento. Rende inutile lo spostamento della barca all’estero, salvaguardando l’indotto e prevede agevolazioni per le nuove immatricolazioni.

La tassa, che presenta notevoli riduzioni rispetto alla prima stesura del dicembre 2011, non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio.

Le barche straniere che navigano in Italia non saranno soggette ad alcuna tassa. Sembra passata anche l’esenzione per le scuole nautiche. Ricordiamo che la tassa entra in vigore dal primo maggio.

Autorizzato il noleggio occasionale Passato anche un emendaento che consente piccola attività di noleggio occasionale da parte di armatori privati, con l’applicazione di una tassa del 20 per cento su introiti comunque non superiori a 30.000 euro annui.

Riepilogo dei punti chiave

1) variazione tariffe, dal 50 al 90% in meno

2) Dal primo maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento della tassa annuale, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1.740 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unita’ con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

3) niente tassa per targhe prova, charter, ma soprattutto, per i cantieri: NIETE TASSA SUI RITIRI DELL’USATO e, ancor più importante, NIENTE TASSA SULLE BARCHE DI NUOVA IMMATRICOLAZIONE PER I PRIMI DUE ANNI.

4) NON LA PAGANO GLI STRANIERI; in compenso, si paga tutto l’anno e la pagano gli italiani anche se hanno una barca con bandiera estera (vedi leasing stranieri)

5) Le barche pagano la tassa anche se rimessate a terra o all’estero

 

ECCO QUANTO PAGHERANNO LE BARCHE A VELA (e quanto avrebbero pagato con la tassa di stazionamento del dicembre 2011)

10,01-12 metri tassa annuale 400 euro (912,50 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

12,01-14 metri tassa annuale 580 euro (1.460,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

14,01-17 metri tassa annuale 870 euro (1.825,00 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

17,01-20 metri tassa annuale 1.300 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

20.01-24 metri tassa annuale 2.200 euro (5.475 euro con la tassa di stazionamento dicembre 2011)

 

ECCO LE RIDUZIONI PER VETUSTA’ PER LE BARCHE A VELA

Barca tra 10,01 e 12 metri di 5 anni 340 euro (775,62 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 10 anni 280 euro (638,75 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 10,01 e 12 metri di 15 anni 220 euro (501,87 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 12,01 e 14 metri di 5 anni 493 euro (1.241 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 10 anni 406 euro (1.022 euro con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 12,01 e 14 metri di 15 anni 319 euro (803 euro con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 14,01 e 17 metri di 5 anni 739 euro (1.551,25 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 10 anni 609 euro (1.277,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 14,01 e 17 metri di 15 anni 478,50 euro (1.003.75 con la tassa di stazionamento 2011)

 

Barca tra 17,01 e 20 metri di 5 anni 1.105 euro (4.653,75 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 10 anni 910 euro (3.832,50 con la tassa di stazionamento 2011)

Barca tra 17,01 e 20 metri di 15 anni 715 euro (3.011.25 con la tassa di stazionamento 2011)

Torna il sereno sulla nautica italiana con la nuova versione della tassa di possesso?

La sintesi di UCINA:

–   trasformazione dell’attuale imposta da tassa di stazionamento a tassa di possesso sul bene e da tassa giornaliera a tassa annuale, che ha consentito l’abbattimento degli importi annuali dell’imposta, da oltre il 50% al 90% degli importi, pur nel rispetto del vincolo di gettito complessivo;

–   estensione della tassa a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi, anche se con bandiera estera;

–   esclusione della tassazione per le unità di proprietà degli stranieri, per i natanti e per le unità delle imprese di noleggio e locazione;

–   agevolazione delle nuove immatricolazioni, attraverso l’esclusione dalla tassa per i primi due anni.

Ecco il testo emendato del’Articolo 16, che entrerà in vigore dal primo maggio 2012:

in PDF Testo emendato

Art. 16. Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni e aerei
1. (…)
2. Dal 1° maggio di ogni anno le unità da diporto sono soggette al pagamento della tassa annuale, nelle misure di seguito indicate:
a) euro 800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 1.160 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 1.740 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 2.600 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri;
e) euro 4.400 per le unita’ con scafo di lunghezza da 20,01 a 24 metri;
f) euro 7.800 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
g) euro 12.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
h) euro 16.000 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
i) euro 21.500 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
l) euro 25.000 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.
3. La tassa e’ ridotta alla meta’ per le unita’ con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche’ per le unita’ di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario il cui rapporto fra superficie velica e potenza del motore espresso in Kw non sia inferiore a 0.5.
4. La tassa non si applica alle unita’ di proprieta’ o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, purche’ questi rechino l’indicazione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti.
5-bis. La tassa di cui al comma 2 non e’ dovuta per le unita’ nuove con targa di prova, nella disponibilita’ a qualsiasi titolo del cantiere costruttore, manutentore o del distributore, ovvero per quelle usate e ritirate dai medesimi cantieri o distributori con mandato di vendita e in attesa del perfezionamento dell’atto, ovvero per le unità che siano rinvenienti da contratti di locazione finanziaria risolti per inadempienza dell’utilizzatore. Allo scopo di sviluppare la nautica da diporto, la tassa non si applica alle unità di cui ai commi 2 e 3 per il primi due anni o frazione dalla prima immatricolazione.

6. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 la lunghezza e’ misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.

7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione, anche finanziaria1, per la durata della stessa, residenti nel territorio dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da
diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio, incluse quelle di cui alla Legge 8 luglio 2003, n. 172. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalita’ ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unita’ da diporto e delle informazioni necessarie all’attivita’ di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce
all’entrata del bilancio dello Stato.
8…
9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche’ le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento della stessa. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni
dalla elevazione del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
10. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di cui al comma 2 si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre
all’importo della tassa dovuta.
(…)

15. L’imposta di cui al comma 11 e’ versata secondo modalita’ stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto.
15-bis. In caso di omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di cui al comma 11 si applicano le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472.
15-ter. (…) La tassa di cui ai commi 2 e 3 e’ ridotta dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione dell’unita’ da diporto, rispettivamente, del 15, del 30 e del 45 per cento. I predetti periodi decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione. Con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e’ rideterminata l’aliquota
di accisa del tabacco da fumo in misura tale da conseguire un maggior gettito pari all’onere derivante dal presente comma.

La tassa di stazionamento diventa tassa sul possesso

Tassa sul possesso, quindi, che evidentemente è il frutto delle pressioni di alcuni settori del mercato nautico attente giustamente a salvaguardare l’indotto. Tra queste UCINA ha svolto un ruolo di coordinamento fondamentale. Ci auguriamo, a questo punto, che anche una delle ragioni della fuga delle barche dall’Italia e della diffusione della nautica “normale”, ovvero le eccessive tariffe dei porti italiani rispetto agli altri paesi rivieraschi, sia oggetto di esame da parte del legislatore, con un’attenta ridiscussione dei canoni demaniali per riporatare un settore a livelli accessibili. A meno che non si voglia, davvero, far passare l’equazione nautica = lusso.

La posizione di UCINA sul tema arrivata in serata con questo comunicato stampa:

“L’emendamento Grillo – Cutrufo contenente le istanze del settore nautico è stato approvato nella tarda serata di ieri durante la seduta della 10° Commissione del Senato Industria, Commercio e Turismo. Le norme prevedono ulteriori misure di sviluppo.
Trasformazione dell’attuale imposta da tassa di stazionamento a tassa di possesso sul bene e da tassa giornaliera a tassa annuale ed estensione della tassa di stazionamento a tutti i possessori italiani di imbarcazioni e navi, anche se con bandiera estera.
E ancora, rimodulazione degli importi dell’imposta per renderli meno impattanti per il comparto, esclusione della tassazione sulle unità di proprietà degli stranieri, per i natanti e per le unità delle imprese di noleggio e locazione.

Queste, in sintesi, le proposte dell’Associazione al Governo per la modifica della tassa di stazionamento contenute all’interno di un emendamento firmato dal sen. Grillo e controfirmato dal sen. Cutrufo, approvato ieri durante la seduta della Commissione Industria del Senato, grazie al serio lavoro di verifica effettuato dal Governo, che ha espresso parere positivo.

Un’ulteriore norma contenuta nell’emendamento agevola la permanenza delle grandi unità di stranieri nelle nostre acque, non richiedendo più l’assunzione della bandiera italiana e riallineando quindi la nostra normativa a quella francese. Sono attese ulteriori semplificazioni riguardanti il noleggio di imbarcazioni (10-18 m), presentate e sostenute dal senatore Enrico Musso.

Anton Francesco Albertoni, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, auspicando che l’iter legislativo prosegua il suo corso senza intoppi, ha dichiarato “Il Governo ha valutato approfonditamente e con molta attenzione le nostre istanze prima di recepirle, e di questo devo dare atto al ministro Passera e ai sottosegretari Improta, Malaschini e Polillo. In particolare la parametrazione annuale, che ha consentito l’abbattimento delle aliquote originarie, pur rispettando il vincolo del gettito complessivo, l’agevolazione delle nuove immatricolazioni, per dare un segnale concreto al mercato e infine la tutela, tramite il criterio di vetustà, dei possessori di barche usate da almeno 5 anni. Pur perdurando un contesto economico assai difficile che non favorisce la ripresa del settore – prosegue Albertoni –  questo complesso di interventi rappresenta per tutti gli esponenti del cluster marittimo un’iniezione di fiducia in quanto sancisce un riconoscimento da parte del Governo dell’importanza dell’industria nautica e del contributo che essa può dare al paese anche in termini di indotto e occupazione”.

Le proposte contenute nell’emendamento, condivise da UCINA con le altre Associazioni del Cluster nautico – Assilea, Assomarinas, Assonat, Assonautica, CNA Produzione Nautica, Confitarma, Federazione del Mare, Federagenti, Federturismo, FIV – mirano alla salvaguardia della filiera della nautica da diporto (cantieristica, refitting, portualità, turismo nautico, etc) in particolare sotto il profilo della tutela dell’occupazione.

Un’indagine coordinata dall’Osservatorio Nautico Nazionale aveva infatti evidenziato forti ripercussioni economiche ed occupazionali per l’intero comparto nautico qualora la tassa di stazionamento, così come inizialmente formulata, non fosse stata modificata.

Infatti, a fronte di un gettito, peraltro assai incerto, stimato in 200 milioni di euro, l’imposta ordinariamente concepita avrebbe rischiato di causare, complessivamente, un danno di almeno 1,5 miliardi di euro (tra riduzione delle entrate dirette dello stato derivanti dal turismo nautico, mancato indotto generato dai superyacht in transito e investimenti portuali a rischio), con una perdita di circa 9.000 posti di lavoro e un impatto diretto sulla cantieristica nazionale stimabile, in due anni, in una riduzione del 35% del mercato interno”.

www.ucina.net

52 COMMENTS

  1. Si, la direzione è quella giusta, anche se purtroppo è quella nella quale siamo costretti da precedenti mancanze di visione e male gestioni della cosa pubblica, ma un pò di sacrificio per tutti diventa così più sopportabile e sopratutto non affossa definitivamente la nautica italiana.
    Speriamo che questo testo emendato vada a buon fine, poi….
    Il prossimo passo e, forse il più difficile, sarà quello di far tornare nell’immaginario collettivo la consapevolezza che la nautica è una passione ed una risorsa e come tale da apprezzare e curare e non solo, come è successo negli ultimi tempi, da perseguire e perseguitare.
    Il rispetto delle regole è dovuto ma, per cortesia, nel rispetto dei tanti italiani che sul mare si divertono, si rilassano o lavorano.

  2. Penso che ci sia poca chiarezza nel parametro che stabilisce se la barca è a vela o a motore.
    Dire che il rapporto tra sup.velica e potenza motore in Kw deve essere maggiore o uguale a 0,5 (il testo dice non inferiore a o,5), vorrebbe dire che su una barca di 40 piedi con superfice velica di circa 85 mq il motore non deve avere una potenza superiore a 170 Kw.E’una interpretazione corretta?

    • Sono d’accordo con Franco, credo ci sia un errore, speriamo che se ne accorgano altrimenti dovremo montare motori da motoscafi.

    • Il motorsailer per esempio come viene considerato ? motore credo … ma è cosi veramente ? ma è mai possibile che per aver montato un 55 cv su un 38 piedi questo debba venir considerato motore ???

  3. Come al solito prima si fa ammuina poi interviene la ragione.
    Che la barca paghi qualcosa di paragonabile alle tasse automobilistiche non mi pare una eresia, semmai è sui servizi che si dovrebbe porre attenzione. Non esistono praticamente più i porti pubblici, le tariffe sul demanio furono- ahimè quelle sì- liberalizzate ed oggi rappresentano una delle voci più onerose per noi barcaioli. Che non siamo tutti della casta… Bisognerebbe fare opera di acculturamento sulla stampa generalista, che con i suoi luoghi comuni è il peggior nemico di chi va per mare. Vengano certi pennaioli a vedere i pensionati che tengono a galla con fatica e mille espedienti i loro barchini, si facciano spiegare perchè

  4. Era quello che auspicavamo tutti…ora e’ tutto piu’ equo !
    Ma rimane un punto oscuro, noleggio consentito ai privati in regime di concorrenza sleale alle imprese di noleggio e locazione ! se dovesse passare sarebbe davvero grave e metterebbe in crisi le numerose aziende del settore, tartassate da balzelli, tasse, i.v.a e norme rigide e inapplicabili ! Speriamo che ancora una volta il buon senso e un sintemento di equita’ abbiamo il sopravvento !

  5. scusate- segue-
    si facciano spiegare da loro perchè vanno al porto invece che all’osteria. E parliamo dei giovani velisti di qualche talento: abbiamo per loro abbastanza percorsi accessibili? Meditate, gente, meditate!
    Romano Less

  6. Bene, bravi professori ! il mio vicino di banchina, col suo gommonazzo da 9,99 ed 800 HP a poppa è molto contento di continuare a farla franca …. almeno lui !
    In quanto al noleggio, poi, vorrei che Mario mi spiegasse perchè posso affittare la casa -in concorrenza con alberghi e pensioni- ma non la barca !

    • Caro Adolfo, perchè le società di noleggio, quelle vere, hanno investito soldi, lavoro e tempo per creare e portare avanti la propria ATTIVITA’ e pagano stipendi e contributi e assicurano sicurezza e professionalità ai propri clienti. Ora da chi saranno garantiti gli ignari clienti dei “sedicenti armatori skipper”?

    • Gentile Paolo, le confermo formalmente che non ci sono esenzioni per le barche più vecche di 20 anni. Abbiamo chiesto conferme in proposito alle nostri fonti. Nel etsto emendato le riduzioni sono per la vela e per la vetustà. Quindi le barche vecchie più di 15 anni avranno una riduzione del 45%. Abbiamo pubblicato le somme dovute nella nostra news.

      Buona giornata

  7. Vi sono natanti la cui lunghezza fuori tutto eccede la lunghezza dello scafo, che naturalmente è inferiore ai 10 m. Secondo la proposta dell’UCINA i natanti sono comunque esenti dalla tassa. E’ così?

  8. Come al solito, soluzione all’Italiana.
    Si modificano le norme tenendo conto degli interessi dei gruppi di potere. I grandi costruttori di Marine, ed i proprietari dei cantieri. Il tutto condito con la scusa di salvare l’indotto!
    Si costringe il “possessore” di una imbarcazione da diporto acquistata in leasing in Francia (paese comunitario) a pagare, per il solo fatto di essere italiano, una tassa di possesso per la barca anche se questa tassa viene gia’ pagata annualmente in Francia (paese comunitario) .
    il tutto in spregio all’equita’ e agli Accordi firmati tra iItalia e Francia per evitare le doppie imposizioni.
    Ovviamente i privati non contano come gruppo di pressione, vero Senatore Grillo? Se ne ricorderanno pero’ alle prossime elezioni,. Ne puo’ essere certo.

  9. Meglio tardi che mai…. purtroppo il nostro “TECNICO” Governo almeno poteva preventivare, e valutare prima, così facendo, i danni procurati agli addetti, operatori della nautica, comunque le cose sembra che abbiano preso la giusta direzione e confidiamo di poter rimediare e recuperare i danni .. speriamo di “non aver chiuso le porte quando i buoi sono fuggiti”

  10. La dimenticanza sulle barche più vecchie mi sembra grave. Chi con passione e spese si dedica al mantenimento di esemplari d’epoca dovrebbe essere agevolato quanto più possibile, come avviene in tutti i paesi nauticamente civili.

  11. COSA DIRA’ SENATORE A QUEI POVERI E LIMITATI (ECONOMICAMENTE PARLANDO) PENSIONATI CHE HANNO L’UNICO PIACERE E PASSIONE MARINARA DI SISTEMARSI AGGIORNANDOLA LA PROPRIA BARCA A TERRA (PRIMA AVEVATE DECISO CHE NON PAGAVA) CON PIU’ DI 20 ANNI DI ETA’? “PAGATE! PAGATE!” “QUELLE NUOVE NO, BENEFIT= 2 ANNI GRATIS” DEVO SOSTENERE I COSTRUTTORI! ANCHE I VEICOLI DOPO 20 DIVENTANO “STORICI” E NON PAGANO PERCHE LE BARCHE NO? SPIEGHI A QUEI PENSIONATI PERCHE???

    • Gentile Antonio,
      Lei ha ragione. Tra le varie categorie difese dalla nuova Tassa di Possesso, purtroppo, non rientra quella dei semplici appassionati che hanno barche a vela normali, non di lusso. Evidentemente, ci viene da pensare, non sono essi considerati “sensibili” per l’industria nautica. Quindi, il risparmio rispetto alla formulazione precedente della tassa di stazionamento c’è ed è cospicuo, ma per assurdo e in proporzione va a colpire di più proprio le barche nomali e i semplici appassionati.

      Purtroppo, il possessore di un motoscafo da 9,90 con 400 cavalli di motore, considerato un natante ma dal valore di ben più di 100.000 euro non viene tassato, mentre una barca a vela di 11-12 metri di magari 30 anni e dal valore attuale sui 30.000 euro, viene tassato, anche se con una cifra adesso sostenibile (da vedere, però, a quali costi di posto barca viene aggiunta). Sarebbe bastato applicare la tassa di possesso in base ai cavalli del motore (variabile che più si avvicina al reale valore dell’imbarcazione), creando tra l’altro un gettito maggiore viste le tipologie del parco nautico italiano. L’industria nautica, però, era più sensibile nel difendere quella categoria rispetto a quelle di cui parla Lei.

      Un saluto

  12. Perdonate la mia confusione ma non capisco che importo verrò a pagare per una imbarcazione a motore di m. 13,50 di lunghezza di 22 anni di vita.
    In buona sostanza non capisco l’indicazione:
    – Barca tra 12,01 e 14 metri di 15 anni 319 euro (803 euro con la tassa di stazionamento 2011).

    Vi ringrazio sin d’ora per l’informazione.

    • Gentile Renato,
      i 319 euro si riferiscono a una barca a vela tra 12,01 e 14 metri di almeno 15 anni d’età. La vela ha una riduzione del 50%. Quindi la sua barca a motore pagherà 319 x 2 euro, ovvero 638 euro all’anno. Essendo una testata che si occupa di vela, abbiamo pubblicato le tariffe dovute dalle barche a vela.

      Tra parentesi riportavamo il confronto con la prima versione della tassa di stazionamento del dicembre 2011, in cui la categoria a vela 12-14 con 15 anni d’età avrebbe appunto pagato 803 euro (1.606 per una barca a motore di pari età).
      Un saluto

  13. per le barche con bandiera intracee di proprietà di cittadino italiano paganti la tassa di stazionamento nel paese di bandiera ritengo vi sia illegittimità sia per duplicazione di imposta ma anche per prelievo su bene non iscritto nel nostro Paese.; diversa la situazione per le barche con bandiera di comodo in Paese black list .

  14. Non ho capito perchè uno che ha da anni acquistato una barca in Francia e avendo mantenuto la bandiera francese ,pur stazionando in acque italiane, abbia pagato (quando in Italia non si pagava)e paghi tuttora la tassa in Francia ,debba pagare due volte in Francia e in Italia.
    Misteri dell’equità all’italiana!!!!

    • Non mi sembra un mistero dell’equità italiana. Se lei ha mantenuto la bandiera Francese lo ha fatto per suo libero e lecito interese. Daltronde uno Stato può, come si sa, imporre imposte anche sul possesso, lei addirittura ha la proprietà…Per evitare doppia tassazione cambi bandiera e metta quella italiana ! Semplice

      • Semplice!! Grazie io pensavo che la cosa non fosse così semplice ma che la pratica fosse costosa e si dovesse passare per l’omologazione RINA. E io povero cretino che non sapevo che fosse semplice, mi può dire per favore dove posso fare la pratica in modo così semplice e a basso prezzo??
        Grazie

  15. Visto che si possono effettuare modifiche,giuste a mio avviso,come mai non si aggiornano,in meglio, le nuove tasse sugli immobili onde permettere il recupero dell’edilizia e la rivalorizzazione degli immobili che con questa politica sono stati deprezzati fortemente.

  16. A Marco faccio presente che anche alberghi e pensioni hanno fatto investimenti, ed assicurano sicurezza e professionalità. Se la mia barca (che non mi sognerei mai di cedere in affitto) naviga in sicurezza con me al comando, perchè non dovrebbe poterlo fare con un altro skipper ?
    A Giancarlo Basile, che credo sia solo un omonimo, faccio presente che la lunghezza fuori tutto “è” la lunghezza dello scafo, con esclusione di tutte le appendici (bompressi, pulpiti, plancette, spoiler etc….. anzi, scusate, volevo dire “e quant’ altro”…….

  17. Non lamentiamoci sempre….la vela è stata tenuta nella giusta considerazione dal Governo Monti. Specialmente la fascia da 10 e 12 metri con anche gli sconti vetustà. E’ un piccolo contributo ed è giusto che tutti contribuiscano

  18. QUESTO RIPENSAMENTO MI SEMBRA INTANTO UN BUON SEGNALE DI ATTENZIONE VERSO IL NOSTRO SETTORE E VERSO CHI CI RAPPRESENTA. SICURAMENTE SAREBBE STATO MEGLIO SE QUESTE NORME FOSSERO STATE ATTUATE PRIMA PER EVITARE LE FUGHE IN PAESI STRANIERI, COMUNQUE SPERO CHE GLI ARMATORI CI RIPENSINO E TORNINO NEL NOSTRO BEL PAESE E LE MARINE DI CONSEGUENZA RIVEDANO TARIFFE E PREZZI.
    INFINE, ANCHE SE ANCORA CON QUALCHE NORMA DA RIVEDERE, QUESTA NUOVA PROPOSTA MI SEMBRA SENSATA ED ABBASTANZA EQUA. SPERIAMO CHE VENGA RATIFICATA.

  19. Mi sembra che il correttivo vada nella direzione giusta, ma abbia scordato le barche d’epoca.
    Come per automobili e moto, bisognerebbe introdurre una categoria esentasse che gratifichi i possessori di barche antiche ( opere di artigianato di valore storico importante), e che sostengono spese non indifferenti per mantenere in vita oggetti irripetibili che testimoniano la storia della nautica da diporto.

    • Gentile Angelo,
      beh, chiederlo a una testata che si chiama FareVela presupporrebbe molte risposte… Ci limitamo a dire che, a partirà di lunghezza, una barca a vela costa meno rispetto a una barca a motore, ha un impatto ambientale minore, produce più indotto rispetto a un motoscafo, frequenta di più i porti, non fa rumore, non crea “moto ondoso”, consuma meno carburante… ma però, poi, scopriamo che, alla fine, non è proprio vero che una barca a vela paghi meno di una barca a motore. Basta prendere il caso di una barca a vela sugli 11 metri di circa vent’anni (valore attuale sul mercato 30.000 euro) e un motoscafo sui 9 metri o 9,90 magari con 400 cavalli di motore (valore attuale sui 100.000 euro, e stiamo bassi): la barca a vela paga (giustamente), il motoscafo no pur valendo almeno tre volte tanto. Non le pare strano?
      Un saluto

  20. Vedo che qualcuno pensa, giustamente, che sia illegittimo tassare due volte lo stesso bene, in Italia e in Francia ma stando alla norma sembra che comunque lo stato italiano pretenda la tassa, e allora cosa fare? Qualcuno ne sa qualcosa?

  21. Adolfo, le imbarcazioni a noleggio sono obbligate ad essere sottoposte ad una visita periodica, che ha scadenza ogni 3 anni, che attesti l’idoneità del mezzo all’attività di noleggio. questa visita serve al rilascio dell’autorizzazione della C. di Porto. In quanto allo skipper, quantomeno dovrebbe essere in regola con la normativa sul lavoro, come sono invece i marittimi imbarcati, i quali hanno superato i corsi IMO, che tra l’altro hanno pagato profumatamente. E’ troppo svilente per un professionista avere come concorrente un semplice patentato, magari in 2 week-end e che rovina il mercato solo “PER ARROTONDARE”!!!!!!! Noi che lavoriamo e viviamo di mare, CHE GLI DIAMO DA MANGIARE AI NOSTRI FIGLI..I TITOLO PROFESSIONALI TANTO SUDATI???

  22. Paolo ha espresso lo stesso dubbio che ho io. E’legale tassare la stessa barca per lo stesso motivo in due paesi della C.E. ???? IO sarò costretto a pagare la tassa in Francia ed in Italia disponendo di una imbarcazione con leasing francese. Chi mi sa dire se potranno esserci ulteriori modifiche in tal senso ?????

  23. Poichè la tassa è annuale ed entra in vigore il 1° maggio, vuol dire che per il 2012 si paga in misura ridotta per sette mesi ?

    Grazie

  24. La tassa deve essere pagata entro il I° di maggio OK !
    Ma mi sapete dire a chi va pagata e come ?
    Grazie
    Stefano

  25. Oggi, 13 aprile 2012, a meno di 17 gg. dal 1° maggio, non si sa ancora nulla di come ed a chi va pagata la tassa di possesso. A chi bisogna rivolgersi? Spero che la redazione per tempo comunichi a tutti i suoi lettori le modalità da seguire per corrispondere quanto impostoci.
    Vorrei aggiungere: qualcuno è in grado di dare una giustificazione del perchè un motoscafo di mt. 9,99 del costo di oltre 300.000 euro non paga la tassa ed una barca a vela di mt. 10,50 del costo di 150.000 euro invece deve pagarla?

    • Caro Alessandro,
      ci siamo informati in proposito presso le sedi competenti e ci è stato risposto che entro la fine di aprile saranno comunicate le modalità per il pagamento della tassa di possesso. Informeremo i lettori non appena ci perverrà tale comunicazione.

      Un saluto

  26. Siamo tre soci che possiedono una barca a vela di undici metri.
    Pagheremo la tassa un terzo ciascuno?

    Grazie

    Roberto

  27. Buongiorno,gradirei sapere se ai fini a riduzione per vetustà si considera l’anno di immatricolazione oppure quello di costruzione dello scafo. Nel mio caso:costruzione scafo 2006, immatricolazione nel marzo 2007.Godrò della riduzione? Grazie

    • Gentile Antonio,

      fa fede l’anno di’immatricolazione. Ricordiamo a tutti gli interessati che appena ci perverranno pubblicheremo le modalità per il pagamento della tassa di possesso sulle barche.

  28. Vorrei sapere se per la nostra barca di famiglia, attualmente intestata a mio figlio cittadino italiano ma residente all’estero, iscritto all’aire (associazione italiana residenti all’estero)la tassa è dovuta o no.
    Grazie

  29. O aquistato una barca con leasing Francese dove pago già la tassa di stazionamento ” quindi sono locatario” devo pagare la tassa,se fosse posso fare ricorso visto che la proprietà è di un paese estero,

  30. Barca a vela anno di costruzione 2007 …
    quanto pago ?
    I 5 anni di vetustà per avere lo sconto del 15% sono stati raggiunti ?

    Grazie,

  31. Vorrei capire una cosa. dal testo di legge non riesco a capire il concetto espresso dal comma 7 dell’art. 16. nella parte “. La tassa non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unità da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonché alle unità bene strumentale di aziende di locazione e noleggio”
    il nonché sta a significare che se un privato italiano usufruisce del c.d. ‘Leasing Francese’ non deve pagare la tassa? o che la tassa non è dovuta dalla società di leasing per le unità di proprietà di questa?

    Grazie, A.S.

  32. Abbiamo una imbarcazione in comproprietà . Per 16 carati il proprietario è italiano per 8 è sammarinese. Qiuest’ultimo deve pagare la tassa di possesso o paga solo il residente in Italia?

  33. perche uno che ha una audi 275 cavalli bollo 700 euro paga 20 euro di sanzione anche dopo un anno e uno con una barca motore 25 cavalli a vela 12 metri paga 130 euro di sanzione dopo 16 giorni??? io ora cercherò di cambiare cittadinanza perche mi vergogno di essere italiano… in tutto il mondo ci considerano dei truffatori! e hanno ragione…

  34. ho una barca 9,96 (2 x 270 cv) con Leasing francese e mi vedo recapitare dalla società di leasing 2.750 euro per tassa di stazionamento!!! E’ un errore o un Orrore della regolamentazione della legge francese?

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