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Roma- È stata presentata questo pomeriggio alla libreria Il Mare di Roma “Mediterranea”, la nuova iniziativa di Simone Perotti. Per cinque anni lo skipper e il suo numeroso equipaggio circumnavigherà il Mare Nostrum a bordo di Mediterranea, un ketch del 1980 armato a cutter lungo 60 piedi, disegnato da Michel Bigoin.

La crociera tutta italiana prenderà il largo da San Benedetto del Tronto il 19 maggio per percorrere in totale circa 20.000 miglia tra i tre continenti Europa, Asia e Africa fino a solcare anche le acque di Mar Rosso e Mar Nero. L’equipaggio farà scalo in oltre cento località marittime toccando le sponde di 29 Paesi tra cui Grecia, Albania, Croazia, Turchia, Siria, Israele, Palestina, Egitto, Algeria, Marocco, Portogallo, Spagna, Francia e Malta.

Il team di Mediterranea che compirà il giro del Mediterraneo per cinque anni a scopi culturali, nautici e scientifici
Il team di Mediterranea che compirà il giro del Mediterraneo per cinque anni a scopi culturali, nautici e scientifici

Nato dalla voglia di esplorare e conoscere la ricchezza dei popoli che si affacciano sul Mar Mediterraneo, il progetto si propone tre finalità culturale, scientifico e nautico. Mediterranea incontrerà intellettuali e artisti, filosofi e operatori culturali alla ricerca delle voci e del pensiero del Mediterraneo, materia prima e preziosa per fronteggiare la crisi intellettuale, morale e civile dell’epoca. Tra questi figurano i nomi di Daniele Biacchessi, Gianluca Solera, Petros Markaris ed Ersi Sotiropoulos.

“Andremo alla ricerca delle migliori teste del Mediterraneo per chiedere loro cosa pensano di questa epoca di decadenza, cosa vedono dai loro occhi, quali soluzioni hanno elaborato”, spiega Simone Perotti che poi aggiunge: “Riteniamo che occorra cercare, ascoltare, verificare il pensiero attuale del Mediterraneo alla ricerca di possibili soluzioni per costruire un nuovo sistema di convivenza, culturale, relazionale e dunque politico, economico, sociale”.

Dal punto di vista scientifico, Mediterranea ha stipulato accordi di collaborazione scientifica con alcune università italiane ed europee operando come laboratorio galleggiante così da permettere agli atenei di svolgere ricerche ed esperimenti. E infine l’aspetto nautico, sottolineato dall’intenzione dell’equipaggio del ketch di riportare l’attenzione sul mare, sulla navigazione e sui valori della marineria.

Il ketch con armo a cutter Mediterranea a bordo del quale compiranno il periplo in modo ecosostenibile
Il ketch con armo a cutter Mediterranea

Diversi i progetti a carattere scientifico che coinvolgeranno la spedizione e alcuni atenei. Insieme all’Università di Siena porteranno avanti il “Plastic Busters”, iniziativa del Sustainable Development Solutions Network finalizzata a rilevare e monitorare la presenza e gli effetti dei rifiuti marini nel Mediterraneo con l’obiettivo di trovare soluzioni per prevenire e mitigare gli effetti dannosi. Saranno pertanto effettuate misurazioni e verifiche sulla natura, sulla provenienza e sull’impatto dei rifiuti marini di plastica su diversi organismi sentinella come  invertebrati marini, pesci, tartarughe e cetacei. Avrà durata triennale.

Mediterranea prenderà parte poi al progetto di ricerca industriale TESSA (Sviluppo di Tecnologie per la Situational Sea Awarness), nato con l’obiettivo di potenziare e consolidare il servizio di oceanografia operativa in Italia. I dati raccolti da Mediterranea contribuiranno alla validazione dei dati di previsione e dei servizi sviluppati all’interno di TESSA, come il servizio di previsioni meteo marine SeaConditions disponibile su web e device.

La cartina mostra la rotta ipotetica che seguiranno gli uomini (e le donne) di Mediterranea
La cartina mostra la rotta ipotetica che seguiranno gli uomini (e le donne) di Mediterranea

“Occhio alla Medusa” è invece l’iniziativa lanciata dall’Università del Salento e appoggiata dall’equipaggio di Mediterranea. L’iniziativa mira a coinvolgere i cittadini sugli avvistamenti di meduse permettendo così ai biologi marini di mappare la loro presenza nel Mar Mediterraneo. La pesca intensiva ha infatti impoverito l’ecosistema marino riducendo il numero dei pesci e consentendo la proliferazione delle meduse.

Infine il ketch sarà messo a disposizione della Fondazione SAHFOS per lo svolgimento del progetto “Mappatura del plancton e biodiversità del Mediterraneo” volto a valutare e confrontare la biodiversità del plancton marino in tutto il bacino, nel Mar Rosso e nel Mar Nero. Il confronto delle comunità di plancton e dei loro ambienti contribuirà a identificare le regioni mediterranee in cui la biodiversità marina è più a rischio a causa dei cambiamenti climatici e delle attività antropiche.

http://www.progettomediterranea.com/

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