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Trapani- Paolo Liberati, approfittando dei lavori invernali al suo Beneteau 50 Malaika5, ci invia questo interessante articolo sul cambio del sartiame. Lo pubblichiamo integralmente, invitando i lettori come sempre a inviare le proprie domande a Paolo Liberati.

Il sartiame di una barca a vela ha purtroppo una vita limitata e quindi, prima o poi, si dovrà provvedere alla sua sostituzione. La durata del sartiame dipende dal tipo di materiale usato e dall’uso che si è fatto della barca. Se le sartie sono in fune spiroidale 1/19 o in dyform, si assume convenzionalmente una vita media di 15/17 anni. Se invece sono in tondino o in tessile, la vita media si riduce a 8/10 anni.

Vista del Malaika dalla testa d'albero durante le fasi di cambio del sartiame in cantiere a Trapani. Foto Liberati
Vista del Malaika dalla testa d’albero durante le fasi di cambio del sartiame in cantiere a Trapani. Foto Liberati

Un’ulteriore variabile è data dall’uso: poca navigazione, per lo più in mari tranquilli, o navigazioni anche lunghe ma con venti portanti ne possono prolungare la vita mentre tante regate, tanta bolina, alti carichi, la possono ulteriormente ridurre. Ma ciò che comunque spingerà i più a sostituire il sartiame della propria barca sono i requisiti delle compagnie di assicurazione. Generalmente dopo i 15 anni viene richiesto un certificato da parte di un rigger professionista che ne accerti l’effettivo stato. Tale certificato ha un costo sostenuto (1.000/2.500 euro) e, anche nel caso in cui non si dovesse evidenziare alcuna carenza, potrebbe essere nuovamente richiesto un paio di anni dopo. Fatti due conti si capirà che il gioco non vale la candela e si deciderà quindi di procedere alla sostituzione del sartiame.

sartie

Portata la barca in cantiere si dovrà affrontare due decisioni importanti: Disalberare o sostituire le sartie mantenendo l’albero armato? Affidare il lavoro chiavi-in-mano ad un rigger o procedere da soli?
Se l’albero non è stato mai (o di recente) sbarcato e controllato, converrà questa volta procedere al disalberamento. Sarà cosi possibile controllare bene la base di appoggio (in sentina o in coperta), l’attacco e i terminali delle crocette, l’attacco delle sartie, dei paterazzi e degli stralli, le pulegge delle drizze, il supporto del radar e di altre eventuali apparecchiature elettroniche, e sostituire la cuffia nel caso di albero passante. Se l’albero fosse verniciato ed evidenziasse qualche chiazza di corrosione galvanica o perdita di polvere pigmentata, si potrà decidere di ripitturarlo.
Se invece si fosse già disalberato e controllato il tutto qualche anno addietro, sarà sufficiente cambiate il sartiame, mantenendo l’albero in sede.

Il costo del rigger può variare da 600 a 2.000 euro, a seconda del rigger e che si decida di disalberare o meno. In caso di disalberamento consiglierei di affidarsi a un rigger professionista mentre, se si decidesse di procedere mantenendo l’albero in sede, è possibile procedere da soli e risparmiare qualche migliaio di euro. E questo è quanto che ho deciso di fare io sul Malaika5, dato che nel 2007 avevo già fatto disalberare e controllare il tutto dal cantiere dove ha fatto i lavori di armamento per il giro del mondo.

La prima cosa da fare sarà di procurarsi un piano dettagliato del sartiame della barca. La cosa più semplice è richiederlo al cantiere costruttore, fornendo il numero di matricola dello scafo. Nel mio caso la Beneteau, Servizio Post-vendita, mi ha inviato il seguente pianetto.

piano Con questo documento si dovrà contattare un certo numero di ditte, inclusa quella che ha fornito al cantiere il sartiame originale, e chiedere un preventivo per la confezione del nuovo sartiame. Nel richiedere il preventivo bisognerà richiedere che venga specificato il tipo di materiale che verrà usato, la provenienza delle funi (evitare possibilmente fornitori cinesi o di paesi poco noti, meglio gli europei ma altrettanto buoni giapponesi o coreani), il tipo e la marca degli arridatoi. A tal proposito di potrà decidere di salvare gli arridatoi esistenti, se ancora in buono stato. E’ bene quindi farsi inviare un preventivo ben circostanziato, da cui si possa evincere il costo di ogni singola componente.
La scelta non sarà facile, è bene farsi guidare non solo dal costo ma soprattutto dal nome (conosciuto) del fornitore, dal materiale proposto e dai tempi richiesti. Nel mio caso ho scelto la G&G Rigging di Milano e ho deciso di mantenere gli arridatoi di coperta delle sartie e di cambiare quelli dei due paterazzi e delle diagonali. Ho poi deciso di montare un nuovo arridatoio sullo strallo del genoa, perche il mio originariamente non lo aveva.

Si dovrà ora procedere a smontare il vecchio sartiame per inviarlo alla ditta prescelta, che lo userà come riferimento per la confezione del nuovo. A tal fine si potrà lavorate sull’albero con il bansigo, ma sarebbe un lavoro molto faticoso e un po’ pericoloso. Meglio optare per una piattaforma elevatrice (la si può noleggiare a un costo di 50/100 euro all’ora).

 

 

Si potrà smontare solo una sartia di ogni coppia (per esempio la bassa di destra, l’alta e la diagonale di sinistra) e un paterazzo (nel caso ce ne siano due). Al posto delle sartie smontate si dovranno mettere in forza delle drizze, ben tesate. Ma prima di allentare gli arridatoi di dovranno mettere dei nastri adesivi intorno alle filettature, per marcare la posizione di tesatura.

La testa dele crocette di Malaika5
La testa dele crocette di Malaika5

Qualche problemino lo si potrebbe avere nello smontare le teste delle crocette, che generalmente sono bloccate dall’ossido formatosi al contatto tra alluminio e acciaio inox, per le correnti galvaniche. Per sbloccarle potrebbe essere necessario scaldare il pezzo con la fiamma, spruzzarlo con lo Svitol o con un liquido congelante (il contrasto tra l’esterno caldo e l’interno freddo potrebbe facilitarne lo scollamento). Se non si riuscisse a estrarre il perno passante per disconnettere i due terminali della sarta alta, converrà estrarre tutta la testa e procedere con l’estrazione del perno a terra o al banco d’officina. Sarà utile quindi portarsi sulla piattaforma tutti gli attrezzi necessari inclusi la lampada a gas per riscaldare, i prodotti da spruzzare, una mazzetta e alcuni perni, dei blocchi di legno duro oltre che le consuete brugole, chiavi e cacciaviti.

Particolare attenzione dovrà essere usata nello smontaggio dello strallo con avvolgifiocco, perche sarà abbastanza pesante e bisognerà stare attenti a non piegarlo. Bisognerà essere quindi almeno in tre, due sulla piattaforma e uno a terra per riceverlo e stenderlo. Una volta a terra si potrà procedere allo smontaggio del tamburo e dei vari profili. Quasi certamente le brugole (grani) che tengono in posizione il tamburo e che bloccano gli spezzoni di profilo saranno bloccate perche anche queste sono in inox e sono avvitate su pezzi in alluminio. Si potrà provare a scaldare/congelare e battere sulla brugola con un martello di gomma mentre si applica la torsione. In extremis si dovrà forare il grano facendo attenzione a non rovinare il filetto.

Se i grani dell'avvolgifiocco dovessero essere bloccati bisognerà forarli
Se i grani dell’avvolgifiocco dovessero essere bloccati bisognerà forarli

Qualora lo strallo non avesse un arridatoio per regolarne la tensione sarebbe bene approfittare di questa occasione per montarne uno. In tal caso bisognerà ordinare al produttore dell’avvolgitore una prolunga per creare la sede all’arridatoio. Si procederà anche a un controllo dello stato dei cuscinetti del tamburo e dello snodo di testa. Se si dovesse notare un certo gioco e un indurimento eccessivo, converrà smontare il tutto e controllare le condizioni dei cuscinetti e para olio.

Generalmente la ditta produttrice provvede anche alla revisione di suoi prodotti, ma il costo è decisamente rilevante (circa 450 euro nel caso del Profurl 42C di Malaika5). Con un po’ di manualità si potrà ri-condizionarlo da sé, con una spesa si poche decine di euro.
Una volta sbarcate tutte le sartie, stralli e paterazzi che si è deciso di cambiare, li si avvolgeranno a matassa e li si predisporranno su di una pedana per l’inoltro alla ditta prescelta per la fabbricazione del nuovo sartiame. Generalmente queste ditte hanno un abbonamento con uno spedizioniere e quindi sarà solo necessario farsi comunicare il numero di tale abbonamento e contattare lo spedizioniere che verrà in cantiere a prelevare il collo.

Il costo per la fabbricazione del nuovo sartiame dipenderà dalla dimensione della barca e dalla ditta prescelta. Per Malaika5 (Beneteau 50, Ndr) il costo variava da 3.000 a 5.000 euro (esclusi gli arridatoi delle sartie alte e incluso un arridatoio per lo stallo). Nel giro di un paio di settimane arriveranno in cantiere le nuove funi e si dovrà quindi organizzare il lavoro per ri-assemblare lo strallo, sbarcare le sartie che si erano lasciate a riva e montare le nuove. Occorreranno una decina d’ore di lavoro e quindi bisognerà programmare bene l’intervento della piattaforma per non tenerla inutilmente ferma e comunque pagarla.

Nel rimontare i profili bisogna bloccare i grani con un liquido bloccafiletti
Nel rimontare i profili bisogna bloccare i grani con un liquido bloccafiletti

Il primo lavoro da fare sarà montare l’avvolgifiocco sul nuovo strallo. Se si fosse deciso di montare un arridatoio si dovrà prima montare il tubo estensore sul tamburo e poi accorciare l’ultimo profilo in alluminio in modo da mantenere invariata la lunghezza totale della canaletta. Sarà necessario forare il profilo, per creare la nuova sede dei grani di bloccaggio e filettare i fori.

Bisognerà filettare i nuovi fori dei grani di bloccaggio dei profili
Bisognerà filettare i nuovi fori dei grani di bloccaggio dei profili

Assemblato il tutto si potrà tornare in testa d’albero per collegare lo strallo, le nuove sartie e il paterazzo, al posto di quelle che erano state rimosse in precedenza. Prima di ridiscendere si dovranno smontare le sartie rimanenti avendo cura di controventare l’albero con altre drizze.

Si torna in testa d'albero con la piattaforma per rimontare le nuove funi. Foto Liberati
Si torna in testa d’albero con la piattaforma per rimontare le nuove funi. Foto Liberati

Tornati a terra si potranno mettere in forza provvisoria lo strallo, le nuove sartie e il nuovo paterazzo. Nel frattempo smonteremo gli arridatoi dalle vecchie funi e li rimonteranno sulle nuove. Quando tutto sarà pronto si potrà tornare sulla piattaforma per collegare le nuove funi all’albero.
Quando tutto il nuovo sartiame sarà stato montato e messo in provvisoria tensione si potranno recuperare le drizze e si provvederà a ripristinare la tensione sugli arridatoi, avvitandone il corpo centrale sino a raggiungere la posizione originaria segnata di nastri adesivi.
A questo punto bisognerà verificare la verticalità e rettilineità dell’albero, rimandando a una prima uscita in mare, la regolazione di fino. In navigazione di bolina con vento sui 10/12 nodi le sartie di sottovento dovranno essere leggermente in bando o quantomeno un po’ lente. Dopo un po’ di bordi e successive regolazioni, si raggiungerà la corretta tesatura. Il lavoro è terminato.

La marchiatura sui terminali riporta marca, tipo e anno di fabbricazione
La marchiatura sui terminali riporta marca, tipo e anno di fabbricazione

Il lavoro fatto su Malaika5 ha incluso:

– sostituzione di sartie alte (V1-V2) e delle diagonali (D2), mantenendo gli arridatoi originali di coperta (le sartie basse D1 le avevo già cambiate quattro anni fa);

– sostituzione dei due paterazzi, inclusi gli arridatoi;

– sostituzione dello strallo con inserimento di un nuovo arridatoio in modo da facilitare il giusto tensionamento dei due stralli (genoa e trinchetta);

– montaggio dell’estensore del tamburo dell’avvolgifiocco, per l’alloggiamento del nuovo arridatoio;

– sostituzione del profilo basso della canaletta, perché quello originario era danneggiato;

– ricondizionamento del cuscinetto e paraolio del tamburo dell’avvolgifiocco, che erano danneggiati.

Per smontare e rimontare il sartiame, lavorando in due più aiuto, abbiamo impiegato tre giorni, noleggiando una piattaforma elevatrice per un totale di 5 ore. Il nuovo sartiame è stato confezionato dalla G&G Rigging e inviato in cantiere in circa 10 giorni. Il costo complessivo dell’operazione è stato di circa 4.600 euro, Iva inclusa.

http://blog.mailasail.com/malaika5

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