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Il nostro opinionista oceanico Marco Nannini torna a scrivere per Farevelanet. Lo fa, con la consueta chiarezza ed efficacia, con un interessante contributo sulla meteorologia applicata alla regata di grande altura.

Quando si parla di meteorologia applicata alla vela o alle regate d’altura si affronta una materie inevitabilemente molto complessa. Il moderno velista o regatante non può improvvisarsi meteorologo e cercare di fare una sua previsione del meteo, ma deve essere in grado di interpreatare le informazioni a sua disposizione per trarne il massimo vantaggio, sia che si tratti di accellerare i tempi di trasferimento durante una crociera o per battere gli avversari durante una regata. Il paragone che mi viene in mente è quello della finanza, da ex bancario direi che al giorno d’oggi ciò che ti distingue dalla concorrenza, in qualsiasi campo, è la capacità di interpretare le informazioni, che spesso arrivano addirittura in eccesso, gli inglesi definiscono “informational overflow”. In banca e in barca, con una sola consonante di differenza la situazione è molto simile, con una miriade di fonti di previsioni meteo, bollettini e campi di vento.

10 - Corso di Meteorologia

Innanzitutto bisogna fare una selezione delle fonti di informazioni alle quali affidarci, consultarle tutte sarebbe impossibile, sia nella finanza sia nella meteorologia, dunque dobbiamo creare un metodo per districarci. Inizierei col fare un po’ di chiarezza su cosa sia opportuno consultare prima di uscire in barca, in crociera o regata. Con la diffusione sempre maggiore dei “campi di vento” molti consultano solo più questi, ovvero cartine che riportano l’intensità e direzione media oraria attesa rappresentate con freccioline su sfondi colorati. Non c’è nulla di sbagliato nel consultarli, queste rappresantazioni delle previsioni meteo focalizzate appunto sul vento hanno tantissimi pregi, inannzitutto l’immediatezza con cui si fruisce dell’informazione chiave per un velista: da dove arriva il vento e la sua intensità. Il problema dei campi di vento è che, nel ridurre un argomento complessissimo come il meteo a una rappresentazione bidimensionale di un solo fattore, eliminano una quantità incredibile di informazioni lasciandoci a osservare l’effetto (il vento) ma senza conoscerne la causa. In altre parole il velista che si affida ai soli campi di vento è come un infermiere o paramedico della vela, perché’ si occupa della sintomatologia ma non investiga o approfondisce la causa.

I campi di vento nel MED occidentale
I campi di vento nel MED occidentale per le ore 12 UTC del 4 aprile scorso

Per una diagnosi più accurata, il velista deve conoscere il quadro completo della situazione, ovvero la situazione sinottica che produce un dato campo di vento. La lettura delle carte sinottiche richiede una conoscenza più approfondita delle nozioni base di meteorologia, alte e basse pressioni, gradiente barico, fronti caldi, freddi, occlusi e stazionari nonché principii quali la circolazione delle masse d’aria dalle alte pressioni verso le basse pressioni.

La carta sinottica delle 12 UTC del 4 aprile che genera i campi di vento sopra descritti dal modello
La carta sinottica delle 12 UTC del 4 aprile che genera i campi di vento sopra descritti dal modello

Per capire il perché dell’importanza della materia immaginiamo di ridurre la situazione a un esempio pratico, una rotta tra il punto A e il punto B lungo una linea retta. Immaginiamo uno skipper “Scettico” che per nulla si fida delle previsioni meteo, leggendole è convinto che il meteo potrà fare qualsiasi cosa, il vento potrà ruotare in senso orario o antiorario, aumentare o diminuire. Per questo skipper l’unica rotta sensata da seguire è la rotta più breve, ovvero navigare da A a B man mano sul bordo più efficace a ogni istante della traversata. Lo skipper “Scettico” paradossalmente potrebbe anche non consultare le previsioni meteo perché si limiterà a navigare con il vento che troverà durante la traversata ma potrebbe risultare in tanti casi anche il più veloce. In altre parole, a ogni punto della tratta sta in rotta se possibile o bordeggia, virando o strambando.

 

La rotta da A a B dello skipper "Scettico"
La rotta da A a B dello skipper “Scettico”

Ora immaginiamo una regata tra lo skipper “Scettico” e lo skipper “Informato”. Lo skipper “Informato” ha consultato i campi di vento che gli indicano venti portanti in progressiva rotazione oraria. Sfruttando questa informazione questo skipper ha addirittura fatto girare un software di ottimizzazione della sua rotta che gli indica la traccia ottimale da seguire con una rotta curvata… sulla carta dovrebbe vincere lo skipper “Informato” ma la realtà non è quella di una progressiva rotazione, bensi di un netto salto di vento (per esempio al passaggio di un fronte) che appare in lenta rotazione solo a seguito dell’interpolazione del modello fra due punti nel tempo. In altre parole, lo skipper “Informato” si sta affidando a una elaborazione che lo manda nella direzione giusta, ma realtà e modello si discosteranno notevolmente. Facciamo entrare in campo un terzo skipper, lo skipper “Avanzato”, che avrà consultato non solo i campi di vento ma anche la situazione sinottica generale.

La rotta ipotetica da A a B dello skipper Informato
La rotta ipotetica da A a B dello skipper “Informato”

Lo skipper “Avanzato”, un po’ come un saggio rispetto allo stolto avrà più dubbi che certezze, perché osservando la situazione generale si renderà spesso conto che la rappresentazione grafica del campo di vento non è che una semplificazione della realtà che riduce un mondo a n dimensioni ad una semplice cartina con freccioline colorate. Solo incrociando i dati della situazione sinottica con il campo di vento si potrà cogliere il senso di questa previsione. Sulla carta sinottica identificherà un fronte in passaggio e coglierà che quella rotazione progressiva indicata dai campi di vento sarà molto più brusca, osservando nuvole e barometro vedrà il fronte arrivare e insisterà sulla rotta che lo porterà sulla nuova layline.

La rotta ipotetica da A a B dello skipper "Avanzato", con un più rapido avvicinamento alla nuova layline
La rotta ipotetica da A a B dello skipper “Avanzato”, con un più rapido avvicinamento alla nuova layline

I campi di vento sono il risultato di un modello di elaborazione che produce alcune “foto” a intervalli di tempo con una direzione e intensita di vento per punti distribuiti su una griglia con risoluzione, che va da pochi chilometri a decine di miglia. Tutto quello che succede per un punto geografico fra due punti temporali successivi o quello che succede fra due punti della griglia non èaltro che il risultato di una interpolazione. Il problema è che la realtà non sempre si svolge secondo questa interpolazione, anzi, chiunque abbia navigato in mare, specie nel Mediterraneo sa bene quanto repentini possono essere i cambiamenti di condizioni meteo e del vento.

I cambiamenti più drastici avvengono sempre in corrispondenza del passaggio dei fronti sia caldi ma in particolare dei fronti freddi, che sono molto più attivi.

Che cos’è un fronte? Un fronte non è altro che la linea di separazione fra due masse d’aria, il principio base è semplice, una massa d’aria calda tende a salire come una mongolfiera, una massa d’aria fredda tende a scendere. Una massa d’aria calda e umida che sale verso quote più alte si raffredda e si genera condensa, ovvero nuvole. Dunque quando una massa d’aria calda si muove verso una massa d’aria più fredda tende a salirgli sopra, progressivamente, questa linea immaginaria viene definita fronte caldo. Quando invece una massa d’aria fredda raggiunge una di aria calda la “scalza” violentemente costringendo l’aria calda a una rapida ascesa in quota e relativo raffreddamento che genera nuvole e violente precipitazioni.

 

Schema di un fronte caldo
Schema di un fronte caldo

I fronti sono dunque meteorologicamente parlando i punti più critici e interessanti perché segnano il passaggio da una massa d’aria calda a fredda o viceversa e segnano anche i cambi di vento più marcati. In particolare i passaggi dei fronti freddi vanno tenuti sotto controllo con molta attenzione per due motivi, innanzitutto sono quelli che portano le condizion meteo più estreme, violenti rovesci, temporali estivi, venti forti e rafficati, e poi perché con il loro passaggio troviamo i cambi di vento più repentini.

Schema del fronte freddo
Schema di un fronte freddo

Dunque se ignoriamo la situazione signottica e la presenza di fronti caldi e freddi, potremmo trovarci davanti ad un campo di vento che indica una rotazione del vento da sud-ovest a nord-ovest con venti medi orari di una ventina di nodi. Lo skipper “Informato” potrebbe prendere questa rotazione e l’intensità media del vento alla lettera e trovarsi ad affrontare condizioni ben piu’ toste.

Lo skipper “Avanzato” si sarà fatto invece una idea completamente diversa, leggendo la carta sinottica avrà notato il passaggio atteso di un fronte freddo… quel vento sarà da sud-ovest fino al fronte dove la situazione deteriorerà notevolmente, i rovesci potrebbero essere molto violenti e il vento in raffica potrebbe raggiungere il doppio del vento medio atteso. Lo skipper “Avanzato” si aspetterà dunque vento in raffica fino anche a 40 nodi e soprattutto condizioni sgradevolissime e probabilmente, se non si trattava di una regata, sarà rimasto in porto ad attendere il bel tempo che segue il passaggio di un fronte freddo.

Situazione tipica di passaggio tra fronte caldo e fronte freddo con relativa rotazione dei venti
Situazione tipica di passaggio tra fronte caldo e fronte freddo con relativa rotazione dei venti

Il mio tentativo di chiarire la situazione non può che avervi confuso le idee come accade spesso quando si approfondisce una materia complessa. Mi sono avvicinato alla vela d’altura solo sei o sette anni fa, quando per me le previsioni meteo si limitavano a soli e nuvolette delle previsioni del telegiornale, poi andando in mare è nata l’esigenza di capire perlomeno cosa aspettarsi per la giornata e quando ho iniziato a fare regate ho iniziato a chiedermi come sfruttare l’interpretazione di una previsione a mio vantaggio. Durante il mio giro del mondo alla Global Ocean Race, per ristrettezze di budget non potevo in barca permettermi di scaricare sia le informazioni delle carte sinottiche sia i campi di vento cosi’ utilizzavo solo i campi di vento cercando di interpretarli – qua sembro quasi contraddirmi, facendo affidamento solo ai campi di vento allora agivo da skipper “Informato”, non da skipper “Avanzato”? Non esattamente, col tempo si può affinare la capacità di dedurre la situazione sinottica partendo dai venti da essa generati, questo è ben diverso dal prendere un campo di vento senza interpretarlo.

Il mio consiglio è dunque di imparare a leggere le carte sinottiche, capire la differenza fra i vari tipi di fronti, l’influsso che hanno sul vento e le nuvole a loro associati, imparare a leggere una sinottica e sovrapporla mentalmente ai campi di vento, incrociare le due informazioni, cercare di percorrere il filo logico nei due sensi: se questo è la situazione sinottica quale sarà il vento? Se questo è il vento quale situazione sinottica può averla generata? Ci sono fronti in passaggio?

L’argomento si fa ancora più interessante quando arrivati a questo punto si inizieranno finalmente a capire le limitazioni dei campi di vento e a sfruttarli a proprio vantaggio in regata. La prima limitazione l’abbiamo vista, la rotazione del vento potrebbe essere tutt’altro che progressiva, ma in corrispondenza di un fronte improvvisa. La seconda importante limitazione è capire che parlare di medie orarie non ci aiuta sempre a scegliere la vela giusta o comprendere a fondo che condizioni ci aspettano. Al passaggio di un fronte freddo appunto, come già detto, il vento potrebbe per brevi periodi essere anche doppio rispetto al campo di vento, chi vuole farsi sorprendere da 40 nodi di vento ancora sotto spi?

Possiamo entrare in ulteriori tecnicismi, per esempio il fatto che tutte le previsioni pubblicate relativamente ai campi di vento fanno riferimento al vento a 10 metri di elevazione, per convenzione. La superficie del mare rallenta il vento che è più forte in quota. Questo potrebbe sembrarvi irrilevante ma non lo è affatto, per una barca con un albero di 20 metri il vento può essere fino 20 per cento in più.

 

Grafico del rapporto tra vento ed elevazione
Grafico del rapporto tra vento ed elevazione

Proviamo a fare due conti. Il campo di vento indica una freccia con 20 nodi di vento. Sul mio Class40 con albero di 19 metri aggiungo a spanne il 20 per cento portando il vento medio orario a circa 24 nodi anziché 20. Dopo attenta analisi mi rendo conto che questa freccia è in corrispondenza del passaggio di un fronte freddo, qui una massa d’aria instabile sta raggiungendo una massa d’aria calda (più stabile). Prima del fronte freddo devo mettere in conto che il vento oscilli +/- 30 per cento rispetto alla media oraria, dunque in una forchetta fra 18 e 31 nodi in raffica. Al passaggio del fronte, magari anche solo per pochi brevi momenti posso aspettarmi raffiche fino al 50 per cento o addirittura 100 per cento in più rispetto alla media oraria, dunque 36 o addirittura 48 nodi in raffica.

Quante volte avete sentito qualcuno dirvi che erano usciti aspettandosi 20 nodi e di averne presi 40 come fosse un evento eccezionale, magari sotto un violentissimo temporale e lamentandosi dei servizi meteo? Il nostro skipper “Informato” apparirà “Stupito”, quello “Scettico” senz’altro “Provato” dalle dure condizioni meteo e l’unico ad averci capito qualcosa sarà lo skipper “Avanzato”, che in regata vi sarà passato avanti di qualche miglio, scegliendo il lato giusto del campo di regata e avendo preparato tutti i cambi di vela attesi e senza rompere niente. Voi lo chiamerete erroneamente “Fortunato” oppure in un mondo di crocieristi, lui sarà rimasto in porto, e lo chiamerete “Pauroso”, quando invece siete voi a dover fare un’esame di coscienza e ammettere di essere usciti in mare senza davvero sapere cosa avreste trovato.

Il messaggio chiave è che bisogna farsi un minimo di cultura sulla meteorologia, essere in grado di leggere una carta sinottica ed incrociarla con un campo di vento prima di acquisire la confidenza per interpretare solamente quest’ultimi che nella loro immediatezza nascondono l’insidia della semplificazione, hanno molte limitazioni che vanno capite per essere sfruttate a proprio vantaggio. (Marco Nannini)

 

Per chi volesse approfondire questi argomenti, sabato 27 aprile Nannini terrà un corso di Meteorologia per la Vela d’altura a Fezzano, tra La Spezia e Portovenere, in cui ripercorrerà i passaggi logici che ogni velista dovrebbe seguire prima di mettersi in mare, quali fonti di informazioni usare e come riconoscere eventuali situazioni critiche, capire la relazione tra la situazione sinottica e i campi di vento e soprattutto le limitazioni di quest’ultimi. Per i più esigenti Nannini tratterà anche l’argomento relativo all’ottimizzazione delle rotte con software di navigazione. 

Per maggiori informazioni potete visitare www.marconannini.com/it/meteorologia

 

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