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Si conclude il viaggio di Carlotta e Riccardo attorno alla Sardegna con il Baltic 42 Bonnheur. Queste le tappe finali da Santa Marina Navarrese a La Caletta.

Venerdì, 5 Settembre 2014

Santa Maria Navarrese – Cala Luna

Come in ogni nostra partenza, durante tutto il nostro viaggio, lasciando una marina ci sentiamo malinconici: le persone conosciute, la serenità acquisita nel sentirsi a casa, protetta la barca e coccolati i proprietari, beh queste sensazioni ci rendono sempre complesse le partenze. Comunque, nonostante tutto, decidiamo nel primo pomeriggio di venerdi 5 settembre di mettere la prua sempre più vicina alla Caletta, passando per due rade molto suggestive, la famosa e surreale Cala Luna e la piscina d’acqua salata di Cala Ginepro.

Purtroppo il vento non è  stato favorevole e la risacca dei giorni precedenti, hanno reso il viaggio poco confortevole, la grande consolazione era immergersi con lo sguardo in queste cale, che sembrano dipinte per la loro bellezza e la loro conformazione.
La prima tappa della navigazione doveva essere la famosa Grotta del Fico, purtroppo la risacca e un numero alto di imbarcazioni in attesa ci hanno reso impossibile la sosta.
Ci siamo ripromessi la settimana prossima di visitarla, iniziando la nuova avventura nell’entroterra, partendo proprio da Santa Maria Navarrese.

Quindi sconsolati abbiamo continuato con onda e poco vento fino alla bellissima Cala Luna, passando davanti e purtroppo controluce, davanti a Cala Golortzè, Cala Mariolu e Cala Sisine, che dire queste grotte sulla sabbia, la laguna, la spiaggia di sassi grigi perfettamente levigati, tutto perfetto.
Decidiamo di tuffarci e di raggiungere la riva con i nostri monopinna, una nuotata rinfrescante, vicino alla riva trasportati dolcemente dalle correnti.

Dopo aver camminato nelle grotte e aver preso gli ultimi raggi del sole, torniamo in barca e da lì inizia un vero tormento, si perchè purtroppo, come tutta la costa, non esistono punti riparati e il fetch arriva dall’ Italia senza alcun impedimento e non solo, le onde passavano e ritornavano indietro facendo stare Bonheur, ma noi soprattutto in continuo rollio, inoltre la notte dopo le 22 si alza un termico dovuto dal raffreddamento della roccia che cade a valanga verso la cala (vento catabatico), insomma una notte un po’ agitata, ma sicuramente d’effetto.

La mattina all’alba inizia la processione verso le cale, quindi barche dei vacanzieri, motoscafi, gommoni, gommoncini, canoe..insomma un arrembaggio tale che alle 10:00 siamo in viaggio verso l’acqua cristallina di Cala Ginepro.
Non consigliamo la rada notturna, ma una giornata  alla scoperta di questi paradisi senza alcun dubbio Si!
Dovete però munirvi di tanta pazienza nei confronti dei gommonauti maleducati che passano a tutta velocità a pochi metri dalla barca alla fonda.

Foto Domenici De Luca
Foto Domenici De Luca

Sabato, 6 Settembre 2014

Cala Luna- Cala Ginepro
Eccoci qui, lasciamo Cala Luna verso le 10:00, continuando a guardarci increduli questo panorama che fino a Cala Gonone è maestoso, per poi degradare dolcemente nel verde e nella sabbia sottile come borotalco.
Appena allontanati dalla costa prendiamo un leggero termico che ci accompagna fino a Cal Ginepro, il verde è il padrone indiscusso e Cala Ginepro è davvero una cala dove l’acqua è paragonabile a un enorme piscina di acqua salata.

Ormeggiamo, ormai Carlotta è quasi diventata una brava marinaia, nonostante alcune piccole incertezze, copriamo la randa e ci tuffiamo, un bagno rilassante , il pranzo e poi un pomeriggio di relax e di lettura, intervallata da una serie di siparietti davvero caratteristici, primo su tutti una lezione di windsurf che ci passa a pochi metri, Lei allieva sulla tavola a vela e lui sulla nuova tendenza del momento, il Sup, una tavola da surf con una pagaia.

Dopo poco due canoisti inesperti che imprecavano la loro poca abilità, urlando e disperandosi, i nuotatori, che usavano Bonheur come boa e ultimi ma primi per intraprendenza, gruppi di anziani super arzilli sui pedalò, con mogli al seguito che incuriositi dalla barca ci giravano intorno facendoci domande e cercando si sbirciare aldilà dei pozzetti.
Verso le 19:00 Carlotta si diverte a nutrire le occhiate con del pane, poi il nostro circuito di ginnastica e un bellissimo tramonto che ci rende felici e romantici, senza accorgercene abbiamo circumnavigato l’intera isola, un’esperienza bella e talmente ricca di imput che è davvero volata.
La serata è continuata con la cena a base di piccole bistecche da 500 gr, del vino rosso e tante risate per gli episodi della giornata.

Domenica, 7 Settembre 2014
Cala Ginepro – La Caletta
Eccoci qui, domenica 7 settembre nella bella Cala Ginepro, decidiamo di fermarci ancora un po’.
Carlotta si immerge e nuota stile sirena intorno alla barca e dopo aver pranzato decidiamo che è davvero giunta l’ora di tornare a Casa.
Il vento non è forte ma ci permette ugualmente di issare focco e randa, e di dirigerci verso le bellissime spiagge di Berchida, a sud di Capo Comino e di Santa Lucia.

Dune bianche, contornate di verde e di mare di un colore acceso e invitante, ormai mancano davvero poche miglia, il nostro pensiero vola verso questi due mesi trascorsi alla scoperta di posti bellissimi e di persone altrettanto uniche.

Facendo un bilancio possiamo affermare che questo viaggio così complesso, in primis perchè autofinanziato, è stato una piacevola sorpresa sotto tutti i punti di vista.
Manca ormai pochissimo superato Capo Comino, ecco la bella torre di Santa Lucia allestita in festa, la sua spiaggia bianca e in lontananza ecco la nostra Caletta, siamo stanchi ma felici.
Ad aspettarci due ormeggiatori  e un nostro amico artista Massimo Onnis che ci ha fatto in pochi minuti il riassunto di 2 mesi trascorsi, noi ci siamo limitati ad esternare entusiasmo e felicità, una di queste sere ceneremo insieme per raccontargli la nostra indimenticabile avventura.
Il Viaggio non finisce qui, la settimana prossima inizieremo una parte dell’entroterra, La Sardegna è davvero senza dubbio alcuno l’isola più bella del Mondo.

In avvicinamento a La Caletta, fine della circumnavigazione della Sardegna
In avvicinamento a La Caletta, fine della circumnavigazione della Sardegna

Giovedì, 11 Settembre 2014

Orientale Sarda – Santa Maria Navarrese

Di nuovo in viaggio, siamo partiti in macchina dalla Caletta per ritornare a Santa Maria Navarrese.
La strada che abbiamo percorso è stato un vero capolavoro di natura imponente e dominante.
L’asfalto rosa,  le gallerie, le piazzole  ogni cosa ti lasciava senza respiro, le caprette inerpicate lungo i guard rail, le mucche con i vitellini intenti ad attraversare la strada, le vedute mozzafiato, tutto questo è la 131, l’orientale sarda .
Durante il Viaggio, abbiamo notato un cartello con la scritta cantiere forestale e ci siamo diretti verso questa basa/punto di avvistamento che domina la valle di Oddoene, con a SudOvest la gola di Su Gorruppu, il canyon più alto d’Europa ben 300 m.
La Valle di Oddoene è piena di vigneti da cui si ricava il famosissimo Cannonau di Dorgali.
Partiti alle 15:00, abbiamo fatto così tante soste per contemplare il paesaggio che siamo arrivati a destinazione intorno alle 20:00.
Ad aspettarci questa cara amica dell’Hotel Nascar, una delle più vecchie costruzioni di Santa Maria Navarrese, adibita da qualche anno ad Hotel, un posto in perfetta armonia con il paesaggio, con 12 stanze, molto personali e davvero ben pensate…
Da domani inizieremo una serie di escursioni, che quando eravamo in barca non siamo riusciti a fare.

Se il mare della Sardegna è splendido, l'interno è addirittura maestoso.
Se il mare della Sardegna è splendido, l’interno è addirittura maestoso.

Sabato, 13 Settembre 2014

Trenino Supramonte

Una delle attività molto istruttive che non eravamo riusciti a fare era il trenino Supramonte, Oggi siamo stati inviatati da Giampaolo Porcu, il quale ci ha accompagnato insieme ad altri visitatori in un viaggio appassionante nell’altopiano del Golgo.
Abbiamo fatto diverse pause, e a ogni sosta il Bravissimo Giampaolo ci ha raccontato leggende, aneddoti e tradizioni legate a questo vasto e ricco territorio.

La prima tappa sono state le Piscinas, degli avvallamenti in basalto che grazie alle sue proprietà impermeabili raccoglieva acqua piovana per abbeverare gli agricoltori, gli animali e per i culti degli abitanti originari.
Pochi metri più in là, Giampaolo ci ha introdotto nel mito della voragine di Sus Terru, con il suo sviluppo verticale di 270 m è la più profonda voragine a singola campata d’Europa, la sua sezione orizzontale è di 25m.
immaginatevi quanto mistero poteva celare questo luogo, che nelle antiche leggende si pensava abitato da un Demone che rapiva giovani fanciulle vergini.
Ripreso il trenino, ci siamo avvicinati alla chiesa di San Pietro, costruita per ringraziare il Santo per aver liberato il territorio dal Demone .
Davanti alla recinsione troviamo un betile antropomorfo, si tratta una scultura con sembianze umane  di origine antichissima.

Purtroppo la Chiesa è aperta solo durante la festività di San Pietro e Paolo il 29 giugno, ma si può visitare tutto intorno dove sono presenti dei ricoveri che venivano utilizzati per ospitare i pellegrini.
Nella quarta tappa abbiamo potuto ammirare i  molteplici utilizzi del ginepro nella pastorizia, nello specifico abbiamo visitato due piccole costruzione fatte in pietro e ginepro che avevano la funzione di rifugi per il pastore e le sue Capre.
Inoltre una scala ripidissima che portava alla tappa finale, la più spettacolare, un volto scolpito naturalmente nella roccia alto più di 10 m.
Dobbiamo davvero Ringraziare Giampaolo per la capacità di far trasportare il visitatore nella magica e misteriosa realtà Ogliastrina.
Ma nonostante il nostro racconto, Vi consigliamo vivamente di trascorrere queste ore incredibili su questo trenino Bianco in compagnia di un gruppo di persone  davvero competenti e trascinanti.

Sul trenino del Supramonte. Foto Domenici De Luca
Sul trenino del Supramonte. Foto Domenici De Luca

Domenica, 14 Settembre 2014

La Grotta del Fico e le cale del golfo di Orosei

Sempre più carichi di bellissime immagini, questa mattina siamo partiti intorno alle 10:00, grazie al gruppo Boat Rental di Efisio e ad uno dei Suoi Skipper, ci siamo potuti “tuffare” in un mare che definirlo cristallino è poco ed introdurci in una delle grotte più belle dell’Isola.
Partendo dalla Marina di Baunei, abbiamo potuto ammirare, essendo in gommone, le cale che avevamo solo intravisto dalla barca, la prima quella di Pedralonga, la grotta dei colombi e  poi due insenature naturali di calcare su Capo Monte Santu, Porto Quau “Porto Nascosto” e Portu Pedrosu “Porto di Pietra”.

A poche miglia la bellissima Cala Goloritze, super gettonata da svariati turisti e Cala Mariolu, per Carlotta, la spiaggia più bella di tutto il golfo, un mare trasparente, le rocce “arrampicabili” sulla spiaggia, insomma il suo paradiso.
Ma il nostro grande stupore è strato nell’ammirare la maestosa e imponente Grotta del Fico.
Prende il nome dall’omonina pianta che occupava gran parte dell’ingresso, morta poi durante una Frana, all’interno della grotta si possono vedere alcune delle sue enormi radici.
La grotta del Fico, ha uno viluppo di 1800 m per la parte conosciuta, molte parti sono ancora in fase di esplorazione.

La Grotta del Fico. Foto Domenici De Luca
La Grotta del Fico. Foto Domenici De Luca

Ci addentriamo un pochino timorosi e veniamo davvero rapiti dalla bellezza dei suoi piccolo laghetti, del suo sifone marino dove si respira difficilmente, che era l’ultima dimora conosciuta della bellissima foca monaca.
La grotta è davvero ben tenuta dalla società speleologica Baunese, con dei passaggi obbligati lungo passerelle in ferro, luci fredde per non alterare l’ecosistema .
Scoperta nel 1957 dal gruppo speleologico Pio XI di Cuglieri, la grotta e tutto il Golfo di Orosei  sono una tappa obbligata per chi vuole davvero ammirare La natura marina e terrestre in tutto il loro splendore.
Per informazioni ulteriori andate a visitare  il sito www.grottadelfico.it

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Arrivati a questo punto, sono doverosi i ringraziamenti, iniziando dai  nostri Sponsor che ci hanno accompagnato per mano, Il Gruppo Intermatica, con il suo tracciamento satellitare Geomat, Il Gruppo Navimap, con il supporto Cartografico, il Gruppo Mat-Mas con l’attrezzatura (Monopinne e Pinne da Profondità), il gruppo T-Shirt LAB per averci “vestito”, Il Gruppo Officina Naturae, che ha davvero reso Ecosostenibile il Nostro Viaggio, segnando i primi passi verso quella navigazione in stretto equilibrio con l’ambiente e con il nostro amatissimo Mare.
Tutte le marine Sarde che Vi abbiamo presentato, i loro Capitani, le tante persone incontrate e ultima ma non ultima la Nostra grande determinazione che ci ha dato la forza di andare avanti e di raccontare ogni giorno una parte di questa meravigliosa Isola, Il Comune di Siniscola, L’Ente Parco Maddalena e L’Ente Parco Asinara per aver avallato questa Iniziativa.

Ringraziamo gli amici di Fare Vela per la bella voce che ci hanno dato…

Grazie di Cuore
Riccardo Gastaldi e Carlotta Domenici De Luca

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