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Valencia, Spagna- Abbiamo provato a Valencia… il Laser del futuro. Questa, infatti, la sensazione che si ha navigando sul D-Zero, l’ultima idea di Luca Devoti realizzata dal cantiere dell’olimpionico italiano e di Roman Teply. Una deriva facile, esteticamente attraente, leggera e adatta a un ampio range di peso, diciamo dai 65 agli 87 kg, grazie ai due armi a disposizione.

Gianmarco Planchesteiner, promessa del Laser della Fraglia Vela Malcesine, in planata sul D-Zero durante la nostra prova a Valencia
Gianmarco Planchesteiner, promessa del Laser della Fraglia Vela Malcesine, in planata sul D-Zero durante la nostra prova a Valencia

Lo abbiamo provato nelle strutture della Dinghy Academy, insieme a Gianmarco Planchesteiner, promessa del Laser italiano, e a due atleti della classe olimpica Finn, l’uruguagio Alejandro Foglia (ottavo nei Laser a Londra 2012) e il russo Alexsey Selivanov.

Il video della nostra prova a Valencia, con le dichiarazioni di Luca Devoti e immagini di Gianmarco Planchesteiner sul D-Zero:

Disegnato da un progettista emergente, l’inglese Daniel Holman, e costruito dal cantiere Devoti Sailing, che già produce i Finn olimpici e i D-One, il D-Zero ha nel prezzo (7.000 euro completo, che arrivano a 8.000 con tutte le sacche e carrello), nelle prestazioni (17,1 nodi toccati da Foglia nel nostro test), e nella facilità di utilizzo le sue caratteristiche migliori. L’albero senza sartie, diviso in due parti per il trasporto, e il boma sono in carbonio. Timone e deriva sono a baionetta. La barca ha poppa aperta e uno svuotatore resinato sul fondo (il carrello alaggio ha quindi un’apposita svasatura per fracilitare il passaggio).

Lo scafo del D-Zero pesa solo 43 kg
Lo scafo del D-Zero pesa solo 43 kg

La randa, North Sails One Design, è di 8,1 mq (il rig ridotto è di 6,9 mq) in laminato semirigido leggero con disegno triradiale e un bel roach in alto garantito dall’unica stecca lunga del lotto. Il piano velico è risultato assai efficiente, grazie anche a un sistema di archetto/carrello randa che, insieme ai classici base, cunningham e vang, consente di trovare la forma migliore per condizione e peso del timoniere. La regolazione del rake dell’albero avviene con un classico sistema di zeppe, come nel Finn.

Il piano velico, con la randa North Sails di 8,2 mq
Il piano velico, con la randa North Sails di 8,1 mq

Si tenga presente che lo scafo del D-Zero pesa solo 43 kg per 4,20 di lunghezza fuori tutto e 1,42 di larghezza massima. Il Laser, come noto, pesa 58 kg per 4,23 di lunghezza e 1,37 di larghezza e ha una vela di 7,03 nella versione standard e di 5,76 nella versione Radial. Per cambiare rig basta cambiare la parte bassa dell’albero.

Il particolare delle manovre all'albero con i relativi strozzatori Harken
Il particolare delle manovre all’albero con i relativi strozzatori Harken

La caratteristica visiva immediata del D-Zero e la caratteristica forma affusolata della prua, con due svasature sull’opera morta che si trasformano poi negli spigoli che si raccordano con la poppa aperta e una carena assai piatta a poppa. Visto da fuori l’insieme appare decisamente sexy, in grado di incuriosire le nuove generazioni di velisti.

Le linee dell'opera morta
Le linee dell’opera morta

L’attrezzatura di coperta è tutta Harken e ha regolazioni di vang, cunningham e base centrali, ma comodamenbte gestibili dalle cinghie, mentre per il “carrello” randa di poppa appare consigliabile introdurre un elastico di richiamo che nella versione da noi provata era assente.

La caratteristica prua svasata del D-Zero
La caratteristica prua svasata del D-Zero
La poppa con i particolari dell'opera viva
La poppa con i particolari dell’opera viva

La prova

Abbiamo provato il D-Zero in condizioni di vento tra 8 e 20 nodi, con acqua piatta. La prima sensazione è di estrema leggerezza e accelerazione, cosa questa insolita su un singolo di queste dimensioni. La posizione alle cinghie è comoda e più simile a quella del Laser, il tutto facilitato dalla coperta “tonda”, senza bottazzo (ragione per cui sui due lati dell’opera morta è presente una sezione di grip, per facilitare la presa in caso di scuffia). Molto importante trovare la giusta posizione del corpo sull’asse prua-poppa, visto che il timoniere è ben più pesante della barca e la timona fisicamente con il suo assetto.

Il video realizzato con Alejandro Foglia, con vento da terra sui 20 nodi:

In bolina il D-Zero con 12 nodi era leggermente più veloce dei Finn e decisamente più rapido dei Laser presenti. Il timone è appeso a poppa e ha un’immersione relativamente ridotta, tanto che nelle fasi di varo deve essere immerso completamente per garantire la necessaria manovrabilità. In poppa si porta come un Laser e un Finn, a scendere ma con piccole concessioni al vmg quando serve. Molto facile e comodo risulta il pompaggio della randa utilizzando il paranco di poppa archetto/boma, sempre che le regole di classe future lo consentano. Un po’ complesso all’inizio trovare la giusta posizione in poppa nel pozzetto, ma qui si tratta solo di prenderci un po’ d’abitudine.

Planchesteiner in bolina sul D-Zero, con vento sui 15 nodi
Planchesteiner in bolina sul D-Zero, con vento sui 15 nodi

Il D-Zero, in particolari condizioni e un timoniere allenato riesce anche a planare in bolina toccando i 7 nodi. Al lasco la barca è esilarante e la sensazione di accelerazione a ogni raffica è immediata, molto più che su un Laser o un Finn. Da quanto abbiamo visto pare che il peso ideale si possa attestare tra i 76 e gli 84 kg. Ovviamente, come tutte le barche singole, bisogna cinghiare e la preparazione fisica è importante. La barca, però, risulta estremamente facile e immediata anche per timonieri meno atletici e per i master.”Ciò che mi fa subito colpito”, ha detto Gianmarco Planchesteiner, “è la sua facilità di conduzione e la velocità”.

La rapidità di messa in acqua è totale, basta issare la randa, con drizza bloccata da una hook in testa d’albero, per poter uscire in mare e divertirsi. Il trasporto può avvenire comodamente sul tetto dell’auto, con tutto riposto in pozzetto, albero e boma compresi. Chi è abituato al Finn si ritroverà in un mondo di “leggerezza” decisamente piacevole, chi al Laser ne apprezzerà la maggior efficienza e accelerazione.

Specifiche

Design: Daniel Holman

Builder: Devoti Sailing

Lft: 4.20 m

Bm: 1.42 m

Draft: 0.38 m

Sail Design: North Sails One Design

Sail area:  8.1 mq (6,9 mq rig ridotto)

Le forme filanti dello scafo
Le forme filanti dello scafo

Il D-Zero ha già un’ottima diffusione in Inghilterra, dove sono state vendute una settantina di barche ed esiste già una classe riconosciuta dalla Royal Yachting Association, che sta intanto elaborando il primo Portsmouth Yardstick sperimentale per le diffusissime regate di club tra classi diverse nel Regno Unito. In Italia è già arrivato un primo scafo.

Test e demo saranno organizzati nel 2015, ma il D-Zero può essere provato già a Valencia, presso la Dinghy Academy, dove navigano due esemplari. Per prenotare un test: 347 8039243.

www.d-zerosailing.org

www.devotisailing.com

 

 

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