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JP Dick nello STretto di Bass

Hobart, Australia– Era stato un Vendée Globe relativamente tranquillo dal punto di vista meteo, ma nelle prossime ore a sud della Tasmania il Southern Ocean sarà un inferno.

Una profonda depressione con venti fino a 60 nodi e frangenti fino a 10 metri è in movimento e presto raggiungerà la flotta. In questo momento il centro depressionario è a sud del limite dei ghiacchi e gli skipper interessati si troveranno a negoziare il settore nord della depressione. I concorrenti coinvolti saranno realisticamente Jean Le Cam, Yann Elies, Jean PIerre Dick, Jérémie Beyou e Paul Meilhat, ovvero dal settimo al terzo in classifica.

La situazione prevista alle 21 UTC. Si nota in arancio Jean Pierre Dick a ridosso della Tasmania
La situazione prevista alle 21 UTC. Si nota in arancio Jean Pierre Dick a ridosso della Tasmania

I cinque skipper stanno attuando strategie diverse: Jean Pierre Dick quella più prudente, ha strambato e mure a sinistra già da ieri sera si è diretto a nord, destinazione Tasmania e verosimilmente andrà a rifuggiarsi nello stretto di Bass dove dovrebbe trovare condizioni di vento e mare manegevoli per un’IMOCA 60.

JP Dick nello STretto di Bass
JP Dick nello STretto di Bass
Alle 00 UTC il deterioramento delle condizioni meteo appare chiaro
Alle 00 UTC il deterioramento delle condizioni meteo appare chiaro

Jean Le Cam ed Elies navigano invece vicini, separati lateralmente da poco meno di 200 miglia ma entrambi hanno tirato il freno. L’obiettivo dei due skipper sembrerebbe quello di rallentare per lasciarsi sfilare la depressione davanti data la probabilità che questa si muoverà molto velocemente verso est.

Alle 3 UTC la tempesta muove velocemente verso ovest
Alle 3 UTC la tempesta muove velocemente verso est

Paul Meilhat e Jérémie Beyou (quest’ultimo naviga senza la sua antenna principale e ha difficoltà a ricevere i dati meteo) invece dovranno fare il gioco opposto: cercare di correre il più possibile verso est e lasciarla alle spalle. In ogni caso è una situazione molto complicata e dalla direzione di regata trapela una certa apprensione, così come dalle poche parole concesse dagli skipper negli ultimi collegamenti.

Alle 9 UTC di domani la tempesta sarà nel pieno della sua potenza
Alle 9 UTC di domani la tempesta sarà nel pieno della sua potenza

Yann Elies: “Sono stato fermo alla cappa, ora sono ripartito con tre mani alla randa e niente tela a prua, ci sono già raffiche fino  45 nodi ma ciò che mi preoccupa molto è il mare, abbiamo già almeno 7 metri d’onda. Non escludo che potrei ritornare alla cappa. La situazione mina il morale, ho paura per me e la barca”.

Jérémie Beyou: “E’ particolare fare la regata così, privo di comunicazioni, ma farò le cose con semplicità. Sono riuscito a ricevere il bollettino d’emergenza della regata, non è una gran cosa, in questa situazione avrei bisogno di vedere delle foto dal satellite per osservare l’avanzamento del fronte. Navigo leggermente sotto tela perché non so bene se arrivano già dei groppi o colpi di vento. Sono in allerta, vigile, pronto a manovrare”.

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Nel frattempo più avanti lo Sciacallo Le Cleac’h sembra essere sul punto di assestare una spallata alla classifica. Circa 48 ore fa il recupero di Thomson lasciava presagire un altro risultato, ma Banque Populaire è uscita decisamente meglio dalla depressione che ha interessato i due leader.

Inizialmente sembrava infatti che Thomson, posizionato nel settore nord della depressione, con vento al lasco,  dovesse riuscire a sopravanzare Le Cleac’h che piazzato a sud sarebbe invece stato costretto quasi alla bolina. Il movimento della depressione è stato più lento del previsto e Thomson invece che navigare sul limite nord è finito nel centro senza vento, mentre Armel ha evitato la rotazione in prua navigando con un buon angolo tra i 70 e i 90 gradi. Il risultato è che Banque Populaire ha portato a 209 le miglia di vantaggio alle 18CET di oggi ed è decisamente posizionata meglio per i prossimi sviluppi meteo.

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