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Sydney, Australia- Il mito della vela d’altura offshore, la Rolex Sydney to Hobart Yacht Race, è pronta a dare ancora spettacolo. Alle 13 locali (le 3 CET) del 26 dicembre, boxing day di festa e picnic per gli aussie, la classicissima del Cruising Yacht Club of Australia prenderà il via da una Baia di Sydney vestita a festa per la sua 72esima edizione. Sono 90 gli yacht ufficialmente iscritti, tra questi quattro supermaxi da 100 piedi.

Assente Comanche, vincitore in reale lo scorso anno, torna a essere favorito per i line honour il R/P 100 Wild Oats XI della famiglia Oatley, che certo vorrà vendicare il ritiro del 2015 e onorare la memoria di Bob, l’armatore originario scomparso nel 2016. L’otto volto vincitore in tempo reale cercherà di tornare a tagliare per primo la linea d’arrivo a Hobart, in Tasmania, dopo le 628 iconiche miglia di regata.

Wild Oats XI, ancora una volta favorito per i line honour. Foto Rolex
Wild Oats XI, ancora una volta favorito per i line honour. Foto Rolex

Per l’ancora più ambita Tattersall’s Cup, che premia il vincitore overall in tempo compensato IRC, la lista dei pretendenti è al solito assai ricca, con la flotta tra i 40 e i 60 piedi che come ogni anno spera in condizioni favorevoli per avere la sua chance. La Hobart riserva a tutti una possibilità, a patto di dare il massimo nelle condizioni spesso durissime della discesa lungo le coste del Nuovo Galles del Sud e la traversata del temibile Stretto di Bass. Dopo aver costeggiato la costa orientale della Tasmania e aver lasciato a dritta le celeberrime scogliere di Pipe Organ a Tasman Island, si entra nella Storm Bay (un nome, un programma) per poi risalire il fiume Derwent fino a Hobart.

La partenza della regata dalla Baia di Sydney, evento tarsmesso in diretta dalla TV australiana e seguito da centinaia di migliaia di persone a Sydney. Foto Rolex
La partenza della regata dalla Baia di Sydney, evento tarsmesso in diretta dalla TV australiana e seguito da centinaia di migliaia di persone a Sydney. Foto Rolex

Non vi sono quest’anno barche italiane, dopo la presenza nel 2015 del Volvo 70 Maserati (rimasto in Australia e acquistato da Jim Cooney) e in attesa della partecipoazione annunciata per il 2017 del Cookson 50 Mascalzone Latino. Oltre alla consueta partecipazione australiana, sono iscritte barche da Nuova Zelanda, Cina, Svezia, Hong Kong, Giappone, Gran Bretagna, Russia, Corea, Germania. Da segnalare la partecipazione di Francesco Mongelli come navigatore sul Volvo 70 kiwi Giacomo.

CQS, l'ex Nicorette 90 piedi, esce dal cantiere dopo la ricostruzione
CQS, l’ex Nicorette 90 piedi, esce dal cantiere dopo la ricostruzione

Wild Oats XI se la vedrà con il 100 piedi avveniristico CQS di Ludde Ingvall (si tratta dell’ex Nicorette 90′ vincitore nel 2004 ricostruito, allungato di 10 piedi e dotato di prua rovescia, foil retraibili e “ali” per le sartie). Vi sono poi il Juan Kouyoumdjian 100 Perpetual Loyal di Anthony Bell con Tom Slingsby come skipper e il 100 piedi Scallywag (ex Ragamuffin 100) dell’uomo d’affari di Hong Kong Seng Wang Lee. La barca più piccola della flotta è l’iconica Maluka of Kermandie, 9,01 metri fuori tutto…, cutter aurico del 1932 armato ora da Sean Langman.

Il record della regata è ancora quello stabilito nel 2012 proprio da Wild Otas XI: 1g 18h 23m 12s.

Una delle foto più celebri della Hobart. Foto Borlenghi/Rolex
Una delle foto più celebri della Hobart. Foto Borlenghi/Rolex

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