SHARE

Rio de Janeiro, Brasile – Finalmente al caldo degli Alisei: i due skipper di testa del Vendée Globe, dopo lunghe settimane trascorse nel Southern Ocean, si avviano definitivamente verso la parte finale del loro giro del mondo.

A bordo di Banque Populaire nell'Aliseo
A bordo di Banque Populaire nell’Aliseo

Armel Le Cleac’h è entrato ormai stabilmente nell’Aliseo e Alex Thomson sta facendo lo stesso in queste ore. Hugo Boss continua a perdere qualche miglio ma presto il distacco si stabilizzerà, almeno fino ai dolldrums. Alle 15 cet Hugo Boss accusa 246 miglia di distacco. Banque Populaire infatti naviga già in un Aliseo leggermente più intenso e riesce a sviluppare un paio di nodi di velocità in più. A breve l’inglese pareggerà i conti, anche se l’Aliseo in questa prima fase non sembra particolarmente intenso e sembra assestarsi su un’intensità inferiore ai 15 nodi. Non sono le condizioni perfette per il voluminoso foil di Hugo Boss che per manifestare la sua superiorità probabilmente necessita di qualche nodo in più di vento.

Come ha però detto Le Cleac’h all’ultimo contatto con il quartier generale del Vendée: “I conti si faranno nei dolldrums”. Il francese sa infatti che sulla strada verso la vittoria del Globe si annidano almeno tre insidie: i dolldrums, l’anticiclone delle Azzorre e l’affaticamento della barca.

Il primo pericolo in ordine cronologico sono infatti le calme equatoriali: al momento sembrano meno estese del solito e se Banque Populaire si trovasse vicina all’equatore oggi la transizione verso l’emisfero nord sarebbe quasi indolore. Da qui a qualche giorno, sono meno di 1000 le miglia che separano il leader dal delicato passaggio, la situazione potrebbe cambiare anche radicalmente.

Se le calme dovessero essere più accentuate ecco che Thomson potrebbe tornare minaccioso e sfruttare lo stop del rivale per valutare con che rotta provare un attacco. Tutto potrebbe quindi giocarsi a ridosso dell’equatore, dopo che l’inglese di fatto ha riacceso la speranza nel sud Atlantico pur avendo perso in maniera consistente nella transizione verso l’Aliseo.

Poi ci sarà da negoziare l’Anticiclone delle Azzorre, ma questa sarà un’altra storia. Il pensiero che in questo momento potrebbe affollare la mente di Le Cleac’h, oltre ai dolldrums, è a in questa fase l’affaticamento della barca. Un problema da considerare molto seriamente a questo punto del percorso e che affligge maggiormente chi è in testa ed ha tutto da perdere. Da parte sua Thomson invece è all’inseguimento ed è in una modalità psicologica diversa: ha meno da perdere rispetto a Le Cleac’h, sa che per diventare il primo skipper non francese a vincere il Globe non ha altra alternativa se non quella di spingere a fondo non appena il vento avrà una direzione e un angolo adeguato, senza troppi calcoli. Si tratta di due stati mentali radicalmente diversi: per Armel ogni cigolio anomalo della barca è un campanello d’allarme che toglie il sonno, mentre Thomson può affrontare a cuore più leggero queste ultime 4 mila miglia di regata.

Il finale sarà quindi sul filo dei nervi, tra calme, anticicloni e i rischi dei colpi di vento in avvicinamento a Les Sables.

Nel frattempo l’ennesimo UFO danneggia uno dei concorrenti: Alan Roura in pieno Pacifico ha affrontato una situazione di vera emergenza. La collisione con l’ufo ha di fatto reso inutilizzabile uno dei timoni ed ha aperto una via d’acqua. Con grande coraggio lo skipper ha installato un timone d’emergenza e arginato la falla, prosegue a ritmo ridotto e non ha intenzione di ritirarsi. Poco più avanti Conrad Colman continua con le sue riparazioni all’albero, naviga con una rotta opposta a Capo Horn per completare il lavoro.

http://www.vendeeglobe.org/

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY