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Francesco Marrai ha vinto il suo quinto titolo italiano Laser dopo un bel duello con Giovanni Coccoluto. Foto Di Fazio

GenovaArriva una presa di posizione da parte del presidente della Federazione Italiana Vela sulla questione dei Laser italiani. La dichiarazione di Francesco Ettorre appare però ancora molto generica, il che fa pensare che, a metà febbraio, la stagione per i laseristi italiani potrebbe ancora rivelarsi complessa. Come noto, dopo che la vecchia Assolaser non è stata più riconosciuta dalla FIV, la nuova Associazione Italiana Classi Laser (AICL) gestisce le regate e il movimento Laser in Italia. Per le regate all’estero, però, la classe internazionale ILCA ha continuato a riconoscere e appoggiare la vecchia Assolaser, con il risultato che i regatanti italiani che si recavano all’estero andavano incontro a un doppio tesseramento e a non pochi problemi di gestione delle ranking. Il tutto, a fine 2016, si è poi complicato con ulteriori mosse di Assolaser, che poneva sul tavolo anche “positivi incontri e discussioni con la FIV per risolvere la questione”.

Si nota anche che nel testo FIV che riportiamo qui sotto non viene mai citata la AICL, forse un passo voluto nelle trattative con l’Assolaser?

Francesco Marrai ha vinto il suo quinto titolo italiano Laser dopo un bel duello con Giovanni Coccoluto. Foto Di Fazio
Francesco Marrai e Giovanni Coccoluto al CICO 2016. Foto Di Fazio

A seguire il comunicato emesso dalla FIV sull’argomento:

“La vicenda era iniziata nel 2014 con la richiesta all’associazione di classe Assolaser di conformarsi alle regole indicate dalla FIV per la selezione degli equipaggi qualificati a rappresentare l’Italia nelle competizioni internazionali e di adeguare il proprio statuto alle disposizioni del CONI e alla Legge Italiana. Non essendovi stato da parte di Assolaser l’adeguamento richiesto, il 28 gennaio 2015 la FIV si era vista costretta ad annullare il riconoscimento della classe quale Ente Aggregato; decisione poi confermata e legittimata dal pronunciamento prima del TAR del Lazio, poi della Giunta Nazionale del CONI e infine anche della Sezione V° del Consiglio di Stato.

Lo scorso novembre, a Barcellona, a margine dei lavori dell’Assemblea Annuale di World Sailing (la Federvela mondiale), si era tenuto un importante incontro, cui erano presenti per la FIV il Presidente Francesco Ettorre, per Assolaser il Presidente Roberto Beltrame, per ILCA (Associazione Internazionale Classe Laser) il Presidente Tracy Usher, il segretario esecutivo Eric Faust ed il consigliere Jeff Martin, nonché una rappresentanza della stessa World Sailing. Un incontro in cui la FIV aveva evidenziato con forza quanto fosse inaccettabile la situazione vissuta lo scorso anno dai laseristi italiani, costretti a partecipare a regate fuori dai nostri confini per potersi selezionare, sotto le insegne italiane, ai Campionati Europei e Mondiali di categoria: un trattamento fuori da ogni logica e regola, che di fatto ha fortemente penalizzato gli atleti italiani.

In quell’occasione si erano trattati principalmente i temi sportivi della questione e le parti si erano trovate tutte d’accordo sul fatto che occorresse tornare alla normalità nello svolgimento dell’attività agonistica, già dalla stagione 2017.
Altresì era stato ribadito da ILCA che la classe italiana riconosciuta dalla medesima era l’Assolaser, ma su questo specifico punto era stato fatto presente che il riconoscimento non sarebbe potuto avvenire fino a quando non si fosse giunti alla modifica statutaria, causa, come precedentemente ricordato, del disconoscimento.

Pertanto lo stesso Segretario internazionale aveva individuato due fasi per giungere alla normalizzazione della situazione Laser in Italia: un primo passo, in tempi rapidi, per la soluzione della parte sportiva, ovvero che si facesse riferimento alla Ranking Federale 2017 per la partecipazione degli equipaggi italiani ai campionati internazionali, che si facesse ricorso alle regate nazionali per la relativa qualificazione e che fossero ammessi ai campionati internazionali tutti gli equipaggi di Italia e San Marino indicati dalla FIV, compatibilmente con la disponibilità dei posti previsti per il District 1; poi un secondo passo, che consentisse di giungere ad una sola associazione di classe riconosciuta da ILCA e di conseguenza un’unica tessera per il laseristi italiani. L’appuntamento si era concluso con l’auspicio che le parti attualmente presenti in Italia si sarebbero attivate in ulteriori, specifici incontri per definire dettagliatamente le normative di carattere tecnico organizzativo e le relative tempistiche applicative, nonché le tempistiche per quanto atteneva alle problematiche di carattere statutario.

A metà dicembre, in un incontro con Assolaser, si erano nuovamente discussi i punti dell’attività agonistica ed era stato concordato di procedere in tal senso verificandone le modalità operative. A fronte dell’attuazione concreta di tali accordi, il Presidente della FIV si era impegnato ad adoperarsi affinché le parti potessero dialogare e si potesse ritornare alla normalità di un’unica associazione italiana di classe che rispondesse ai requisiti di legge e fosse riconosciuta sia in Italia che dall’ILCA, e quindi ad un unico tesseramento. Un’intesa, confermata nella nota inviata il 17 gennaio scorso dalla FIV ad Assolaser, ribadita anche da Assolaser nella lettera del 26 gennaio scorso inviata alla FIV e resa pubblica da alcuni organi di stampa.

Tuttavia, in quest’ultima comunicazione Assolaser, pur avendo evidenziato un’apertura agli atleti della classe Laser 4.7 per i Campionati Europei in programma in Spagna, concedendo degli “extra places” sulla base della ranking nazionale FIV – un’apertura accolta con favore – sembra però voler subordinare il rispetto degli accordi e l’applicazione delle regole di qualificazione concordate al suo nuovo, immediato e preventivo riconoscimento. Una soluzione che appare inaccettabile, perché le norme sportive richiedono immediata pubblicazione e applicazione, mentre al ripristino di un unico soggetto che rappresenti i laseristi italiani e il distretto italiano di ILCA si potrà giungere soltanto nel pieno rispetto di tutte le norme e procedure in materia, quindi l’iter richiederà necessariamente più tempo.

Con una comunicazione inviata il 6 febbraio, il Presidente della FIV Ettorre ha ribadito ad Assolaser la posizione della FIV, auspicando che si possa proseguire a lavorare nel senso tracciato dagli accordi di fine 2016 con massimo impegno, correttezza e collaborazione, nell’interesse comune e soprattutto degli atleti. “Occorre dare agli atleti, ai tecnici e alle loro società la certezza della programmazione della stagione 2017, non si può più attendere”, ha dichiarato in merito il Presidente Ettorre. “Sono certo che la sensibilità di tutte le parti nei confronti dei nostri atleti della classe Laser, farà in modo che la situazione sia chiarita quanto prima”.

1 COMMENT

  1. Ciao Michele.
    Sono appena tornato dalla prima zonale Laser dell’anno. Quando riesco le faccio sempre volentieri, così come le regate Master, che sono in assoluto le più divertenti.
    Ho quasi 50 anni, regato in Laser da 34 e sono almeno 20 anni che ho smesso di arrabbiarmi per gli errori dei giudici di regata. So che la maggior parte non sono dei fulmini ma penso anche che dobbiamo ringraziarli che si rendono disponibili per permettere a noi regatanti di divertirci.
    Inoltre, non avendo in Laser più alcuna velleità agonistica, riesco a godermi il puro divertimento delle regate in mezzo agli amici senza preoccuparmi del risultato.
    Oggi però ho assistito ad una scena proprio brutta, che mi ha confermato una sensazione che ho ormai da qualche anno.
    Mentre prima i giudici di regata erano bene o male ex regatanti (anche se raramente competenti sulle specificità di una singola classe), adesso capita spesso che siano persone che non hanno la minima idea di cosa stia succedendo sul campo, e di conseguenza agiscano in modo deleterio per il buon esito della regata. Mi dà l’idea che abbiano fatto solo i corsi sul regolamento senza mai avere fatto una regata in vita loro.
    L’esempio di oggi è eclatante, e mi ha spinto a scriverti.
    Per la zonale Laser c’erano ben 9 giudici del Comitato delle proteste (adesso la giuria la chiamano così) divisi in 3 o 4 gommoni. Durante la regata sentivo che fischiavano spesso i ragazzacci delle tre classi Standard, Radial e 4.7, ma io avevo i fatti miei a cui pensare e non so dirti se lo facessero a sproposito o meno. Durante la seconda prova cala il vento del mattino ed il comitato di regata decide di accorciare il percorso in fondo alla boa di poppa. Niente vento, si cerca di sfruttare gli ultimi refolini per fare gli ultimi 100 m che mancano. Un ragazzo della classe in cui regato io comincia ad andare avanti a virate con rollio, ovviamente andando ben più veloce di chi non lo faceva. Gommone farcito di giudici a 20 m di distanza che lo guardava. Nessuna reazione. Dopo un attimo un bel po’ di altri ragazzi anche delle altre classi cominciano a fare lo stesso. Faccio presente a tutti che non si può, e richiamo l’attenzione della giuria. Nessuna reazione. Io continuo ad incazzarmi ed uno dei ragazzi mi risponde: “Ma tanto non ci fischiano e lo fanno tutti, fallo anche tu”.
    Dopo l’arrivo vado a chiedere conto al giudice sul gommone che guardava la scena senza reagire, faccia mai vista prima. Ha biascicato delle giustificazioni che ne hanno confermato la totale incompetenza in materia.
    Non è mia intenzione colpevolizzare nessuno, né giudici né regatanti. Voglio solo attirare l’attenzione della comunità velica sul problema della preparazione dei giudici, che a mio avviso è peggiorata molto negli ultimi anni.
    Da questa situazione ne escono sconfitti lo sport della vela e l’educazione dei nostri ragazzi, che si abituano all’impunità.
    Nel mio caso il risultato finale non mi importava, ma penso con terrore ad una situazione simile per un ragazzo che si gioca una selezione od un campionato, oppure ad una regata che faccio come professionista dove l’esito finale ha delle implicazioni economiche.
    C’è un problema grave, cerchiamo di migliorare le cose. Forse anche questa è una delle ragioni della crisi di regatanti in molte classi.

    Saluti,
    Dado

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