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Laser in regata al CICO 2016 disputato (con poca fortuna) a Formia. Foto Di Fazio

Tokyo, Giappone- La questione Laser sta continuando a tenere banco nella vela italiana. Se l’attività nazionale è gestita da AICL senza problemi, quella internazionale continua a essere oggetto di trattativa tra la FIV e Assolaser/ILCA. La Federazione Italiana Vela ha pubblicato alcuni giorni fa una nota stampa che lasciava però il dubbio che una soluzione non fosse così immediata e che il rischio del doppio tesseramento ci fosse anche per il 2017.

Per saperne di più Fare Vela ha raggiunto telefonicamente il presidente della FIV Francesco Ettorre a Tokyo, dove si trova per i primi sopralluoghi logistici in vista di Tokyo 2020 insieme al DT Michele Marchesini.

Laser in regata al CICO 2016 disputato (con poca fortuna) a Ostia. Foto Di Fazio
Foto Di Fazio

Fare Vela In sintesi ci può dire qual’è il reale stato delle trattative tra la FIV e Assolaser e la classe Laser internazionale (ILCA)?

Francesco Ettorre La posizione della FIV è chiara. Noi vogliamo che si torni a fare regate in Italia per selezionarsi a campionati europei e mondiali, che vi sia la ranking federale e che si possano prendere tutti i posti a disposizione per i vari eventi. Questi tre punti erano stati accettati da ILCA quando ho parlato con loro nell’incontro che abbiamo tenuto a Barcellona in novembre. Il 26 gennaio questi tre punti sono stati di nuovo ribaltati, ovvero accettati “a condizione che” l’Assolaser venga immediatamente riconosciuta. E questo, però, non è fattibile.

FV Appunto, ci pare che i rischi possano esserci anche per il 2017…

FE Il muro contro muro non paga mai. Noi facciamo dei piccoli passi ma anche in Assolaser/ILCA devono farli se vogliamo arrivare a un accordo che è quanto noi vogliamo e siamo disponibili a fare. Non si può dire nei meeting che “noi vogliamo il bene dei ragazzi”, il bene dei ragazzi è l’attività. Vi sono problemi di altra natura, di potere personale. Quindi vorrei chiarire che la FIV sta trattando con ILCA, non con Assolaser e, una volta che venissero risolti i tre punti citati, noi inviteremmo le parti (AICL e Assolaser, Ndr) a lavorare per un’unica associazione di classe Laser in Italia. La FIV è una terza parte e AICL e Assolaser sono due associazioni private che potranno trovare un loro accordo per avere un’unica associazione che sarà poi riconosciuta dalla FIV. Non si può subordinare l’attività con i tre punti citati al riconoscimento preventivo di Assolaser, questo non è possibile. Non si può far girare l’Europa ai ragazzini per selezionarsi per europeo e mondiale con l’insegna ITA, è una cosa inaccettabile.

FV Che margini di trattativa vede?

FE Una Federazione come la nostra deve necessariamente iniziare una trattativa ed è quello che abbiamo fatto, sin da subito dopo la formazione del nuovo Consiglio FIV. Abbiamo detto chiaramente qual’era la condizione. A Barcellona un accordo c’era ma poi sono state cambiate le carte in tavola molte volte. Ripeto che, se verranno accolti i tre punti citati, quindi dare priorità allo svolgimento dell’attività nazionale, poi un accordo si troverà, ma non si può porre una condizione preventiva.

FV Si è letto anche sui social che AICL non sarebbe più parte in gioco.

FE Sbagliato. AICL è l’Associazione Italiana di Classe Laser riconosciuta dalla FIV e ha tutta la titolarità per svolgere la sua attività. Ripeto che a livello nazionale con AICL il problema della classe Laser italiana è stato risolto. Ma il problema qui è internazionale, non nazionale. Se domani lo Statuto di Assolaser dovesse essere conforme ai canoni previsti dal CONI si potrebbe pensare a un accordo con AICL per avere un’unica associazione nazionale. A oggi non lo è. In Italia oggi si fanno le regate senza nessun problema con la tessera AICL. Il problema è per le regate fuori.

Questa l’intervista. La sensazione espressaci da Ettorre è che la volontà da parte della FIV di trovare un accordo ci sia ma che occorra una volontà di trattativa da entrambe le parti e che da ILCA/Assolaser vi siano ancora resistenze. “La FIV non vuole interrompere la trattativa ma chiede anche una volontà dall’altra parte, senza richieste preventive che la FIV non vuole e non può accogliere”, conclude Ettorre, “Ognuno deve fare un passo indietro, non si risolvono mai le questioni mettendosi muro contro muro. Noi siamo disponibili, ma ci deve essere la volontà positiva di difendere i reali interessi dei rappresentati, ovvero dei regatanti, che sarebbero solo quelli di fare le regate in Italia per poter accedere agli eventi internazionali. Noi siamo disponibili”.

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