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Roma(Ernesto Faraco) Tutti sanno cos’è un BLOG. La parola nasce dalla sintesi tra web e log: BLOG. Diventa quindi più semplice capire cos’è un VLOG e perché, grazie anche alla diffusione di YouTube, sono diventati dei veri e propri reality show con un seguito di pubblico in crescente aumento.
Oggi sono sempre più numerosi i VLOG che narrano le avventure di chi ha mollato gli
ormeggi e, fortunato lui, naviga felice per gli oceani del pianeta, guadagnandoci pure dei soldi. Come?

Proviamo a capirlo dai più seguiti VLOG di Vela del momento:
SV Seaker: https://www.youtube.com/user/submarineboat
Doug sogna di costruirsi una barca a vela. Il sogno era grande: 74 piedi in acciaio.
Grazie al suo canale, che conta oggi 87mila iscritti con video che hanno raggiunto oltre
un milone di visualizzazioni, il sogno è diventato realtà.
Ci sono persone, volontari, che arrivando da tutte e parti del modo hanno portato le loro
competenze per aiutare Doug a costruire la sua barca a vela in acciaio. Saldatori,
ingegneri, elettrauti, falegnami che hanno consumato la loro settimana di ferie per aiutare Doug e condividere con lui il suo sogno. Tra qualche settimana Doug varerà la sua barca e speriamo, prima o poi, di condividere un ancoraggio con lui e sua moglie.

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HaveWindWillTravel: https://www.youtube.com/channel/UCX3Cmco8rAdAQgMP-xkYHsw
Annie era un’avvocato. Oggi è una scrittrice.
Una mattina si è svegliata e ha deciso che voleva una vita diversa. Si licenzia, compra
una barca a vela e comincia a navigare. Inizia a scrivere libri che raccontano questo
viaggio. I suoi video mostrano la sua nuova quotidianità. Un esempio: cosa significa fare dogana con una barca a Cuba o le procedure per traversare il Canale di Panama, etc. Con i video del suo VLOG promuove i suoi libri che cominciano a vendersi permettendole di mantenersi.

La Vagabonde: https://www.youtube.com/channel/UCZdQjaSoLjIzFnWsDQOv4ww
Riley ha speso 8 anni in una piattaforma petrolifera dell’Australia. Messi da parte i denari sufficienti, nel 2013 parte per l’Europa e compra a Monopoli da un italiano “Le
Vagabonde”, un Cyclades di 43 piedi.
Riley non è mai stato in barca, non ha alcuna esperienza ma ha deciso che la maniera
migliore di viaggiare è con una barca a vela.
Mentre si prepara per circumnavigare il globo incontra Elayna, una ragazza australiana
che si trova in Mediterraneo… il resto della storia leggetela sul loro sito:
http://sailing-lavagabonde.com/

Oggi, dopo 31mila miglia percorse, sono arrivati, via Panama, in Nuova Zelanda.
Il loro canale YouTube conta 286mila iscritti, moltissimi dei loro video registrano oltre
un milione di visualizzazioni, gli account Facebook e Istagram migliaia di fan.
Sono diventati così famosi che Il cantiere francesce Outremer gli ha messo a
disposizione, per un prezzo ridicolo, un catamarano di 45 piedi nuovo di zecca con cui
riprenderanno il loro viaggio.

 

Tre diversi casi di successo con una caratteristica comune: raccontano ciò che amano, lo raccontano bene, sono originali e per questo sono unici.
Ricordatevi che Youtube è un mare immenso dove essere notati è molto difficile, basti
pensare che ogni minuto vengono caricate su YouTube 100 ore di video.
Quindi se avete intenzione di emulare Riley o Doug ricordatevi che nessuno arriva per
caso sul nostro canale e, anche se lo facesse, dovrebbe trovare qualcosa di veramente
incredibile per dirlo a qualcun altro e dare il via a un effetto di passaparola automatico
(virale), che renda famosi i nostri video.

Non a caso due dei VLOG di vela italiani più interessanti (entrambi gestiti da collaboratori di Fare Vela)
https://www.youtube.com/channel/UCCUIC5NLMTtXg7CQTrDVflQ di Giambattista Giannoccaro e
https://www.youtube.com/channel/UCUSvgu-g5Zzk7-pyI2sTN2A di Enrico Tettamanti registrano inscrizioni e visualizzazioni molto più bassi dei VLOG di cui abbiamo raccontato, nonostante con i loro viaggi hanno navigato in Antartide, in Alaska o alla scoperta di luoghi inusuali in tutto il mondo.

Per guadagnare con Youtube quindi serve attirare l’attenzione e solo se abbiamo
qualcosa da dire, qualcosa di veramente interessante e riusciamo ad attirare l’attenzione e far spalancare gli occhi a chi si trova dall’altra parte dello schermo, allora avremo raggiunto il nostro scopo. Ma in concreto come guadagnano?

I modi sono diversi. Il più noto è YouTube.
Per saperne di più basta leggere le istruzioni riportate su YouTube:
https://support.google.com/youtube/answer/72857?hl=it&ref_topic=6029709

Un canale con 100mila iscritti attirerà inserzionisti meritandosi il “silver Button” da
YouTube. Con questa mole d’iscritti poi sarà più facile trovare finanziatori grazie a
Patreon.com, la più nota ed efficiente piattaforma di crowfunding al mondo.
Patreon nasce da un’idea di Samuel Yam e Jack Conte. Lo scopo è quello di aiutare da
una parte i creativi (Creator) a trovare fondi per poter portare avanti i propri progetti,
dall’altra premiare gli utenti (Patron) che credono e sostengono i loro artisti preferiti
ricevendo in cambio l’accesso ai contenuti esclusivi del blog o VLOG dei Creator.
Per utilizzare al meglio Patreon bisogna essere autori che hanno saputo creare un
seguito, un fan-dom, un buon numero di appassionati che non siano però appassionati
dell’autore, bensì di quello che fa.

Oltre a queste due fonti di ricavo possiamo generare reddito anche da Facebook
attraverso tre opportunità: a) Vendita diretta di prodotti; b) vendita indiretta con
programmi di affiliazione; c) vendita d’inserzioni pubblicitarie per conto terzi.
Se la Vendita diretta di prodotti e la vendita d’inserzioni pubblicitarie per conto terzi non
hanno bisogno di spiegazioni, guadagnare attraverso i programmi di affiliazione merita
una spiegazione.
Per chiarire facciamo l’esempio di Amazon.it. Ci si registra al Programma Affiliazione
Amazon e si decide quale prodotto proporre ai nostri utenti di Facebook, ad esempio una bussola. Qualcuno interessato, potrebbe acquistarla tramite il nostro link.
Il funzionamento è semplice, per ogni bussola venduta prendiamo una percentuale, tutto quello che dobbiamo fare è generare un link a un prodotto venduto online, che
contenga il nostro codice di affiliazione. Chi acquista quel bene, passando prima dal
nostro profilo Facebook, ci “regala” una percentuale sul prezzo di vendita dell’oggetto
stesso.

Infine non bisogna dimenticare che tutti i nostri Vlogger hanno anche un sito Web che
può generare ulteriori guadagni, pochi spiccioli, affiliandosi ai programmi ADSense
pubblicando banner di terzi.
Insomma oggi non serve vincere al Super Enaolotto per vagabondare per gli Oceani del
Globo ma potete seguire le ore dei VLOGGER che ci sono riusciti.
Un esempio? Avete dimestichezza con i droni? Pensate il seguito che potreste avere
illustrando baie, ormeggi e ancoraggi da un punto di vista così particolare.

1 COMMENT

  1. Prima ancora dell’attenzione ai contenuti io metterei la lingua inglese. Fluente.
    E’ inutile avere dei video bellissimi o originali, o puntare sul crowfunding, se poi la platea potenziale è limitata a quella Italian speaking.

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