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Barrow, Alaska- A una settimana dalla partenza, come procede la spedizione di Kamama Sailing Expedition?
Oggi, 27 luglio, sono all’altezza della ben poco nota Herschel Island, davanti alla costa dello Yukon Canadese, poco dopo il confine con l’Alaska. Hanno percorso circa un quarto del percorso che devono fare (3.500 miglia).

Il Kamana tra i ghiacci a Point Barrow. Foto tettamanti

Il punto più critico è stato superato, Point Barrow (che è anche il luogo più a Nord degli Stati Uniti). I ghiacci artici hanno infatti tardato a sciogliersi, e il Plum e il suo equipaggio sono riusciti a passare all’interno di una finestra meteo brevissima, poi si sono richiusi dietro di loro.

Per farlo hanno dovuto fare un vero e proprio slalom tra iceber e grawler, spesso nella nebbia più fitta e poi alternando giornate di sole ad altre plumbee e con condizioni meteo molto impegnative. A differenza di quanto di solito avviene in questo periodo le acque dell’Alaska si sono infatti dimostrate molto ventose e con un mare agitato e “incrociato”. Sempre contrariamente alle previsioni, hanno navigato quasi sempre a vela, pochissimo a motore.

Hanno fatto incontri meravigliosi come l’orso polare, a Kaktovik. Hanno condiviso parte del viaggio con l’amico rimorchiatore Dana Cruz e il suo comandante californiano e velista Bob. Si sono avvalsi dei consigli del mitico Victor Wejer, che vive a Toronto e gratuitamente segue tutti i velisti pronti a fare il passaggio Nordovest o navigare nelle acque Artiche. Coautore del nuovo e prezioso libro RCC Arctic and Northern Water, non vuole un Euro per il suo servizio, ha 76 anni e da 60 naviga.

Da buoni italiani hanno anche cucinato molto. Tra le altre cose hanno sfornato del meraviglioso pane, pizze focacce e lasagne (purtroppo una “gravissima” dimenticanza nella cambusa, il burro, ha reso difficile fare la besciamella, ma è venuta in soccorso del Plum un’amica su Facebook che ha prontamente mandato la ricetta per farla anche senza!)

Enrico Tettamanti in navigazione a nord dell’Alaska

Ai primi di agosto arriveranno a Cambridge Bay dove l’equipaggio di Plum diventerà ben più numeroso: a Enrico Tettamanti (il comandante della spedizione), Mafio de Luca, Camilla Rothe e Marcello Corsi si uniranno Giulia Azzali, moglie di Enrico con loro figlio Kay di tre anni, e il socio finanziatore della spedizione e amico di Enrico, anche lui con la moglie e i quattro figli, tra gli otto e i quindici anni.

Se la spedizione andrà a buon fine sarà la prima volta che un equipaggio italiano riuscirà a compierlo “contromano” da Ovest ad Est. Nel corso degli anni solo altre due volte l’impresa è riuscita a nostri velisti, ma nel senso “normale”, quello più battuto e anche più facile: da Est a Ovest.

È possibile seguire Kamana Expedition sul loro blog, conil loro diario di bordo, foto, filmati e l’aggiornamento della loro navigazione con live-map: Kamana.life, nella sezione Blog.

Il diario dei primi giorni di spedizione:

27 luglio.
Altro obiettivo raggiunto a bordo e, come nella vita, la fortuna va ringraziata come si deve, oggi brindiamo! 

Ci è stato riferito dalle barche alle nostre spalle, che il passaggio nel ghiaccio di cape Barrow si e’ completamente richiuso, ricompattato dallo stesso vento che ci ha fatti veleggiare veloci nella unica e temporanea frattura dei ghiacci. Difficile da descrivere, solo ora realizziamo di essere passati in una pericolosa morsa che era pronta a serrarci “freddamente”.

Rallegrati dallo scampato pericolo, abbiamo continuato la nostra veleggiata in acque particolarmente calme nel Mar Artico, fino al nostro Waypoint, in cerca di un incontro ravvicinato… pur sapendo sarebbe stato improbabile incontrare il più grosso mammifero carnivoro sul pianeta: l’ORSO POLARE! 

L’Orso Polare incontrato dal Kamana

Solo a KAKTOVIK è certo incontrarlo, ma solamente per 2 settimane nel mese di agosto.
Il villaggio è di 200 anime, 150 delle quali sono indigeni che vivono di caccia ai Caribù e pesca di balene per sussistenza.
L’insediamento sul confine col Canada consiste in: un negozio, un medico, un ufficio postale ed una pista di atterraggio. Dopo la pesca, la balena viene  trascinata sulla spiaggia e divisa equamente tra gli abitanti.
Pensano gli orsi a pulire le carcasse, conoscono l’evento ed allo sciogliersi dei ghiacci fanno una nuotata anche di 300 miglia per partecipare alla “sagra del villaggio”. Anche loro fanno scorte per il rigido inverno che tra poco più’ di un mese sarà di nuovo alle porte.
Finita la polpa e leccate le ossa si crea spesso un po’ di traffico, gestito dal Guardia Orsi che dall’alto, pattuglia la spiaggia armato sparando in aria per spaventare eventuali “orsacchiotti “intenti a spostarsi in centro per un caffè o forse a comprare il burro…

La posizione di Kamana al 27 luglio

 

Sono le 06.55 “local time”,  posizione N 70 08.620’  W 143 39’, non abbiamo ancora dato fondo in meno di 4 metri d’acqua, quando il comandante avvista un orso che passeggia sulla spiaggia…
Eccolo nella foto presa dal drone, con l’abilità suprema ormai raggiunta dal Capitano nel manovrarlo…

P.S: grazie a chi ci ha fornito la ricetta della besciamella senza burro, domani lasagne polari a Herschel Island (N 69 34’ W 139 07’).

 

 

26 luglio.
Dopo aver passato 15 ore all’altezza del 72esimo parallelo nord navigando verso Est e teoricamente usciti dalla zona “rossa”, mettiamo la prua a Sud Est. Con sorpresa incontriamo ancora ghiacci di dimensioni importanti ma di non preoccupante densità.

Poco fa non vedevamo neanche la prua per la tanta nebbia, ma ora Plum ancora premiata da Eolo continua a veleggiare verso Kaktovik   (70.08 N  143.40 W) e l’isola di Barter, con una leggerissima brezza, il mare calmo ed un sole splendente andiamo a ridossarci da una “sventolata” da EST prevista domani

Il vero motivo di questo stop over non è di evitare una lunga bolina bensì cercare un’altra esperienza unica
Meno di 70 miglia ci separano dall’immancabile incontro.

Stay tuned and …..HAVE AN ICE DAY

 

 

25 luglio.
Giornata memorabile a bordo di KAMANA Sailing Expedition, entrare ed uscire dal primo sbarramento di ghiaccio, a vela a 9 nodi di velocità non era ancora successo a nessuno). 

Condizioni meteo idilliache ci hanno permesso di trovare (con il super aiuto di Victor) l’apertura del ghiaccio ad ovest di cape Barrow, il passaggio più’ critico per la rotta ovest est .

Abbiamo fatto un bellissimo slalom tra i ghiacci dalle forme più’ disparate. Dopo 6 ore di grande emozione e tensione abbiamo trovato la via di uscita e proprio li il vento ci ha abbandonato ed  una nebbia fittissima è scesa su di noi costringendoci a rallentare ed a mantenere la doppia guardia a prua ed al timone. Sono state ore impegnative ed indimenticabili , dopo l’uscita abbiamo festeggiato con un ottimo tè caldo ma, come suggerito dal comandante, senza abbassare il livello di guardia.

Dopo circa altre 2 ore infatti incontriamo una placca di ghiaccio che si era staccata dalla quella principale che fino a pochi giorni fa costituiva un unico pezzo dal nord Alaska fino al polo Nord.

Ora cerchiamo di recuperare qualche ora di sonno ed alzare le nostre temperature corporee!

STAY TUNED, è solo l’inizio di un lungo viaggio

 

24 luglio.
Oggi giornata molto proficua si procede ad una media di 9 nodi VMG (Velocity Made Good), in parole semplici significa velocità’ nella giusta rotta.
Cielo plumbeo e pioggia ininterrotta ma 25/30 nodi al giardinetto con onda formata, un  gran bel navigare.
Ancora 60 miglia per doppiare Cape Barrow ed entrare nel mare di Beaufort lasciando il tetro Chukchi Sea ad ovest.
La temperatura dell’acqua è di 7,5 gradi in costante diminuzione .
Abbiamo da poco strambato e siamo ora mure a sinistra preferendo l’allontanamento  dalla costa ed i suoi bassifondi.
È prevista una rotazione ed un rinforzo del vento  a WNW e, navigando in fondali raramente superiori a 35 metri, meglio avere del margine di sicurezza .

Sensibile il cambio di clima dall’ingresso nel circolo polare, nonostante l’eccellente isolamento del “Plum” iniziamo ad avere traccia di condensa, a bordo riusciamo a tenere una temperatura di 14 celsius ed un’umidità’ del 75 %  tutti molto contenti di non poter godere del calore del motore da più di 48 ore e pronti al freddo pur di farla tutta a vela.
Molto inusuale il vento teso  in questi mari nel periodo estivo, normali invece sporadici regimi di brezze variabili ma, per lo più  “bonaccia”.

Navighiamo in compagnia di un rimorchiatore amico, abbiamo conosciuto Bob, il comandante a Nome, è un velista, ha una barca a vela in Florida è quindi stato subito amore!
Abbiamo velocità simili, ci teniamo compagnia ed il morale alto sperando entrambi di arrivare al punto critico con tempismo, ci auguriamo che i venti dal secondo e terzo quadrante che stanno spirando da ore abbiano “spazzato” il ghiaccio oltre il 72esimo Nord.
Altrimenti non avremo possibilità’ di ancoraggio e dovremo navigare , anche retrocedere in attesa dell’apertura.
Oggi abbiamo chiesto a Bob scherzosamente di poterci accodare a DANA CRUZ, il suo rimorchiatore.

A bordo ci trattiamo bene e la cucina Italiana la fa da padrona, qualche fuorviante acquisto alimentare USA a volte ci fa scherzi ma rimediamo con fantasia.
Marcello si è aggiudicato il titolo di “FORNAIO POLARE” West 2017 , oltre a pizze e focacce a sfornato un pane magistrale.
Lamentiamo un errore madornale, ci siamo dimenticati di comperare il burro, per la pasticceria c’è un ripiego ma… per la besciamella ?

 

23 luglio.
Lo stretto di Bering è ormai alle spalle. Mancano 250 a Point Barrow (read the english version and check Kamana’s position at the end of the post).
I turni di notte sono stati all’insegna di zero visibilità, non dovuta alla mancanza di luce, ma alla fitta nebbia. Il vento e’ calato, ma così non si può dire del mare, che mai come qui in Artico, lo trovo inspiegabilmente confuso a confronto del vento.
Cosi quando si va a motore, ci si muove come sulle montagne russe…

 

Nel frattempo ne abbiamo approfittato per studiare le condizioni del ghiaccio dopo Point Barrow, che purtroppo non stanno migliorando.
Victor, forse la persona più esperta di navigazioni artiche, ci confermava che è ancora tutto bloccato e consigliava di ridurre la velocità per non arrivare troppo presto.

Abbiamo fatto il possibile, ma quando il vento e’ tornato, doppiando Cape Hope, era impossibile restare sotto i 9 nodi di velocità, visto il vento di 30/35 nodi da sud, che soffiava rabbioso.

Ora mancano 240 miglia a Cape Barrow, le previsioni del vento sono ottime, quindi in poco più di 24 ore ci troveremo a cospetto del
primo grande blocco di ghiaccio…

 

22 luglio.
Questa mattina siamo salpati alle otto da Sledge Island, appena il vento ha girato a  nostro favore . Temperatura ottima, mare tranquillo, vento al traverso, facevano pensare a tutto, tranne alla realtà: e cioe’ quella di navigare nel Mar di Bering con rotta verso Nord…

 

Dopo 12 ore circa eravamo al cospetto del capo Prince of Walesil famoso e temuto stretto di Bering. Anche con noi il temuto mare si e’ fatto riconoscere e la bella brezza di 15 nodi al traverso, e’ stata sostituita in un attimo da un bel vento di 30 nodi. Eravamo preparati ad un cambio repentino di vento, ma inaspettato è stato il cambio del mare, con onde che frangevano da ogni direzione visto l’aggiunta delle forti correnti.
Fortunatamente tutto questo arrivava da poppa, cosi abbiamo sfilato il Capo a 10/11 nodi e in poche ore abbiamo macinato parecchie miglia nel Chukchi sea.
Fa impressione pensare che stiamo navigando su queste acque che un mese fa, erano una lastra di ghiaccio di 3 metri…

A bordo il morale è alto, le previsione del vento sono ottime, mentre quelle del ghiaccio, ricevute dalla nostra guida Artica, non sono buone,visto che i ghiacci vicino a Point Barrow, non si stanno sciogliendo come da previsione.
In questo momento sto scrivendo mentre siamo al 66 parallelo, mancano 10 miglia al passaggio del Circolo Polare Artico.
Ora è l’una del mattino, il sole è sopra l’orizzonte e sta accennando una timido tramonto che in pochi minuti diventerà alba…

 

 

21 luglio 2017.
Parttiti! Siamo salpati da Nome oggi con l’alta marea anche se il vento non era ancora girato, ma in bassa toccavamo il fondo (melmoso) e quindi dovevamo assolutamente uscire con l’alta.

Abbiamo fatto 20 miglia contro vento e un bel mare  e ci siamo ridossati all’ancora sotto una bellissima isola inospitale… Sledge Island
Il vento contro era previsto ma oggi a Nome ha fatto un caldo inaspettato, si sono raggiunti quasi 20 gradi, cosi al vento barico si è aggiunta una termica e sta soffiando 25/30 nodi da ovest, esattamente contro la nostra rotta. Purtroppo il vento alza un mare corto e cattivo visto i fondali di soli 15 metri, ma soprattutto tra pochissime ore dovrebbe girare a Sud e restare ad andature portanti fino a Point Barrow. Appena girerà, cosa che dovrebbe avvenire all’alba, salperemo. L’importante e’ essere fuori dal marina, dove saremmo stati troppo vincolati dal fondale, per poter uscire appena si fossero presentate le condizioni giuste.

Nel frattempo, per quest’anno, non è ancora passato nessuno da Point Barrow, le barche che sono salpate nei giorni precedenti sono ancorate 200 miglia a sud della punta, in attesa di condizioni migliori.

Kamana Sailing Experience , NW Passage

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