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Torna il nostro “Velista qualunque”, al secolo il livornese Fabrizio Monacci, che ci racconta un progetto sociale di vela.

L’occasione è quella della presentazione, presso la Capitaneria di porto di Livorno, del calendario degli “Amici della Zizzi”, l’Associazione nata 30 anni fa per l’iniziativa di Riccardo e Roberta, all’epoca poco più che adolescenti, per occuparsi inizialmente di fornire assistenza alle famiglie in difficoltà anche con servizi di doposcuola. Oggi, cresciuta, l’Associazione pur conservando l’impostazione originaria, si adopera per fornire rifugio a bambini loro affidati da servizi sociali e tribunali dei minorenni di varie regioni della penisola. In totale, al momento, gli assistiti sono circa 30 ed i loro nomi che qui compariranno sono di pura fantasia. In quel primo incontro tra Riccardo e Fabrizio, presidente della sezione livornese della Lega Navale Italiana nasce subito un’intesa basata sulla spiccata propensione al sociale della LNI. Da lì a poco (Marzo 2017) la firma di un protocollo d’intesa nell’ambito del quale i Soci della Sezione metteranno a disposizione le loro barche per offrire ai ragazzi e bambini occasioni di svago, stimolo allo spirito di squadra e, chissà, opportunità professionali.

Il progetto
Ogni anno l’Associazione è ospite a Lipari del cuore generoso dei siciliani che, per tre settimane, mettono a disposizione strutture ricettive e anche abitazioni private. Il viaggio viene normalmente effettuato via terra da Livorno a Napoli per proseguire a bordo dei traghetti che le società di navigazione mettono a disposizione. Perché quindi non “traghettare” alcuni dei bimbi, rigorosamente con i loro accompagnatori, direttamente da Livorno? I Soci della Sezione rispondono con entusiasmo e le barche che parteciperanno all’iniziativa sono 3, “Lucky Star”, un Grand Soleil 43 di Gigi Cigarini e Massimo Leoni, “Incredibile”, un Grand Soleil 42 di Fabrizio Monacci, e “Manu”, un Samoric 41 di Massimo Ghelardi e Silvio Paoli. Una conferenza stampa presso l’Accademia Navale ufficializzerà poi nella primavera il progetto.

Il viaggio
La data fissata per la partenza è quella del 24 agosto, mentre il gruppo terrestre, aiutato dal Socio LNI Piero Galofaro in veste di autista ed accompagnatore, partirà il 29. I due gruppi puntano a ricongiungersi a Lipari il 30, all’arrivo del traghetto. Le tappe previste per la crociera sono 3: Giglio, Ventotene e da qui a Lipari, sulla carta 380 miglia.

Alle 18 della data fissata ecco presentarsi ai pontili i passeggeri, il prezioso carico da trasportare.
Su Lucky Star andranno Igor, 17 anni, attento e riflessivo osservatore, Gio-Gio, un bimbone di 10 anni, Matteo, dolcissimo, che di anni ne ha 16, Pansè, 18 anni appena compiuti, facente funzione, e in che maniera, di accompagnatrice. Il suo sorriso, contornato da un paio di occhiali, è talmente bello da essere disarmante, proprio per la sua purezza. Andrea, Gigi e Massimo, questi ultimi armatori, nel ruolo di equipaggio di manovra.
Su Manu si imbarcheranno Borgia , una ragazza bella, brava, tranquilla e discreta di 13 anni, Noisette, 15 anni, dal bel sorriso dolce, Mascherina, un bel bimbo di 10 anni, giudizioso e sempre pronto ad imparare, Carmela, l’attenta ed efficiente accompagnatrice; Massimo e Silvio gli armatori.
A bordo di Incredibile Johnny Stecchino, 4 anni, sempre straboccante di “coc’è quetto” inevitabilmente seguito da “pecché”, Annina, la sua “sorellona”, di anni 5, tutta presa dal ruolo di mammina nei confronti del fratellino. Entrambi desiderosi di affetto, non come gli altri loro coetanei, molto molto di più, manifestano grandi doti di ragnetti scalatori. Senza che tu te ne accorga, te li trovi abbarbicati in un abbraccio stretto-stretto, proprio avvinghiati. C’è poi Renzino, anni 12, imprevedibile nella sua voglia di essere presente. Quanta attenzione hai richiesto caro piccolo grande amico! Ad accompagnarli Roberta, la “mamma” di tutti loro e di tanti altri che dopo appariranno. Alla manovra ci sono Francesco, Pasquale e Fabrizio, l’armatore.
Le nazionalità dei passeggeri, oltre all’Italia, comprendono Cameron, Nigeria e Romania.

– All’imbarco i passeggeri, come ci si aspetta da vera gente di mare, si presenteranno con bagagli essenziali. Eccoli disporsi ordinatamente dietro alle rispettive barche e chiedere il permesso di salire a bordo. Una volta imbarcati, assegnate le cabine e stivato il bagaglio, segue il briefing di sicurezza scandito da tutta una serie di “è vietato …..” e da pochissimi “è consentito …..”. Cena nei rispettivi pozzetti e alle 10 partenza, per la loro prima notte a bordo, navigando.

– Prima tappa, partenza il 24 agosto alle ore 22 con arrivo previsto nella tarda mattinata del 25.
Assenza totale di vento, motore a 1800 giri, 6,3/6,4 nodi e via con i piloti automatici debitamente istruiti sull’ordine del convoglio (Manu in testa, Lucky Star a seguire, Incredibile a chiudere) e sulle distanze rispettive. A bordo di Incredibile, passata la prima mezz’ora alla ricerca di riferimenti noti nel cielo e di stelle cadenti (ma quanto sono graziosi con il nasino all’insù), Johnny Stecchino e la sorellina vengono convinti ad andare a dormire. Renzino vuole resistere impavido e decide di non cascare nel trucco ideato per farlo scendere in cabina: oltre al giubbotto di salvataggio, deve indossare una felpa pesante; se si sperava che schiantasse dal caldo, decidesse di spogliarsi e raggiungere il letto, ci siamo proprio sbagliati. Ci andrà finalmente alle 3 della mattina, e senza nemmeno togliersi né felpa né giubbotto. All’alba il canale di Piombino è alle spalle, il mare è calmo ed alla via così. Al Giglio ci arriviamo alle 11 del 25; si dà fondo alle Cannelle, bagno liberatorio, pranzo e “riposino”, tanto “ino” che siamo pronti per andare in porto con il tender solo alle 1800. Johnny Stecchino, in un stato estatico, rincorre le persone, si presenta e chiede “vuoi sentire la mia cancione?”, esibendosi anche in una sorta di danza tribale. Nessuno può rimanere indifferente, tanto meno Nicola, l’amico Gigliese che poi nei giorni seguenti continuerà a chiedere del suo piccolo nuovo amico e del viaggio. Cena a bordo, nessuno di guardia tanto tranquilla è la notte.

– 2^ tappa, dal Giglio a Ventotene, miglia 148 circa: si parte alle 0930 del 26 e ci avremmo potuto scommettere, niente vento. Ancora motore, stesso numero di giri, stessa velocità, stesso ordine di marcia. A bordo un po’ di istruzione (sempre molto utile il libretto LNI “Il Gioco della Vela” di Giancarlo Basile), molto gioco dell’oca, un po’ di scacchi e dama (continuerò nei giorni seguenti a trovare i pezzi un po’ dappertutto, al pari delle carte da tressette diventate figurine immaginarie in uno sforzo di fantasia). Tutto recitato sul pavimento del pozzetto sopra un mini-tavolino che fino a questo momento non avevo ancora individuato come utilizzare.

A dire il vero il motore, intorno alle 16 e dopo un bagno con l’emozione dell’acque profonde (1500 metri di interrogativi sui “mottri degli abicci”) viene messo a tacere per ben 40 minuti. Se qualcuno sperava nel fascino del silenzio si sbagliava poveramente però. La pausa dura veramente poco ed il solito ronfo viene ad accompagnare nuovamente tutte le risatine di Johnny ed Annina (quanta gioia, quella che sanno dare). Cena, con le barche sempre a vista, con il pozzetto illuminato da una lampada fotovoltaica che mio figlio Lorenzo mi ha prestato per l’occasione, bello ed efficiente oggetto. Roberta, che ha scoperto che il suo stomaco si sente più a suo agio sovracoperta, dorme nel pozzetto aiutata anche da una pasticca di Xamamina; sull’altra panca, in un abbraccio davvero fraterno (che però non si dimentica di dare qualche spintone – inconscio?- tanto da fare precipitare a terra la povera Annina) dormono i due fratellini.
Ad un certo punto Roberta apre gli occhi ed esclama “oddio non hanno i pannolini”. Una rapida verifica e si scopre che fortunatamente siamo ancora in tempo. Io sono al timone (non è vero, c’è Gigetto, il pilota automatico); con me solo Renzino (Francesco e Pasquale sono sottocoperta attivamente impegnati nel loro compito: dormire, e non possono essere distratti, tanto sono concentrati). Al buio, per me che ho perso l’abitudine, è un’impresa ma con l’aiuto del giudizioso e pratico Renzino (in una grande famiglia come quella degli “Amici della Zizzi” tutti debbono dare una mano) alla fine possiamo dire “missione compiuta”, battendo un cinque.

La notte prosegue e le miglia si allungano. Lucky Star rallenta e io, memore dei preziosi insegnamenti di Nicola, l’amico Gigliese, che di mare e di motori se ne intende davvero, preferisco non far uscire il motore di Incredibile dal range ideale (il più prossimo ai ¾ della potenza, per navigazioni lunghe e senza variazioni di ritmo) e li supero. Poi rallento e poi riprendo. La distanza con Lucky Star aumenta e li perdiamo di vista. Ci eravamo detti di stare sempre a vista ed in contatto radio. Il mio portatile si è scaricato e non volendo utilizzare quello di bordo, al tavolo da carteggio per non disturbare la concentrazione di Francesco, Pasquale e Renzino, che alla fine ha ceduto, accelero e raggiungo Manu. Decidiamo di rallentare a 4 nodi.
Quando finalmente Lucky Star ci raggiunge e possiamo riaccelerare dallo scarico di Manu esce una brutta fumata bianca, premonitoria. Verso l’alba riemergo dal mio turno di riposo (si fa per dire: nella cabina armatoriale di poppa Renzino, nel sonno ripete come un mantra “a Livorno ho bevuto champagne” e sognando una partita di pallone mena calci a tutto spiano) e trovo Incredibile in testa alla flotta, condotta da Francesco (Pasquale è sempre impegnatissimo); Zannone è di poppa, Ventotene bene in vista, Manu e Lucky Star appena visibili. Si alza un’aria da NW ma manca solo mezz’ora all’arrivo e continuiamo a motore. Destinazione raggiunta alle ore 9. Gli altri arriveranno circa un’ora dopo. Ad accoglierci Rodolfo Tonello e la moglie Francesca. Lui è il presidente della locale attivissima Sezione della Lega Navale Italiana.

Tutti in fila a fare carburante e acqua, dovendo dare ancora e prendere le cime di poppa da uno scoglio sopra al quale c’è la colonnina erogatrice. Ormeggiamo al porto nuovo nella parte pubblica, con Rodolfo, ha un sorriso davvero schietto e naturale, a dare indicazioni e porgere cime, in posti che è riuscito ad assicurarci.
Ventotene, che al pari delle Eolie non vedo dal 1983 o forse 1984, è davvero splendida. Lucky Star e Manu ci sono state molto più recentemente. Massimo e Silvio, di Manu, ci informano di avere problemi: oltre a quello al frigo, manifestatosi la sera prima in navigazione (con Francesco che via radio elargisce utilissime istruzioni, purtroppo non conclusive) si aggiunge ciò che era stato preannunciato da quella sospetta fumata bianca: dallo scarico escono residui d’olio, in aggiunta al fumo bianco. I ragazzi non stanno più nella pelle e vogliono scendere per visitare questo nuovo mondo. Esplorazione dell’isola, avendo a disposizione la sede della LNI, il termine che mi viene in mente per definirla è autentica. Bagno, docce e poi a pranzo. C’è chi ne approfitta per gustare le specialità locali. Intanto continuano i tentativi per capire la ragioni dei problemi del motore di Manu. L’intuizione dell’addetto ai carburanti (“avete un olio troppo fluido”, ma era quello consigliato dalla casa costruttrice) si rivelerà prossima alla realtà: per un problema alla pompa di iniezione il gasolio filtra nell’olio, rendendolo liquidissimo. Nel sistema di lubrificazione verranno trovati circa dieci litri di gasolio.

All’ancora alle Cannelle del Giglio

Il viaggio di Manu non può proseguire e dopo una rapida consultazione si decide che Pasquale salirà a bordo per aiutare Massimo e Silvio in un impegnativo rientro a vela a Livorno; i ragazzi Mascherina e Gio-Gio, quest’ultimo originariamente imbarcato su Lucky Star, si trasferiscono su Incredibile; su Lucky Star andranno Borgia, Noisette e Carmela, aggiungendosi a Igor, Matteo e Pansè; in pratica l’asilo nido su Incredibile, i più grandi su Lucky Star.
Il pomeriggio, dopo il riposo d’obbligo, ci vede alla LNI dove Rodolfo, oltre ad offrirci un rinfresco, graditissimo perché proprio nello spirito di autenticità della Sezione, ci illustra i loro interessanti programmi mentre Roberta racconta della nascita e degli sviluppi della Associazione “Amici della Zizzi”. Siamo poi ancora in tempo per la Messa ed all’uscita tante sono le domande da parte di sconosciuti per soddisfare la loro curiosità circa questo bel gruppo di ragazzi, rigorosamente con cappellino e maglietta LNI.

La cena la facciamo sul molo del porto, cucinando a bordo delle 3 barche, per stare tutti insieme e salutare Massimo, Silvio e Pasquale. L’allegria è tanta, ed è divertentissimo guardare Johnny Stecchino imbrattato da capo a piedi di sugo della pasta, cocomero e gelato: un pittore che avesse voluto ritrarre un monello non avrebbe potuto fare meglio. Su Incredibile il bicchiere della staffa (esclusivamente per gli equipaggi di manovra). Silvio, al momento di scendere, scivola e cade dalla passerella, molto inclinata per l’altezza del molo ed instabile per la risacca. Si sente una gran botta contro lo scafo. Quando riemerge c’è molto sangue sul suo volto ed il poveraccio accusa il colpo. Lo adagiamo sul molo e Francesco, inaugurando la mia nuova cassetta di pronto soccorso, scopre, lui che è un volontario della Croce Rossa, ed un po’ di pratica la ha fatta, che mancano gli steril streep; la ferita, quella principale che parte dalla fronte, “ampia” di Silvio fino al naso (stesse proporzioni) necessita di sutura. Viene chiamata la guardia medica che con un’ambulanza se lo porta via. Ritornerà, con le sue gambe, verso le due di notte, con 7 punti guadagnati.

Silvio, che non ha perso lo spirito toscano, impreca perché nella caduta sono andati persi i nuovissimi e costosissimi occhiali (inutili i tentativi fatti il giorno dopo anche con le bombole) e contro Ventotene che evidentemente non lo ama: il guaio al motore, questa caduta e le sue conseguenze, quella di 2 anni fa con arrivo della solita guardia medica e ben 18 punti in una gamba. Ho l’impressione che la sua intenzione di non tornarci più sia da prendere sul serio, per lo meno per un po’; l’isola è talmente bella che resistere alla sirena è forse impossibile. Anche ad Ulisse costò un bello sforzo.

– 3^ tappa, da Ventotene a Lipari, miglia 158 circa. Si parte alle 1030 del 28, senza vento, Lucky Star in testa, Incredibile a seguire. Appare un delfino che gioca con la prua per una buona mezz’ora per la gioia di piccini, e grandi. A bordo di Lucky Star non lo vedono, ma avvistano una razza. Il motore ronfa, come in tutto questo viaggio, ed alle 16 decidiamo di farlo riposare un po’. Tutti in acqua a nuotare sopra un abisso liscio come uno specchio, tranne, per prudenza, i piccinaccoli che non esitano a far sentire la loro disapprovazione.

Si alza una bavetta e noi di Incredibile ripartiamo senza accendere il motore. E’ un traverso di pochi nodi e il gennaker va a riva. La velocità è buona, circa 6 nodi, ma la durata è corta. Dopo una mezz’ora di esaltazione, e di regata con Lucky Star che ha seguito l’esempio, il motore ci dice che senza di lui non andremmo da nessuna parte. Non lo spegneremo più sino a destinazione. Nella notte in lontananza una luce, sembra ferma, attorno ve ne sono altre.

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