SHARE
Marcelino Botìn. Foto Renedo

New York, Stati Uniti- Il New York Yacht Club annuncia l’ingaggio del designer spagnolo Marcelino Botìn e del suo Studio per la progettazione del prossimo AC75 per la Coppa America numero 36 in programma nel 2021 in Nuova Zelanda. Il Bella Mente Quantum Racing, che rappreneterà il NYYC e avrà Terry Hutchinson nel ruolo di skipper, riporta come noto il club di New York in Coppa dopo quindici anni d’assenza.

Marcelino Botìn. Foto Botin Partners

Lo Studio Botìn ha vasta esperienza di Coppa avendo già fatto parte di Emirates Team New Zealand dal 2004 al 2011, comprendendo quindi anche la Coppa numero 32 a Valencia 2007 con la splendida finale persa dai kiwi per 2-5 contro Alinghi dopo aver vinto la Louis Vuitton Cup contro Luna Rossa.

La sfida americana è data dall’unione di due dei più concreti programmi nel settore dei monoscafi hitech, il Bella Mente Maxi72 di Hap Fauth e il Tp52 Quantum Racing di Doug DeVos.

A proposito di come saranno i prossimi AC75, la cui regola di classe sarà diffusa il 31 marzo 2018, Marcelino Botìn ha chiarito alcuni concetti importanti:
“Un fattore imprtante sarà la capacità di contatto ravvicinato”, ha detto il 55enne progettista di Santander, “Le barche hanno bisogno di avere velocità simili e di esssere in grado di ingaggiarsi in tipiche manovre di match race. Una barca veloce è auspicabile, ma dovrà anche essere reattiva alle basse velocità. Ci piacerebbe vedere partenze in bolina con tutta la strategia del prestart a essa collegata (punto questo già chiarito dal Protocollo, sarà così, Ndr) Un nomnoscafo a dislocamento leggero sarebbe una piattaforma perfetta per queste situazioni”… Insomma qualcosa di molto simile a un grande Tp di 75 piedi.

5 COMMENTS

  1. Paradossalmente, proprio l’ingaggio di Botín da parte degli americani dovrebbe far scartare l’ipotesi di un “grande TP52”. Infatti, tutti i TP52 vincenti attuali li ha progettati lui (e gli altri, solo Judel/Vrolijk). Da parte di ETNZ e Luna Rossa sembrerebbe quindi alquanto masochista scegliere una formula dove partirebbero con un pesante svantaggio progettuale. Più probabile una barca a chiglia basculante (con motore elettrico), dove il ventaglio dei progettisti è più ampio, con magari un foil embrionale da usare solo in certi bordi. A questo proposito, è intrigante il fatto che il Protocollo lasci aperta la possibilità, oltre al classico bastone, di un percorso a triangolo: come noto, il bordo al traverso era caduto in disuso perché con barche dislocanti si traduceva in una processione. Con barche foil-assist, potrebbe essere diverso

  2. Mai sentito di canting keep con motore elettrico. E’ tecnicamente fattibile, viste le enormi coppie in gioco?

    • Certamente, anche perché in questo caso il numero di manovre tra ricariche sarebbe limitato. Di dimensioni minori, c’è già il Melges 40 con azionamento elettrico del solito Cariboni. Se confermato, questo apparato farebbe senz’altro parte dei componenti standard per tutti i team

      • Scrivi: “il numero di manovre tra ricariche sarebbe limitato”; quindi escludi un eventuale lato di bolina con tacking duel???

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here