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Cape Town, Sud Africa- Torna finalmente il Southern Ocean dell’Indiano alla Volvo Ocean Race. Dopo alcune edizioni con passaggi in Medio oriente, la Volvo scende subito nel Southern Ocean, quello duro e vero dell’Oceano Indiano Australe, con le Kerguelen, gli albatross e le infinite planate tra onde enormi. La terza tappa della VOR, che scatta domenica 10 dicembre da Cape Town, condurrà la flotta a Melbourne, dopo 6.500 miglia.

March 23,2015. Leg 5 to Itajai onboard MAPFRE. Day 6..Sending it through the Southern Ocean

Assegnando doppi punti, la Leg 3 potrebbe essere una tappa decisiva per la classifica dell’edizione 2017-18 del giro del mondo. Fin dalla prima edizione del 1973, l’oceano meridionale è stato il terreno di gioco più duro per i migliori del mondo, con navigazioni tanto veloci quanto pericolose.

Con onde grandi come case, tempeste e venti fortissimi l’Oceano meridionale è minaccioso e affascinante al tempo stesso e dal 1973 ha ossessionato i navigatori di tutto il mondo. Stu Bannatyne, che in questa edizione naviga a bordo di Dongfeng, è soprannominato il “Re del Southern Ocean” dato che negli ultimi vent’anni ha passato molto tempo a navigare in queste zone e ammette di essere egli stesso ossessionato dal loro richiamo. “Alla fine, è la migliore navigazione a vela che si possa fare, giù nel Southern Ocean. E vale la pena di tornarci, anche solo per gustare il brivido di navigare in quelle condizioni in poppa. Quando riesci ad avere la giusta combinazione di vele con le onde che ti spingono, è difficile pensare ci sia qualcosa di meglio. Una cosa unica della Volvo Ocean Race è che i ricordi dei momenti brutti sembrano svanire molto più velocemente che quelli dei momenti belli.”

Le immagini indimenticabili delle leggende della Volvo Ocean Race nei Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti non hanno bisogno di commento. Acque gelide, dinamiche e imprevedibili sempre in movimento nell’area sud del globo, senza l’impedimento della terra ferma, con venti che possono raggiungere anche i 70 nodi di intensità.

Agli esordi della regata, negli anni 70 e 80, i navigatori si spingevano il più a sud possibile, sotto i 60 gradi e più vicino all’Antartide possibile per cercare di percorrere meno miglia. E, inevitabilmente, ciò significava avere a che fare con gli iceberg, o i più piccoli growler, sempre in bilico fra rischio e ricompensa.

Nell’edizione 2017-18 gli organizzatori hanno fissato una zona di esclusione dei ghiacci antartica, l’Antarctic Ice Exclusion Zone, per la terza tappa perché le barche odierne, molto più veloci, potrebbero colpire pezzi di ghiaccio a velocità tre volte superiori con risultati catastrofici, come si può ben immaginare.

L’obiettivo di skipper e navigatori è dunque di usare i dati meteo disponibili per trovare i sistemi di bassa pressione e navigarci al limite, sempre al confine della zona di pericolo. Ma, con le comuni tempeste dell’intensità di uragani, regatare nel Southern Ocean resta una sfida aperta, come lo era in passato.

March 27,2015. Leg 5 to Itajai onboard Abu Dhabi Ocean Racing. Day 9. Luke \”Parko\” Parkinson helms Azzam through the white foam of the Southern Ocean.

Il Southern Ocean…

– La zona che va dai 40° sud al Circolo Polare Artico è quella dove si registrano i venti più intensi del mondo e le tempeste viaggiano verso est intorno al globo. In compenso però sono le zone dove le barche della Volvo Ocean Race possono raggiungere le maggiori velocità
– La temperatura dell’acqua va dai 2 ai 10° C nella zona dell’Antartide e in inverno, il mare ghiaccia intorno ai 65° di latitudine sud nel settore del Pacifico. Perciò i velisti devono indossare indumenti termici e protettivi
– L’Oceano meridionale è dove si trovano i grandi iceberg, con il 90% della massa immersa, ostacoli che costituiscono un enorme pericolo per le barche della Volvo Ocean Race. Per questo motivo è stata introdotta una Antarctic Ice Exclusion Zone nelle istruzioni di regata della Leg 3. Ciononostante i velisti devono sempre prestare la massima attenzione e rimanere vigilanti, cercando di vedere in particolare modo i pezzi di ghiaccio più piccoli, detti growler, che sono i più difficili da individuare, soprattutto nelle ore notturne
– L’aria più fredda è anche più densa, quindi i venti che si trovano nel Southern Ocean sono più potenti.
– Le onde qui sono lunghe e molto alte, sono formate dal vento che può soffiare senza l’impedimento della terraferma e facilitano alte velocità di poppa.
– Nel Southern Ocean si incontrano animali, uccelli e cetacei strani, e spesso in via di estinzione, come albatros e balene
– La sicurezza nell’area, lontana dalle terre abitate, è garantita da due Centri di Coordinamento del Soccorso in Mare, i Maritime Rescue Coordination Centres che si trovano in Nuova Zelanda, per la zona a ovest dei 131° ovest e in Cile per la zona a est. Il Race Control Centre della Volvo Ocean Race di Alicante è in contatto continuo con questi due enti.

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