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Lo scafo dapovolto del Comet 45 senza la chiglia. Foto http://www.rayc.org.uk/cms/fastnet/exercise-mediterranean-ubique-blog/29-cdo-regt-ra/

Las Galletas, Tenerife- Il Comet 45s Tiger of London ha perso la chiglia il 7 dicembre scorso navigando in condizioni di vento forte fino a 30 nodi al largo di Tenerife sud. I cinque membri dell’equipaggio, quattro uomini e una donna di nazionalità svizzera e tedesca, sono stati tratti in salvo dall’equipaggio di Santa Barbara V, un Rustler 42 con a bordo un equipaggio del Royal Artillery Yacht Club britannico alle Canarie per una crociera di formazione, che stava navigando in quelle acque proveniente da La Gomera.

Lo scafo dapovolto del Comet 45 senza la chiglia. Foto http://www.rayc.org.uk/cms/fastnet/exercise-mediterranean-ubique-blog/29-cdo-regt-ra/

I velisti inglesi, che stavano navigando vicino al Comet 45s, hanno riferito che il vento era sui 30 nodi e stavano navigando con due mani alla randa, quando hanno visto il Comet 45 straorzare in seguito alla perdoita della chiglia, con l’albero che ha toccato l’acqua e la barca che si è capovolta, il tutto in una trentina di secondi.

In avvicinamento al relitto. Foto http://www.rayc.org.uk/cms/fastnet/exercise-mediterranean-ubique-blog/29-cdo-regt-ra/

Dal Santa Barbara V hanno lanciato un MayDay e hanno subito acceso il motore per soccorere l’equipaggio svizzero, con la donna che era rimasta intrappolata dalla sua cintura di sicurezza. Tutti vestivano il giubbotto gonfiabile regolamentare, che ha facilitato le operazioni di recupero. In breve l’efficiente erquipoaggio inglese ha issato a bordo, apllicando le procedure del caso, e ha assistito tutti e cinque i naufraghi fino a riportarli a terra al porto di Les Galletas. I cinque, inizialmente in stato di shock (specialmente la donna), sono in buone condizioni.

L’efficiente equipaggio del Santa Barbara V che ha effettuato il salvataggio. Foto http://www.rayc.org.uk/cms/fastnet/exercise-mediterranean-ubique-blog/29-cdo-regt-ra/

Il distacco della chiglia di uno yacht è una delle situazioni più gravi e pericolose che possano accadere. La rapidità della scuffia a 180 gradi che segue il distacco può portare in brevissimo tempo a situazioni potenzialmente gravissime. Attendiamo l’esito dell’inchiesta sulle cause del distacco e ne daremo notizia.

L’amico velista Marco Radman, che si trova a Tenerife, ci invia questa foto in cui si vede una barca con dei sub intenta a lavorare sul relitto per le operazioni di recupero:

Sull’incidente, riceviamo e pubblichiamo un commento del cantiere Comar, produttore dei Comet 45.

“La barca era di proprietà di una compagnia di charter basata in Svizzera. Il 7 dicembre al largo delle Canarie, con vento forza 7, la barca ha perso il bulbo. Tutti i membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, la barca è stata localizzata ma le operazioni di recupero sono rese complicate dal fatto che l’albero è armato, quindi è necessario un intervento per metterla a 90° e posizionare un galleggiante sulla testa e poterla così trainare. La Guardia Costiera locale è all’opera insieme ad altri tecnici.

La barca ha 9 anni ed è sempre stata utilizzata per charter.

Il titolare di Comar Massimo Guardigli ha rintracciato lo skipper che per tre anni è stato a bordo della barca e ha confermato che, nelle varie traversate oceaniche la barca si è sempre comportata bene e che non ha mai avuto problemi o dubbi sulla sicurezza. Questo skipper è in contatto con lo skipper che era a bordo durante l’incidente, che ha riportato che certamente non hanno urtato nulla in mare.

Insieme hanno ipotizzato che, proprio perchè adibita a charter, la barca potrebbe aver preso diversi colpi nel corso degli anni, sbattendo il bulbo sugli scogli o, come ipotizzato dal progettista, potrebbe essere stata incagliata su qualche fondale per un po’ di tempo (cosa che avrebbe almeno temporaneamente cambiato l’assetto dei pesi creando così un danno importante). In ogni caso Massimo Guardigli si è reso disponibile per volare alle Canarie non appena la barca verrà ricoverata a terra per comprendere quale sia stata la causa del danno”.

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