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Roma- Riceviamo da Assonautica Italiana, una lettera aperta indirizzata al presidente del consiglio Mario Monti, relativa alla questione della tassa di stazionamento. Su tutta la vicenza della tassa, al momento approvata dal Parlamento e destinata a entrare in vigore il prossimo 1 maggio 2012, su FareVela di febbraio pubblicheremo un ampio articolo, con una completa analisi del caso.

“Caro Presidente Monti,
da quell’eccellente economista che Lei è, non ignora certamente il significato economico,
sociale e culturale che quei segmenti di mercato della nautica da diporto e del turismo
nautico abbiano rappresentato per il nostro Paese nell’ultimo decennio, prima delle grande
crisi mondiale; un’ industria questa che per i numeri (dall’apporto al Pil, all’occupazione ma
soprattutto per l’eccellenza del made in Italy) senza bisogno di alcuna sovvenzione da parte
dello Stato, ha espresso il meglio di sè e non solo dal punto di vista economico.
Naturalmente, la scure che si è abbattuta sulla stessa a causa dei provvedimenti – adottati dal
Suo Governo conseguenti alla crisi mondiale che ha investito il nostro Paese – benchè
ineluttabili, appaiono proprio uccidere quella che potenzialmente poteva essere una gallina
dalle uova d’oro soprattutto per il ruolo che l’Italia si sta giocando nel Mediterraneo dal
punto di vista del turismo in generale di quello nautico in particolare.

Non le sarà certo sfuggito Signor Presidente il trend straordinario che le navi da crociera
stanno offrendo nonostante la crisi mondiale sui mercati internazionali e in ispecie nel
nostro Mediterraneo. Questo sta per l’appunto a significare la domanda esplicita del mercato
sul turismo del mare che ha moltissime articolazioni fino ad arrivare a quello diportistico.
Ciò che la nautica mette in moto sui singoli territori costieri e non del nostro Paese è sotto gli
occhi di tutti: dal primario che viene ovviamente chiamato in causa dalla “cambusa “delle
nostre imbarcazioni da diporto con tutto un grosso spicchio del settore enoagroalimentare
italiano, al secondario dato che una imbarcazione è dotata di una straordinaria teconologia
che richiede assidua e costate manutenzione oltre alla barca in sè, al terziario per i servizi
che la portualità turistica mette in campo sui rispettivi territori attraverso tour turistici,
culturali ed enogastronomici, per non trascurare infine i cosidetti megayacht la cui
strumentazione rinvia alla robotica ed alla meccatronica e quindi coinvolge con
l’innovazione tecnologica il più ampio settore cosidetto quaternario.

Per non parlare della nuova sensibilità ecocompatibile che si sta affacciando anche in questo
settore. Vale la pena signor Presidente di sacrificare tutto ciò attraverso misure che tutt’al più
fanno rifluire sulle casse dell’erario ben poca e misera moneta?
E’ possibile vedere oltre l’immediatezza dei pur necessitati provvedimenti da Lei adottati un
orizzonte di potenziamento e rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico?
Noi riteniamo che ciò sia possibile perché consapevoli che le crisi non sono solo momenti
per così dire depressivi ma hanno in sè enzimi – catalizzatori biochimici capaci se
opportunamente adottati di inserire momenti di crescita e di sviluppo. E’ possibile Signor
Presidente affrontare senza colpi di scure una questione che spazia su orizzonti ben più vasti
di quelli oggidi’ congiunturali?

Noi come Assonautica Italiana, struttura associativa no profit, legata al sistema camerale, istituzione che persegue l’interesse generale e ha come bussola il bene comune, riteniamo che sia proprio possibile sempre che il suo governo dimostri un po’ di buona volontà e di interesse per questo settore.
Certamente la nautica da diporto non gode buona stampa per via di alcuni fatti patologici
che l’hanno caratterizzata da sempre, e in particolare pensando a essa come luogo
deputato all’evasione fiscale o per altro verso come roba da ricchi. Forse Lei, che è un
economista laico, sa benissimo quanto i beni di lusso siano per così dire anelastici in quanto
durante una crisi non c’è che un rimescolamento delle carte: tanti miliardari precipitano
quanti miliardari subentrano. Non so se la differenza sia pari allo zero o forse con qualche
addendo in più.
Confidiamo comunque che su questo terreno potremo costruire positivamente col suo
Governo tecnico una piattaforma non solo economica ma anche morale, sociale culturale
diversa, in modo che anche la nautica da diporto e il relativo turismo nautico possano
continuare a concorrere alla crescita del nostro amato Paese.
Grazie, Signor Presidente e buon lavoro”

Gianfranco Pontel
Presidente Assonautica Italiana

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