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Porto Azzurro- Riceviamo da un nostro lettore, Emanuele Bravin, questa segnalazione di una navigazione un po’ particolare realizzata da due ragazzi sardi che con un piccolo Caravelle hanno navigatom da Santa Teresa di Gallura alla Marina di Salivoli in inverno. Avventura non proprio da ripetere, viste le caratteristiche di quella deriva, ma che comunque merita una segnalazione.

“Ormai da due anni, io e Valentina trascorriamo l’ultimo dell’anno in barca. Quest’anno, prima volta con Armorica, abbiamo deciso di stare all’isola d’Elba nel delizioso marina di Porto Azzurro.
Partiti da Salivoli in compagnia di Zu.Bi. siamo stati poi raggiunti da Tramonto Rosso, altra barca di Salivoli.
Proprio a Portoazzurro, abbiamo fatto una particolarissima scoperta: due ragazzi sardi erano ormeggiati vicino a noi con un Caravelle 16, una deriva di circa quattro metri e mezzo. I due, partiti da Santa Teresa di Gallura, stavano facendo rotta su Salivoli.

Il Caravelle all'arrivo a Salivoli. Foto Bravin

Trascorsi i festeggiamenti dell’arrivo del nuovo anno, una volta rientrati a Salivoli abbiamo reincontrato i due avventurieri, e tra la curiosità della loro impresa e il sano spirito di solidarietà di chi va per mare, li abbiamo invitati a pranzo per faci raccontare il loro viaggio.

I due protagonisti dell'avventura del Caravelle. Foto Bravin

Francesco Maresca (18 anni) e Thomas Dridda (21 anni) erano partiti il 22 dicembre da Santa Teresa di Gallura per portare il Caravelle 16 a Salivoli, dove un bambino di undici anni di Firenze lo stava aspettando come regalo di Natale. Senza dubbio un gesto di una nobiltà d’altri tempi, ma vista la barca e il percorso che hanno affrontato è lecito nutrire qualche perplessità sulla “sicurezza” di una simile avventura.

Il Caravelle 16 è una deriva, non ha copertura, non ha motore, non ha tutto quello che è regolare per una navigazione come quella fatta, per di più in inverno.
I ragazzi sardi erano partiti con il solo ausilio di un piccolo fuoribordo, un pannellino solare, un gps portatile, degli attrezzi, delle torce a mano, carte nautiche, portolano e una bella scorta di formaggio. Durante la traversata, fatta ovviamente a tappe lungo costa fino a Bastia, per poi tagliare verso l’Elba hanno avuto non pochi problemi, avarie di vario genere, un tentativo di rapina in un porto corso, ma soprattutto vento e mare di intensità molto impegnative. Per dormire e riposarsi, grazie alla deriva retrattile del Caravelle, a sera, spiaggiavano per montare la tenda e chiudersi nei sacchi a pelo.

E’ stato davvero piacevole conoscere questi due ragazzi, genuini e carichi di sana incoscienza.
Per loro conto ringrazio tutte le persone che nel nostro marina (Yacht Club Marina di Salivoli, LNI sez. Piombino e la Cooperativa l’Ormeggio) si sono adoperate per aiutarli, perchè a detta loro, nella traversata mai avevano trovato un’accoglienza così cordiale e affettuosa.
Il Caravelle 16, dopo 10 giorni di navigazione e circa 200 miglia percorse, è stato alato grazie agli Ormeggiatori del Marina di Salivoli il 2 gennaio ed è poi partito per Firenze”. (Emanuele Bravin)

Il Caravelle, usato spesso da scuole di vela (Glenans, Caprera prima di tutte), è un progetto di Jean Jacques Herbulot – Francia
Lunghezza mt. 4,61
Larghezza mt. 1,80
Peso Kg. 210
Superficie velica mq 12

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