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Abu Dhabi- Ventisei gradi, cielo sereno e brezza generosa. I grattacieli che spuntano come funghi da un deserto che più piatto non si può, l’enorme Ferrari World, a fianco dell’avveniristico circuito di Formula Uno, che già dall’aereo pare una vettura gigante e rossa piazzata nel nulla di fronte al celeste intenso del Golfo Persico. E poi loro, i Volvo 70 della Volvo Ocean Race che escono per le regate Pro Am in programma oggi. Dalla lounge di Azzam, il Falcone di Abu Dhabi su cui Ian Walker ci ospiterà nel pomeriggio, la città degli Emiri risalta in tutta la sua continua ambizione di rinnovarsi. Tutto in perenne costruzione, dal nuovo aeroporto, “che sara’ il più grande al mondo nel 2015” ci dice fiero il nostro autista, ai grattacieli e al lungomare della Corniche.

Telefonica durante la Pro Am di oggi. Foto Tognozzi

 

A mezzogiorno la brezza sale ancora e il cielo conquista toni d’azzurro. Tra poco usciremo per una prova della Pro Am. Domani venerdì torneranno le regate vere, con i punti in palio della Etihad Inport Race, e sabato, il week end musulmano, sarà la volta della partenza della Leg 3, con la prima parte sprint verso la costa di Shariah per ripetere la procedura anti- pirateria già seguita nella seconda tappa. Poi, dopo la sosta nel porto sicuro dell’Indiano, si andrà a Sanya, nella Cina tropicale di Hainan.

Stay tuned… Per scoprire chi riuscirà ad andare all’attacco del leader Telefonica.

E in effetti la brezza è salita, 10-11 nodi e mare piatto, di un turchese tendente al verde chiaro, neanche male considerando che siamo nel Golfo Persico. Le spiagge sono infinite, e vorrei vedere visto che non c’è che deserto. La ricettività è in pieno stile arabo, esagerata per lusso ma anche piacevole per tranquillità. I candidi caffettani dei dignitari locali (ma come faranno a tenerli così immacolati?) si apprezzano ancor più al villaggio della regata, dove il Team Abu Dhabi ci ha prelevato verso mezzogiorno per portarci su Azzam. Fuori dal Marina Village i cinque Volvo 70 incrociano in un mare appena increspato dalla brezza. Potremmo essere in Mediterraneo, se non ci fossero i grattacieli… Ian Walker, lo skipper, al solito è disponibile e iperprofessionale e fa di tutto per far sentire a loro agio i suoi ospiti: briefing, raccomandazioni e tanti sorrisi. Prima, però, c’è da provare un attimo la nuova randa, appositamente preparata per la regata sulle boe di casa, che quelli di Abu Dhabi vogliono vincere a ogni costo. Quindi uno sguardo all’albero, quello nuovo con il nuovo sartiame, per vedere se la curvatura è quella giusta. L’occhio esperto pare soddisfatto e via, siamo pronti per la regata. A noi, che abbiamo sbirciato la famosa diagonale D1 responsabile della serie di disalberamenti nella prima tappa, qualche piccola differenza rispetto a quanto avevamo visto ad Alicane prima del via ci è sembrato di averla vista.

Il video onboard su Azzam:

Bolina larga ad andare e lasco stretto con Code Zero per tornare, così per due giri. Telefonica parte in anticipo, mentre Walker ritira fuori la mano del velista olimpico tenendo perfettamente sul posto il suo Volvo 70 per almeno un minuto, con Puma sopravvento. 11 nodi d’aria: 13 nodi in bolina e 15 al lasco. Impressionante la potenza che percepiamo sulla ruota quando tocca a noi timonare: Ian Walker ci avverte di non orzare troppo per cercare le raffiche in arrivo “perché il code zero è molto ma molto potente” e deve essere portato sul suo binario.

Ian Walker al timone di Azzam nella Pro Am di oggi. Foto Tognozzi

L’equipaggio gira alla perfezione e lo skipper ha una parola giusta per tutti, a cominciare dal più felice a bordo, Adil Khalid, il velista degli Emirati che, a 23 anni, si trova a vivere l’avventura della vita. Ed è lui che ci fa da guida sottocoperta nel tunnel nero di carbonio costruito da Persico Marine, dove ci coglie la stessa sensazione: ma quando fuori ci sono onde di sette metriu e 40 nodi di vento qua sotto come diavolo si starà?

Ecco com'è fatto il "loculo" del carteggio di Azzam

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