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Fano- A seguito dell’introduzione della tassa di stazionamento, Marina dei Cesari, il porto turistico di Fano, propone contratti biennali a condizioni vantaggiose e con tariffe agevolate. Dal 1 gennaio 2012, viene decurtato, ma sarebbe meglio dire rimborsato, in tutto o in parte, il valore della tassa del nuovo decreto Monti (secondo tipo della barca, cioè vela o motore, dimensioni e indice di vetustà) a chi firmerà un contratto di affitto di due anni entro fine aprile (entro il 2012 per chi è già un cliente del Marina).

Il Marina di Fano. Foto Furlani

Per una barca a vela dai 10 ai 19 metri per esempio, il rimborso di Marina dei Cesari sul valore di un contratto di due anni, sarà pari all’intero ammontare della tassa e del 50% nel caso in cui la stessa sia a motore entro i 19,00 metri di lunghezza.

“La speranza”, dichiarano i responsabili del Marina di Fano, “è che questo provvedimento coraggioso possa attirare a Fano nuovi proprietari di barche ma anche rassenerare gli attuali clienti offrendo loro una possibilità alternativa di scelta”.

www.marinadeicesari.it

2 COMMENTS

  1. Un provvedimento intelligente per limitare il numero delle unità che si accingono a trasferirsi all’estero nei vicini marina le cui tariffe, oltretutto, sono ovunque inferiori a quelle dei marina nostrani. C’è da sperare che l’offerta del Marina dei Cesari venga seguita da altri porti turistici che altrimenti vedranno liberi molti posti barca dal 1° maggio prossimo, con grave danno non solo per gli stessi marina ma anche per tutto ciò che gravita intorno al mondo della nautica, cantieri compresi. Sarebbe perciò auspicabile che anche questi cominciassero a ridurre le loro pretese che sono in continuo aumento.

    • Carissimo Giancarlo da un giovane come te , e da un marina che ha un grande futuro davanti (e non dietro le spalle), poteva venire una proposta così valida. Noi utenti della nautica non siamo esenti da colpe. Per anni non abbiamo contrastato una immagine della barca “status simbol” che veniva propagandata e non abbiamo portato avanti la conoscenza che valore della barca e dimensioni non sono correlate. A parità di dimensione di lunghezza il valore varia da 1 a 8 a secondo delle caratteristiche e dell’età della barca. I costi di esercizio sono saliti negli ultimi anni in maniera abnorme rispetto alle dinamiche del benessere dei singoli. Troppe sono ormai le barche, tecnicamente ancora valide, che vivono tristemente a secco dato che i loro armatori hanno perso le condizioni fisiche od economiche per mantenerle ed il mercato si è inesorabilmente fermato nella richiesta per consentirne una dignitosa cessione.
      Non possiamo però gettare la croce solo sulle spalle di chi in questo momento ci deve pilotare fuori dal “guano”.
      Il dato che il 48% delle barche immatricolate (superiori a 10 metri) ha proprietari della fascia di reddito dei 20 mila euro/anno parla chiaro. Con quel reddito l’unica barca che ci si può permettere è quella in bottiglia. Come facevano i vecchi marinai dei secoli passati per non lasciare morire i ricordi. Con la speranza che la “bottiglia” sia per noi ancora lontana ti saluto.

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