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Isola del Giglio- Si fa sempre più grave la posizione del comandante di Costa Concordia, Francesco Schettino, in stato di fermo a Grosseto ormai da sabato con gravi accuse.

Costa Crociere ha diffuso un comunicato che, in pratica, prende le distanze da Schettino. Ecco il testo:

“Costa Crociere ribadisce il suo più profondo dolore per questo terribile incidente che ha colpito i suoi affetti più cari: i suoi ospiti, i suoi dipendenti, una propria nave;  si scusa per le sofferenze e il disagio che queste persone hanno subito e porge le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime accertate”.
“Circa 1.100 persone di Costa Crociere in tutto il mondo stanno lavorando dalla serata di venerdì nella gestione di questo terribile incidente e la loro priorità è stata di supportare le operazioni di salvataggio, assistere ospiti ed equipaggio e riportarli in sicurezza alla loro residenza.

Le operazioni di ricerca e salvataggio sono ancora in corso coordinate dalla Guardia Costiera e dalle autorità italiane.

Confermiamo che sfortunatamente vi sono tutt’ora dei dispersi e, dato che la situazione è in continua evoluzione, non ci è consentito fornire dati”.

“Il Comandante Francesco Schettino, che era al comando di Costa Concordia, è entrato in Costa Crociere nel 2002 come ufficiale responsabile della sicurezza e promosso comandante nel 2006, dopo essere stato comandante in seconda. Come tutti i comandanti della flotta egli ha partecipato ad un continuo programma di aggiornamento e addestramento ed ha superato positivamente tutte le verifiche di idoneità previste”.
“Come già reso noto, la Magistratura, con cui Costa Crociere sta collaborando, ha disposto il fermo del Comandante, verso il quale sono state mosse gravi accuse. Sembra che il comandante abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”.

“Costa Crociere opera nel pieno rispetto di tutte le norme relative alla sicurezza ed è fiera dell’impegno che i suoi dipendenti dedicano alla gestione della sicurezza degli ospiti.

Tutti i membri di equipaggio dispongono di un certificato BST (Basic Safety Training), vengono formati e addestrati alla gestione di emergenze e ad assistere gli ospiti in caso di abbandono nave attraverso numerose esercitazioni. Ruoli, responsabilità e compiti sono chiaramente definiti e assegnati per consentire la gestione di una situazione così importante.

Tutti i membri dell’equipaggio fanno un’esercitazione di abbandono nave ogni due settimane. Per tutti gli ospiti in crociera è prevista un’esercitazione entro 24 ore dal giorno dell’imbarco, come richiesto dalla legge. Costa Crociere ha un sistema computerizzato che consente di verificare che tutti gli ospiti abbiano partecipato all’esercitazione e porvi di conseguenza rimedio”.

“La preparazione dei membri degli equipaggi Costa Crociere viene periodicamente verificata dalle Guardie Costiere e dagli enti di classificazione indipendenti in linea con il rispetto ai requisiti specificati nel sistema SMS (Safety Management Systems). A bordo di Costa Concordia e di tutte le navi Costa sono disponibili giubbotti di salvataggio, lance e zattere in numero superiore al massimo delle persone che possono essere ospitate dalla nave. Nelle lance sono presenti dotazioni di sicurezza, come riserve d’acqua e cibo, cassette medicinali e strumenti di segnalazione e comunicazione, che consentono di aspettare in sicurezza l’arrivo dei soccorsi. Le lance sono inoltre oggetto di scrupolose verifiche periodiche da parte del personale della nave e degli organismi di certificazione. Tutte le navi Costa Crociere sono certificate dal RINA e sono costruite secondo i più elevati standard e tecnologie”.

“In seguito all’incidente, Costa Crociere è intervenuta immediatamente per impedire un potenziale impatto ambientale e sin dalla giornata di sabato si sta avvalendo della società leader al mondo nel settore, Smit & Salvage, con cui sta elaborando un piano di interventi; le azioni immediate a breve termine sono consistite nel realizzare una barriera di contenimento attorno allo scafo”.

“La Magistratura ha sottoposto a sequestro la nave e la VDR, la cosiddetta ‘scatola nera’. Costa Crociere può quindi accedere alla nave solo con l’autorizzazione delle autorità”.

La Costa Concordia al Giglio. Foto Vigili del Fuoco

 

Il punto della situazione

Questo il testo del comunicato di Costa Crociere. Come Farevelanet insistiamo molto sulla questione della navigazione e delle colpevoli leggerezze che stanno emergendo. Come utenti del mare, naviganti e diportisti, è un incidente che non ammette alcun tipo di giustificazione, di nessun genere. Per cui pubblichiamo, ancora in maggior dettaglio, la carta nautica (Navionics Europe aggiornata 2011) della zona delle Scole.

Le carte nautiche ufficiali dell’Istituto Idrografico della Marina, quelle ufficiali per la navigazione in acque italiane, sono a disposizione di chiunque avesse ancora qualche dubbio. Vi sono due ottime carte: la numero 119 dell’Isola del Giglio, scala 1:20.000, e la numero 74 con il Piano di Giglio Porto, scala 1:5.000. Entrambe sono sufficientemente dettagliate per avere una precisa idea delle linee batimetriche.

La carta nautica (Navionics Europe, 2011) della zona degli scogli delle Scole, al Giglio. Il punto rosso è la massima estensione delle Secche delle Scole, distante 0,2 miglia, ovvero 370 metri dalla linea di costa del Giglio. Una nave lunga 290 metri e larga 35, con 8,2 m di pescaggio, non doveva trovarsi lì. La collisione sul lato di sinistra a poppavia, proverebbe, inoltre, la "scodata" all'ultimo momento quando probabilmente ci si è resi conto di cosa stava per accadere. Ma era troppo tardi. Il punto più probabile dell'impatto dovrebbe, quindi, essere a ridosso della batimetrica dei 10 metri, dove si vede chiaramente la presenza di secche nella portata del pescaggio della Costa Concordia. Elaborazione Farevelanet

La nostra ricostruzione della dinamica si sta rivelando, purtroppo, sempre più verosimile, stando ai fatti che vengono accertati, mentre le vittime sono salite a sei e i dispersi a 16. Basta studiare con attenzione una carta nautica ufficiale per capire dove la Costa Concordia possa aver impattato lo scoglio. Un’immersione in loco dovrebbe riuscire a trovare il punto preciso d’impatto, cosa che probabilmente è già stata prevista dagli inquirenti.

Le Scole con le secche che fuoriescono verso levante ancora in maggior dettaglio. L'urto non può che essere avvenuto sulla linea tra il punto rosso e quello blu da noi evidenziati. La distanza da terra è di 0,16 miglia, 295 metri. Quella dallo scoglio maggiore di appena 80 metri. Una pazzia completa, ingiustificabile per un comandante di una nave.

Ripetiamo che la nave ha un pescaggio dichiarato di 8,2 metri e che nella costa orientale del Giglio, a meno che non si decida direttamente di “speronare” l’isola, l’unico punto possibile è la secca che fuoriesce dalle Scole per 0,05 miglia, ovvero 90 metri, dal più piccolo ed esterno dei tre scogli. Passare con una nave di quelle dimensioni da lì è fuori da ogni logica e da ogni regola di navigazione, oltre che del buon senso. Chiunque frequenti in barca il Giglio sa che alle Scole bisogna allargare un po’, per restare in sicurezza, quando si va dal porto alle Cannelle, frenquentatisimo ancoraggio estivo per centinaia di barche a vela.

Immagine Google Earth Pro delle Scole, con il probabile punto d'impatto. Ricordiamo che in caso di accostata a destra, la parte poppiera della nave "scoda" verso sinistra. Da qui la spiegazione della falla a circa 4-5 metri nella carena immersa, nella zona poppiera sinistra della nave. Elaborazione Farevelanet

Il risultato, purtroppo, è ora sotto gli occhi di tutti. Ci auguriamo che lo sia solo ancora per pochi mesi, visto il delicato equilibrio ambientale di quel gioiello che è il Giglio, dove la permanenza di un relitto del genere sarebbe un notevole problema. Come fare per rimuoverlo? Il presidente della Provincia di Grosseto leonardo Marras ha parlato ieri di “mesi se non anni”. Operazione assai complessa, con società specializzate internazionali comunque già al lavoro per studiare un sistema efficace.

Le operazioni per asportare la grande quantità di gasolio (2.400 tonnellate) ancora presente nei serbatori della nave inizieranno domani mattina. Per giovedì, però, è previsto un peggioramento del tempo, con vento di Libeccio sui 20 nodi. Giglio Porto, comunque, è ridossato dal Sud Ovest, e le operazioni dovrebbero poter proseguire.

Per quanto riguarda la magistratura, oggi la Procura di Grosseto deposito la richiesta di conferma del fermo per il comandante Schettino. Domani in programma l’udienza.

21 COMMENTS

  1. ci vorrebbe una mappa altrettanto dettagliata del fondale dove adesso poggia la concordia per capire se con la prima mareggiata scivolerà in fondo al mare e resterà li per sempre come tana tossica di chissà quanti poveri pesci….

  2. Si potrebbe dire qualcosa sulla bontà eventuale dell’operazione e della manovra dopo aver urtato? Certo che andava veloce nel momento dell’impatto…. In altre parole secondo voi la nave si é andata ad accostare dopo per una scelta deliberata (comandante e armatore) con interessi contrapposti da privilegiare oppure si é cercato di andare avanti facendo finta di nulla (non hanno lanciato l’allarme) quando poi la nave si é accostata su un fianco e virando. Inoltre se si fermava e abbassava subito le scialuppe non era meglio?

  3. Il relitto dicono si muova, le ricerche sono a richio così come il disastro ambientale. Ma cosa aspettano ad assicurare il relitto alla costa con catene e plinti. La costa rocciosa li vicina non dovrebbe essere un problema ..anzi!
    Altra cosa ..certo che il trasgredire le regole , i protocolli, le leggi è una caratteristica de carattere di noi italiani. Il comandante che se ne va a sfilare davanti al lungomare del Giglio per salutare chissà quale bella! Quanti di noi lo avrà fatto di sfiarare il fondo sotto costa per i fichi agli occhi dei bagnanti ..chi è senza peccato scagli la prima piuetra ….però non siamo la a comandare una nave con 4000 passeggeri. Noi comuni cittadini speriamo sempre che nelle posizioni altolocate ci siano persone integerrime, persone intoccabili da emozioni, capricci ecc ma puntualmente siamo smentiti..la vita di tutti giorni ce lo ricorda..

  4. In aeronautica vi sono strumenti quali il TAWS (Terrain Alert Warning System) basati su database – aggiornati ogni 15 gg – che danno chiari allarmi di prossimità al terreno al pilota. Questi sistemi hanno salvato molte vite umane ed evitato incidenti.

    Database simili per bassi fondali esistono sicuramente, almeno per le rotte e le zone più frequentate, così come la tecnologia per creare un dispositivo simile, banalmente accoppiando il database ed un semplice algoritmo su “normali” chart plotter.

    Un dispositivo simile sarebbe molto utile, anche ai diportisti, e potrebbe essere obbligatorio per imbarcazioni commerciali e da trasporto pubblico.

  5. concordo pienamente sulla ricostruzione, logica per chiunque abbia tenuto timone, anche se allocherei l’impatto a ovest delle scole, sulla batimetrica dei 10mt. accanto all’isolotto più esterno.
    probabilmente il comandante non ha tenuto conto dell’abbrivio di 115.000 tons. e del possibile scarroccio al vento (c’era?) di 15.000 mq. di … velatura rigida, ha tentato una correzione disperata con le 6 eliche trasversali a prua, questo spiega la “straorzata”

  6. Io direi che fare subito un palloncino al comandante sarebbe stata la cosa giusta.ormai e’troppo tardi,ma si potrebbe chiedere ai vari barman della nave se hanno servito bevande alcoliche al comandante,prima dell’impatto.sono sicuro che qualcosa salterebbe fuori,e questa potrebbe essere una spiegazione alla condotta delirante di quel”signore”

  7. Lasciamo le autorita fare loro lavoro sulla causa del incidente.

    Mia preoccupazione per una futura crociera: Se veramente il commandante ha lasciato l’imbarcazione ( come ha scritto la stampa! ), invece di sorvegliare e coordinare la buona fine dell’evacuazione delle ultime passagiere, alora in quel caso è un bel codardo. Non so se vado mandare mia famiglia anchora una volta in crociera. Siamo stati gia due volte con la Costa.

  8. Salve,sono interssato molto alla ricostruzione del sinistro e trovo la vostra tra le più tecniche che ho letto o visto in TV. Comunque a mio parre l’incaglio è avventuto piu a nord del punto da voi ripostrato sulla mappa google. Questo perchè dalle immagini tv si vede che propabilmente l’urto é avvento con lo scoglio a E Le scole appena emerso in prossimità del giardinetto e tra i 3 e i 7 metri di profondità. Forse se l’accostata fosse stata meno decisa o iniziata qualche secondo dopo la scodata non avrebbe interessato lo scafo visto che la mezza nave e lo stabilizzatore non sono stati coinvolti. Ultima considerazione seguendo i commenti TV e stampa si evince come poco diffusa è la cultura marinara tra i partecipanti a questi dibbattiti.

    • Ciao Massimo,
      appunto, dopo aver sentito tante ricostruzioni approsimative, abbiamo deciso di intervenire. Una carta nautica, un po’ di logica, due rilevamenti e la consapevolezza che una nave così a 70 metri dalle Scole non può e non deve esserci. Il punto esatto dell’urto è nella secca a E delle Scole, a circa 30 metri dallo scoglietto esterno. Una pazzia assoluta trovarsi lì.

  9. La demenza e incapacità di questo c……. è cosi evidente che qualsiasi ipotesi è possibile.Ma per favore non diciamo che dopo la manovra è stata giusta…….ma ci rendiamo conto dov’era con la nave o no?
    Avrebbe fatto meglio a spararsi con la pistola di bordo.Quella sarebbe stata una giusta manovra!!!

  10. Concordo con quanto avete detto in merito alla ricostruzione della dinamica dell’incidente.Sono un ex CLC e adesso per hobby vado in barca a vela,non ci sono parole o definizioni per il “Comandante” il quale con una nave del genere per dimensioni non DOVEVA trovarsi a quella distanza da terra!!Ma vorrei segnalare come ha già detto un’altro msg ” come mai nessuna parla di ancorare la nave a terra (visto la vicinanza dalla costa) con cavi/catene o quant’altro prima che sia troppo tardi???? visto che si pensa che possa scivolare sui fondali più alti ????

  11. Ho la rotta seguita dalla nave via AIS in quelle ore, dove risulta che l’impatto è avvenuto circa 300 metri al largo della Arenella (cioè più a nord), poi la nave ha virato a sud e si è incagliata dove è tuttora. Questo dimostra che questa ricostruzione è falsa.

    • Gentile Oliviero,
      il tracciato AIS è stato già riportato da questa testata e riporta chiaramente un’accostata (non virata, che è propria di un’imbarcazione a vela, quanto la stessa cambia mure passando con la prua in direzione del vento) verso destra in ritardo, con il conseguente impatto alle Scole. 300 metri al largo dell’Arenella il fondale è di 60 metri. In quel punto (Arenella, Punta del Lazzaretto, Punta Gabbianara) per colpire uno scoglio, bisognava portare la nave direttamente sulla costa, non essendovi alcuna secca. Il che, cne converrà, è quanto meno improbabile anche per una persona poco accorta come lo Schettino.
      Saluti

      • Gentile Tognozzi, non so quanti sanno che cosa sia una accostata, mentre virata lo capiscono tutti, compreso me che sono un velista di (aimè!) vecchia data e inoltre ho fatto un paio d’anni in MM.
        Nel merito io contesto non la direzione e le accostate della rotta, bensì la posizione di questa: praticamente la vostra è spostata verso sud di quei fatidici 300 metri! (chi ve l’ha data?)La precisione del sistema AIS è di qualche metro, perciò prima di fare ipotesi bisogna tenere conto dei fatti certi è questo è uno. Se vuole le mando il tracciato che ho scaricato da una fonte ufficiale internazionale.
        Cordialità.

        • Caro Oliviero,
          il tracciato AIS che abbiamo noi, ed è ormai comunemente accettato da tutte le fonti, è pienamente compatibile con l’urto alle Scole. Se ci vuol inviare il suo, lo confronteremo sicuramente. Ma, al di là dell’AIS, il fatto certo è che alle Punte Gabbianara, Lazzaretto e Arenella non vi è alcuna secca. Impattare in 4-6 metri di fondale equivarrebbe a portare direttamente la nave sulla scogliera.
          Un saluto

  12. Io non affermo che esitano delle secche in quella zona, evidentemente deve essere avvenuto prima in un altro punto, ma sempre sulla rotta dell’ AIS. Dove ? Mah!. Prima bisognerebbe sentire le persone che erano in plancia.
    Mi permetto di dubitare della sua versione, oltre che per la posizione dell’AIS anche per il buon senso: il comandante dopo aver urtato uno scoglio delle Scole, mantiene la rotta verso NW, e in franchia del porto del Giglio, superato le Punte Gabbianaradove dove si trova ora incagliata, inverte la rotta e si va a arenare nel posto che aveva superato poco prima. Questo e uno solo dei TANTI interrogativi. Ciao a tutti.

  13. Pero’ bisognere anche dire una volta per tutte che la Costa Crociere si rifornisce di mappe inglesi che non sono dettagliate sotto costa, dando per scontato che le grandi navi non passano cosi’ vicino. Resta il fatto che la secca non era segnalata ed ha tratto in inganno il comandante.

    • Gentile Luigi,
      ci scusi, ma si rende conto di ciò che sta dicendo? La Secca delle Scole è documentata, notissima a chiunque navighi al Giglio, compare nelle carte nautiche dell’I.I..M, nella cartografia eletronica, ed è semplicemente un prolungamento di tre scogli che escono dalla Punta dele Scole per circa 250 metri. Questa testata ha pubblicato la cartografia di quel punto già dal 14 gennaio. Basta che consulti la news relativa al fatto, che ancora appare nella sezione iniziale di questo sito.
      Il comportamento dello Schettino (ci scuserà ancora, ma noi non usiamo più il termine “comandante” per il suddetto da almeno un mese, come già saprà se ha letto tutti i nostri resoconti sulla vicenda) è inqualificabile, sconcertante e senza precedenti nella storia della navigazione. Questo dicono i fatti oggettivi già accertati. Ci creda, non c’è nessuna dietrologia nè maleinterpretazione.
      Quella nave è stata portata da chi ne aveva la responsabiltà letteralmente su un’isola dell’Arcipelago Toscano, con la conseguente morte di 32 persone.Al momento dell’urto la Costa Concordia si trovava a 35 metri dalla più piccola delle Scole. Una nave di 290 metri e larga 35… ma si rende conto di ciò che è successo? Non c’è nulla da aggiungere, se non attendere il procedimento penale e la conseguente pena stabilita dalla magistratura. Per quanto ci riguarda, ci auguriamo che sia la più dura possibile, secondo le norme previste per questa fattispecie.
      Saluti

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