SHARE

Roma- Le conseguenze pratiche della tassa di stazionamento sono molteplici. I singoli casi si moltiplicano ogni giorno. Abbiamo ricevuto da un lettore, Norman Montanari, questa segnalazione, che pubblichiamo ritenendola interessante per la tipologia che rappresenta. Una barca d’epoca usata per attività di locazione, quindi, una di quelle barche da lavoro che non sono esentate dal pagamento della tassa. Ecco qui il suo intervento:

“Egregi Signori,
spero abbiate un minuto per leggere questa email e conoscere così la situazione in cui mi trovo grazie al governo Monti.
Mi chiamo Norman Montanari, ho 71 anni e vivo a Mondolfo un paesino in provincia di Pesaro.
Possiedo un barca in legno, lunga 18,3 metri, costruita nel 1943, con cui ho fatto noleggio e ora locazione e ormeggiata nel porto di Pesaro.
La  passione per il mare ha indirizzato la mia vita, prima come Capitano di Lungo Corso per 15 anni su petroliere e poi come capitano sulla mia barca, la goletta BELLA LAURA.
La barca ha ora 69 anni e per ristrutturarla dopo l’acquisto, nel lontano 1972, ho impiegato diversi anni  lavorando duramente e facendo tutto da solo.

La goletta Bella Laura, rientrando nella categoria motorsailer dovrebbe pagare 16,50 euro al giorno per navigare in acque italiane (30 euro per la categoria 17-24 meno il 45% per vetustà)

Quando dico facendo da solo intendo che ho fatto veramente tutto da solo. A parte lo scafo, tutto il resto l’ho progettato e costruito con le mia mani: dagli alberi al timone, alle cabine, mobilia, impianti elettrici e attrezzature varie. Senza scendere nei particolari: TUTTO, perché devi saper fare di tutto per mantenere in vita una barca come la mia, e avere anche tanta passione che è ancora più importante.

Ora il presidente Monti dice che sono proprietario di un bene di lusso e che devo pagare un pizzo allo stato di 6.000 e spiccioli euro all’anno, malgrado poi che la barca sia da locazione, come è annotato sulla licenza, e io non la posso usare personalmente nemmeno per fare una gita fuori dal porto con la mia famiglia, pena una multa di diverse migliaia di euro.
Oltre le tasse, il posto barca e le spese per la stessa che comunque ci sono, altri 6.000 euro in più di esborso è troppo per le mie entrate attuali. La porterò via dall’Italia, probabilmente in Grecia, chiuderò la ditta e cercherò di venderla, e quando l’avrò venduta starò malissimo perché è una mia creatura e la mia passione.

Nel 2008 la Capitaneria di Porto mi ha informato che per continuare a svolgere l’attività di noleggio dovevo frequentare dei corsi, tornare sui banchi di scuola, e che comunque il titolo di Capitano di Lungo Corso non esisteva più, e che forse potevano darmi un titolo minore.
Dopo 50 anni passati in mare dovevo tornare a scuola. In alcuni mestieri la lunga attività a volte equivale a un titolo di laurea, nel mio caso a quanto pare si usa un metro di giudizio opposto.

Lo stato mi ha già scippato del titolo di Capitano di Lungo Corso, anche se per ottenerlo ho dovuto frequentare una scuola per 5 anni, navigare per almeno 4 e sostenere altri due esami, e ora ogni anno vorrebbe un pezzo della mia barca. Per evitare questo ora devo allontanarmi dalla mia famiglia e dall’Italia per molti mesi come quando ero giovane e navigavo, ma ora ho 71 anni e ciò accade perché lo stato ha bisogno di soldi per mantenere i privilegi dei suoi parassiti.
Grazie per aver letto questa email”.
Norman Montanari

18 COMMENTS

  1. Caro Montanari,
    due righe per esprimere tutta la mia solidarietà di coetaneo (classe ’40) e di navigante, sia pure con diversa esperienza. Sono tempi strani e fuori di ogni logica seria, come si vede in ogni settore. Comodo e facile populismo gettare la croce sul “dorato” mondo delle barche. Sempre mostrate di esagerate dimensioni e frequentate da personaggi del jet-set, mai si vanno a intervistare i milioni di pensionati che si sono fatti un barchino e lo mantengono con fatica e sacrifici, dando anche un considerevole contributo al famigerato PIL. Magari attraverso il sistematico taglieggio cui si è soggetti in ogni occasione nautica. Anche la storia non insegna gran che: la tassa precedente provocò una generale fuga verso i porti esteri, come era del resto facilmente prevedibile, con allegro lucro da parte dei nostri vicini e introiti così modesti da farla abolire in fretta. Non serve il profeta per capire come tutti i più grandi mezzi saranno fuori dalle acque territoriali prima di Pasqua e qui resteranno solo i gommoni e le velette. Intanto il mercato nautico e turistico, già malmesso per ragioni strutturali, riceve altri mortali colpi. Noi che siamo sopravvissuti alla guerra, alla prima e seconda repubblica abbiamo pelle dura e sappiamo che il mare è buono,e magari la terza repubblica tornerà ed essere marinara, a consolazione della nostra vecchiaia.
    “Homme libre toujour tu chérirà la mer!”
    Con tanta stima e cordialità.
    Romano Less.

  2. Per affittare questa imbarcazione per il charter estivo vengono chiesti 1000euro circa al giorno. Cosa saranno 6000 euro l’anno? (basta cercare un po’ su google e troverete)
    Domanda provocatoria…

    • Non penso che il sarcasmo sia adatto per queste situazioni, se non si conosce il problema. Qui si tratta di locazione e non noleggio. Si informi e poi sono certo condividerà lo sconforto di Cap. Montanari.

      Con ossequi

  3. Caro Comandante,
    mi rattrista molto la tua storia, è profondamente ingiusto che un appassionato uomo di mare come te che ha navigato tanto sulle petroliere e che ora, con enormi sacrifici, facendo tutto da solo, ha ristrutturato perfettamente in diversi anni una vecchia goletta in legno per continuare ad andare per mare da vero marinaio, si veda costretto all’età di 71 anni a trasferirla all’estero e a pensare di venderla perchè i 6000 euro l’anno della nuova tassa di stazionamento, un’inezia per il facoltoso armatore che ha la barca di lusso lunga quanto la tua, sono veramente troppi per te. Capisco perfettamente il tuo stato d’animo e non mi illudo che questo possa consolarti. Possiamo solo sperare che il legislatore esenti da questa tassa chi con la barca deve lavorare. Siccome va in vigore il primo maggio, il tempo ci sarebbe.

  4. Meglio un charter (preferibilmente con skipper) di qualunque barca posseduta, con tutte le grane che ne derivano in mare e a terra. Come diceva il mio vecchio e saggio assicuratore (velista): “per avere il latte fresco non devi avere la mucca in casa”.

  5. Non mi pare che sia una barca piccola piccola. Inoltre è una barca che produce reddito . € 6.000 di tasse in più non sono poche e certamente cambiano un po’ l’economia dell’impresa , ma lamentarsi e pensare al proprio piccolo orticello intaccato è alquanto meschino. E’ bella la storia d’amore, passione e dedizione dedicato in prima persona, ma qual’è il valore commerciale della barca? quanto redditto produce? io pago l’IRAP, lei sig. comandante ? …

    • Lo sfogo del Cap. Montanari, non era focalizzato solo sui 6000,00 €, ma sul fatto che i suoi titoli non valevano più nulla, Si informi e poi mi dica se condivide il fatto che per una legge………( ogni ingiuria é poca cosa ) da oggi a domani un titolo acquisito con studio e lavoro non vale più nulla. Forse un titolo di padrone marittimo, capitano etc. ha meno diritti di un titolto di Avvocato, Dottore etc. Approfondite la materia poi parlate.

  6. ringrazio romano less e Giancarlo Basile per la simpatia espressa nei loro commenti. A mezzo mozzo non vale nemmeno la pena di rispondere, sono esternazioni del solito qualunquista come il teorema: barca, soldi, evasore.
    A pesce rosso rispondo che se vuole sapere le tasse che pago sono pronto a dargli l’indirizzo del mio commercialista, in quanto al valore della barca se vuole sono pronto a dargliela per 30.000 euro all’anno, sui quali pagherò le dovute tasse

  7. Caro Norman
    ti capisco e mi dipiace per te e ancnhe per me, che sono esattamente nelle tue stesse condizioni. Sia di barca da locazione che per i titoli di comando, non ostante insegno ad andare in mare tutti i girni da una vita ed abbia navigato in lungo e in largo in tutto il mondo.
    Poi come si è visto putroppo tragicamente in questi ultimi giorni, non è che servano i titoli ma il sale in zucca e l’esperienza.
    Pesce Rosso ma te la libertà lo sai cosè, il mare lo sai cosa significa? non sembrerebbe.
    Poi non sai neanche che le aziendine come le nostre, che pagano l’irap e tutto il resto da sempre, fanno una fatica bestiale a rimanere a galla.
    Questi 6000 euro per me sono 2 stipendi in meno su 5 mesi di stagione. perf fortuna che in barca ci mangio e ci dormo.

    Comandante ci vediamo in Grecia, stia su con il morale. Aprire una partita iva in grecia con un unica barca intestata da diritto ad una tassazione tipo quella dei coltivatori diretti da noi. aprirla costa 1500 euro e la tassa unica azienda/persona è il 6% sul fatturato. il pesce è buono anche lì e sopratutto c’e il vento…. e non c’e gente come pesce rosso.
    Ci vediamo li’
    Vittorio

  8. Cari ragazzi di 71, 100 o 20 anni,
    anche io, anzi noi, (per fortuna siamo in due: io e l’amico mio)abbiamo una vecchia barca a vela da regata in alluminio: il “Nuova”. Nonostante il nome è stata realizzata nel 1984 su progetto Vallicelli; è la barca gemella del primo “Brava Q8″. Anche noi stiamo facendo tutto da soli: sono ormai 8 anni che ci stiamo lavorando, abbiamo rifatti il bulbo, la tuga, il ponte e ora dobbiamo fare interni e albero.
    Con la barca in acqua la tassa per noi è di 803 euro anno. Quasi il doppio del bollo di un grosso SUV e vale molto meno. Inoltre la nostra barca è lunga 12,11 metri da libretto e paga quindi come una di 14.
    Penso che questa tassa sia troppo alta, sarebbe giusto pagare come un camper o come un’auto, secondo la LFT e con esenzioni per scuole vela e associazioni.
    Ma non sono assolutamente d’accordo con quanto espresso da Montanari, Basile e Malingri, cerco di spiegare perché.
    Intanto i conti: una barca a vela di 18 metri secondo le nuove norme paga 15 euro al giorno (30 – il 50%, che fanno 5475 e non 6000. Poi bisogna applicare la riduzione del 45% per vetustà e arriviamo a 3011,25 euro anno, e anche meno considerando i periodi a secco per il rimessaggio. Per dirla con Vittorio salta un solo stipendio a stagione (e comunque io che sono insegnante da quasi 20 anni guadagno 1500 euro/mese e non 3000). Poi la pressione fiscale, le tasse possono diminuire solo se tutti cominciamo a pagarle e cambiamo radicalmente modo di pensare (le tasse non sono un pizzo!). Dopodiché ognuno è libero di fare impresa dove le condizioni sono favorevoli, ma la libertà individuale si ferma e finisce quando incontra l'”altro” (l’individuo, lo stato o un iceberg) sempre e comunque, anche in mezzo al mare.
    Buon vento

  9. caro Sergio, prima di parlare bignorebbe essere informati. la mia non è classificata barca a vela ma a motore con vela ausiliaria. Sulla mia barca il rapporto mq vela/potenza in cavalli del motore e di 1/1: 150 mq di vela con 150 cavalli, e come sai per essere classificata berca a vela il rapporto deve essere almeno di 2/1, cioè dovrei avere almeno 300 mq di vela. E penso che anche la barca di Vittorio sia di queste caratteristiche. Nella vecchia tassa di stazionamento era prevista la categoria motoveliero dove il rapporto deve essre almeno 1/1, la mia barca vi rientrava avendo così la possibilità di detrarre il 33%. Pagavo circa 1.300.000 lire all’anno.
    A VITTORIO: potresti contattarmi? il mio indirizzo email è info@bellalaura.it. Ciao e grazie.

    BREVE STORIA DELLA GOLETTA BELLA LAURA
    E’ stata costruita a Cherso nel 1943 dal cantiere Craglietto, in quel tempo quella parte della vecchia Jugoslavia era italiana. Nata come barca da carico trasportava botti di vino, lo scafo è una passera lussiniana con timone esterno sullo specchio. In seguito è diventata peschereccio da diporto. Quando l’ho acquistata era armata a ketch senza bompresso con due piccole tughe in coperta. Le ultime notizie che ho del cantiere Craglietto sono dl 1986 e in quella data era ancora in attività a Trieste

  10. ciao Sergio
    rispetto il tuo punto di vista. Adesso qui è troppo lunga spiegare bene il mio punto di vista su tutta questa storia, ma credo che in redazione stiano preparando un mio punto di vista in modo esteso.
    I calcoli sulle tasse sei più bravo a farli di me e nel mio caso hai ragione, ho una barca a vela e non un motorsailer, di 30 anni e il costodella tassa sarebbe dimensionato se fossi un privato. Non hai ragione sul rimessaggio invernale, perchè non so neanche cosa sia, io vivo a bordo, ma invece sono al’estero comunque 3/4 dell’anno per cui pagherei anche meno di quello che dici tu. ma quasu la tutalità degli altrio, per non dire tutti non hanno fatto questa scelta e non ci sarebebro nemmeno i posti a terra per farlo.
    Comunque, di solito non porto avanti soloil mio caso, ma quello di tutti. Pensa a uno che ha 5/10 barche da affittare, o uno che non si chiama Malingri e per cui è ben lontano dal pareggio di bilancio, o solo a uno giovane che vorrebbe iniziare un lavoro come il nostro.
    Il caso “Norman” è uno spunto, ma la realtà è quella di tutti quelli che non conosciamo e che non scrivono qui
    Il punto è che chi fa il nostro lavoro non ha un utile di impresa, perche le barche costano tanto di manutenzione, specialmente quelle vecchie, e ne hanno sempre una. Anche una voce di spesa piccolissima in più fa sballare i conti.
    Tu l’insegnante quante ore lo fai al giorno? 4/6/8 ore?Perchè io invece , per quei cinque mesi lavoro e navigo 24 ore al giorno, a parte 4 giorni al mese, e sempre in trasferta e lontano dalla mia famiglia. Non voglio giustificarmi, voglio spiegare perchè l’insinuazione l’hai fatta. Questa è la risposta.

    Aggiungo che sostengo questo governo in tutto e per tutto, e che mi piacerebbe che anche noi della nautica avessimo oppretunità di guadagnare un utile di impresa, su cui pagare delle tasse, e fare la nostra parte…e non essere trattati come dei piccoli Briatore. Il che, vista anche la faccia che ha, è abbastanza offensivo.
    I camionisti non pagano il bollo come una vettura privata, altrimenti sarebbero dolori, vista la cilindrata e i cavalli. Una motrice costa 400.000 euro, la mia barca 150.000 più il sudore, come quello tuo del tuo amico e di Norman.
    insomma ci siamo capiti.
    ricordatevi che tutta questa storie è sopratutto una questione di principio e non di casi personali. Ma in conclusione i porti si sono svuotati e c’e un sacco di gente, sopratutto nel terziario che è rimasta a terrae on con il culo per terra.
    In culo alla balena a tutti(gli italiani) ce la faremo comunque.
    vittorio

  11. Ciao Norman e ciao Vittorio,
    mi sembra che alla fine siamo abbastanza d’accordo e mi fa molto piacere che sia ancora possibile ragionare e discutere civilmente anche partendo da posizioni diverse. Ovviamente rispetto a quello che dicevo e alle rettifiche di Norman penso che andrebbero introdotte riduzioni anche per i Motorsailer e in qualche modo anche per la barche da “lavoro”. Ma comunque il discorso sull’imposizione fiscale per le imprese è troppo lungo e molto serio. Spero solo che a poco a poco cambi anche il modo di parlarne. Come spero che cambino i luoghi comuni sull’orario di lavoro degli insegnanti: anche quando sono “solo” 4 ore di lezione al giorno dietro c’è un lavoro senza orari e senza prezzo che va misurato con parametri qualitativi e non quantitativi. Rispetto ai 3000 al mese poi penso che siano pochi come sono pochi i 1500 per un insegnante, soprattutto quando le nostre tasse di cui sopra non si vedono mai in servizi e strutture pubbliche. Anche a me non piace la faccia di Briatore ma non nascondiamoci il fatto che gli operatori della nautica da noi hanno drogato il mercato: pensate ai prezzi che chiede un cantiere per 2 mani di antivegetativa o a quanto costa una vite in acciaio allo shipchandler di un qualsiasi italico marina. Insomma bisognerebbe ragionare senza pregiudizi e senza demagogia. Anche io sostengo Monti rispetto a Berlusconi e speriamo veramente che ce la caviamo …
    Sempre in culo alla balena
    Sergio

  12. Dear Norman,

    ha più che ragione, è una situazione assurda. Se non vuole fuggire in Grecia,le suggerisco di affittare un posto barca a Portorosa,in Sicilia, nella parte privata non vincolata da concessione demaniale dove nello stato attuale del decreto Monti, la tassa si dovrà pagare solo nel momento in cui le imbarcazioni entrano nelle acque demaniali.Si può rivolgere per info alla società Portorosa Marina Yachting, tel 0941 874280

  13. Egregi Comandanti,

    assisto con tristezza a questo difficile momento per il Paese e per la nostra Nautica.
    Questo governo, di cui condivido lo stile, non ha fatto veramente centro. La cosa che più preoccupa non é il danno che viene arrecato al singolo, anche se esprimo la massima solidarietà al C.te Montanari. Esprimo anche un po’ di invidia (e ammirazione) per Vittorio Malingri, che tanto ha navigato nella sua vita che può permettersi di lasciare il nostro mare territoriale. Ma cosa rimane a noi, alle nuove generazioni di velisti e diportisti. Comprare una barca significa rivenderla ad un prezzo nettamente inferiore, una vera perdita. Se non vengono comprate nuove barche, il mercato va in stallo. Quello dei natanti ne é solo una piccola fetta. L’indotto segue a ruota. I giovani non studiano, investono e tramandano conoscenze e passione nel settore. Chi ha una barca oggi, ci va anche meno volentieri. Qual é l’effetto sul turismo? E sullo sport della vela? Il Ministro Gnudi é veramente consapevole delle conseguenze di questo decreto? Quello che ci deve preoccupare non é solo la nostra condizione, dove porteremo la barca, dove la tireremo a secco, ma é se ci sarà chi avrà la voglia di essere il Malingri e il Montanari di domani…
    Davide Paioletti

  14. Cari Amici, parlare é sempre utile ed avvicina le persone anche se di opinioni diverse. Vi prego di cercare l’unità per risolvere i problemi delle patente nautiche annullate da una legge veramente inconcepibile ed iniqua. Si aumenterebbe il lavoro e di conseguenza il guadagno per poter poi pagare le tasse, che é un dovere.

  15. A ciò, si aggiunge la faccenda di doversi iscrivere
    e superare materialmente dei test, quali primo soccorso elementare, antincendio
    di base, sopravvivenza e salvataggio, sicurezza personale e responsabilità sociali
    (PSSR), marittimo abilitato ai mezzi di salvataggio (MAMS), lettura e utilizzo dei radar.
    Poi, potrai sostenere gli esami teorici e pratici, per accertare le informazioni e le idoneità necessarie
    per lo svolgersi delle mansioni relative alla sua figura professionale.
    Cotesta valutazione verrà attuata presso le capitanerie
    di porto e gli uffici circondariali marittimi. Dopo aver superato pure questo esame,
    dovrà compiere l’addestramento obbligatorio su una imbarcazione.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here