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Giglio Porto- Pesano come macigni, e si basano sui fatti sin’ora accertati, le parole del comandante generale delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Marco Brusco, dette giovedì mattina nel corso dell’audizione al Senato sul caso Costa Concordia. L’ammiraglio ha detto che “La responsabilità del naufragio è sicuramente del comandante Schettino. Mi domando anche perché gli ufficiali che erano con lui, gli stessi che sono scivolati con il comandante sulla scialuppa, siano rimasti zitti”. E ancora: “Se il comandante Schettino non avesse fatto perdere un’ora preziosa sarebbe andata di lusso, si sarebbero potute calare le scialuppe con calma, mettere a loro agio le persone».

Per quanto riguarda invece le manovre tra la collisione alle Scole e l’incaglio e successivo rovesciamento a Punta Gabbianara, l’ammiraglio è stato più prudente: “Verificheremo se è stato realmente un atto di perizia del comandante dopo aver fatto la sciocchezza oppure se sia avvenuta casualmente. C’è l’ipotesi che sia stato casuale. Sarà interessante vedere dalla scatola nera la tempistica delle ancore”.

E infine la stoccata finale sulla totale irragionevolezza di una rotta del genere da parte di un comandante di una nave: “L’individuazione della rotta da seguire nella navigazione marittima è frutto di valutazioni che sono operate in via esclusive dal comandante che per legge è l’unico responsabile nella condotta della nave che individua la rotta migliore da percorrere anche in prossimità di una linea di costa dove non è vietato navigare, purché si mantenga sempre e costantemente salvaguardata la sicurezza delle persone a bordo”.

Tali dichiarazioni evidenziano ancora di più la responsabilità di Schettino nei ritardi tra la collisione (causata da negligenza, fatto subito accertato) e l’ordine di abbandono nave: poco più di un’ora, tra le 21:45 e le 22:58 del 13 gennaio. La magistratura sta ricostruendo tutte le fasi del naufragio e si pronuncerà presto sulla distribuzione delle responsabilità, sulle accuse e su chi deve essere coinvolto nella faccenda.

 

Uno dei migliori fotografi di mare al mondo, Carlo Borlenghi, è stato al Giglio per un reportage sul naufragio. Ecco una sua foto (in coda alla news un album) che ha saputo, a nostro avviso, cogliere in pieno l’assurda drammacità dell’evento:

Il relitto della Costa Concordia visto oggi al Giglio da Carlo Borlenghi

 

 

Schettino, quali accuse?

In questa sede vogliamo, però, riportare, a titolo di opinione, il commento che un nostro lettore, l’avvocato Roberto Condorelli, ci ha inviato prima e dopo le dichiarazioni dell’ammiraglio Brusco. Vi si spiega perché nella fattispecie dello Schettino l’accusa contestata potrebbe essere quella di omicidio doloso. Attenzione a leggere le sue parole nello loro interezza, vista la delicatezza dell’argomento.

Ribadiamo che questa è solo un’opinione tecnica e come tale deve essere letta. Come Farevelanet riteniamo che questa vicenda, lo ripetiamo per l’ultima volta, sia sconcertante per qualunque vero navigante. Il comportamento dello Schettino “tradisce”, nel senso comune di chi va per mare, secoli interi di cultura marittima, tradizioni, comportamenti e norme. Come tale è “culturalmente” inconcepibile. Dal nostro punto di vista, ma anche da quello di centinaia di persone che ci hanno scritto, ciò potrà avere solo una seria conclusione, quella che sarà accertata dall’autorità giudiziaria:

“Si spera che la Procura di Grosseto si decida finalmente a contestare l’omicidio DOLOSO. Se un’Istituzione competente ipotizza che i passeggeri si sarebbero potuti salvare se il Comandante non avesse ritardato l’allarme, è doveroso per la Procura accertare tale circostanza”.

E in precedenza, la spiegazione tecnica della differenza tra omicidio colposo e omicidio doloso:

“Purtroppo le norme e la giurisprudenza scolpita da anni di pronunce giurisdizionali non sembrano, almeno per ora, aver indotto la Procura ad indagare il Comandante Schettino per omicidio doloso. Se poi prendiamo in considerazione la decisione del GIP di non convalidare il fermo (in sostanza, secondo il GIP i Carabinieri hanno illegittimamente fermato il Comandante, non sussistendo i presupposti del fermo – insomma, lo avrebbero dovuto lasciar andare dove voleva sin da subito), l’aria che tira è quella della grande prudenza.

Perchè omicidio doloso? Provo a spiegare con pochi passaggi, anche se il concetto di “dolo eventuale” pur essendo semplice e scontato per gli operatori del diritto, può risultare ostico ai non addetti. Procederò in modo davvero grezzo, scusandomi con gli eventuali giuristi, ma spero chiaro.

L’omicidio doloso è quello volontario.
L’omicidio colposo è quello commesso per negligenza, imprudenza o imperizia.

Esistono però molte sfumature, che colgono, o tentano di cogliere, le varie configurazioni che può assumere la complessa volontà umana. Cosa vuol dire doloso (o volontario)? Cosa vuol dire che ho “voluto” un evento?

Secondo consolidata Cassazione, “volere” un evento (in questo caso l’evento morte) non consiste solo nell’ipotesi in cui io, prefigurandomi l’evento nella mente, agisco con lo scopo di realizzarlo. Questo è infatti il “classico” delitto doloso. Ti voglio ammazzare, mi prefiguro la tua morte e agisco per realizzarla. Esiste anche un altro modo di “volere” le cose.

Se io mi prefiguro l’evento morte nella mente, immaginando che si possa realizzare e ASSUMENDOMENE IL RISCHIO, e tengo comunque la condotta che potrebbe portare all’evento morte, dal punto di vista giuridico HO VOLUTO quell’evento, se poi questo in effetti si realizza. Insomma, se io faccio qualcosa di pericoloso avendo ben chiaro che rischio di ammazzare qualcuno e agisco lo stesso, ACCETTANDO IL RISCHIO DI UCCIDERE, commetto omicidio DOLOSO, e non colposo. Non lo dico io. Lo dicono decenni di pronunce giurisprudenziali della Suprema Corte.

Nel nostro caso, bisogna capire se i passeggeri sarebbero morti comunque oppure se il volontario ritardato allarme e ordine di evacuazione abbia cagionato la loro morte. Si sarebbero salvati se il Comandante avesse agito subito? Il Comandante ha ritardato l’ordine, mentendo alla Capitaneria, volendo ottenere un preciso risultato (probabilmente mettere una pezza all’episodio), sapendo che se la sua valutazione era sbagliata (come poi è stato) stava mettendo a rischio la vita dei passeggeri, e accettando tale rischio?

Se la risposta dovesse essere affermativa, allora nel processo “causale” della loro morte interviene il comportamento del comandante SUCCESSIVO all’impatto. Se il Comandante, dopo l’impatto, si è prefigurato (o si sarebbe dovuto normalmente prefigurare) che il suo ritardo avrebbe messo a rischio la vita dei passeggeri, e ha agito comunque, prendendosi scientemente quel rischio, se poi i passeggeri morti sono morti per il suo ritardo, il suo è un OMICIDIO DOLOSO (DOLO EVENTUALE – si chiama così perchè è l’eventualità del fatto – non sei sicuro se accadrà o meno – che caratterizza la volontà dell’autore).

Meglio di così in questa sede non riesco a spiegarlo. Queste sono cose che la Procura conosce certamente meglio di me, perchè ci lavora quotidianamente”. (avvocato Roberto Condorelli)

 

Le foto di Carlo Borlenghi

Costa Concordia. Photo Carlo Borlenghi
Costa Concordia Photo: Carlo Borlenghi
Costa Concordia. Si nota la chiatta per il recupero del gasolio. Foto Carlo Borlenghi
Costa Concordia. Photo Carlo Borlenghi
Costa Concordia vista da Giglio Porto. Photo Carlo Borlenghi
Costa Concordia Photo: Carlo Borlenghi
Costa Concordia Photo: Carlo Borlenghi
Giglio Porto in un tramonto di leggero grecale, come nella tragica sera del 13 gennaio. Foto Carlo Borlenghi

 

 

 

2 COMMENTS

  1. Con tutto il rispetto. Mi scuso per il mio cattivo italiano.

    E ‘più semplice di così.

    1 .- Il capitano ha messo in atto una mossa sconsiderata che vantaggioso per le compagnie da crociera. Spettacolo turistico a rischio.

    2.-La Marina è consapevole, è vostro dovere, ha mezzi tecnici di sapere. ¿La Marina sa che da crociera “inquino” pratica. Sai e consensi?

    3. Se l’AIS è una registrazione di prova contro il comandante, è così contro la Marina.

    4 .- Se l’ostacolo non è mappata, la responsabilità è con la Marina.

    5 .- Prima di entrare in gravi accuse, che deve analizzare le sequenze dell’incidente. Sembra che stai parlando senza cognizione.

    6 .- Dite con chiarezza che quando Schettino aveva saltato giù e finì 4.000 persone e in un tempo molto breve.

    Non può essere inconsciamente manipolare l’opinione pubblica?

    • Ciao Blaus,
      le cose sono molto semplici. “L’ostacolo” è noto a tutti e ben segnalato sulle carte. La nave è stata portata direttamente sugli scogli.
      ciao

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