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Singapore- Alle 10:30 di lunedì mattina Telefonica è ormai nelle acque di Singapore, seguita a un miglio da Groupama e a 8 da Puma. In nottata, Puma è rimasto invischiato nei residui di una rete da pesca e ha perso almeno un’ora e una decina di miglia per liberarsi. Telefonica e Groupama hanno regatato fianco a fianco per tutta la notte, fino a “ingaggiarsi” letteralmente, come dimostrano queste foto:

Groupama e Telefonica navigano fianco a fianco nelle prime ore di oggi. Foto Riou
Telefonica riguadagna qualche metro dopo essersi difesa dall'attacco di Groupama. Foto Riou

Poi Telefonica sembra aver ripreso un piccolo margine, che alle 10:30 era appunto quantificabile in un miglio.

Ecco un video che spiega le molte difficoltà della navigazione nello Stretto di Malacca incontrate dalla flotta:

 

Singapore- Che duello tra Telefonica e Groupama. Per tutta la giornata di domenica spagnoli e francesi hanno navigato a meno di mezzo miglio di distanza l’uno dall’altro, nella discesa lungo lo Stretto di Malacca verso Singapore. Una vera sfida di velocità con gennaker a riva, sempre a vista diretta, con i due che si sono portati verso la sponda malese dello Stretto, inseguiti da Puma a circa 4/5 miglia di distacco. Abu Dhabi e Camper seguono a una quarantina di miglia mentre Sanya è a circa 130 miglia.

Singapore e l’uscita dello Stretto erano, alle 23:45 di domenica sera, a 80 miglia. Da lì inizierà la navigazione nel Mar Cinese Meridionale, verso l’arrivo di Sanya, distante ancora 1.100 miglia di probabile dura bolina. Alle 23:45 Telefonica aveva 0,2 miglia di vantaggio su Groupama, circa 350 metri, mentre Puma era a 5 miglia. Una sfida appassionante come dimostra questa foto presa da bordo di Puma, in cui si vedono Groupama e Telefonica vicinissimi (dopo 2000 miglia di navigazione in questa terza tappa… tanto per testimoniare l’equilibrio della Volvo Ocean Race).

Kelvin Harrap al timone di Puma segue Groupama e Telefonica oggi nello Stretto di Malacca. Foto Ross

Così Casey Smith di Puma, a proposito dei continui ostacoli nello Stretto: “La situazione è molto variabile, le cose cambiano di ora in ora, quindi cerchiamo di stare con il gruppo di testa e di non fare nulla di sciocco che ci possa far perdere terreno. E’ un momento critico, cerchiamo di regatare con quello che c’è, e rimanere vicini a Telefónica e Groupama. Speriamo che sia una bella lotta fino al traguardo in Cina. Adesso va meglio, ma un po’ di tempo fa siamo entrati in un basso fondale dove c’erano grossi tronchi lunghi cinque/sei metri. Se se ne colpisce uno, di certo potrebbe far saltare il timone.”

I video di oggi:

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