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Sanya, Cina- Gran battaglia lungo le coste del Vietnam per le ultime 400 miglia della terza tappa della Volvo Ocean Race. Telefonica continua a tirare al massimo contro un vento da 22 a 34 nodi, con onde di tre metri, controllando Groupama, che alle 13UTC di oggi la seguiva a 9,1 miglia. Con condizioni dure i tosti kiwi di Camper si sono rifatti sotto e seguono i francesi a un paio di miglia. Abu Dhabi è quarto a 33 miglia.

Una delle molte virate lungo la costa del Vietnam per il leader Telefonica. Foto Fructuoso

Puma, che sta navigando a una bolina più larga, mure a dritta, dopo la sua opzione orientale, è quinto a 48 miglia, con una velocità media di uno/due nodi superiore al resto della flotta nelle ultime 24h ma anche diverse miglia in più. Sanya è a 229 miglia.

La flotta di terra sta navigando molto sotto costa, con un intenso bordeggio e con corrente contraria, per mantenere un certo ridosso dalla costa del Vietnam, ridosso che però tra circa 50 miglia cesserà per lasciare il posto all’approccio finale verso l’isola di Hainan, Cina, dove si trova appunto la città di Sanya.

Mike Pammenter e Roberto Bermudez De Castro (opportunamente legati) prendono una mano di terzaroli alla randa su Camper. Foto Hooper

Alle 13UTC Telefonica era a 429 miglia dall’arrivo, previsto a questo punto per il 4 febbraio. Le condizioni del vento si manterranno tra i 20 e i 25 nodi per le prossime 24 ore con un’attenuazione dalla serata di venerdì, quando vi sarà comunque un angolo migliore per i Volvo 70.

La situazione alle 13UTC di oggi, con la meteo prevista per le 18UTC sempre odierne. In blu Telefonica che sta continuando a bordeggiare lungo la costa vietnamita, in controllo di Groupama e Camper. L'opzione orientale di Puma, che ha cominciato a stringere la bolina in tarda mattinata di oggi, non ha pagato come Ken Read sperava anche se probabilmente Puma riuscirà a passare Azzam e ad avvicinarsi a Camper.

Erwan Israel, Groupama: “Navighiamo al traverso della costa e aspettiamo un salto a sinistra. È faticosissimo. Abbiamo meno corrente sottocosta, ed è il motivo per cui abbiamo deciso di stare a ovest di CAMPER. Abbiamo 150 barche in vista… ma sono tutti pescherecci vietnamiti, nessun segno di Telefónica e CAMPER”.

Il video di oggi con le immagini della dura bolina:

Andrew Cape, telefonica: “Abbiamo tanto cibo ma ci manca il riposo, è dura, un sacco di virate e non è ancora finita. Vediamo la luce in fondo al tunnel e in Cina ci sarà molto tempo per recuperare le forze. Bisogna scegliere bene dove virare e l’angolo giusto, perché se si vira troppo presto si potrebbe finire nella corrente contraria. Alla fine si va dove si crede sia meglio e si controllano gli altri, per modificare la strategia, per mantenere il vantaggio che si ha”.

Chris Nicholson, Camper: “E’ una delle situazioni tattiche più compicate che io abbia visto. Di solito ci sono barche che usano un certo salto di vento, ma qui abbiamo avuto giri d’aria progressivi creati dalla orografia della costa, uniti alla corrente e alle reti da pesca. Un campo minato, è difficile capire da che parte andare. Credo che abbiamo fatto un buon lavoro, ma forse altri stanno ancora combattendo contro questa situazione. Stanotte ci sarà da fare, quando lasceremo la costa saremo nella parte più a sud est del Vietnam e sarà come doppiare un capo, con tanto vento e mare incrociato. E’ dura, sono veloci, forse abbiamo velocità uguali, forse noi siamo un po’ più veloci con queste condizioni, non so. Penso ci siano delle chance, con ventone se scegli una vela  sbagliata puoi perdere tante miglia. Speriamo di arrivare a soffiargli sul collo, ma dobbiamo guardarci anche da Abu Dhabi e PUMA”.

Un video da Camper che manda un uomo a verificare l’uscita dei daggerboard in modo decisamente acrobatico:

E il video di ieri da Telefonica:

 

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