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Aggiornamento 12 febbraio, ore 16- Il Grecale ha dato finalmente un po’ di tregua e sono potute iniziare al Giglio le operazioni di svuotamento del gasolio. Lo documenta questa foto pubblicata da Giglionews. le previsioni per la settimana sono buone per cui le operazioni dovrebbero proseguire finalmente in modo celere, salvo imprevisti.

Le operazioni di aspirazione del gasolio dal relitto di Costa Concordia. Foto Giglio News

 

Giglio Porto- La ricostruzione dell’incidente della Costa Concordia trova conferme ulteriori dal video-choc trasmesso ieri dal TG5 e integralmente (8:44) pubblicato sul sito Mediaset e in corso di rilancio da tutti i siti. La nave, dopo il colpevole urto con le Scole è in balia dell’indecisione trasmessa dallo Schettino, sta scarrocciando sottovento verso la Costa del Giglio spinta dal Grecalino sui 4-5 nodi di quella notte, vi sono comunicazioni incerte con Compamare Livorno e Civitavecchia, con Circomare Porto Santo Stefano. Si sente la richiesta di “rimorchiatori”. Nel momento in cui la nave è ormai fuori governo si chiede quanto fondale c’è ipotizzando di dare ancora… “più di 100 metri” è la risposta. Fino a un “siamo a 0,2 miglia” dal Giglio e all’incaglio finale a Punta Gabbianara.

Il video del TG5:

L’ordine di abbandonare la nave, in un rimbalzarsi di voci, viene dato alle 22:32, ovvero 45 minuti dopo l’urto scellerato con le Scole, ma l’effettiva trasmissione del segnale e le comunicazioni via altoparlante non arrivano fino alle 22:42, ovvero ben 57 minuti dopo la collisione verificatasi alle 21:45.

Allucinante il “Vabbuò” pronunciato dallo Schettino quando un suo ufficiale gli comunica che “i passeggeri si stanno imbarcando sulle scialuppe da soli”.

Questa testata, che per prima ha eseguito una ricostruzione attendibile dell’incidente poi confermata dai fatti, insisterà nel mantenere la massima sorveglianza su questa vicenda affinchè lo Schettino e gli altri responsabili, ma l’ex comandante più di tutti visto il suo ruolo e i suoi doveri, paghino fino in fondo la pena che il tribunale competente deciderà di comminare. Senza sconti.

Il relitto di Costa Concordia a Giglio Porto. Foto Serena Galvani

 

21 COMMENTS

  1. Si vabbè… ma siete veramente sicuri che il “vabbuò” del comandante era riferito al suo ufficiale oppure lo diceva a chi era al telefono???? Ora non estrapoliamo frasi fuori dal contesto.

    • Gentile Gerico,
      e che differenza farebbe scusi? Per lo Schettino, che ormai da giorni non qualifichiamo più come comandante, ci auguriamo solo un rapido e duro giudizio nelle sedi opportune.
      I dati oggettivi raccolti sono inoppugnabili. Il “contesto” è una nave di 290 metri con 4300 persone a bordo portata dal suo ufficiale più alto sugli scogli noti di un’isola conosciuta e la gestione di un’emergenza fatta in modo approssimativo fino a causare la morte di 32 persone. Questo, purtroppo, è il contesto di cui stiamo parlando. Non altri.

      Un saluto,

  2. Centra il fatto a cosa è riferito il “vabbuò”. Che Schettino ha sbagliato speronando lo scoglio non c’è dubbio il resto è vigliaccheria. Dunque son daccordo che paghi per ciò che ha fatto, ma quando si danno notizie non va bene che si prenda una frase e la si estrapoli dal contesto.

  3. a chiunque fosse riferito il vabbuò, nel momento in cui gli viene detto che i passeggeri arbitrariamente stanno scendendo dalla nave senza un suo comando, ha l’obbligo di intervenire!! ma quello che mi sconcerta nella registrazione è che l’abbandono nave non viene data dal comandante, ma da qualcun altro, infatti si sente chiaramente dopo il terzo annuncio di abbandoniamo la nave, la voce di schettino che dice “non abbandoniamo…” e questo conferma l’ammutinamento in plancia.

  4. Come già detto altrove, sono in totale accordo sulla ricostruzione della dinamica e sulle responsabilità di quello scellerato di Schettino che tutto è fuorché uomo di mare.
    Ma questo video è un “mezzo fake”: troppi indizi tecnici lo rivelano (sono un appassionato di video editing, oltre che uomo di mare da più di trent’anni).
    E se a questi ci si aggiungono:
    1) la sconcertante presenza di un tizio che tranquillamente in plancia riprende il tutto, e con una qualità video che va ben oltre quella di un cellulare;
    2) l’ancor più sconcertante assenza di rivelazioni su chi abbia girato questo video;
    3) l’inspiegabilità del fatto che il video in questione sia uscito allo scoperto solo adesso, a un mese dalla tragedia;
    4) la “misteriosa” esclusiva della sola Mediaset,
    si rimane legittimamente molto perplessi e aperti verso eventuali retroscena inquietanti.

    So che la cosa esula dai vostri intenti, che mirano solo alla dinamica e alle responsabilità, ma proprio in funzione di quest’ultime vorrei porre l’attenzione sulla “non limpidità” di questo video.

    Saluti e buon lavoro.

    • Gentile Daniel,
      sul video ha ragione, a un’attenta analisi i dubbi sono molti. Resta la scellerata conduzione dell’emergenza. Ma la presenza di riprese video in quel momento di emergenza non fa che sollevare interrogativi ulteriori sul caos che regnava in plancia. E ancora, Lei ha perfettamente ragione quando dice che se quel video esisteva doveva essere messo a disposizione delle autorità ben prima del 10 febbraio. Mediaset ha pagato tale eclusiva? Probabilmente sì, ma se esisteva perché l’autore non si è fatto sentire prima dalle autorità quando tutto il mondo non parlava d’altro e gli inquirenti erano alla ricerca di prove? Lei coglie nel segno anche sulla qualità tecnica del video e sulla mancanza di conferme sul suo autore. Che questa storia serva, poi, a risollevare gli ascolti in prime time (il TG5 lo ha messo in onda in due spezzoni) è evidente.
      Un saluto e grazie del suo contributo

  5. alziamo gli occhi da una tragedia che speriamo segua il corso secondo le regole di un paese civile e puntiamoli addosso agli altri “comandanti” che portano a spasso altre navi (e NON) zeppe di italiani non certo inermi ma fiduciosi di fiducia ahinoi spesso mal riposta.
    Le compagnie di navigazione (e NON) pronte a mandare in giro tali comandanti affidandogli vite (fisich e/o economiche)ritraendo il braccio al momento opportuno in Italia proliferano indisturbate. Le scuole cadono in testa ai bambini, le città crescono negli alvei dei fiumi o alle pendici dei vulcani e gli aerei militari (paese che vai comandante che trovi) mietono funivie.
    Vogliate perdonarmi per la metafora e la retorica non so fare altrimenti.

  6. ASSURDO QUANTO E’ ACCADUTO ALLA NAVE COSTA CONCORDIA.
    La mia impressione.
    Conosco molto bene la zona del disatro, essendoci passato decine di volte. La secca delle Scole, dove sembra esserci finita la Concordia in effetti chiamate dalle carte ufficiali Isole delle Scole, sono conosciute da tutti ed è riportata su tutte le carte, si tratta di due grossi scogli il più grande quello più esterno è lungo circa 60/70 metri ed ha una serie di scoglietti affioranti a sud/est . Questi scogli sono circondati da fondali che variano da 5 a 16 metri di profondità, in particolare a sud/est sono concentrate secche affioranti. Venendo
    da Nord passate queste secche si entra nella bellissima baia delle Cannelle dove c’è un fondale di finissima sabbia dorata. Mentre, venendo da Sud/Est, probabilmente questa era la rotta della Concordia di 320°/325° che permette se a distanza di sicurezza, di costeggiare l’isole del Giglio, solo che si trovava troppo vicino alla costa, e pertanto il Comandante o chi per lui, accortosi all’ultimo momento che quella rotta lo portava dritto dritto sulla secca delle Scole ha virato di bordo a destra, ed essendo troppo tardiva la manovra la nave nella virata, molto probabilnmente si è inclinata e colpiva la secca, anche se in quel punto il fondale è di circa 6/7 mt andava a sbattere nell l’ultima parte della carena di poppa all’incirca a tre metri di altezza sotto la linea di galleggiamento, come si è visto poi, portando con se pezzi di roccia.
    Da questo momento in poi la nave ha continuato a virare a destra, Da quel che dice Schettino, poi ha inverto la rotta virando a sinistra, nella disperata manovra di portare la barca in un fondale che non permettesse il completo l’affondamente e dare modo di evacuare i passeggeri.( Nella conversazione non si nota nulla di tutto questo)
    Se così fosse,a mio modesto avviso sarebbe stato meglio che, anzichè dirigersi verso punta del Lazzaretto (il nome stesso dice tutto) e punta Gabbianara dove si è incastrata nella roccia, a Nord del porto del Giglio,si sarebbe dovuta spiaggiare su Cala dell’Arenella essendo una spiaggia con fondali variabili. Questo avrebbe a mio avviso mantenuto la nave in equilibrio in quanto, avendo una carena pressochè piatta, sarebbe rimasta insabbiata e in assetto. Questo avebbe sicuramente salvato tutte le persone a bordo, la nave una volta spiaggiata, sarebbe stata riparata e recuperata riportando molto meno danni.
    Adesso rischia di scivolare in un fondale di 75mt il che renderebbe difficile il recupero.
    Per me cè un altra verità nascosta ed è quella che la nave una volta presa la secca a circa 16 nodi è rimbalzata su se stessa ed ha ruotato di 360 gradi e con l’inerzia è andata a scogli senza che avessero governato,infatti nella conversazione in plancia ad un certo punto si sente una voce che dice: si sta scarrocciando, questo fa capire che non aveva più il comando e si vuol far intendere che si è manovrato per salvare le vite umane, quando tutto forse,dopo l’urto è avvenuto da solo. Se si controlla la fiancata destra della nave dove è appoggiata sugli scogli si capisce se cè stato impatto o pure strucciata,in quanto, con l’impatto è la dimostrazione che è avvenuto da solo, mentre con strisciata si dimostra che in effetti sia ha avuto il controllo e pertanto anche se con ritardo si è manovrato per salvare la nave e i passeggeri. Infatti se vediamo la fiancata sinistra dove si vede il pezza di roccia si nota la strusciata, mentre quella sommersa non si vede, cosa che si dovrebbe indagare, un conto è la strusciata un altro è l’impatto e se si prova che cè stato l’impatto la nave è andata a terminare la corsa da sola,altro che governare per salvare le vite umane, del resto, dalle poche conversazioni uscite in questi giorni,tutto si dice meno che operare in tal senso.
    Ho voluto scrivere queste poche righe,semplicemente per dimostrare che un errore del genere è stato fatto deliberatamente non calcolando il rischio, in quanto è inammissibile che un “comandante” di una nave con oltre 4000 passeggeri, faccia manovre spericolate, da incoscienti, mettendo a repentaglio la vita di tutte quelle persone. Ancora più grave è stato abbandonare la nave.
    Io non sono un comandante ma vado a mare a vela da oltre 40 anni e onestamente non farei mai una cosa avventata, come dicevo conosco benissimo la zona e passo sempre alla larga da quegli scogli. Se fosse accaduto una cosa del genere avrei spiaggiato la nave e non mandarla sugli scogli, ed insisto che molto probabilmentecè andata da sola girando su se stessa scarrocciando verso punta Lazzaretto e li terminare la corsa.
    La scatola nera, se non manomessa,farà luce su quanto è accaduto.
    Il Giglio è bellissimo come tutto l’Argentario e l’Arcipelago Toscano, speriamo che al danno non si aggiunga altro danno dovuto all’inquinamento e all’impossibilità di togliere la nave, cosa che la comunità Gigliese non merita.
    Il ricordo di questa tragedia va alle persone che oggi per colpa di qualcuno non sono più con noi.

    • Gentile Roberto,
      grazie del suo intervento. Quella zona è nota a tutti e la manovra dello Schettino, come abbiamo più volte scritto sin dal primo momento, è inconcepibile per chiunque vada per mare. Le evidenze sono tali, ormai, che davvero la scatola nera non sarà che una conferma di quanto già è chiarissimo in ogni sua parte.
      Un saluto

  7. Sicuramente, è ormai è evidente a tutti della incapacità di controllo del comandante, riguardo il fatto che dopo l’urto con la sccca delle Scole la nave sia andata in balia di se stessa, in un primo momento lo fece presente anche la Capitaneria di Porto, prevedendo quel che ho scritto io e se così fosse, al contrario, si è voluto far intendere che il comandante aveva il controllo della nave.
    Se aveva il controllo della nave, perchè non l’ha fatta spiaggiare,anche un principiante sa che è il modo migliore di salvarsi,a nord e a sud del porto del Giglio, ci sono due cale che permettono questa manovra, così facendo avrebbe salvato la nave e tutti i passeggeri.

    • Caro Roberto,
      ribadiamo che è tutto purtroppo chiarissimo. Il tracciato AIS che abbiamo pubblicato è lampante in ogni parte, dall’urto a 16 nodi alla successiva perdita di propulsione e allo scarroccio finale (grazie grecalino) fino all’incaglio.
      Un saluto

    • Ciao Roberto,
      sì, abbiamo pubblicato il tracciato AIS già una ventina di giorni fa, basta che segui il link dalla home page (nelle featured news) e vedi tutta la cronistoria della vicenda giorno per giorno come l’ha seguita Farevelanet, fornendo la prima ricostruzione attendibile della vicenda.

      Un saluto
      Michele Tognozzi

  8. In effetti era come ho sempre sostenuto sin dal primo giorno, che la nave dopo l’urto è andata per conto proprio a finire sugli scogli a nord del Porto del Giglio e quindi il Comandante non ha fatto nulla,se non chiamare la Compagnia Costa. Vista l’ingovernabilità della nave stessa,l’unica cosa che DOVEVA FARE era di dare subito l’allarme e provvedere a far scendere a mare le scialuppe e organizzare il trasferimento, al contrario ha perso oltre un ora al telefono con la Costa senza fare nulla.
    Una cosa è certa che ha sulla coscienza tutte quelle vittime e dispersi, si voleva salvare la coscenza vantandosi di aver manovrato per salvare la nave, mentre tutto è avvenuto da solo, vedi tracciati clicca qui: http://www.ilgiornale.it/video/la_rotta_costa_concordia/id=rotta_nave?

  9. Scusate non avevo visto che avevate già fatto presente i tracciati AIS, non me ne vogliate. Siete in gamba complimenti, passo e chiudo.
    Un saluto Roberto Carini

  10. Scusatemi, ma l’abbandono nave il Comandante non l’ha mai dato. Almeno tra tutti i filmati e inchieste,compresa quella di Sky questo non emerge! Anzi nel filmato di Sky, addirittura una persona invita i passeggeri ad andare in cabina ed aspettare che si risolva il problema tecnico a bordo.
    Ad ognuno le proprie conclusioni.
    Personalmente mi auguro che questa tragedia faccia emergere e porti all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria tutte quelle problematiche e contraddizioni che tutti gli addetti ai lavori conoscono, e che per poter continuare a lavorare devono convivere quotitidianamente ed affidarsi alla buona sorte….
    Iniziamo a coinvolgere anche il RINA, Il sindacato che partecipa alla stesura delle tabelle di armamento….
    Alla Tecnica di Compamare Genova.
    Iniziamo a guardare anche l’ultimo verbale della Commissione dei Servizi della Capitaneria….con gli Ufficiali che hanno dichiarato e firmato che tutto l’equipaggio e per equipaggio intendo anche quelli che manovrano le scialuppe, Certificati MAMS e tutto quanto previsto.
    Si condanni pure il Comandante, ma con esso dovranno essere condannati moltissimi altre figure, ed al primo posto il DPA.
    Come Comandante, ma soprattutto come marittimo italiano, mai avrei immaginato di vedere dei filmati con del personale di una nave passeggeri che ha la responsabilità di salvare delle vite umane, completamente impreparato ed improvvisato…
    E non venite a dirmi come sto leggendo da un mese che sono tutti eroi, Compreso il Commissario, gli Eroi sono morti.
    Vi confesso, che in data 16 gennaio, sono stato invitato dalla Dr.sa Palomba di RAI 1 ad intervenire ad una nota trasmissione. Ma quando ho chiesto se potevo parlare liberamente e non di fare l’avvocato del diavolo, mi è stato risposto che non era possibile….Dovevo solo parlare degli errori del Comandante.
    Buona Navigazione a tutti (in mare).

  11. Ho letto alcune osservazioni sulle dinamiche e la relativa evoluzione che la nave doveva fare per spiaggiare. Ebbene, cari signori, forse non avete inteso bene che la nave subito dopo l’impatto, ha subito come logica sequenza, il black out. Il black out per i non addetti ai lavori, essendo la maggior parte diportisti e non marittimi, non consente il governo della nave. Dopo aver perso il governo e la relativa energia della nave, perchè cari signori le navi si alimentano di energia con gli assi dell’eliche che producono energia durante la propulsione della stessa. Per riportare l’illuminazione della nave, dopo l’urto e relativo allagamento, sono entrati in servizio i Generatori di emergenza, che essendo installati per tali evenienza, si trovano nei ponti alti della nave, proprio per scongiurare che in caso di allagamento vengano compromessi dall’acqua.
    La richiesta dei rimorchiatori doveva servire proprio per questo scopo: Governare la nave e portarla in sicurezza.
    Saluti a tutti.

  12. Sono sconcertato ed allibito di come si possa accostare in una zona a rischio senza minimamente diminuire ALMENO la velocità….15-16 nodi è una velocità folle per una nave come la Concordia…..non ammetto il fuori rotta per nessun motivo ma se pur facendolo avesse diminuito la velocità a 6-7 nodi probabilmente il danno per l’urto sarebbe stato di gran lunga inferiore e forse si sarebbero salvate quelle vite umane pers….per il resto non c’è scusante alcuna ne per il comandante nè per il suo equipaggio…che secondo me era composto da gente raccomandata ma per niente “gente di mare” con esperienza!

  13. Quì pare che tutti facciano a gara a chi la dice più giusta, proprio come in TV.
    Italiani popolo di “navigatori” e di “giudici” (degli altri).
    Ormai le responsabilità professionali e morali sono evidenti, quelle penali ancora da accertare,perciò è ora di piantarla e lasciare il posto ad un composto silenzio che non sminuisce affatto l’immane tragedia avvenuta.

    • Gentile Francesco,
      utilizziamo il suo opportuno commento per porre, almeno per quanto riguarda la ricostruzione della dinamica dell’incidente, la parola fine a questa vicenda. A distanza di un mese si sentono ancora interpretazioni su quanto è invece di una semplicità lampante. L’errore enorme dello Schettino, la collisione con le Scole, la successiva perdita di propulsione, lo scarroccio finale verso l’incaglio a Punta Gabbianara e i ritardi sconcertanti nel dichiarare l’abbandono nave che hanno portato alla perdita di 32 persone: tutto logico nella sua intollerabile sequenza.
      Farevelanet ha effettuato sin dal 14 febbraio una ricostruzione basata solo sui dati di navigazione e gli altri elementi che via via si conoscevano. Tutto è molto chiaro ed evidente, per cui adesso non resta che attendere il (ci auguriamo celere) procedimento penale. Non ci sembra di dover aggiungere altro.
      Per il resto ci sentiamo rappresentati da quanto dichiarato domenica dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha porto “le scuse per le responsabilità italiane” in questa vicenda.
      Un saluto a Lei per le giuste parole su questa trieste storia.

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