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Sanya, Cina- Sta per iniziare ad Hainan il lungo week end della Volvo Ocean Race. Sabato 18 è in programma, alle ore 14 locali (le 5 del mattino in Italia) la In Port Race. Domenica 19, sempre alle 14 locali, la partenza della Leg 4 (previsto vento e mare molto duro), 5.220 miglia da Sanya ad Auckland, dove si prevede un’accoglienza trionfale a una flotta che manca dalla Nuova Zelanda dall’edizione 2001. Thomas Coville di Groupama ha detto che “vincere arrivando ad Auckland sarebbe come battere gli All Blacks nella finale di Coppa del Mondo di Rugby”. In effetti, Camper with Emirates Team New Zealand vuol far di tutto per vincere la tappa che arriva in Nuova Zelanda. A Sanya sono volati sia Rod Davis, coach del team, sia il gran capo Grant Dalton, che in quanto a vittorie nel giro del mondo se ne intende.

Proprio Grant Dalton, nell’epico duello dell’edizione 1990, tra il suo Fisher & Paykel e lo Steinlager 2 di Peter Blake (allora non ancora Sir), perse la tappa dell’arrivo ad Auckland per soli 38 minuti, a causa di un salto di vento dopo aver condotto per quasi tutta la tappa. Chi lo conosce bene dice che ancora gli girano…

Puma nell'epica burrasca della quarta tappa nell'edizione 2008-2009. Allora la barca di Ken Read ruppe il boma attraversando lo Stretto di Luzòn. Anche in questa edizione si prevede tempo duro nell'uscita dal Mar Cinese Meridionale. Foto Deppe/Puma

Chi sta cercando di recuperare è Abu Dhabi, quinto in classifica dopo tre tappe e brillante per ora solo nelle regate Inport. A Sanya lo Studio Farr, progettista del Volvo 70 di Ian Walker, ha effettuato una serie di modifiche sotto la supervisione diretta del presidente dello Studio di Annapolis, Patrick Shaughnessy. In particolare Azzam ha bisogno, secondo quanto dichiarato dallo stesso Shaughnessy, di migliorare le prestazioni bolina. Anche su Puma, Ken Read sta facendo di tutto per guadagnare punti che lo avvicinino ai primi tre della flotta: Telefonica, Camper e Groupama.

Il video preview, con le dichiarazioni di Grant Dalton:

Telefonica, vincitrice di tutte e tre le tappe sin qui disputate, pare controllare la situazione, anche se la lunga e insidiosa tappa verso la Nuova Zelanda sarà piena di trappole. Vediamole:

1) La tratta nel Mar Cinese Meridionale fino allo Stretto di Luzon, lasciando le Filippine a dritta. Passaggio questo che comporterà una durissima bolina mure a sinistra. Gli ultimi modelli meteo danno in arrivo il Monsone, con venti da Nord Est fino a 35-40 nodi. Ciò significa che la partenza sarà ai limiti del possibile, con un iniziale ridosso fornito dall’isola di Hainan ma poi uno stato del mare molto duro per circa 600 miglia fino alle Filippine. Rivedremo gli ancoraggi a ridosso di qualche isola in attesa che passi la buriana, come successe nella pazzesca tappa del 2009? Potrebbe anche essere, visto che lo Stretto tra Luzon e Taiwan è notoriamente uno dei mari più pericolosi al mondo con vento forte da NE. Il problema è che, una volta lasciata Hainan, non vi saranno ridossi per 600 miglia, visto che la rotta andrà da ovest verso est.

Il modello meteo del Mar Cinese Meridionale per la giornata di venerdì, quando arriverà il Monsone di Nord Est. Come si vede nello Stretto di Luzon (il braccio di mare tra le Filippine e Taiwan) le condizioni del mare saranno durissime con venti fino a 35 nodi da affrontare in bolina. La flotta navigerà fuori dal ridosso di Hainan nella serata di domenica e per tutta la giornata di lunedì e martedì. In alcuni punti del Mar Cinese meridionale le onde potranno arrivare a sei metri di altezza.Il Monsone dovrebbe attenuarsi poi da martedì

Il Race Control sta monitorando la situazione e l’evoluzione dei modelli ogni 30 minuti, ma al momento la previsione viene definita “molto pericolosa, in grado di portare barche e uomini visino ai limiti del possibile”. La regata In port del 18 si svolge in acque ridossate, quindi sarà spettacolare. Per domenica, invece, sarà dura.

2) La discesa verso l’Equatore. Qui le condizioni saranno probabilmente alle portanti, con una veloce volata. Il successivo passaggio dei dolldrum, il terzo dei quattro previsti in questa edizione della VOR, sarà al solito denso di incognite.

3) L’arrivo in Nuova Zelanda. Dopo i dolldrum ci sono circa 2.500 miglia di Oceano Pacifico fino ad Auckland, lasciando via via arcipelaghi come la Salomone e le Vanuatu a dritta, le Figi a sinistra.

Ricordiamo che la Inport e la partenza saranno visibili in diretta sul livestream della Volvo Ocean Race.

Il video docume ntario che riepiloga la terza tappa:

La classifica dopo tre tappe

1
Team Telefónica
95
2
CAMPER with Emirates Team NZ
80
3
Groupama Sailing Team
71
4
PUMA Ocean Racing by BERG
48
5
Abu Dhabi Ocean Racing
39
6
Team Sanya
16

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