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Sanya, Cina- Team Telefonica ha deciso oggi di cambiare il sartiame al suo Volvo 70, alla vigilia della partenza della quarta tappa. Il team leader della Volvo Ocean Race non ha partecipato quindi alla regata di prova di oggi a Sanya. E’ lo stesso skipper Iker Martine a spiegare i motivi di tale scelta:

“Abbiamo visto qualcosa che non ci soddisfaceva nel sartiame”, ha detto lo skipper basco, “per cui abbiamo tolto l’albero e deciso di mettere il sartiame di riserva che avevamo già qui a Sanya. Magari avremmo finito la quarta tappa senza problemi, ma per sicurezza abbiamo deciso questo cambio. Poi vedremo con calma se le nostre sensazioni erano giuste analizzando il sartiame tolto. L’importante, in una tappa come questa, è sapere di non avere problemi. Domani torneremo a navigare nella Pro-Am e saremo pronti per la Inport di sabato”.

Iker Martinez al lavoro sul sartiame. Foto Roman/VOR

Iker Martinez ha parole significative anche sulla previsione di vento duro per la partenza della Leg 4:

“Beh, abbiamo due previsioni”, dice, “una molto forte e l’altra eccessivamente forte… E tutti ci ricordiamo della scorsa tappa, quando la parte più dura del giro fu proprio qui, nel Mar Cinese, con un vento fortissimo, onde enormi e la previsione è simile. Certo dobbiamo essere in grado di affrontare tale condizioni, il giro del mondo è così. Non nascondo che la previsione ci incute non dico paura ma molto rispetto, queste barche sono fatte per il giro del mondo, dovremo navigate con prudenza, evitare che si rompa qualcosa ma è così, il giro è così e dovremo farlo nel miglior modo possibile”.

Il modello dello stato del mare per le 7UTC del 19 febbraio, giorno della partenza della Leg 4 (alle 5UTC). Le aree in rosso più acceso corrispondono a una previsione di onde fino a 8 metri di altezza nel Mar Cinese meridionale.

L’audio di Iker Martinez.120216_TEL_MARTINEZ_ES

Il meteorologo della regata, lo spagnolo Gonzalo Infante ha spiegato che, malgrado la situazione si evolva costantemente, gli ultimi modelli disponibili prefigurano uno scenario piuttosto difficile. “Il sistema meteo che si sta formando nel mar cinese meridionale al momento lascia prevedere una partenza molto dura. Come tipico in questa stagione, a nord di Taiwan si sta formando un sistema monsonico che sabato riguarderà tutto il mar cinese meridionale, con venti da nord-est fra i 35 e i 40 nodi.” Eppure, ha spiegato infante, non è l’intensità del vento a preoccupare maggiormente, quanto piuttosto le condizioni del mare. “Per ora è solo una piccola porzione del mare ad essere interessata da onde molto alte, fra i sei agli otto metri, ma man mano che ci avviciniamo alla data della partenza la zona si amplierà fino a coprire tutto il mar cinese meridionale. I modelli, inoltre, sottostimano le dimensioni delle onde in prossimità della piattaforma continentale, cioè vicino a terra. In questa area la profondità passa dai 3.000 ai 100 metri e spesso il moto ondoso è più pericoloso qui che al largo. Il che significa che non esiste una via d’uscita a nord.”

Con un tale scenario ai team non resterà altro da fare che prepararsi al meglio alla situazione meteo che li aspetta nella traversata, di circa 650 miglia in mare aperto fino allo stretto di Luzon, fra Taiwan e le Filippine. Un sistema depressionario in formazione a est delle Filippine potrebbe non trasformarsi in ciclone tropicale, ma potrebbe contribuire a rendere il vento più intenso e le onde più alte, ossia le condizioni più pericolose per le barche. “Il vento forte implica che le barche vadano più veloci e possano “cadere” da onde alte, creando condizioni molto pericolose. Gli equipaggi potrebbero trovarsi obbligati a navigare in modalità di sopravvivenza per passare lo stretto senza problemi.”

A Sanya, intanto, è stato assegnato oggi il premio per il miglior MCM, Media Crew Member, per la Leg 3, andato all’americano Amory Ross di PUMA.

www.volvooceanrace.com

2 COMMENTS

    • Esatto, sarà una tappa tutta da seguire. Bolinare con i Volvo 70 tra onde di sei metri è, come hanno detto tutti gli skipper, uno degli aspetti più duri. Le sollecitazioni sono enormi e non è affatto facile “rallentarle” anche riducendo la sup.vel.

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