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Sanya, Cina- Quando il Monsone picchia a 35-45 nodi, con onde che nel Mar Cinese Meridionale arriveranno domani a 8 metri, partire per 600 miglia di bolina pare quanto meno azzardato. Uomini e barche potrebbero anche farcela, ma sarebbe davvero una sotuazione ad alto rischio, come già successe tre anni fa per l’epica tappa da Singapore a Qingdao, quando la flotta affronto una devastante tempesta in bolina nello Stretto di Luzon, con tre barche delaminate e altre addirittura ridossatesi in una baia delle Filippine in attesa che passasse il peggio.

Per questo motivo, il comitato di regata della Volvo Ocean Race ha preso una decisione che appare saggia. La quarta tappa sarà divisa in due parti, con una prima frazione di 30 miglia a ridosso di Hainan e la successiva partenza per Auckland con un ritardo massimo di 24 ore e un via scaglionato delle sei barche, in base ai distacchi acculumati nella prima parte di domani.

Ciò ha evidentemente due ragioni. Una per mantenere gli impegni con gli sponsor, il pubblico che segue la regata da tutto il mondo via streaming in una domenica mattina e il pubblico cinese presente a Sanya. L’altra per mantenere comunque il livello di “regata più dura al mondo” anche in presenza di condizioni meteo che impedirrebbero a qualunque skipper di lasciare il porto. Tra l’altro bisogna considerare che i Volvo 70 non sono facilmente “rallentabili” in condizioni del genere. La potenza, anche con velatura estremamente ridotta, resta notevole e cadere da un muro d’acqua alto 8 metri mentre se ne filano 9 o 10… beh, non è certamente auspicabile per i materiali.

La previsione dello stato del mare per domenica 19 febbraio. Le aree in rosso corrispondono a onde di 8 metri da NE, proprio sulla rotta tra Sanya e lo Stretto di Luzon, obbligata per la flotta

Il dettaglio
Dopo la conclusione della In-port race organizzatori e team si sono riuniti per prendere una decisione congiunta in vista della partenza della quarta tappa di domani, a seguito dell’analisi delle previsioni meteo negative. Gli organizzatori della Volvo Ocean Race hanno quindi deciso che la tappa verrà divisa in due parti per permettere ai sei equipaggi partecipanti di guadagnare tempo sufficiente affinché le condizioni del mare nel primo tratto da Sanya fino allo stretto di Luzon (fra Taiwan e le Filippine), con onde previste di altezza superiore agli otto metri e vento di burrasca migliorino. Il direttore di regata Jack Lloyd ha perciò informato i team che la quarta tappa verrà divisa in due parti per ragioni di sicurezza.

La prima parte partirà come da programma domani, domenica 19 febbraio, alle ore 14 locali (le 7 ora italiana) e vedrà le barche competere su un percorso di circa 30 miglia nella baia di Sanya e intorno alla famosa statua Guanyin Buddha, per concludersi in prossimità del faro della marina. La flotta tornerà quindi in porto e aspetterà finche le condizioni non verranno giudicate abbastanza sicure per la navigazione. Il ritardo non sarà superiore alle 24 ore e la ripartenza sarà scaglionata tenendo conto dell’ordine d’arrivo della costiera, che non vedrà assegnati punti.

“La ripartenza potrebbe avvenire nelle prime ore di lunedì mattina” secondo Lloyd. Le previsioni meteo che indicano venti superiori ai 40 nodi di intensità e onde alte otto metri sono alla base della decisione.

“Abbiamo scelto in questo modo non perché ci siano state pressioni da parte dei team, ma in accordo con i suggerimenti degli esperti sia della regata che dei team. Tutti sono convinti del fatto che le condizioni fino a 12/18 ore dalla partenza saranno pericolose, con un moto ondoso che potrebbe causare rotture. E’ stata una decisione molto difficile per noi, che abbiamo preso aspettando il più a lungo possibile, per fare in modo che fosse quella corretta.” Ha detto Knut Frostad, CEO della regata e egli stesso veterano del giro del mondo a vela.

Iker Martinez. Foto Roman

Iker Martínez, skipper di Team Telefónica si è detto favorevole: “Dobbiamo fidarci delle previsioni, una scelta difficile ma è chiaramente una questione di sicurezza e non possiamo pensare di affrontare condizioni del genere.”

Gli organizzatori hanno anche ricordato i problemi occorsi alla flotta nell’area dello stretto di Luzon in occasione dell’ultima edizione della Volvo Ocean Race, in cui la maggior parte delle barche ebbe danni gravi in condizioni che furono definite come un “massacro”, e degli gli incidenti avvenuti a Team Sanya, Abu Dhabi Ocean Racing e PUMA Ocean Racing nel corso della prima tappa, da Alicante a Città del Capo.
La regata di domani sarà comunque seguita in diretta video visibile sui siti internet www.volvooceanrace.com e www.livestream.com/volvooceanrace, a partire dalle 6.45 ora italiana.

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