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Roma- Al Big Blu, il Salone della Nautica e del Mare in corso alla Fiera di Roma, si è parlato oggi di realtà e prospettive del settore nautico in Italia. Occasioni sono state il convegno “Le opportunità per uscire dalla crisi del settore”, organizzato da Ainud (Associazione Italiana Noleggio Unità da Diporto), e l’Assemblea di Assomarinas.

Un'immagine dal Big Blu alla Fiera di Roma: Sun Odissey 439

“Il mercato che noi rappresentiamo è composto principalmente dalle compagnie che usano imbarcazioni in locazione, il cosiddetto bareboat, dai 10 ai 18 metri di lunghezza, in prevalenza a vela”,  ha spiegato il Presidente di Ainud, Francesco Di Manno, “Rappresentiamo un patrimonio reale di risorse per l’economia, non solo in termini di attività, ma anche come ingranaggio fondamentale del turismo occupando 4000 posti barca che significano un volume di affari che, per i soli posti noleggio, si aggira intorno ai 32 milioni di euro”.

“Crediamo che un’opportunità significativa potrebbe essere rappresentata dalla  portualità secondaria, quella degli approdi turistici, che possono essere interessanti per l’imprenditore che cerca di investire. Sarebbe utile ci fosse una direttiva a livello nazionale che preveda la possibilità per le compagnie di questo settore di poter realizzare strutture recettive, ad esempio pontili, a condizione di concessione. Questo significherebbe un investimento in strutture che, da un lato, renderebbero il noleggio più competitivo sul mercato e dall’altro porterebbero turismo sul territorio”.

Dal versante Assomarinas, il Presidente dell’associazione dei porti turistici italiani Roberto Perocchio , ha detto: “Stiamo navigando in un mare in tempesta. Questa tempesta non è causata solo dalla crisi ma anche dai contenziosi amministrativi ancora in corso, dalle problematiche legate ai rinnovi delle concessioni, dall’introduzione del redditometro e dello spesometro ma, ancor di più, dallo sconcerto creato dalla nuova tassa di stazionamento e dalla tensione creata sulle aspettative di modifiche della gabella da parte di tutto il mondo della nautica”.

All’Assemblea, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’Onorevole Ignazio Abrignani, Vice Presidente Osservatorio Parlamentare sul Turismo, di Giuseppe Greco, Capo di Gabinetto del Ministero del Turismo e di Franco Vernassa, Consigliere Tributario di Federturismo, si è discusso della situazione dei circa 100 porti italiani e di quali possono essere le strade da percorrere per risollevare il settore del Turismo Nautico che, anche attraverso la rete dei porti dislocati sulle coste italiane, contribuisce al PIL per circa 5 miliardi di Euro e rappresenta lavoro per circa 130 mila persone tra addetti diretti e indiretti.

“Questa fame di introiti che hanno lo Stato e gli Enti Locali non può giustificare l’assalto alla diligenza del Turismo Nautico”, ha concluso Perocchio, “Questo settore ha bisogno di investimenti per la realizzazione di servizi che possono rendere il mercato competitivo anche nei confronti degli altri Paesi. Non a caso stiamo assistendo alle prime disdette delle prenotazioni degli ormeggi da parte dei turisti stranieri che preferiscono spostarsi sulle coste della Croazia, della Francia o del Montenegro”.

Al di là dei giusti incentivi e più lungimiranza nella gestione delle concessioni demaniali da parte dello Stato, ci auguriamo anche che l’Associazione dei Marina Italiani abbia allo studio una revisione delle sue politiche tariffarie che, come abbiamo documentato di recente, sono le più alte del Mediterraneo e, inutile negarlo, anche una delle cause della crisi della nautica in Italia.

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