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Isole Caroline, Micronesia- Eccola la Volvo Ocean Race Fast and Furious, quella con tonnellate d’acqua che invadono la coperta a velocità d’idrante sparato in faccia ai marinai più duri del pianeta. Entrata finalmente negli Alisei del Pacifico, la flotta sta macinando miglia su miglia a 20-22 nodi di media con andatura al traverso. Condizioni queste in cui i Volvo 70 danno il meglio di sé con l’utilizzo della Canting Keel e piena potenza nelle vele (normalmente una mano alla randa e J2).

Ecco in questo video la magnificenza di questa regata nelle condizioni che l’hanno resa celebre, in attesa di arrivare alla grandi cavalcate tra le onde nella tappa del Southrn Ocean tra Auckland e Itajaì:

In quest’altro video da Groupama, il Volvo 70 leader che fila al traverso. Da notare la fatica degli uomini in pozzetto, dal timoniere (Thomas Coville in questo turno) al grinder e al tailer, continuamente colpiti da scrosci d’acqua. Da notare ovviamente anche come tutti siano legati con le cinture di sicurezza. Molto significativa anche l’espressione di Coville alla fine del suo turno al timone…

Al rilevamento delle 22UTC di mercoledì 29 febbraio, Groupama era a circa 550 miglia dall’Equatore e a 2930 da Auckland. Il suo vantaggio su Puma era di 82 miglia anche se l’avversario più temuto si trova a ponente ed è il solito Telefonica, terzo a 86 miglia. Camper, ripresosi dall’avaria al J2 scoppiato la scorsa notte, è quarto a 105 miglia. Azzam a 113 e Sanya a 155. Il vento varia tra i 20 e i 28 nodi da ENE, con angoli sul vento reale intorno agli 85°. Tutti e sei coprono intorno alle 500 miglia al giorno, con Puma, più a est di tutti, che è arrivato fino a 525 nella pomeriggio di mercoledì.

Puma al massimo della velocità con andatura al traverso. Una mano di terzaroli alla randa e J2 a riva per punte di 27/28 nodi. Foto Amory Ross

Thomas Coville, Groupama: “Ci si bagna molto. Navighiamo con un angolo di 90° al vento e 90° alla direzione delle onde. Ci sono tanti spruzzi e in coperta arrivano ondate in continuazione. E’ una situazione molto dura per l’equipaggio, soprattutto per il timoniere. E tutti abbiamo gli occhi rossi e che bruciano per il sale.”

A bordo di Groupama, velocissimo in queste condizioni. Foto Riou

Amory Ross, Puma: “Non male per un lasco stretto con venti nodi di vento e un mare difficile. E’ bello andare veloci, fa bene alla mente. Navigare così è divertente ed è quello a cui tutti pensano quando firmano per fare il giro del mondo a vela!”

Chris Nicholson, Camper: “La cima a cui è murato il fiocco si è rotta, la vela ha cominciato a sbattere e si è strappata in due pezzi”. Si tratta del J2, una vela importante per le condizioni in cui naviga la barca rossa e bianca, e quella utilizzata in sostituzione ha fatto rallentare il team in modo considerevole. In un successivo collegamento, tuttavia, il navigatore Will Oxley ha confermato che l’equipaggio è riuscito ad effettuare una riparazione e a issare nuovamente la vela. “I ragazzi sono stati fantastici, hanno lavorato finchè non era tutto a posto. Ci solo volute circa 20 ore, è un lavoro enorme, si deve portare la vela sottocoperta, asciugarla, trovare il taglio e fare la riparazione rimettendo insieme i due pezzi e aggiungendo uno strato, incollare e cucire. Non so come facciano, la vela è enorme e l’interno della barca così piccolo.” Oxley ha però aggiunto che le condizioni restano: “Piuttosto brutali. Non si può stare al timone senza casco e non si può volgere la faccia al vento perché ci si acceca. Immaginate di mettere la testa fuori da finestrino della macchina a 60 all’ora quando piove e capirete”.

Andrew Cape, Telefonica: “Siamo abbastanza contenti, navighiamo veloci a 90° di vento reale con il due. Forse è quello che ci aspettavamo per la prossima tappa, ma qui le temperature sono molto meglio! Non ci possiamo lamentare, è bello avanzare velocemente e sembra che per i prossimi giorni la situazione resterà così. I doldrum si sono chiusi un po’ a causa dell’aliseo forte che abbiamo qui, quindi non credo saranno un problema come quello che invece avremo quando saremo nell’emisfero sud in approccio alla Nuova Zelanda. Comunque non siamo nemmeno a metà della tappa e c’è ancora molta strada da fare.”

Justin Slattery, Abu Dhabi: “Questa è una passeggiata rispetto a quello che ci aspetta nel grande sud.”

Team Sanya, Andrés Soriano: “Dal tambuccio si vede solo il timoniere perché gli altri tre di turno si riparano dietro ai sacchi delle vele. E’ una bella corsa, bagnata e accidentata, sempre al limite.”
www.volvooceanrace.com

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