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Isole Salomone- Continua dritta come una lama nel burro la rotta di Groupama nell’Aliseo del Pacifico, in testa alla quarta tappa della Volvo Ocean Race. Franck Cammas e i suoi hanno passato l’Equatore intorno alle sette (ora italiana) di stamani, rientrando quindi nell’Emisfero meridionale per la seconda volta in questa edizione del giro del mondo. Il terzo passaggio dalla fasia dei dolldrum sembrerebbe finalmente quello giusto per i francesi, che nel corso della prima e della seconda tappa, invece, avevano avuto non pochi problemi nell’attraverso il loro “Pot au Noir”.

Franck Cammas timona sicuro il suo Volvo 70 Groupama in questa fase della Leg 4. Foto Riou

Al rilevamento delle 10UTC di oggi Groupama aveva 75 miglia di vantaggio su Puma con 2.294 miglia ancora da percorrere per la Nuova Zelanda. Cosa più importante, aveva una rotta con quello che pare un angolo migliore di avvicinamento all’ortodromica finale verso la Nuova Zelanda, che passa nel braccio di mare tra le Vanuatu e le Figi. Telefonica, da parte sua, sta cercando di restare più a ovest, quindi più vicina all’ortodromica. Iker Martinez è stato il secondo a passare l’Equatore, poco dopo le 10 di stamani, ed è dato in quarta posizione a 109 miglia da Groupama. Terzo è Abu Dhabi, a 107 miglia ma posizionato più a est. Telefonica avrà una rotta che lo porterà a sfiorare le isole Salomone, con conseguenti e insidiose influenze sul vento in quella regione. Anche Camper, quinto a 128 miglia, pare intenzionato a dirigere verso sud per “tagliare l’angolo” con le Salomone. Sanya è sesto a 186 miglia.

Il video di oggi con i temporali equatoriali:

La navigazione è influenzata da diversi temporali, fatto tipico per la fascia dei dolldrum, che in questo passaggio stanno comunque sempre concedendo un buon vento, seppur instabile in direzione tra 70 e 110° e intensità, tra i 13 e i 27 nodi nelle ultime tre ore. Azzam ha segnalato un groppo con raffiche fino a 38 nodi.

Ecco il link per il video di Camper (da non perdere) durante il rapido passaggio di un temporale con vento a 35 nodi, con Nicholson che dice “Non c’è tempo per ridurre ulteriormente le vele, bisogna puggiare e andare con lui finché dura…, ma poi passa”.

new.livestream.com/camperemiratesteamnz/leg4/videos/216779

Abu Dhabi in navigazone nell'Aliseo. Foto Dana

Groupama favorito a questo punto per la vittoria ad Auckland? Come disse Thoams Coville prima della partenza da Sanya: arrivare per primi in Nuova zelanda sarebbe come vincere la Coppa del Mondo di Rugby in casa dei kiwi (ricordate la Francia, sconditta in finale proprio dagli All Blacks nell’ultimo Mondiale disputato proprio in Nuova Zelanda). La rotta di Cammas e del suo navigatore Jean Luc Nelias sembra migliore, per il momento, anche se tra tre giorni vi sarà da attravesare quella che appare una complicata fase meteo a est della Nuova Caledonia, distante ancora 1.200 miglia, che potrebbe anche rimescolare tutte le carte.

A complicare la situazione il fatto che in questa parte del mondo i Doldrum sono connessi a un sistema semi-permanente chiamato SPCZ, South Pacific Convergence Zone (Zona di Convergenza del Sud Pacifico) che si trova nella zona delle Isole Salomone e della Nuova Caledonia che potrebbero costituire un ostacolo, e un ridosso, sulla rotta dei sei team. Secondo quanto prevedono le carte meteo tuttavia la zona di passaggio non dovrebbe essere caratterizzata da venti troppo leggeri, sebbene il rischio di temporali e di raffiche rimanga sempre alto.

Lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker: “E’ un vero test per l’equipaggio, che deve ridurre vela il più velocemente possibile e resistere finché il temporale non passa. Poi si deve correre per ridare vela quando il vento cala di nuovo dietro alla nuvola. Durante il giorno non è tanto male perché si riescono a vedere le nuvole, ma di notte tutto prende una dimensione completamente diversa.” Avvantaggiarsi della situazione dipende molto anche dalla fortuna e lo skipper britannico conferma che il suo navigatore Jules Salter tiene sotto controllo costantemente il radar perché “Una sola nuvola potrebbe far perdere o guadagnare qualche decina di miglia.”

Phil Harmer, Groupama: “Visto che nelle tappe precedenti il passaggio dei Doldrum non è stato fortunato, questa volta speriamo che sia meglio. Per ora la meteo non sembra male, abbiamo lavorato tanto per portarci a est e ci siamo riusciti. Quindi dita incrociate perchè le cose vadano meglio che in passato. Ma, questa è una parte diversa del mondo, un oceano diverso e sembra che la situazione sia più stabile. Vedremo cosa succederà nelle prossime 30 ore e speriamo che la fortuna giri dalla parte giusta per noi. Le barche sono tutte forti, bisogna tenere tutti d’occhio.”

Iker Martinez, Telefonica: “I Doldrum non sono come quelli dell’atlantico o della seconda tappa. Certo il vento è instabile. La posizione di Groupama, molto a est, rende più difficile la situazione della flotta e anche PUMA è molto lontano, sono decisamente avanti. Se parliamo di vittoria, realisticamente le chance sono poche, a meno che non succeda qualcosa d’importante. Forse succederà, ma non oggi e le nostre possibilità di recupero sono scarse. D’altra parte le previsioni non sono certe e la meteo cambia, quindi qualcosa potrebbe ancora succedere, bisogna pensare positivo. Le opportunità possono presentarsi quando meno te le aspetti, magari vicino alla Nuova Caledonia o alle Salomone. E’ meglio essere davanti ma comunque non abbiamo problemi a bordo, lo avevamo detto fin dall’inizio che questa sarebbe stata una tappa molto difficile. Dobbiamo solo navigare al meglio e andare avanti. Tutto qui”.

www.volvooceanrace.com

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