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Isole Salomone- Tre di qua e tre di là. Nel mezzo quattro grandi isole del gruppo delle Salomone, celebre campo di battaglia tra americani e giapponesi nella Seconda Guerra Mondiale e ora forse decisive per l’esito di questa quarta tappa della Volvo Ocean Race. Su Telefonica hanno deciso che l’unica chance per provare a riprendere il leader Groupama era quella piena di rischi che passava nel bel mezzo dell’Arcipelago. E così è stato. Iker Martinez e compagni sono transitati nel pomeriggio di sabato tra le isole di Santa Isabel e Choiseul, con occhi attenti alla cartografia vista le acque poco conosciute, e sfidando ridossi, corrente e secche provano l’azzardo. Sulla loro poppa anche Camper e Sanya, che hanno scelto la stessa rotta.

Telefonica con Pepe Ribes al timone, Iker Martinez ha preso un'opzione radicale decidendo di passare nel mezzo delle Salomone. Foto Fructuoso

A est, con una rotta che lascerà tutte le Salomone a ponente, il leader Groupama, seguito da Puma e Abu Dhabi. Al rilevamento delle 19UTC, Cammas aveva 84 miglia di vantaggio su Puma, 134 su Telefonica, 163 su Azzam, 172 su Camper e 222 su Sanya. Il vero esito di questa scelta estrema si avrà però solo tra due/tre giorni, quando Telefonica potrebbe trovare più vento (ma in bolina) a Nord ovest della Nuova Zelanda, mentre Groupama avrà qualche momento di transizione intorno alle Vanuatu. Proprio per questo anche i francesi sembrano aver rinunciato al passaggio diretto lungo l’ortodromica, che comportava il transito tra le Vanuatu e le Figi, per passare invece tra le Vanuatu e la Nuova Caledonia.

Il video di oggi:

I rischi per Telefonica e Camper sono maggiori, con i ridossi delle isole in agguato e velocità medie ridotte nelle prossime 24 ore, però è l’unico modo per avere una chance contro Groupama, che al momento sta controllando egregiamente la tappa.

Ken Read, skipper di PUMA, si dice sorpreso degli sviluppi di questa quarta tappa. “Tre di qua e tre di là. Sembra una follia, solo pochi giorni fa avrei pensato che fosse una pazzia passare attraverso quelle zone, ma oggi è proprio così, tre da una parte e tre dall’altra e potrebbe anche funzionare.” Il navigatore della barca americana concorda nell’affermare che nessuno pensava di passare fra le isole all’inizio della tappa ma che l’opzione è l’unica possibile per coloro che sono rimasti a ovest dopo che nelle ultime 24 ore il vento è girato a destra. “Non è una situazione completamente inaspettata in rapporto alla loro posizione, ma credo che non fosse certo il loro piano passare fra le isole alla partenza da Sanya. Se ci avessero seguito avrebbero probabilmente perso molto, quindi la loro opzione migliore passare da quella parte e tentare di riprenderci in seguito, cosa che potrebbe anche riuscire.” Addis ha tuttavia sottolineato come il passaggio in una zona dove le carte non sono molto dettagliate è sempre difficile, soprattutto di notte. “Ovviamente è un po’ più complicato che navigare in acque aperte. E’ una parte del mondo scarsamente abitata e le carte non sono molto buone. Passeranno di notte, e non credo ci siano fari e boe. Anche noi abbiamo qualche problema con il vento, non so davvero dire cosa succederà.”

“La terza tappa è stata difficile per la meteo, ma questa si sta rivelando ancor più imprevedibile.” Ha detto Iker Martínez, skipper di Telefonica.

“Fino a pochi giorni fa eravamo certi di non avere molte possibilità davanti a noi, e che sarebbe stata una pura gara di velocità fino alla Nuova Zelanda.”

Il navigatore Will Oxley di Camper ha affermato che “Ormai non ci sono mezze misure. Avendo fatto questa scelta di passare fra le Salomone e di prendere una opzione ovest nel mar dei Coralli, adesso seguiremo questa strada. Dobbiamo essere perseveranti fino alla fine dei giochi e in circa sette giorni, quando ci avvicineremoo alla Nuova Zelanda, si vedrà come gireranno le cose.”

Franck Cammas, skipper di Groupama, non rinuncia a farsi la barba in regata. Foto Riou

Franck Cammas, skipper di Groupama: “E’ ovvio che preferiremmo che gli avversari fossero allineati dietro a noi. In zone instabili come quella dei Doldrum è molto rischioso avere delle barche così distanti con una meteo diversa. Hanno già fatto 12 ore molto veloci ed è stata una buona mossa. Erano obbligati a causa della loro posizione, ma potrebbe essere una buona scorciatoia. Forse anche una scelta vincente, se avranno un vento diverso dal nostro. Certo potrebbero avere del ridosso fra le isole, ma anche delle accelerazioni. Noi potremmo avere delle aree di calma”.

www.volvooceanrace.com

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