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San Francisco, USA-Mentre si avvicina l’appuntamento con le AC World Series di Napoli (7-15 aprile) e Venezia (12-20 maggio) giunge dagli Stati Uniti la notizia che il contratto con la NBC per le dirette televisive della 34 America’s Cup sarà a “parti rovesciate”, ovvero non sarà la NBC a pagare per acquisire i diritti, ma è AC Event Authority/AC Race management a pagare la rete televisiva NBC per riprendere le regate nella Baia di San Francisco con la possibilità di offrire spot commerciali ai propri sponsor all’interno delle tarsmissioni.

Riprese TV durante le regate AC45. Foto americascup.com

Ciò, ha spiegato Stephen Barclay di ACEA al SF Weekly, fa parte della strategia a lungo termine di rendere televisiva la vela professionale con la rinnovata America’s Cup. L’investimento, garantito dalle possibilità illimitate di Larry Ellison, è enorme e, per il momento, ha ammesso Barclay, è un “centro di costo, non di profitto come speriamo sia in futuro”. Le riprese delle regate di Coppa tra elicotteri, telecamere e microfoni a bordo, grafica virtuale, saranno costosissime, ma, ha detto Barclay, “stiamo investendo per il futuro. La ragione per cui l’accordo con la ABC è così importante è che per vent’anni l’America’s Cup non è stata trasmessa in televisione in America (lo era via cavo, Ndr). Adesso chiunque potrà vedere le regate”.

Barclay ha anche specificato che i diritti per le altre reti al di fuori degli USA saranno a pagamento. Il segnale televisivo sarà ovviamente disponibile anche via Internet in streaming e su YouTube, per cui gli appassionati specifici stiano tranquilli. On line la regata si vedrà comunque. Un rinnovamento mediatico, va detto, possibile solo grazie al finanziamento di Larry Ellison.

 

Il programma delle AC World Series a Napoli

Il primo evento del 2012 dell’America’s Cup World Series si svolgerà a Napoli tra l’inizio e la metà di aprile e proprio oggi, il Comitato Organizzatore, ha reso noto il format dell’evento. Il programma, articolato su regate di flotta, match race e prove di velocità, permetterà ai velisti di mettersi nuovamente alla prova a bordo degli impegnativi AC45, catamarani dotati di ala rigida.

“Abbiamo apportato alcune piccole modifiche al format dopo la conclusione dell’evento di San Diego, che ha chiuso il 2011 – ha spiegato il direttore dell’evento, Iain Murray – Ci siamo confrontati con I team e abbiamo fatto valere l’esperienza maturata nel corso delle tappe svolte nel corso dell’anno passato. Credo che il programma ora sia più forte: ogni regata conterà ai fini del campionato e tutti i team saranno impegnati tutti i giorni, particolare che riteniamo molto importante”.

Il weekend di apertura rappresenterà un’opportunità da non perdere per i team, che avranno modo di verificare la loro preparazione in vista delle regate valide per il campionato. Il programma prevede l’inizio della competizione sabato 7 aprile, quando si disputeranno diversi duelli uno contro uno. Gli accoppiamenti saranno determinati dalla classifica dell’AC World Series Fleet Race Championship. La domenica, invece, i team saranno chiamati alla disputa di tre regate di flotta di 15 minuti.

Seguiranno quindi due giorni di riposo e l’inizio, a far data da mercoledi 11 aprile, delle regate di qualificazione per l’evento di match race – il Match Racing Championship – che si disputerà sabato. Tra mercoledi e sabato i team daranno vita a undici regate di flotta, inclusa una prova di circa 40 minuti, utili a determinare i quattro team che avanzeranno verso le semifinali e le finali del match race.

L’ultimo giorno della manifestazione, domenica 15 aprile, si aprirà con la disputa degli AC500 Speed Trial, nel corso dei dei quali ogni team si metterà alla prova su un percorso lungo 500 metri. L’equipaggio che coprirà il percorso nel minor tempo sarà incoronato come vincitore  della prova.

Conclusi gli Speed Trial, gli equipaggi verranno impegnati in una regata winner-takes-all della durata di circa 40 minuti che assegnerà il titolo di vincitore del Fleet Race Championship. Si tratterà di una prova che non ammetterà errore alcuno.

Tutte le regate comprese tra l’11 e il 15 aprile saranno trasmesse in diretta su www.youtube.com/americascup

 

La logistica delle ali da 40 metri

Uno dei problemi maggiori dei quattro team impegnati nella costruzione dei nuovi AC72 è quello della logistica. Armare e gestire un’ala alta 40 metri, che diventa “portante” ai minimi angoli d’incidenza giàcon 5-7 nodi di vento, presenta non poche incognite. nel 2010 a Valencia, Oracle aveva un’intera squadra dedicata alla sorveglianza e all’armamento dell’enorme ala di USA 17 (allora era alta 64 metri). Per gli AC72 l’iper tecnologica ala arriverà a 40 metri.

“Dopo tre mesi dedicati alla costruzione della barca, è giunto il momento di pensare seriamente a come gestire le operazioni a terra in vista dell’inizio dei test qui ad Auckland” ha spiegato il responsabile delle operazioni di Emirates Team New Zealand, Kevin Shoebridge.

Shoebridge ha spiegato che ad Auckland il team allestirà la base che verrà poi installata a San Francisco, una tensostruttura di circa ottanta metri, retta su una serie di container che faranno da officina per barca e wing.

Il team sta intanto valutando una serie di opzioni differenti per muovere barca e ala. Certo è che una scelta dovrà essere fatta a breve, visto che il team ha intenzione di iniziare gli allenamenti a bordo dell’AC72 senza ritardi già nel mese di luglio, nel pieno dell’inverno australe.

Anche per Iain Murray, direttore dell’evento, il problema relativo alla logistica degli AC72 è primario: “Siamo coinvolti anche noi in questa problematica: non a caso stiamo pensando a una gru condivisa qui a San Francisco, posta davanti alle basi dei team”. Murray pensa a una soluzione come quella impiegata durante i vari eventi dell’America’s Cup World Series.

Il confronto tra le dimensioni di un'ala dell'AC72 e quella dell'AC45

“Quanto fatto con gli AC45 ha dimostrato di aver funzionato a dovere. Certo, lavorando su barche di dimensioni maggiori, tutto deve essere testato. Per esempio, i timoni non potranno essere montati una volta che le barche saranno già in acqua. Un altro problema sarà collegato alla larghezza delle barche: parliamo di catamarani larghi quattordici metri”.

Secondo Murray i team vorranno alare le barche ogni giorno, a differenza di quanto fatto da Oracle Racing e Alinghi che, durante la 33ma America’s Cup, hanno lasciato a lungo le barche in acqua.

www.americascup.com

1 COMMENT

  1. La vela tradizionale è terzarolabile , visto le difficoltà che si verranno a creare per l’ala perchè non pensare di inventare un modo per terzarolare i pannelli? Per esempio montare esclusivamente i pannelli sulla struttura quando questa è già armata e bloccata dalle manovre fisse. Ipotizziamo il caso che prima della partenza ci accorgiamo che il vento è troppo forte per mantenere l’ala completa a questo punto ci troviamo in mare aperto è comunque sia dobbiamo manovrare e non possiamo certamente disarmare l’ala completa.

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