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Roma- Sulla nuova versione della tassa sulle imbarcazioni, quella che tiene conto del possesso e non dello stazionamento, interviene l’Ainud, l’Associazione di categoria (Associazione Italiana Noleggio Unità da Diporto) del noleggio nautico italiano, in questa lettera aperta da parte della presidenza Ainud.

Ricoediamo che nel decreto liberalizzazioni il Governo Monti ha anche inserito la possibilità per gli armatori privati di svolgere attività occasionale di noleggio, a patto che non si superino i 30.000 euro annui di fatturato e con una tassazione fissa al 20 per cento:

“In relazione agli ultimi eventi Ainud è riuscita a innescare un nuovo percorso per le aziende del settore del charter.

Per la prima volta abbiamo visto uno schieramento di associazioni che si è espresso liberamente sui temi in questione e autonomamente, cercando ognuna di sottolineare le incongruenze della prima proposta del governo e le possibili soluzioni. Questo coro ha trovato spontaneamente voce unica ed è il frutto di un lavoro eccellente di tutte le associazioni con Ucina come capofila, Assonautica nazionale, Assomarinas, Assoporti, Assonat, Lega Navale, Union Camere, FIV, FIPSAS, fino a noi. Da parte loro inoltre, le Riviste. Nautica, Fare Vela, Giornale della Vela e Solo Vela hanno dato un valido e insostituibile supporto.

La pioggia di emendamenti di comunicazioni e gli incontri avuti hanno permesso di raccogliere le idee e suggerire da più direzioni le soluzioni.

La scelta di Ainud di confermare questo percorso in maniera autonoma, attraverso le diverse comunicazioni, gli emendamenti, i comunicati Ansa, le lettere inviate a ministeri, e ministri, deputati e senatori che si sono dimostrati interessati al nostro caso e sono sensibili allo sviluppo del turismo nautico, hanno reso ampiamente visibili e consapevole il nostro intento.

Su questa strada di autonomia, e sulla possibilità di continuare a manifestare in maniera chiara le nostre istanze, le nostre necessità, e le nostre attese, Ainud insisterà (…).

Essere autonomi non prescinde da un coinvolgimento e una collaborazione con tutte le associazioni di categoria, per disegni, interessi, progetti comuni e soprattutto per esternare in maniera chiara le nostre visioni di sviluppo.

Pur ricordando agli associati e al mondo del charter che su interessi comuni è facile trovare unità e partecipazione, ma su argomenti conflittuali tra aziende di settore è necessario il confronto, occorre dialogo per trovare soluzioni condivise.

Il nostro settore, come tutto il settore nautico, ha bisogno di concreti e progressivi cambiamenti. Per noi è indifferente, in questo ideale convoglio, fare da nave scorta e pilota o da semplice nave merci. Ci basta che il carico che ognuno porta sia riconoscibile e difendibile.

Quanto a commenti sul decreto, vorrei poter riflettere ancora qualche giorno specialmente in relazione alle liberalizzazioni.

Sull’argomento a costo di essere impopolare vorrei poter esprimere un giudizio preciso e completo. Vi esterno già da ora che non sono per niente turbato da questa disposizione di legge perché ne intravedo un tentativo di rendere più accessibile e fruibile il mondo del noleggio, con un risvolto almeno negli intenti e tra le righe di riparare all’obbrobrio dei titoli professionali.

Ma prendiamoci il tempo di digerire questo decreto e di sollevare successivamente le opportune considerazioni”. (Francesco di Manno)

3 COMMENTS

  1. Gent.le Sig. Di Manno,
    Sono pienamente d’accordo sull’obbrobrio legislativo riguardante i titoli professionali ma non dobbiamo dimenticare che proprio in virtù di quella legge molte persone hanno investito denaro, tempo ed hanno lavorato per creare e promuovere la propria attività e quindi il proprio futuro. E’ da considerare che non sempre l’attività di noleggio è svolta (come nella quasi totalità dei casi di abusivismo)come secondo lavoro. Le faccio l’esempio della nostra società, una piccola società armatrice con una sola imbarcazione di 12 metri, dove siamo obbligati ad essere in 2 (marittimi) imbarcati e che cerchiamo di lavorare tutto l’anno tra crociere, manutenzione e promozione per trarre il sostentamento per noi e la nostra famiglia. Come può avallare lo scempio legislativo della liberalizzazione, come così proposta, che è chiaramente scritto a caratteri cubitali essere al servizio di potenti titolari di società di comodo per eludere la normativa sui titoli, gasolio agevolato, e chi più ne ha più ne metta. Come la mettiamo con le disparità di trattamento in materia di limiti di navigazione, certificazioni, dotazioni di sicurezza, assicurazioni per svolgere lo stesso identico lavoro?
    La limitazione agli “assurdi 30.000 euro”…ma di quale occasionalità stiamo parlando, lo sappiamo tutti che per rasentare quella cifra, di fatturato lordo bisogna lavorare a pieno ritmo tutta la stagione!!!!!!!!
    Mi auguro che ci rifletta e che almeno il mare ci riservi una stagione tranquilla, visto che questa situazione non è una burrasca, bensì una tempesta!!!

  2. Non tutti la pensano (per fortuna) come AINUD.

    ISYBA promuove una Class Action per dire NO alla Deregulation del Charter Nautico.

    L’ordinamento generale statale non puo’ trattare “in modo ingiustificatamente diverso situazioni sostanzialmente uguali” perche’ se cio’ dovesse accadere tale comportamento si tradurrebbe in una violazione dell’art. 3 della Costituzione.

    Il compito dello Stato e’ invece quello di agire concretamente per metter tutti nelle stesse condizioni di partenza, dotando ognuno di pari opportunita’ per sviluppare e realizzare pienamente e liberamente la propria personalita’. Il principio di uguaglianza e’ stato declinato in un generale divieto di discriminazione; si discrimina quando si trattano in maniera uguale situazioni diverse, ovvero quando si trattano in maniera diversa situazioni uguali.

    Nel Disegno di Legge per la “concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita'” è stata inserita una norma attraverso cui si vorrebbe consentire al “titolare persona fisica, ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria di impiegare occasionalmente imbarcazioni e navi da diporto in attivita’ di noleggio dietro corrispettivo”.

    Tale norma costituisce un evidente caso di violazione dell’art. 3 della Costituzione in quanto “discriminatoria” e risulta in contrasto con l’art. 41 della Costituzione relativamente alla liberta’ di iniziativa economica nell’esercizio dell’attivita’ di trasporto di persone (viaggiatori/noleggiatori), nonche’ priva di prescrizioni finalizzate alla tutela della concorrenza, della trasparenza del mercato, della sicurezza dei viaggiatori/noleggiatori, della tutela delle condizioni di lavoro, delle garanzie tese a garantire l’omogeneita’ dei requisiti di idoneita’ alla conduzione del mezzo nautico.

    Al riguardo si ricorda che l’attività di noleggio di unita’ da diporto (professionale o occasionale) ha come unica ed univoca finalita’ una prestazione di servizio (riferibile al trasporto passeggeri via mare) dietro corrispettivo, che (analogamente a quanto previsto per il “noleggio di autovetture ed autobus con conducente”) può essere cosi’ definita: “per servizi di noleggio di unita’ da diporto si intendono i servizi di trasporto di viaggiatori effettuati da un Noleggiante per uno o piu’ viaggi richiesti da terzi committenti o offerti direttamente a gruppi precostituiti, con preventiva definizione del periodo di effettuazione, della sua durata e dell’importo complessivo dovuto per l’impiego e l’impegno dell’unità da diporto adibita al servizio, da corrispondere unitariamente o da frazionare tra i singoli componenti del gruppo”.

    La situazione di “discriminazione” introdotta dalla norma relativa al “noleggio occasionale di unità da diporto” è stata analizzata da ISYBA nel documento scaricabile dal seguente link:

    In tale documento è stata analizzata anche la limitazione della liberta’ di Impresa (v. art. 41 della Costituzione) che le Societa’ Armatrici che svolgono attività di “noleggio professionale di unita’ da diporto” subiranno a causa della “deregulation” concessa solo in favore delle “persone fisiche”.

    Le conseguenze negative derivanti dalla prossima approvazione di tale norma non riguarderanno solo le Imprese Armatrici di unita’ da diporto adibite al noleggio, i Marittimi del Diporto in possesso dei Titoli professionali ed i giovani che “aspirano” ad ottenerli (obbligatori per legge), ma si estenderanno anche a tutte le Imprese di Navigazione che svolgono attivita’ di trasporto passeggeri e trasporti pubblici non di linea per via d’acqua, compresi i Gondolieri di Venezia e i Taxi-boat di Capri.

    Per i motivi sopra enunciati ISYBA, in quanto promotrice di una “class action” al fine di tutelare i diritti delle Imprese e dei relativi Dipendenti, acquisira’ le adesioni dei soggetti interessati ad aderire a tale iniziativa tramite il proprio Studio Legale convenzionato.

    La Segreteria di ISYBA è a disposizione per maggiori informazioni.

    Italian Ship & Yacht Brokers Association
    ph. 0143821244 – fax 014381869 – Email – Web:

  3. Intanto i 30 mila sono lordi perché il noleggio occasionale non prevede lo scarico di spese…. e poi non tutti la pensano (per fortuna) come Isyba: class action degli utenti, boicottiamo Isyba e suoi affiliati, guerra alle caste rovina del paese….

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