SHARE

Nuova Caledonia- Dopo il passaggio tra le Isole Salomone rasentando isolotti e secche coralline (nel senso letterale per quanto riguarda Sanya), il trio occidentale sta proseguendo nella sua scommessa. Qualche risultato è già arrivato, con una velocità media ieri e oggi leggermente superiore a quella del trio orientale, anche se Groupama sembra in grado di poter controllare il ritorno di Telefonica e Camper.

Il video di oggi:

Will Oxley, il navigatore di Camper, sorveglia i fondali nel passaggio tra le Salomone. Foto Hooper

Al momento la nuova “boa” si chiama Nuova Caledonia, che la flotta lascerà a sinistra per poi dirigere finalmente sulla Nuova Zelanda. L’evoluzione meteo a sud della grande isola francese appare complessa, con una previsione di molta bolina per le ultime 700 miglia fino a Cape Reinga, estremità settentrionale della’isola dei Maori. I due gruppi stanno convergendo, con una distanza laterale ridottasi oggi a 140 miglia. Groupama sta difendendo egregiamente il suo “interno” sulla Nuova Caledonia e potrà contare su qualche grado favorevole in più nell’andatura, con i notevoli aumenti di velocità relativa che i Volvo 70 sono capaci di esprimere non appena si passa dalla bolina stretta ad andature più larghe, anche di pochi gradi.

Tramonto tropicale visto da Abu Dhabi. Foto Dana

Al rilevamento delle 07UTC di oggi Groupama era a 1.415 miglia da Auckland, con 68 miglia di vantaggio su Puma, che lo segue in rotta per cui con poche chance di sorpasso. Il vero rivale sembra quindi Telefonica, a ovest, stamani a 109 miglia ma in realtà solo a 60-70 quando le rotte convergeranno definitivamente. Camper, che ovviamente sta spingendo al massimo per arrivare bene nella sua Auckland, è a 151 miglia. Azzam, il più penalizzato dal passaggio alle Salomone, è a 158. Sanya è a 243 miglia.

“Pensare che Telefónica è riuscita a uscire da una posizione non semplice, convertendo oltre 200 miglia di separazione sottovento in sole 50 miglia di distanza al traguardo, è una cosa impressionante e anche preoccupante” scriveva oggi l’MCM di PUMA Amory Ross. E il suo skipper Ken Read ha aggiunto: “Non riesco a ricordarmi una regata dove il risultato finale fosse così incerto, non so cosa succederà. E’ strano perché di solito abbiamo un’idea abbastanza chiara di come andranno le cose in questa lunga partita a scacchi.”

“Se si fa girare il programma per le prime tre barche, si nota che la prima è ancora bene avanti a 500 miglia dal traguardo”, ha scritto Yann Riou, Groupama, “Ma poi cade in una zona senza vento da dove non riesce a uscire, mentre i due inseguitori possono evitarla con calma e finire con un vantaggio di 11 ore. Naturalmente questa elaborazione, che ci ha fatto quasi ridere, non deve essere presa troppo sul serio. Era una situazione molto particolare che il sistema non riusciva a calcolare perché basata su dei Grib files (i file di previsione meteo) molto poco attendibili. Ma è una cosa che può dare un’idea di quello che potrebbe ancora succedere da qui alla fine della settimana.”

Ian Walker da bordo di Abu Dhabi ha dichiarato: “Il tempo è stato molto inusuale perché di solito si devono attraversare i Doldrum e questa volta non li abbiamo quasi visti, solo qualche temporale. Ci sono ancora molte cose che potrebbero succedere, è una sfida. Penso che tutti però abbiano cercato di fare la stessa cosa, solo che le barche a ovest non sono riuscite a portarsi a est. Non hanno avuto scelta, in un certo senso. Credo che siamo molto vicini a CAMPER e davanti a Sanya. Spero che la nostra posizione più orientale sia migliore, ma forse i leader rallenteranno un po’ e ci sarà una compressione nella flotta, vedremo.”

E Chris Nicholson skipper di CAMPER conferma: “Di certo stiamo combattendo con Abu Dhabi e per un certo verso anche con PUMA per andare a sud, ma abbiamo una grande separazione laterale. Per il momento essere a ovest sembra ok, ma la situazione cambia quasi ogni ora.” Nicholson spiega anche che il passaggio della Nuova Caledonia sarà un momento cruciale. “Il ridosso dell’isola sarà importante. Ieri siamo passati a 60 miglia di distanza da un’altra isola e potevamo sentirne l’effetto. E’ incredibile vedere come in questa parte del mondo le montagne abbiano un ruolo così importante. Quindi dovremo stare attenti e continuare il nostro viaggio a sud.” Nicholson ha detto che il suo team continua a tenere un approccio positivo per la parte finale della tappa. “Penso che ci siano buone opportunità per tutti i team, dal primo all’ultimo. Si sicuro non si può dare nulla per scontato al momento.”

Una possibilità di passare una delle barche di nuova generazione che potrebbe aprirsi, quindi, anche per Team Sanya. Un risultato che secondo lo skipper Mike Sanderson sarebbe una bella rivincita per il suo equipaggio, che si meriterebbe un premio per come ha navigato finora. “Credo ci siano molte chance. Dietro a noi c’è dell’aria leggera e tutta la flotta sta cercando di andare a sud per evitarla. Fino alle Salomone eravamo contenti di essere nel gruppo. Ovviamente Telefónica è troppo avanti, ma in rapporto a CAMPER e Abu Dhabi abbiamo ancora prestazioni simili e ne siamo contenti. I ragazzi hanno fatto un grande lavoro. Credo che ci meriteremmo di battere qualcuno in questa tappa, quindi spero che dalla Nuova Caledonia alla Nuova Zelanda ci sia qualche opportunità.”

www.volvooceanrace.com

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here