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Auckland, Nuova Zelanda- Groupama continua a navigare in modo irreprensibile in questa quarta tappa e, alle 7UTC di oggi, aveva portato a 138 le miglia di vantaggio su Puma e a 160 quelle su Telefonica. Proprio la lotta per il secondo posto tra Ken Read e Iker Martinez sembra a questo punto il motivo di maggior interesse per questa tappa. Franck Cammas ha solo il problema di mantenersi abbastanza a ovest per aggirare un’area di poco vento a nord della Nuova Zelanda e di dover bolinare non poco nell’approccio finale a North Cape, estremità settentrionale dell’isola dei Maori.

Groupama continua a guidare con autorità la quarta tappa della Volvo Ocean Race. Foto Riou

Il vantaggio e la posizione degli inseguitori, che alla fine si sono portati sulla scia dei francesi, sembrerebbe a questo punto rassicurante, anche se Cammas è l’ultimo a sentirsi tranquillo: “Non si può ancora dire che abbiamo imboccato l’autostrada per il traguardo”, ha detto lo skipper di Groupama, “Fra due giorni dovremo superare una transizione, con aria leggera. E poi ci saranno 400 miglia di bolina fino alla punta nord della Nuova Zelanda e da lì fino ad Auckland ci sarà un altro cambio che potrebbe dare alle barche dietro la possibilità di riavvicinarsi. Quindi purtroppo non possiamo ancora raccontare la fine della storia. Anche se abbiamo un bel margine di 100 miglia. Non ci sono grandi opzioni, la sola cosa certa è che i tempi delle transizioni non saranno gli stessi, le barche davanti e quelle dietro saranno posizionate in maniera differente rispetto ai sistemi meteo. Essendo davanti noi potremmo entrare in una zona di aria leggera mentre gli altri potrebbero riavvicinarsi. Dovremo cercare di usare al meglio il nostro vantaggio.”

Cammas ha anche fatto riferimento all’unico velista neozelandese a bordo dello scafo francese, Brad Marsh. “Brad spera di essere il primo kiwi ad arrivare in Nuova Zelanda! Spero che sarà accolto come un eroe nazionale, riceve un sacco di richieste di interviste dalla tv e dalla radio. Spero che l’arrivo sia un grande momento per lui.” E lo stesso Marsh ha dichiarato che sarebbe un “Un momento storico. Ma cerco di non pensarci troppo perché sono una persona che si emoziona facilmente”.

Camper, che di neozelandesi è pieno, spinge al massimo per migliorare un quarto posto che certo non soddisferebbe, ma è a 216 miglia da Groupama e a oltre 50 da Telefonica. Ancor peggio sta Abu Dhabi, quinto a 340 miglia dopo aver sofferto non poco per i ridossi della Nuova Caledonia. Sanya è sesto a 406 miglia.

Klevin Harrap, Puma: “Siamo entrati in una grossa nuvola, il vento è assente e siamo fermi. Non è bello. Restando nella parte orientale della flotta abbiamo avuto più nuvole, e non ci ha detto bene. Cerchiamo di passarle il meglio che possiamo, usando il radar e navigando intorno a quelle che riusciamo a vedere. Proprio adesso siamo nel mezzo di una brutta, sembra che cerchino noi e non gli altri. Non sappiamo, non capiamo cerchiamo solo di far camminare la barca e di andare verso una zona di cielo pulito. Prevediamo del vento fresco di bolina per i prossimi giorni, e stiamo cercando di capire come posizionarci in rapporto a Telefónica e CAMPER. Vedremo che succederà nelle prossime 24 ore, come evolverà la situazione.”

La stessa cattiva sorte è capitata anche ad Abu Dhabi, in quinta piazza, che ha passato un intero giorno a cercare di evitare delle zone di bonaccia sottovento alla Nuova Caledonia, malgrado il team si fosse tenuto ben distante dalle sue coste proprio per evitare questo problema. “Non sarebbe stata così dura se non avessimo adottato una strategia conservativa seguendo la rotta di Groupama e PUMA e tenendoci 100 miglia al largo dell’isola.” Ha detto uno sconsolato Ian Walker. “Loro sono passati senza inconvenienti e noi abbiamo perso almeno 100 miglia.” Walker ha anche dichiarato che questa battuta di arresto è ancor più dolorosa perché è avvenuta proprio dopo che Abu Dhabi aveva perso contatto con le tre barche di testa. Tuttavia con oltre 1.000 miglia al traguardo l’olimpionico britannico ha detto che ora il suo team è più che deciso a tenersi alle spalle Team Sanya e a provare un recupero su CAMPER prima della fine della tappa. “Non c’è tempo per le recriminazione, stiamo combattendo con Sanya e dobbiamo ancora cercare di riprendere CAMPER. Il vento sta aumentando e stiamo quasi facendo rotta su Auckland. Non va tutto male e cercheremo di arrivarci per il fine settimana.” Ha concluso Walker.

Il team che a saputo approfittare della situazione è stato quello di Telefónica, che ora naviga in seconda posizione e con la velocità migliore della flotta. Ma, come hanno dimostrato anche negli arrivi delle tappe precedenti, gli spagnoli restano guardinghi e concentrati sull’obiettivo, come ha confermato nel suo blog l’MCM Diego Fructuoso “Siamo ormai a qualche centinaia di miglia da Auckland e a dire il vero, sembra che la fine della tappa sarà interessante fino all’ultimo. Noi PUMA e CAMPER siamo molto vicini e non smetteremo di lottare per una buona posizione ad Auckland. Tutto può succedere nei prossimi due giorni.”

Auckland apre il Villaggio della Volvo Ocean Race

Nel frattempo Auckland si prepara ad accogliere la flotta. Domani 8 marzo sarà aperto il Villaggio della Volvo Ocean Race, che resterà aperto fino al 18 marzo con una lunga serie di eventi nella City of Sails che, avendo già ETNZL e Luna Rossa in preparazione alla Coppa America in porto, torna a essere la capitale mondiale della vela. Nel corso della conferenza stampa di oggi ad Auckland, il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad ha detto che per “la vela arrivare ad Auckland è come per un calciatore andare a giocare a Wembley”. Il giro del mondo arriva ad Auckland per l’ottava volta anche se mancava dall’edizione 2001-2002.

Knut Frostad durante la conferenza stampa. Foto Roman

www.volvooceanrace.com

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