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Auckland, Nuova Zelanda- Mentre pare ormai certa la vittoria di Groupama ad Auckland, si fa incandescente la battaglia a tre per il secondo posto. Dopo che ieri pomeriggio Puma era riuscito a incrociere davanti a Telefonica nella lunga e dura bolina verso Cape Reinga, l’estremità settentrionale della Nuova Zelanda, questa mattina alle 7UTC era Camper a trovarsi davanti ai due rivali. La sensazione è che la lotta a tre durerà, sul filo dei metri, fino ad Auckland. Puma e Telefonica stanno regatando a vista, separati lateralmente da circa 2,5 miglia. Camper è poco avanti. In tre, quindi, nell’arco di 4-5 miglia.

Franck Cammas sorride in un cambio di timone. Sta per arrivare la prima vittoria in questa Volvo Ocean Race. Foto Riou

In più le condizioni sono molto dure, con vento fino a 30 nodi e onde di 6 metri che stanno massacrando gli equipaggi. Groupama doppierà il Capo nel primo pomeriggio di oggi (ora italiana) per poi proseguire in bolina nelle ultime 170 miglia fino all’arrivo, dove si celebrerà la prima storica vittoria di un equipaggio francese nella nuova Volvo Ocean Race, per di più nella terra dei rivali neozelandesi (almeno nel rugby…) nonché capitale mondiale della vela, ovvero Auckland.

L’ETA di Groupama ad Auckland è intorno alle 10UTC di domani sabato 10 marzo.

Camper, che di Emirates Team New Zealand è l’anima oceanica, farà di tutto per arrivare almeno secondo a casa. Telefonica deve limitare i danni: un secondo posto la lascerebbe leader incontrastato della regata, un quarto limiterebbe a 13 i punti di vantaggio su Groupama, con metà giro del mondo ancora da disputare, ovvero Volvo Ocean Race completamente riaperta anche per le prestazioni sempre più consistenti di Franck Cammas e del suo equipaggio. Puma, da parte sua, deve assolutamente fnore sul podio per crederci ancora.

Telefonica durante la bolina di questa mattina. Foto Muiña

“Siamo così vicini che può accadere ancora tutto”, ha detto il mediaman di Telefonica Diego Fructuoso, “per il momento abbiamo visto Puma incrociarci davanti e virare. E’ la prima barca che vediamo dopo molto tempo. Speriamo di vederli dietro tra un po’…”.

Tempo duro in queste ore, Qui Sanya. Foto Soriano

Indietro un’altra lotta, tra Abu Dhabi e Sanya, per la quinta piazza. I due sono seprati da un miglio, a 210 dal leader.

Al rilevamento delle 7UTC, Groupama era a 271 miglia dall’arrivo, con 141 miglia su Camper, 155 su Puma e 162 su Telefonica. Ai rilevamenti successivi (sul tracker c’è l’aggiornamento ogni minuto).

La barca pesta violentemente sulle onde, ricorda quello che è successo nel mar cinese meridionale.” Ha spiegato Yann Riou da bordo di Groupama. A fargli eco le parole del timoniere Charles Caudrelier, registrate nel corso di un collegamento audio con Alicante. “C’è stanchezza e tensione, ovviamente, per cercare di non rompere e di non perdere la regata proprio adesso. Dobbiamo passare la punta, di cui non so molto, ma Franck (Cammas) e Jean-Luc (Nèlias) hanno detto che è simile a quello che in Bretagna di chiama “raz”, cioè un posto dove c’è un sacco di corrente e molta onda per diverse ore. Dovremo passare senza fare danni.” Chiaramente la prima posizione motiva molto gli uomini di Groupama. “C’è dell’euforia a bordo! Siamo abbastanza avanti e abbiamo fatto una bella regata. C’è sempre un po’ di paura di perdere all’ultimo momento ma è normale. L’euforia per l’arrivo ci dà molta carica.” E, a bordo della barca francese c’è un velista che è particolarmente e giustamente euforico, l’unico Kiwi Brad Marsh. “Brad è felicissimo. Era il suo sogno arrivare a casa prima degli altri, sarà una bella rivincita per lui. Sarà la sua e la nostra prima vittoria e non vediamo l’ora di arrivare. Però finchè non tagliamo quella dannata linea, tutto è possibile.” Ha concluso Caudrelier.

“Ci siamo posizionati sottovento agli altri” Ha detto questa mattina lo skipper australiano di Camper Chris Nicholson. “Ora si tratta di continuare a spingere e poi vedremo cosa fare.”

Ken Read, Puma: “Tutto il giorno abbiamo avuto onde di sei/otto metri, cattive. Ci siamo guardati un po’ di volte e ci siamo chiesti cosa abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo. Un temporale dietro l’altro, vento, pioggia, onde brutte. E’ stato un giorno importante, abbiamo preso una decisione difficile perché prima di tutto avevamo una decina di miglia di vantaggio su Telefónica quando sono venuti qui e CAMPER non era molto dietro a loro. Abbiamo sperato che restassero insieme, ma non lo hanno fatto e quindi anche noi abbiamo dovuto scegliere. Abbiamo scelto la sinistra, e per il momento ci va bene, in termini di approccio al capo. Una volta che ci avvicineremo all’isola ci saranno altri problemi. Se il tempo si comporterà in modo strano lungo la costa della Nuova Zelanda, penso che ogni scommessa sarebbe inutile. E’ stata una tappa dura, non mi soprenderei se ci ritrovassimo tutti insieme sul traguardo.”

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