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Venezia- La Coppa America ha un suo fascino inattaccabile. Inutile negarlo, anche in tempi di rinnovamenti estremi, il solo evocarla smuove interessi e passioni. Chi la detiene fa le regole, se queste non piacciono si cerca di vincerla in casa del detentore per poi cambiarle. Così è stato da sempre e così sarà anque questa volta. L’interesse in Italia sta crescendo rapidamente, grazie anche alla campagna di Luna Rossa che sembra stia procedendo bene e alle ormai imminenti AC World Series di Napoli (7-15 aprile) e Venezia (12-20 maggio). Alla Coppa vera e propria, nell’estate 2013 a San Francisco, arriveranno pare solo in quattro, ma saranno team poderosi, con acerrime rivalità e a bordo di fantascientifici catamarani con ali rigide. Nessuno li ha mai visti navigare, semplicemente perché il primo di loro lo farà nel prossimo luglio e tutti si domandano se riuscirà a restare intero alla prima puggiata in boa… o se l’ala esploderà per la potenza ipotizzabile. Una sfida mai vista, che neanche gli iperveloci AC45 che vedremo a Napoli e Venezia sono in grado di anticipare.

Un momento della serata alla Compagnia della Vela di Venezia. Foto CDV-Baldi Guarinoni

Ed è proprio Venezia, in queste settimane, a darsi da fare per tenere vivo l’interesse sull’evento. La Compagnia della Vela presieduta dal sindaco Giorgio Orsoni sta, infatti proseguendo con le sue serate di avvicinamento alle ACWS. Anche sabato sera, per il secondo appuntamento del ciclo di conferenze “Aspettando la Coppa America. Barche, storie, protagonisti”, la sala era gremita e il pubblico attento.

Il video della serata:

Per noi c’eea il nostro collaboratore Beppe Giannini, che ci ha inviato queste note:

Veramente molto bene organizzato, 300 persone hanno fatto il tutto esaurito nella bella sede sull’isola di San Giorgio. A quanto dicono, realmente il fee di ACEA (€4M a evento) è coperto per intero da sponsor privati. Qualche dubbio sull’operato di ACEA.
Una lunga chiacchierata con Vincent Lauriot Prévost (dello studio VPLP). È dispiaciuto perché il loro “shared design”  dell’AC72 era venuto proprio bene, adesso l’ultima speranza pare siano i Peyron.
A livello di dettagli tecnici, hanno previsto tutto l’equipaggio sugli scafi (rispetto all’ipotesi con almeno il grinder al centro) nonostante la passeggiata di 14 metri ogni 2 minuti, per non perdere momento raddrizzante. Hanno valutato il falso scafo centrale, al posto del bompresso anti-ingavonamento, ma non mi ha voluto dire se alla fine l’hanno adottato o no.

La serata era tutta dedicata all’evoluzione delle tecniche di costruzione degli scafi di Coppa America poteva far storcere il naso a più di qualcuno, tenendolo lontano dalla suggestiva location di S. Giorgio per paura di una “lezione” tutta numeri e diagrammi. Nulla di più lontano dalla volontà degli organizzatori, che si sono affidati a Sebastiano Morassutti, profondo conoscitore del mondo della nautica, per creare un evento certo di approfondimento, ma molto divulgativo, che si è snodato dall’analisi delle prime golette che si sfidarono per l’ambito trofeo, fino a giungere alla scoperta degli avveniristici multiscafi d’oggi.

L’introduzione è stata lasciata a Claudio Maletto, architetto navale, progettista dei monoscafi Il Moro di Venezia e Luna Rossa. E’ stato lui a illustrare l’impressionante evoluzione subita dalle regole e di conseguenza dalle imbarcazioni di classe America’s Cup, puntualizzando come la spettacolarità sarà di sicuro la cifra caratteristica della 34a sfida.

Rimanendo in tema di sfide impressionanti, Silvio Arrivabene, responsabile della costruzione e della programmazione tecnica del catamarano svizzero Alinghi, ha raccontato l’incredibile vicenda del trasporto della barca sopra le Alpi, corredando il tutto con una serie di immagini di grande impatto.

I progettisti Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prevost hanno invece puntato l’attenzione sulle idee che li hanno portati alla costruzione di USA 17, il trimarano BMW ORACLE vincitore della 33a edizione della Coppa America a Valencia. Tante domande dal pubblico hanno suscitato le possibilità d’uso dell’ala rigida, dell’albero alare e dei nuovi materiali che sono stati utilizzati, spostando l’asticella della tecnologia ancora un passo più avanti rispetto alle edizioni precedenti.

Il prossimo appuntamento alla Compagnia della Vela è fissato per lunedì 16 aprile alle ore 18 per festeggiare i 20 anni dal successo alla Louis Vuitton Cup del Moro di Venezia. La conferenza intitolata “Il sogno del Moro” avrà come ospiti Paul Cayard, German Frers, Fernando Sena e Carlo Borlenghi.

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