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Palma di Maiorca, Spagna- Diego Negri, azzurro nella classe Star, fa il punto sulla sua preparazione in vista del Mondiale di Hyeres, appuntamento fondamentale per lui e il prodiere Enrico Voltolini (seguiti dal tecnico Valentin Mankin) in vista della qualificazione olimpica sfuggita a Perth. Questo il suo comunicato stampa, con un’intervista:

Diego Negri ed Enrico Voltolini in allenamento con la Star. Foto Valentin Mankin

“Mancano ormai pochi giorni all’inizio della primavera e si appresta a ricominciare anche in Mediterraneo il ricco calendario di prestigiose regate riservate alle classi olimpiche: a ogni stagione si dimostrano prove sempre molto importanti ma, quest’anno, in vista dei Summer Olympic Games, si annunciano ancora più combattute e strategicamente fondamentali per tutti gli equipaggi che avranno l’onore di rappresentare le proprie nazioni.

Non mancano naturalmente all’appello Diego Negri ed Enrico Voltolini, staristi liguri delle Fiamme Gialle, i quali nel loro percorso di selezione per le Olimpiadi di Londra 2012 saranno impegnati dal 19 al 25 marzo in allenamenti sul campo di Palma de Mallorca, lo stesso dove una settimana più tardi prenderanno parte alle 43ma edizione del Trofeo S.A.R. Princesa Sofia.
A poche ore dall’inizio di questa nuova fase, ecco il bilancio di Diego Negri dell’inverno appena trascorso.

Tre mesi fa tornavate da Perth. Qual è la tua analisi alla luce dei risultati non coerenti con quelli dell’intero 2011?

Il bilancio del mondiale è stato purtroppo negativo. Tuttavia quando al rientro dall’Australia abbiamo ripreso in mano la situazione, dalle analisi a sangue freddo è venuto fuori che il risultato negativo derivava da un insieme di cause. Non tutte di immediata comprensione: solo la settimana scorsa, infatti, abbiamo avuto coscienza di un fatto molto importante: analizzando con attenzione le vele, è emerso con grande probabilità che quelle che abbiamo ricevuto in Australia, le quali dovevano essere dello stesso modello e tessuto e con le stesse caratteristiche di quelle usate in precedenza, in realtà non erano affatto simili. Anche se non è stata la ragione principale del calo di prestazioni, è assai probabile che parte delle nostre difficoltà derivassero da questa cosa.
A ben vedere, eravamo comunque affaticati da tutta la stagione, che era iniziata molto presto con le prime regate dello scorso marzo, dopo le quali non abbiamo mai mollato.

Certo è che siamo arrivati in Australia primi in ranking list mondiale, mentre siamo tornati a casa senza un passo olimpico. Non ce lo aspettavamo, ma è meglio che questo tipo di inconveniente sia accaduto lontano da eventi veramente cruciali.

Come avete lavorato dopo il mondiale?

Durante gli scorsi mesi abbiamo avuto tempo e modo di riprenderci dalla batosta segnando un buon ritmo negli allenamenti a Loano, la sede che la Federazione ha identificato come nostro quartier generale. Lì abbiamo trovato condizioni ottime, a parte il freddissimo febbraio che ha colpito un po’ tutta l’Europa: in pratica abbiamo visto dei cieli primaverili sia a gennaio che a marzo, meno belli invece a febbraio. E abbiamo trovato ogni tipo di condizione di vento: medio, leggero e anche molto molto forte. Così intenso che, pubblicando solo pochi giorni fa alcune clip su Youtube di una grandiosa planata e di un’impegnativa bolina, abbiamo avuto un grande riscontro nel pubblico con parecchie migliaia di contatti.
L’inverno che si avvia a concludere è stato anche fondamentale per portare avanti il nostro lavoro sui materiali, e soprattutto la preparazione fisica e tecnica, mentre ora è arrivato il momento di incrociare le armi con gli altri concorrenti.

A tal proposito, per tutta la terza settimana di marzo saremo perciò impegnati in un allenamento collegiale a Palma di Maiorca, dove ci confronteremo con il polacco Kusznierewicz e il tedesco Staniek, il quale era con noi sino a pochi giorni fa.

Che obiettivi vi date per questa training session?

Lo scopo principale della trasferta è sicuramente quello di verificare i risultati ottenuti in questi mesi invernali. Domenica prossima torneremo poi brevemente a casa e dopo pochi giorni saliremo di nuovo sull’aereo per Palma allo scopo di andare a disputare il Trofeo Princesa Sofia, una regata con la quale ogni anno iniziamo la stagione mediterranea, ideale anche perché troviamo sempre condizioni meteorologiche molto favorevoli.

E come proseguirà il percorso di avvicinamento alle selezioni olimpiche?

In seguito alla parentesi spagnola, ci aspetterà molto presto una prima verifica importante in occasione del Campionato Europeo, che si svolgerà a Sanremo, praticamente a casa nostra, dal 12 al 19 aprile: siamo i campioni in carica e naturalmente parteciperemo per difendere il titolo. Sanremo fra l’altro è una località alla quale sono molto affezionato perché, sin da quando ero un bambino, è stata per me sede di regate, di avvenimenti, di allenamenti.

Subito dopo la prova ligure ci sarà solo una settimana di recupero e poi prenderà il via il Campionato del Mondo, che sarà il nostro giro di boa perché è proprio lì che dobbiamo assolutamente conquistare il ritmo giusto per il grande evento. Non siamo particolarmente preoccupati a riguardo, però veniamo da una deludente trasferta australiana, quindi speriamo che le cose vadano bene a Hyeres. Dopodichè inizieremo una preparazione specifica in Inghilterra.

Se tutto andrà bene infatti già dalla fine di maggio saremo impegnati in varie sessioni di allenamento, mentre a giugno ci sarà la “Sail for Gold”, una regata di avvicinamento proprio sul campo di gara ufficiale dei Giochi. Al termine, prenderemo parte a vari test collegiali insieme alla squadra olimpica che si svolgeranno fino al 15 di luglio e successivamente anche a ridosso della cerimonia di apertura.

Riguardo l’imbarcazione definitiva ci sono ancora aspetti in via di definizione o c’è già qualcosa da poter svelare?

In realtà ci eravamo ripromessi di provare la celeberrima barca americana, anche a seguito di questa analisi dei risultati: e infatti ci sarebbe stata l’opportunità di utilizzare la barca di un nostro amico, Lucio Boggi, che l’avrebbe messa a nostra disposizione. Purtroppo ci sono stati degli inconvenienti con la dogana, così l’arrivo della barca in Italia è stato un po’ ritardato: di conseguenza abbiamo preferito continuare il nostro lavoro come era previsto sin dall’inizio. C’è ancora modo eventualmente per provare questa imbarcazione, ma nel frattempo abbiamo portato avanti i nostri materiali, nei quali crediamo molto, e sono convinto che non avremmo degli svantaggi.

Spendiamo qualche parola anche per Enrico Voltolini

Quello di Enrico, vedendolo dal di fuori, è stato un periodo un po’ difficile. Da un lato è stato catapultato in questo mondo di grande impegno e concentrazione: ma devo dire che ha reagito molto bene sia fisicamente che psicologicamente, perché comunque è insieme a lui che abbiamo raggiunto questi grandissimi traguardi nella stagione 2011.

Allo stesso modo credo che, a differenza mia, gli sia caduto il mondo addosso a Perth, perché in realtà ha avuto più difficoltà di quelle che potevo avere io nel capire quali siano state le cause di questa nostra debacle mondiale.

Lui ha molta meno esperienza, quindi si è trovato un po’ travolto da questa situazione. Quello che conta, comunque, è che la reazione, anche da parte sua, sia stata forte: l’ho visto molto concentrato questo inverno, molto determinato e spero che, insieme al mio sacrificio, anche il suo possa aiutarci a tornare ai livelli dello scorso anno.

3 COMMENTS

  1. Coraggio ragazzi!
    Con il tempo, il lavoro e la pazienza il gelso si trasforma in seta.
    L’Italia ha sete di riscossa e voi siete una delle nostre eccellenze!

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