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Capo Horn, Cile- Il piano di emergenza di Telefonica è scattato per ridurre al minimo il ritardo causato dalla necessaria riparazione alla prua danneggiata nel Southern Oceam. mentre Groupama continua a volare verso Capo Horn, a più di 22 nodi di media nelle ultime ore, inseguita da Puma a una cinquantina di miglia, la priorità per Telefonica è quella di ridurre al minimo il ritardo per non lasciarsi sfuggire quel terzo posto di tappa che, stando così le cose, la lascerebbe ancora in testa alla Volvo Ocean Race dopo cinque tappe. Abbiamo saputo questa mattina che Stefano Beltrando di QI Composites sta volando verso Capo Horn per l’intervento su Telefonica. La grandezza di questa regata è testimoniata anche da queste difficoltà logistiche. Volo da Malpensa a Buenos Aires, poi a Ushuaia e da lì da qualche parte presso Capo Horn.

Telefonica ai 55° Sud. Foto Fructuoso

Telefonica si trova oggi a 1.100 miglia da Capo Horn, dove alle attuali medie dovrebbe quindi giungere tra tre giorni. Il capo dello shore team Horacio Carabelli sta decidendo dove effettuare l’intervento. L’Arcipelago delle Wollanston, dove si trova Capo Horn, ha un paio di ottimi ridossi, il più noto dei quali è Caleta Martial, solitamente ben ridossata e dove si trova anche una boa fissa dell’Armada del Cile. In alternativa vi è Puerto Toro, villaggio di pescatori di Centolla (il prelibato granchione locale) sulla costa orientale dell’isola di Navarino. Ushuaia è ben collegata ma presuppone anche una deviazione notevole, con il rischio di venire superati da Abu Dhabi. Per cui vedremo dove Carabelli deciderà di dirigere Telefonica.

Stefano Beltrando volerà poi a Puerto Montt, in Cile, per analogo intervento su Camper. Beltrando ci terrà informati nei prossimi giorni sui dettagli di queste operazioni.

Groupama in piena velocità verso l'Horn. Foto Riou

Groupama, intanto, è scesa fino a 58° 13′ Sud dove ha strambato per dirigere verso Capo Horn, distante alle 13UTC di oggi 760 miglia. Alle attuali medie di 22-23 nodi, Franck Cammas e compagni dovrebbero doppiare l’Horn nella tarda serata di giovedì. Puma è sceso ancora più a sud fino a sfiorare i 59° Sud per poi strambare e dirigere verso il Capo sperando di trovare un po’ più di vento… (come se già non ce ne fosse abbastanza…).

Poi è stato il turno di Telefónica, che ha strambato più a nord e malgrado i noti problemi tecnici continua ad avanzare a buona velocità. I due leader hanno quindi messo la prua in direzione nord-ovest e navigano con venti intorno ai 30 nodi con raffiche a 40, fra onde superiori ai tre metri di altezza e un freddo intenso, l’acqua di mare ad appena 5°C.

Al rilevamento delle ore 15, quando entrambi hanno passato la barriera delle 3.000 miglia al traguardo brasiliano Groupama è riuscito a recuperare di nuovo terreno sugli inseguitori di PUMA, distaccati di 50,2 miglia. Thomas Coville, timoniere della barca francese ha raccontato che il morale a bordo è buono. “Di certo è molto motivante sapere di essere davanti, ma fin dalla partenza abbiamo cercato di essere umili al riguardo. Navighiamo sulla nostra rotta e al nostro ritmo, seguendo le nostre sensazioni. Ovviamente teniamo d’occhio PUMA e gli altri, ma abbiamo basato la regata su noi stressi, cercando di non metterci addosso troppa pressione per il fatto di essere in testa. Una rottura può succedere in fretta, e non è facile trovare un equilibrio.” Coville, come Franck Cammas ha una notevole esperienza di navigazione in queste zone, sia in solitario che in equipaggio ma dice che: “Cerco di non fare confronti fra una regata e l’altra perché la situazione è sempre diversa, sono stato in questi posti da solo, in equipaggio, con un multiscafo con un monoscafo, questo è il bello della vela, si può navigare in condizioni molto diverse e con livelli di impegno differenti. Devo ammettere però che avere la possibilità di andare sottocoperta, dormire o parlare al telefono senza l’ansia di lasciare la barche nelle mani del pilota automatico è bello. L’ansia di poter rompere adesso è molto meno intensa. D’altra parte però l’impegno fisico è molto più grande di quanto abbia mai provato, si è molto più esposti e vivere insieme ad altre dieci persone è più dura.”

Il video di oggi:

Amory Ross a bordo di PUMA racconta invece di come il processo di adattamento riprenda ogni volta che la barca cambia bordo o rotta. “E’ incredibile come ci si debba acclimatare. Dopo aver passato così tanto tempo mure a dritta, il fisico si abitua a vivere così, con 28 gradi di sbandamento, la spalla destra verso fuori quando dormi, il piede destro più alto del sinistro per camminare verso prua e il contrario verso poppa. Sai dove sono le cose e inconsciamente ti muovi con sicurezza. Ma quando si vira o si stramba è un po’ come imparare a camminare di nuovo, tutto è al contrario di come l’avevi memorizzato, e tenti di prendere degli oggetti che non sono più lì. E’ una lotta per rimettersi in sincronia, specialmente quando stai volando giù dalle onde a 32 nodi, come ora.”

Guardate a questo link l’ultimo video feed da Puma, con la strambata in piena notte e i rumori assordanti all’interno della barca che vola a più di 20 nodi:

http://new.livestream.com/pumaoceanracing/leg5/videos/391710

Abu Dhabi ha finalmente iniziato a macinare miglia nei Quaranta Ruggenti: “Abbiamo cambiato marcia, in ogni senso. Gli ultimi due giorni abbiamo spostato tutto il materiale a poppa, per cercare di andare il più veloci possibile,e ora che il vento è oltre i 25 nodi con raffiche a 30, sembra di scalare marcia su una Aston Martin. La barca è a posto e l’equipaggio anche, i novellini hanno voglia di passare Capo Horn, magari con la luce del giorno e tutti lavoriamo duro per riavvicinarci. I bollettini delle posizioni sono buoni e stiamo guadagnato, attenti arriviamo…”

A Tauranga in Nuova Zelanda, intanto Team Sanya è al lavoro per gli ultimi preparativi per poter partire domani via nave verso gli Stati Uniti.

Una gallery da brividi dai Cinquanta Urlanti:

In cerca di riparo su Groupama. Foto Riou
Solo gli albatross fanno compagnia a Puma. Foto Ross

 

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