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Horta, Azzorre- La nostra crociera alle Azzorre è proseguita tra i delfini, nel senso che non è passato minuto che i simpatici cetacei non ci abbiano fatto compagnia. Il whale watching, ovvero l’avvistamento delle balene e dei delfini stessi (golfinhos in portoghese), è oggi una delle industrie più fiorenti dell’Arcipelago, in particolare di Pico, l’isola più grande del gruppo centrale. Meglio così per i cetacei, visto che appena qualche decennio fa, come si spiega Joao Portela di Sail Azores, il mare davanti a Sao Roque do Pico diventava rosso per il sangue delle balene che venivano trascinate a terra per essere subito lavorate bel locale stabilimento, oggi trasformato in museo. “Gli squali arrivavano fino a riva per mangiare ciò che restava delle balene e lo spettacolo era tremendo, eppure questa per almeno due secoli era l’attività principale delle Azzorre”.

Sao Miguel, vista aerea della laguna. Foto Tognozzi

Queste isole verdissime, e ci credo visto che in inverno e primavera, prima che il classico anticiclone si stabilizzi, piove almeno una volta al giorno, sono una scoperta continua. Grandi abbastanza da riservare molti spunti d’interesse e un interno assai composito tra vulcani, pascoli e piccole villaggi dall’architettura tipicamente portoghese. Piccole quanto basta per mantenere quell’insularità che tanto piace al navigante atlantico. Come ogni isola che si rispetti, poi, non mancano le rivalità locali, tra Faial e Pico, tra questa e Terceira, tra Sao Jorge e Graciosa, tra tutte e Sao Miguel, la più grande e abitata posizionata più a est.

Un delfino gioca con la prua del Dufour 375 Grand Large di Sail Azores in arrivo a Sao Jorge. Foto Tognozzi

Dopo aver lasciato Velas a Sao Jorge abbiamo proseguito nel canale tra questa e Pico, con vento di bolina e corrente contraria, scoprendo angoli davvero invitanti come Calheta, Prainha, Calheta de Nesquim, Piedade fino ad arrivare a Lajes do Pico e al suo piccolo marina. Anche qui, manco a dirlo, wi fi efficiente e gratuito. L’ingresso è difficile e assolutamente da evitare di notte. Una volta dentro, però, lo scenario è splendido, con il villaggio più antico di Pico già in attività per la stagione imminente.

La costa sud di Picos con vista su Lajes. Foto Pedro Airis

Torniamo poi a navigare di nuovo verso Horta, con una splendida bolina con 20 nodi di vento e sole. Il vulcano stavolta scorre sulla dritta mentre i delfini ci circondano da tutte le parti. A sera siamo a Faial, pronti per goderci il celebre gin tonic e un bel bife al Peter’s Bar Sport, celeberrimo punto di ritrovo dei naviganti atlantici. L’attuale proprietario, terza generazione dei gestori, ci fa da guida nel suo museo delle opere dipinte nei denti di balena, situato proprio sopra il bar.
Di tutto questo parleremo nel dettaglio nel nostro reportage su FareVela di maggio, con i dettagli utili per navigare quassù, nel bel mezzo dell’Atlantico, con le barche in charter di SailAzores.

Ecco il video del nostro viaggio alle Azzorre:

 

 

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