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Itajaì, Brasile- Si deciderà probabilmente in volata questa lunga, dura e controversa quinta tappa della Volvo Ocean Race. Telefonica, che è rimasta più al largo rispetto a Puma, è riuscita a navigare per tutta la giornata di giovedì a una velocità decisamente maggiore di quella del Volvo 70 americano. Iker Martinez ha portato la sua barca a punte di 24-25 nodi con il risultato che alle 23:10 UTC il vantaggio di Ken Read si era ridotto a 18,3 miglia con Telefonica sempre più veloce di un paio di nodi. 244 le miglia ancora da percorrere fino all’arrivo a Itajaì, che ha aperto ieri il Villaggio della regata. L’arrivo è previsto per il pomeriggio-serata di venerdì.

Telefonica insegue Puma. Foto Fructuoso

A Punta del Este, intanto, Groupama sta armando il suo armo di fortuna con cui proseguirà la regata per conquistare il terzo posto e 20 punti necessari alla sua classifica.

Così Franck Cammas: “Stiamo ancora pensando a che opzione scegliere per l’armo di fortuna. Potremmo usare la parte più corta e riuscire a ripartire già questo pomeriggio oppure quella più lunga, per avere una superficie velica più ampia, ma in quel caso dovremmo partire almeno 20 ore dopo. Sarebbe fantastico poter partire stasera, ma non credo sarà possibile. Sono preoccupato perché con questo ritardo potremmo essere troppo lenti e incappare in un vento diverso, che potrebbe costringerci a un altro stop. Non pensiamo di usare l’albero di rispetto. Le condizioni sembrano buone per il prossimi tre giorni, ma poi cambieranno, con l’armo di fortuna potremmo navigare a una velocità di 8 nodi in poppa, ma di bolina saremmo molto lenti, e le cose si complicherebbero.”

Groupama a Punta del Este, prepara l'armo di fortuna con cui arrivare a Itajaì

Il video

Dall’altra parte delle Ande, a Puerto Montt, si trovano Camper e Abu Dhabi. Così ci aggiorna sulla reale situazione Stefano Beltrando di QI Composites, in loco per monitorare le strutture dei due Volvo 70.

Camper “Danni a una paratia e due longitudinali a prua. Lavoro complesso perché richiede più cicli di cottura e l’inserimento di pezzi prefabbricati in Nuova Zelanda. Neil Cox sta facendo un ottimo lavoro. Sono stati spediti qui due container officina e sei boatbuilder. Stanno lavorando 24 ore su 24. Fine dei lavori prevista per venerdì notte dopo di che Camper riprenderà il mare per doppiare Capo Horn e concludere la tappa”.

Abu Dhabi “C’è stato un core crack (rottura dell’anima tra le due pelli di carbonio) per 3,5 metri di lunghezza sul fianco sinistro e basta. Il resto è OK. Non si sono fidati ad andare a Capo Horn a riparare perché avevano pauda di affondare. Cosa peraltro possibile nel momento in cui la flessione del pannello arriva al punto di fratturare le pelli. La riparazione non è difficile ma è tirata con i tempi perché la partenza della nave è stata posticipata a sabato causa meteo”.

 

La dichiarazione di Frostad

Ieri sera, dopo il disalberamento di Groupama, il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad si è sentito in dovere di emettere un comunicato stampa formale in cui analizza una situazione di avsrie e rotture che sta penalizzando l’immagine del giro del mondo. Eccolo:

“E’ troppo presto per trarre delle conclusioni esatte sulle cause di quanto accaduto ma siamo ovviamente molto preoccupati di vedere così tanti incidenti tecnici alle barche in questa tappa e nella regata in generale.”

“E’ importante che non si salti a conclusioni sui motivi che hanno portato a questi incidenti. Alcuni sono chiaramente non in relazione gli uni con gli altri. Tuttavia, prenderemo in considerazione i problemi in fase di definizione delle regole e della tecnologia per il futuro.”

“Abbiamo già lavorato molto, discusso con i team, i progettisti e tutti coloro che sono coinvolti nell’evento riguardo le barche e le regole che utilizzeremo in futuro, e pensiamo di poter annunciare una decisione prima della fine di questa edizione della regata. Per il momento, la nostra attenzione è focalizzata sulla sicurezza dei velisti. Stiamo facendo tutto il possibile per aiutare Groupama, e gli altri team che sono stati costretti a sospendere o a ritirarsi, perché possano rientrare in regata il prima possibile.”

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