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Giglio Porto- Sarà la Titan Salvage (satellite di Crowley Group) di Pompano Beach in Florida, in collaborazione con la società ravennate Micoperi Marine Contractors, a rimuovere il relitto della Costa Concordia dalle acque di Punta Gabbianara, a Giglio Porto. L’ufficializzazione dell’operazione, valutata 300 miliodi di dollari e a totale carico di Costa Crociere, prevede la rimozione del relitto intero, dopo che lo stesso sarà stato “raddrizzato” con un sistema di tiranti operanti su una superficie artificiale appositamente costruita, e il suo rimorchio via mare verso il porto di smaltimento, con il bacino di Palermo maggior candidato al momento. Il progetto è stato scelto da un comitato tecnico composto da Costa Crociere, Carnival e London Offshore Consultants e Standard P&I.

Il relito della Costa Concordia sarà raddrizzato e rimosso intero con un sistema di trazione appoggiato su una superficie artificiale appositamente costruita sul fondale. Foto Carlo Borlenghi

Da segnalare come al progetto della ravennate Micoperi Marine abbia collaborato anche l’ingegner Giovanni Ceccarelli, notissimo nell’ambiente velico per lo Studio Ceccarelli Yacht Design da cui è nato anche uno dei progetti di Mascalzone Latino e +39 nella Coppa America 2003 e 2007.

Nei giorni scorsi proprio l’opera di smantellamento del relitto era stata oggetto di interventi del governatore della Toscana Enrico Rossi, che aveva appoggiato la candidatura del bacino più vicino, quello di Livorno. La Costa Concordia, invece, sembra destinata, una volta raddrizzata, a dirigere verso Palermo.

“Prendiamo atto dell’assegnazione della gara”, ha detto il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, “A noi interessa che il progetto preveda la rimozione della nave intera, con il minor impatto ambientale possibile e nel rispetto della portualità e dell’economia isolana”.

Ieri all’Isola del Giglio si è svolto l’incontro in cui il Commissario Governativo Gabrielli, l’A.D. Costa Crociere Foschi e l’Ammiraglio Tortora hanno fornito ai cittadini isolani le prime informazioni sul progetto di rimozione del relitto di Costa Concordia presentato dal Consorzio italo-americano Micoperi-Titan.

Un momento dell'incontro di ieri al Giglio. Foto Modesti/GiglioNews

“Abbiamo scelto questo progetto perché più solido e serio nel metodo rispetto ad altri”, ha detto Foschi ai giornalisti, “benché la rimozione della Concordia finisca per costarci oltre 300 milioni”.

 

I dettagli tecnici dell’operazione

L’inizio dei lavori è previsto in giugno e la rimozione definitiva è prevista per gennaio-febbraio 2013. Seguirà la pulizia del fondale e la rimozione delle strutture artificiali appositamente costruite. Ma come avverrà di fatto la rimozione? Ne dà una descrizione l’informato sito www.giglionews.it che ha sempre seguito nel dettaglio la vicenda:

“Il progetto prevede una palificazione in cemento armato a pelo d’acqua (o che comunque emergerà in maniera minima) tra la nave e la terraferma che servirà a garantire la stabilità e l’ancoraggio della nave. Questo sarà il primo intervento in termini temporali che verrà iniziato non appena installato il cantiere.

Poi si procederà all’installazione di un falso fondale sul lato sinistro tramite piattaforme subacquee rimovibili che poggeranno su pali in acciaio e che costituiranno la futura base di appoggio del relitto.

Successivamente o contemporaneamente alla creazione delle piattaforme verranno installati dei cassoni metallici sull’intera fiancata sinistra della nave che verranno poi fissati tramite martinetti idraulici alle piattaforme subacquee. Tramite i martinetti si potrà ruotare la nave attraverso spostamenti progressivi e millimetrici. I cassoni al contempo saranno la struttura che garantirà la galleggiabilità a prescindere dunque dalle condizioni dello scafo.

Una volta raddrizzata la nave si procederà all’installazione dello stesso tipo di cassoni galleggianti sulla fiancata di dritta. Posizionata dunque l’intera struttura di galleggiabilità esterna si potrà rimorchiare lo scafo al porto di destinazione”.

Titan Salvage è una società della Florida specializzata in recuperi marittimi in tutto il mondo. Il personale impiegato al Giglio sarà tra le 50 e le 100 persone.

Ne parla diffusamente anche Il Tirreno di oggi, specificando i dettagli tecnici della rimozione e insistendo sul fatto che la Toscana (Carrara, Livorno e Piombino) debba poter partecipare alle fasi di recupero.

“La nave sarà stabilizzata entro agosto e tra novembre e gennaio dovrebbe tornare a galleggiare, per poi essere lentamente portata lontano dall’Isola del Giglio. Vale a dire che, volendo, ci sarebbe il tempo per sistemare le cose in Toscana, a partire dalla base logistica a Piombino e dal bacino di carenaggio di Livorno”. La prima scelta di Palermo deriverebbe proprio dal pescaggio enorme (stimati 18,5 metri) della nave aiutata dai “salvagenti artificiali appositamente costruiti” che si avrebbe alla fine del progetto Titan-Micoperi.

 

Il comunicato di Costa Crociere

Questo il comunicato stampa con cui Costa Crociere ha ufficializzato la fine della gara:

“Costa Crociere e la struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Costa Concordia, informano che la gara d’appalto per la rimozione del relitto della nave dall’isola del Giglio è stata vinta dalla società Titan Salvage, in collaborazione con la società italiana Micoperi. I lavori, soggetti ancora all’approvazione finale da parte delle Autorità italiane, inizieranno a maggio 2012, con una durata precauzionalmente stimata in circa 12 mesi.

Titan Salvage è una società statunitense, appartenente al gruppo Crowley Group, leader mondiale nel settore del recupero di relitti. Micoperi è una società italiana specializzata, che vanta una lunga esperienza nella costruzione e ingegneria subacquea.

La protezione dell’ambiente avrà la massima priorità nel corso di tutta la durata delle operazioni. Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina.

Il piano prevede anche misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’isola del Giglio. La presenza del personale che lavorerà alle operazioni di rimozione non avrà conseguenze significative sulla ricettività estiva dell’isola. La base operativa sarà fuori dall’isola, nei pressi di Civitavecchia, dove verranno raccolte apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio.

Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano. Ogni altra decisione successiva riguardante il relitto sarà presa nel rispetto di quanto richiesto dalle Autorità italiane.

Il piano è stato scelto da un comitato tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I Club. Nonostante tutti i 6 piani, giunti entro la scadenza del 3 marzo 2012, fossero di elevata qualità, il comitato tecnico di valutazione ha preferito quello di Titan Salvage/Micoperi perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto; minor rischio possibile; minor impatto ambientale possibile; salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio; massima sicurezza degli interventi.

“Siamo molto soddisfatti di poter annunciare un altro passo importante nelle operazioni di recupero del relitto dall’Isola del Giglio – ha dichiarato Pier Luigi Foschi, Presidente e Amministratore Delegato di Costa Crociere S.p.A. – Come già successo per la rimozione del carburante, abbiamo cercato di individuare la soluzione migliore per salvaguardare l’isola e il suo ambiente marino e restituirla al più presto alla sua innata vocazione turistica. Vogliamo inoltre ringraziare le società Smit Salvage e Tito Neri per il successo nelle operazioni di defueling e caretaking.”

La rimozione sarà l’ultima fase delle operazioni di recupero del relitto. Il “defueling”, ovvero l’estrazione del carburante dai serbatoi, è terminato con successo lo scorso 24 marzo; il  “caretaking”, che prevede la pulizia del fondale marino e il recupero di materiali e detriti usciti dalla nave in seguito all’incidente, continuerà sino a quando Titan Salvage e Micoperi non inizieranno i loro lavori”.

1 COMMENT

  1. Si tratta di un progetto grandioso, la cui portata supera largamente qualunque recupro di relitto portato a compimento nel passato in tutto il mondo. Poter fare una previsione di buona riuscita dell’operazione, nonostante l’indiscussa affidabilità delle due società a cui è stata assegnata, appare per ora azzardato. Tuttavia è innegabilmante positivo il fatto che si sia giunti a questo progetto in tempi relativamente brevi, ne va dato atto alla Costa Crociere.

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