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Zara, Croazia- Nessuno se l’aspettava. Invece, questa mattina dal web rimbalza la notizia che Pietro Sibello sta scendendo in acqua per la prima giornata del Mondiale 49er a Zara, regata decisiva per la qualificazione olimpica. Così, per inseguire ancora un sogno, quello bruscamente interrotto in una giornata irripetibile quanto irriverente di 4 anni fa a Qingdao. Fu allora che una medaglia, che era d’oro a metà regata per tramutarsi in bronzo all’arrivo, si trasformò in una delle più assurde beffe che lo sport ricordi. Con una barca danese travestita da croata che, inseguendo il suo di sogni, regata nella burrasca del Monsone fino a convincere le onde e la Giuria che sì, lo spirito olimpico è anche insondabile e premia gli audaci, anche ogni oltre logica di regolarità sportiva.

Pietro e Gianfranco Sibello sul 49er

E allora? Cosa fare per arrivare ancora a calpestare uno scivolo olimpico spingendo un 49er, quella barca su cui da sedici anni, insieme al fratello maggiore Gianfranco, ci si sta massacrando di fatica e allenamenti? Come provare ancora quei brividi e battere anche il destino che ha voluto riservare a Pietro Sibello una malattia così nascosta da far temere il peggio. Tanto subdola da sparire così come era venuta, lo scorso settembre dopo le regate preolimpiche di Weymouth. Quando i medici del CONI, diversamente da quelli della Federazione Italiana Vela, non concedono ancora il lasciapassare olimpico. Intanto quel sogno è sempre più scolorito, arriva quasi a sparire. Gianfranco prima ci prova, insieme a Ruggero Tita, a Perth, poi si allena con Giuseppe Angilella per l’ultima occasione, il Mondiale iniziato oggi appunto a Zara. E Pietro li segue, dà i propri consigli, aiuta come può finché scatta qualcosa di diverso, la molla dell’agonismo, della forza interiore. No, non mi arrendo… E fa ciò che doveva essere fatto proprio in questo momento, quell’unico attimo che non dà una seconda opportunità. Quello che distingue gli uomini dalle comparse. Si mette muta e trapezio e, confidando nel fatto che si regata all’estero dove nessuno ti chiede una tessera FIV con idoneità medica, scende in acqua e ci prova. Obbedendo al suo io che rugge dal di dentro. Pura irrazionalità che potrebbe anche diventare un destino, che quei bravi ragazzi dei Sibello meriterebbero più di ogni altro nella vela italiana. Una storia pura, come solo lo sport olimpico sa essere.

Non sappiamo come andrà a finire. Oggi hanno iniziato con un 7-14-4 che li colloca al 21esimo posto, dentro la quota qualificazione. Forza Pietro, forza Gianfranco: a noi il compito di sostenervi minuto dopo minuto, a ogni virata, in ogni strambata, mentre il vostro 49er macina nodi su nodi mandando paure e destino a farsi fottere. L’Olimpiade è la prova suprema dei forti e dei migliori. Sapere che Pietro sei lì a provarci, semplicemente perché così senti dentro di te, è già un motivo sufficiente per ammirarti come meriti. E poi, al diavolo, vada come vada.

Pietro e Gianfranco Sibello scuffiano nella Medal Race di Qingdao 2008, quando erano virtualmente medaglia d'oro. All'arrivo sembra arrivato il bronzo, ma poi giungerà la beffa della barca danese "fantasma".

Il Mondiale di Zara vede in testa, dopo le prime tre prove di qualificazione, i polacchi Przybytek-Kolodzinski (1-4-5). I Sibello sono 21esimi (7-14-4), al momento dentro la quota qualificazione. I posti olimpico disponibili a Zara sono 5, 14 quelli già assegnati a Perth 2011, uno è riservato alla Gran Bretagna, paese organizzatore di Londra 2012.

Così gli altri italiani tra i 74 equipaggi in regata a Zara: 34.Savio-Savio; 35.Plazzi-Molineris; 37.Dubbini-Dubbini; 42.Dubbini-Vignone; 49.Tita-Semeraro; 53.Bond-Sabatini; 69.Gaspari-Tubaro; 71.Cherin-Tesei

http://www.49erworlds.org/index.php/overall-results/

 

 

1 COMMENT

  1. Grande Pietro Sibello,
    un vero esempio di forza e determinazione. In bocca al lupo per tutto !!

    Stefano Carnevali

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