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Roma- Una delle domande sul pagamento della tassa di possesso rivoltaci dai nostri lettori riguardava il caso di due o più cointestatari di una barca soggetta a tassa di possesso. Chi doveva pagarla? Ecco la risposta in merito dell’Agenzia delle Entrate, girataci dal nostro gentile lettore Roberto Cecchi da Ancona, che ringraziamo.

La risposta è che la tassa deve essere pagata da ciascuno dei cointestatari, ognuno per la sua quota parte.

Testo richiesta informazioni:
Tassa annuale sulle unita` da diporto. Nel caso di unità con targa italiana ed in presenza di due o più cointestatari  residenti, per il versamento dell’imposta va fatto un unico F24 a cura di uno dei
comproprietari o ogni comproprietario deve fare un F24 con la tassa pari alla sua quota di proprietà?

Testo risposta:
Gentile contribuente, l’art.16, commi da 2 a 10 e 15ter, del D.L. 201/2011 ha istituito una tassa annuale sulle unità da diporto. il comma 7 di detto articolo prevede che” … sono tenuti al pagamento della tassa
di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione anche finanziaria per la durata della stessa, residenti nel territorio
dello Stato, nonché le stabili organizzazioni in Italia dei soggetti non residenti, che posseggano, o ai quali sia attribuibile il possesso di unità da diporto”. Dalla lettura della suddetta norma si ritiene corretto che ogni soggetto tenuto al pagamento effettui il versamento dell’imposta dovuta per la propria quota di competenza.

Distinti saluti

Agenzia delle Entrate
Centro di Assistenza Multicanale di Roma
Contact Center
IL DIRETTORE
Angela Davoli

5 COMMENTS

  1. Siamo la nazione della complicazione affari semplici, quando vai a leggere le istruzioni per la compilazione , malgrado la laurea, ti viene il mal di testa oltre a qualche altra cosa.Io sono Locatario di una barca in leasing e mia moglie e coolocataria. Ho fatto stamani il versamento usando l’f24 con gli elementi identificativi, ho inserito, come da istruzioni agenzia entrate anche il codice fiscale della moglie e il codice 50 riferito al coobbligato.Speriamo gli vada bene!!
    Franco

  2. Spett.le FV,
    ho sottoposto il medersimo quesito allo studio di commercialisti che segue la mia attività commerciale e, interpellato il Contact Center dell’Agenzia delle Entrate (centro multicanale di Torino) ha ricevuto la seguente risposta, in palese contrasto con il parere del lettore Franco, che ringrazio:

    “Salve, riguardo alla sua domanda sul pagamento della tassa in oggetto, non esiste ad oggi una risposta sicura in quanto, come recita testualmente il
    Contact Center dell’Agenzia delle Entrate – Centro di Assistenza Multicanale di Torino

    “né nel Provvedimento Direttore Ag. Entrate del 24 aprile 2012 nè nella Risoluzione 39/E del 24 aprile 2012 è stato esplicitato il caso da Lei descritto – in caso di comproprietà a chi spetta il pagamento- poiché la tassa è legata alle caratteristiche dell’imbarcazione, ad oggi si ritiene che vada pagata con riferimento alla barca e quindi il versamento può essere fatto da uno solo dei comproprietari, fornendo le caratteristiche della barca stessa (codice identificativo dell’unità da diporto).

    La presente risposta non è resa a titolo di interpello ordinario ai sensi dell’art.11 della legge n.212 del 2000, bensì a titolo di assistenza al contribuente ai sensi della Circolare Ministeriale n.99/E del 18/05/2000.”

    Quindi, La avviso che non si tratta di un’affermazione con valore di legge, però in assenza di ulteriori chiarimenti e istruzioni, non possiamo che attenerci…

    Sicuramente La terremo informata nel caso ci fossero aggiornamenti

    Studio

    Paolo Pilisi Cimenti

    Dottore Commercialista – Revisore Contabile

    Via S. Caboto 2 – 33170 PORDENONE

    • Con tutto rispetto per il suo commercialista credo che si faccia confusione con la vecchia “tassa di stazionamento” che faceva esclusivo riferimento all’imbarcazione e non allo status contributivo dei proprietari. La nuova tassa si riferisce al possesso, utilizzo ecc. ecc. da parte di residenti ed è quindi “certamente” collegata al soggetto che esercita la proprietà, l’utilizzo o ne risulta locatario per la sua quota parte. Basti pensare al caso di una imbarcazione “cointestata” ad un residente ed a un non residente, dove la tassa va pagata, per la quota di comproprietà, dal solo residente in Italia. Probabilmente nessuno contesterà (forse) la modalità di pagamento adottata dal Sig. Franco (di fatto non c’è evasione), ma credo che la modalità di pagamento più corretta sia quella dei pagamenti separati, facendo attenzione a conservare tutte le ricevute (per il totale) in barca in quanto i controlli possono essere esercitati anche dalla CP.

  3. Desidererei sapere se la tassa di possesso deve essere pagata anche dalle barche in secco su invasatura.
    Saluti

    • Gentile Eugenio,
      sì deve essere pagata anche da unità rimessate a secco.
      Il testo recita:
      “La tassa è dovuta per tutte le unità da diporto (imbarcazioni e navi, con esclusione dei natanti), e per tali fini utilizzate, immatricolate in registri italiani o esteri, possedute ovvero detenute da soggetti residenti in Italia, di lunghezza superiore a 10 metri, a prescindere dal loro effettivo utilizzo per la navigazione”.
      Saluti

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