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Venezia- Com’è un’uscita su Luna Rossa AC45 con dieci nodi di vento e acqua piatta, le condizioni in cui questi cat ad ala rigida naturalmente esprimono il massimo? Provate a leggere tutto d’un fiato queste note e forse avrete quella stessa sensazione che noi abbiamo provato ieri pomeriggio a Venezia, grazie all’opportunità di regatare come sesto uomo su Luna Rossa Swordfish (grazie a Francesco Longanesi Cattani, allo skipper Max Sirena e a tutto il team).

Pubblichiamo anche il video dell’uscita, la cui registrazione e pubblicazione è stata autorizzata dal Team Luna Rossa Challenge.

Pronti, a bordo. Saltiamo sul “pescespada” e balzellando sul trampolino ci sistemiamo nella nostra postazione. Una reticella di mezzo metro di larghezza con quattro maniglie in spectra a cui attaccarsi per non volare in acqua quando il cat (ovvero quasi sempre) sfreccia a più di dieci nodi di velocità. I 5 a bordo, intanto (il timoniere Paul Campbell-James, lo skipper Max Sirena, Alistair Richardson, Manuel Modena ed Emanuele Marino), riprendono fiato dopo la prima prova, in cui sono arrivati quarti: un po’ di cioccolata, bevande energetiche e qualche esercizio di stretching. Si nota subito, come nell’altra nostra uscita su Artemis a Napoli, che la parte fisica riveste un ruolo preponderante sugli AC45. Sport di altissimo livello. Essenziali essere giovani e atletici.

A bordo di Luna Rossa Swordfish durante race 2 a Venezia

Inizia il conto alla rovescia, scandito perfettamente dai ruoli ben definiti. Nessuna parola di troppo. Solo informazioni sul vento sul campo e valutazioni strategiche. L’ala ci sovrasta dall’alto dei suoi 22,5 metri. Avanti e indietro. Estrema l’efficienza dell’insieme che, con il solo fruscio del flusso laminare sull’ala quando l’oggetto volante su cui ci troviamo accelera (e lo fa repentinamente) per trovare la giusta posizione. Tre minuti… inizia la fase decisiva. Paul Campbell-James, con il suo caschetto bianco da fantino, chiama una partenza in barca comitato, quindi sopravvento alla flotta (si parte al traverso). Il timine dell’equipaggio è perfetto. Ognuno al suo posto. 5, 4, 3, 2, 1… Allo sparo Swordfish schizza via sui 16/18 nodi verso la boa di disimpegno. Fuori. A stecca, tutti e cinque. Il timoniere, il “randista” Alistair e Max Sirena come su un Laser olimpico. I due a prua giù in fiancata come su un Soling o una Star, ma senza trapezietto. Solo addominali e quadricipiti. E’ una corsa di velocità con Emirates Team New Zealand ed Energy. Vinciamo noi. Barca/boa a sinistra, gennaker srotolato in un amen e via al lasco. “It’s a long jibe”, chiama il timoniere, non si stramberà subito. Su un scafo. Immediatamente. Log che schizza in alto. I kiwi dietro che provano l’attacco, quella vecchia volpe di Loick Peyron che incalza. L’F18 in picchiata chiamato Swordfish allunga bene. Due strambate. Arrotola, stramba. Srotola sulle nuove mure. Radipo e indolore e, soprattutto, con un sistema inerziale che pare vivere di vita propria. Tutto funziona purchè si muova…

Cancello di poppa, boa di sinistra con lo scafo che quasi passa sopra le teste degli ospiti della barca. Bolina, cinghia, cinghia. Schiena. La barca lo sente. Anche noi allunghiamo fin dove consente il regolamento per l’ospite per offrire un po’ di raddrizzamento. Alistair regola in continuazione l’ala, come se ci fosse un carrello randa. Tre colli sul winch e maniglia. Bastano per mantenere la giusta reattività. Molla. Cazza. E ancora, ci vogliono muscoli, perché l’alona tira, eccome. Basta un nodo in più per doverne modificare il profilo, aprendo o chiudendo. La boa di bolina si avvicina, siamo primi e in controllo. Emanuele Marino balza sul trampolino per issare il gennaker. Pare un misto di sollevatore di pesi, canottiere, grinder, windsurfista. Punta i piedi sul bompressone centrale e spinge. Punta e fatica. Lo sforzo è enorme. Le braccia pompano sangue nel cuore d’atleta. Credevamo che issare una drizza fosse facile? Beh, dopo aver visto quella dell’AC45… ci ricrediamo. Tutto da solo, mentre gli altri quattro ragazzi schizzano al proprio posto, come in un’autosilurante d’attacco lanciata verso l’obiettivo.

Ooooohhhh… urla e fotografa il pubblico sulla barca boa di bolina, quando lo scafo si alza in alto mentre la barca scivola in puggiata con il gennaker aperto e regolato in due secondi. Chi lo fa meglio, e i ragazzi lo fanno benissimo, guadagna metri su metri. Via giù con le raffiche, le differenze di angolo e  velocità sono enormi al minimo incremento di vento. Si può perdere e guadagnare molto. Le strambate sono tutte efficaci. Stand by… three, two, one e via di là. Senza quasi un rumore, se non quello dei timoni che fremono entrando in risonanza alle alte velocità. Top speed… ma Peyron non molla, è sempre vicino. Gli incroci vengono chiamati con largo anticipo. Una tattica diversa ma pur sempre presente. Sbagli e paghi, senza pietà. Manuel Modena, deriva su e deriva giù, dai lati alterni, a ogni virata e strambata. E anche qui muscoli pesanti. Max Sirena chiama le raffiche, spesso da sottovento e aiuta la scotta gennaker a riaprirsi in strambata. Tutto così veloce che quasi non si riesce a percepire dove siamo sul campo. Si pensa in fretta, si agisce con frenesia ma in controllo.

Secondo giro. ancora in testa. Poi un duello di strambate con Energy che attacca da destra trovando un po’ di pressione. Quanto basta per arrivare alla boa di poppa a 18 nodi mure a sinistra. Noi siamo ancora davanti e strambiamo interni, ma la differenza di velocità è tale che Peyron riesce a sfilare da fuori. Ci sembrerebbe un interno in boa per noi, ma come ci dirà poi Max Sirena “meglio non rischiare a queste velocità con gli umpire in acqua, anche perché queste regate sono una preparazione a ciò che ci attende con quelle bestie dei futuri Ac72”.

Ora è Energy a guidare la regata. Gli altri sette Ac45 disseminati sul campo del Lido, tra più di 200 barche spettatori. Proviamo una sfida in velocità ma andiamo uguali. Noi attacchiamo. Loro marcano. Match race con i cat. DNA diverso ma il controllo c’è ancora. Ultima volata in poppa e via all’arrivo. Il cuore pulza. I muscoli pompano. Trenta minuti d’apnea. Balza, scatta, cazza, molla, tira, cinghia, schiena. Nessuna pausa. L’arrivo. Finalmente. Secondi dietro a Energy e davanti a Emirates Team New Zealand.

Grande sport, grande emozione e un gran equipaggio. Luna Rossa cresce, con i tempi giusti. I due Oracle sono indietro. “La mente”, dice Sirena, ormai popolarissimo tra il pubblico italiano, “è a scafi, ali di quaranta metri e appendici con i foil”. Si pensa e si agisce in fretta. La nuova Coppa sarà con dei mostri chiamati AC72, al momento nessuno sa esattamente a cosa si andrà incontro. Respiriamo anche noi, come i ragazzi di bordo. Questo non è un paese per vecchi… Grazie Luna Rossa.

Lo spettacolo degli AC45 in Bacino San Marco. Foto Borlenghi

 

Venezia, 20 maggio- Chi ha vinto le AC World Series di Venezia? La Serenissima, prima di tutto, che ha saputo organizzare un magnifico evento, con decine di migliaia di persone a terra e centinaia di barche in acqua, ponendosi in deciso credito rispetto all’America’s Cup. Una prova di maturità superata a pieni voti in uno scenario che già si sapeva magnifico ma che si è trasformato in uno splendido spot per la vela e, perché no, anche per l’Italia dopo periodi non proprio felici.

Luna Rossa Swordfish lungo una Riva degli Schiavoni affollata di pubblico. Foto Max Ranchi

Energy Team poi, e il suo skipper Loick Peyron più di tutto, autentico istrione della vela transalpina che ha dimostrato grandi doti al timone degli AC45. Il team francese è l’unico che ha ancora qualche chance di aggiungersi ai quattro grandi per la Coppa vera e propria che si disputerà con gli AC72 a San Francisco nell’estate 2013.

Loick Peyron esulta per la vittoria a Venezia. Foto Martin Raget

Luna Rossa, che nonostante i cattivi risultati nella prova finale a punteggio maggiorato, ha ancche a Venezia dimostrato una solida struttura di team e un appeal notevolissimo per il pubblico, che l’ha acclamata in ogni situazione utile, trafsormando Max Sirena, Francesco Bruni e gli altri lunarossiani in autentiche star.

Tifosi di Luna Rossa inneggiano a Francesco Bruni e a Piranha. Foto Borlenghi

La Compagnia della Vela e il suo presidente nonché sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, che hanno saputo coadiuvare al meglio l’organizzazione ACEA/ACRM, candidandosi anche a ruoli superiori per le prossime ACWS della primavera 2013. Complimenti anche ad Alberto Sonino, delegato del sindaco per l’evento.

Artemis, che ha vinto ancora la parte a match race dell’evento dopo esserci riuscita già a Napoli. Gli Ac45 che si dimostrano scafi dal grande appeal nel pubblico e nei giovani, soprattutto per la notevole richiesta “fisico-atletica” richiesta ai velisti.

Per la Coppa America, tutti ripetono ciò che è logico, ovvero che la partita si giocherà sugli AC72, in cui pare che le variabili legate alla loro gestione stiano prevalendo su quelle della pura velocità teorica. Inutile fare barche avveniristiche e velocissime, ripetono gli addetti ai lavori, se poi si rischia di romperle o non riuscire a gestirle nel vento forte e nell’onda corda della Baia di San Francisco.

A vincere è stata la Coppa America stessa, non quella di Oracle o di qualcun’altro intendiamo quanto “la Coppa” stessa che, almeno qui in Italia, continua ad avere un appeal notevole sul pubblico sia specialistico, che magari storce un po’ il naso per il formato ma che alla fine la segue eccome, sia generalista, che alla vista di qualunque cosa sia Coppa non tarda a entusiasmarsi.

L’immagine degli AC45 nel Bacino San Marco e all’Arsenale resterà nella storia della vela. Venezia ha vinto la sua scommessa e merita applausi.

La Festa della Sensa, lo “sposalizio del mare di Venezia”, ha accompagnato questa mattina l’inizio della giornata finale degli AC45. Foto Borlenghi/Luna Rossa

La regata finale

Confermandosi in un grande momento di forma, l’equipaggio di Energy Team si è imposto nella settima e decisiva prova dell’AC World Series di Venezia e ha fatto suo il successo assoluto nella serie di flotta valida ai fini del circuito di avvicinamento all’America’s Cup.  “Credo che la nostra arma in più sia stato il vento leggero – ha raccontato Loick Peyron una volta a terra – Le regate come quella di oggi mi sono sempre piaciute, perché sono soggette a continui rimescolamenti e perché per imporsi bisogna essere attenti e coraggiosi. Verso la fine la pressione ha toccato livelli molto alti, un dettaglio che ha reso tutto ancor più emozionante. E’ un grande successo per noi. Siamo un team piccolo e mi auguro che sia solo l’inizio di qualcosa di importante”.

A rendere la regata odierna estremamente complicata sono state le condizioni di vento leggerissimo che hanno interessato il bacino di San Marco, preso d’assalto da oltre ottantamila persone e da una miriade di imbarcazioni di ogni genere. In una situazione del genere, ad avere la meglio sono stati i team che prima degli altri hanno avuto modo di sfruttare le raffiche più marcate.

La regata decisiva si è risolta nelle battute iniziali, quando Loick Peyron ha trovato il varco giusto per superare Emirates Team New Zealand e lanciarsi con una progressione lenta ma costante verso Riva degli Schiavoni, mentre alle sue spalle gli avversari si ostacolavano tra loro. L’unico a tentare di tenere il passo dell’AC45 francese è stato l’equipaggio di ORACLE TEAM USA Spithill con i suoi caschi griffati Red Bull. Staccato di oltre quattrocento metri da Energy Team, James Spithill non si è dato per vinto e grazie alle chiamate di John Kostecki ha tentato sino all’ultimo di riaprire le sorti della regata. Un tentativo che ha visto l’AC45 statunitense recuperare buona parte del distacco, sino a presentarsi a poche lunghezze dall’arrivo in ritardo di un paio di lunghezze. Peyron non ha perso la concentrazione e nonostante il ritorno dell’avversario ha gestito la situazione al meglio tagliando la linea di arrivo con una manciata di secondi di vantaggio.

Il video

A differenza dei battistrada, il resto della flotta ha faticato a scappare dalle zone di piatta totale che hanno punteggiato il bacino di San Marco. In più di un’occasione si sono registrati contatti tra gli AC45, trasportati più dalla corrente che dal vento. A conquistare la terza piazza è stato un solido Artemis Racing, protagonista di un duello a tutto campo con Emirates Team New Zealand. Per gli altri, attardati in alcuni casi di oltre venti minuti, lo scadere del tempo limite è giunto prima della linea di arrivo. Al Comitato di Regata non è restato altro da fare che dichiarare chiusi i giochi e rispedire gli equipaggi verso l’Arsenale, dove si è svolta la cerimonia di premiazione.

Una fase della regata di oggi. Foto Martin Raget


Una sorte toccata a entrambi gli AC45 di Luna Rossa, protagonisti di una prova sfortunata: “Purtroppo il distacco dell’ultima regata ha condizionato la nostra posizione – ha commentato lo skipper Max Sirena – Rimane per noi la soddisfazione di aver regatato bene con ambedue le imbarcazioni, a un solo punto dal leader della classifica provvisoria sino all’ultima prova, constatando così di essere competitivi”.

Nel corso del primo pomeriggio, Artemis Racing ha superato Luna Rossa Piranha nella finale dell’evento di match race, conquistando il secondo successo consecutivo nell’uno contro uno dopo quello di Napoli. La regata si è decisa nelle fasi di pre-partenza, quando Terry Hutchinson ha rubato il tempo a Chris Draper, anticipandolo di un paio di lunghezze già al momento dell’uscita dal box di partenza.

“E’ davvero un bel modo di festeggiare il compleanno – ha spiegato un soddisfatto Terry Hutchinson – I ragazzi sono stati fantastici e il livello della competizione elevatissimo”.

L’evento conclusivo dell’AC World Series 2011-2012 si svolgerà a Newport, in Rhode Island, tra il 26 giugno e il primo luglio prossimi.

AC World Series Venezia – Regate di flotta
1.    Energy Team, 74 punti
2.    ORACLE TEAM USA Spithill, 58 punti
3.    Emirates Team New Zealand, 54 punti
4.    Artemis Racing, 52 punti
5.    Luna Rossa Piranha, 43 punti
6.    Luna Rossa Swordfish, 43 punti
7.    Team Korea, 37 punti
8.    ORACLE TEAM USA Bundock, 22 punti
9.    China Team, 18 punti

AC World Series Venezia – Match race
Finale: Artemis Racing batte Luna Rossa Piranha 1-0
1.    Artemis Racing
2.    Luna Rossa-Piranha
3.    ORACLE TEAM USA Spithill
4.    Energy Team
5.    Emirates Team New Zealand
6.    Team Korea
7.    Luna Rossa Swordfish
8.    ORACLE TEAM USA Bundock
9.    China Team

Gli sconfitti nelle semifinali e nei quarti sono stati classificati dal terzo al nono posto nell’evento di match race così come stabilito dalle Istruzioni di Regata.

Ricordiamo che le ACWS non hanno alcun valore ai fini della Louis Vuitton Cup e dell’America’s Cup 34 in programma nell’estate 2013.
www.americascup.com
Venezia, 19 maggio- Uno spettacolo in acqua e a terra, con decine di migliaia di persone che hanno letteralmente invaso la Serenissima per seguire le regate delle AC World Series nel Bacino di San Marco. Due prove disputate all’interno del bacino di San Marco che hanno aggiunto emozione a emozione: a una sola regata dalla conclusione, infatti, quattro team sono radunati in due soli punti e sono ben sette gli equipaggi che hanno le carte in regola per puntare al successo finale.

Luna Rossa Piranha di fronte a un pubbllco impressionante a Venezia. Foto Martin Raget

Il vento leggero e instabile, unito alla corrente, ha reso impegnativa la lettura del campo di regata, sul quale, vista la rotazione verso sud della brezza, si è manovrato meno di ieri.

A conquistare il successo nella prima regata è stata Luna Rossa Swordfish, balzata al comando della classifica generale nel tripudio generale del pubblico assiepato su Riva degli Schiavoni e a bordo delle centinaia di barche posizionate lungo i margini del campo fissati dal Comitato di Regata.

Dopo aver trionfato nella prova di apertura, l’AC45 di Paul Campbell-James non è riuscito a ripetersi e ha chiuso la seconda regata in coda alla flotta, permettendo a Energy Team di confermarsi leader per il terzo giorno consecutivo.


“Si deciderà tutto domani – ha spiegato Paul Campbell-James – Vista la particolare situazione di classifica affronteremo la giornata con la determinazione di sempre: con sette barche in cinque punti è impossibile fare calcoli e pensare di marcare un avversario piuttosto che un altro. Vincere sarebbe fantastico, ma anche chiudere tra i primi tre rappresenterebbe già una grande soddisfazione”.

La giornata ha portato sorrisi dalle parti di Artemis Racing, che a un quinto ha fatto seguire un meritato successo di giornata.

“E’ stata dura – ha detto un soddisfatto Terry Hutchinson – I ragazzi hanno fatto davvero un grande lavoro: è stata una vera e propria battaglia. E’ una soddisfazione essere tornati protagonisti dopo la giornata di ieri: quello di oggi è un risultato che ci rinfranca”.

Phil Robertson, il più giovane skipper della flotta, ha guidato China Team alla conquista dei migliori piazzamenti della serie: un quarto e un ottavo che hanno permesso di cancellare una lunga serie di noni. Le cose sarebbero potute andare ancora meglio se il team cinese fosse riuscito a confermare la seconda posizione conquistata nelle fasi iniziali della sesta prova di flotta.

Nel corso del pomeriggio si sono disputate le semifinali dell’evento di match race che hanno visto Luna Rossa Piranha avere la meglio su ORACLE TEAM USA Spithill con il punteggio di due a uno e Artemis Racing battere Energy Team per due a zero. Vista la situazione di classifica, entrambi i team sono nella posizione di poter puntare alla doppietta: ovvero al successo sia nella serie di flotta che nei duelli uno contro uno.

Il programma di domani si aprirà alle 14.40 con la finale di match race: una regata secca che incoronerà uno tra Artemis Racing e Luna Rossa Piranha. Terminato il match si disputerà la settima regata di flotta, che premierà il primo con 30 punti, abbastanza per permettere anche al settimo della classifica provvisoria di aggiudicarsi le ACWS di Venezia.

Nathan Outteridge, skipper di Team Korea, non vede l’ora di potersi giocare le sue carte: “Il particolare sistema di punteggi lascia i giochi aperti fino alla fine. Nel corso di questa settimana abbiamo imparato molto e siamo pronti a prenderci i rischi del caso. Credo che tutti scenderanno in acqua assolutamente determinati”.

Fleet Racing Championship – Classifica provvisoria (dopo sei regate)
1.    Energy Team, 44 punti
2.    Luna Rossa Piranha, 43 punti
3.    Luna Rossa Swordfish, 43 punti
4.    Emirates Team New Zealand, 42 punti
5.    ORACLE TEAM USA Spithill, 38 punti
6.    Artemis Racing, 37 punti
7.    Team Korea, 37 punti
8.    ORACLE TEAM USA Bundock, 22 punti
9.    China Team, 18 punti

Match Racing Championship – Semifinali
Semi Final 1: Artemis Racing batte Energy Team 2-0
Semi Final 2: Luna Rossa Piranha batte ORACLE TEAM USA Spithill 2-1

Gli sconfitti nelle semifinali e nei quarti sono stati classificati dal terzo al nono posto nell’evento di match race così come stabilito dal Bando di Regata:
3. ORACLE TEAM USA Spithill
4. Energy Team
5. Emirates Team New Zealand
6. Team Korea
7. Luna Rossa Swordfish
8. ORACLE TEAM USA Bundock
9. China Team

 

Venezia, 17 maggio- Più di 200 barche in acqua (le abbiano contate), sole, 9-10 nodi di brezza da Sud, regate avvincenti per la flotta (un po’ meno per il match race), equipaggi tirati al limite della resistenza atletica e, soprattutto, moltissima gente qui all’Arsenale. Per di più in un giovedì lavorativo. La città sta vincendo la sua scommessa sulle AC World Series con un’organizzazione funzionale, uno scenario così affascinante da essere compreso in toto da una sola parola, Venezia, e una cultura del mare che sprizza da ogni punto della costa e della laguna.

La partenza di race 2 con Luna Rossa Sworfish prima in comitato. Foto Martin Raget

Le regate, disputate a partire dalle ore 14:10, si sono svolte con una bella brezza da sud tra gli 8 e gli 11 nodi con acqua piatta che ha esaltato le prestazioni degli AC45. La prima prova è andata a Team Korea con Nathan Outteridge, fresco vincitore dell’ennesimo Mondiale 49er, che ha preceduto Artemis ed Energy Team con un Loick Peyron tornato al timone e apparso in gran forma. Luna Rossa Swordfish ha concluso quarta, precedendo la compagna Piranha, quinta. Sesto Emirates Team New Zealand. Indietro i due Oracle, Bundock settimo e Spithill ottavo. Chiude China Team.

La seconda prova ci ha visto salire su Luna Rossa Swordfish come sesto uomo, esperienza fantastica che vi racconteremo in una news a parte, on line domani mattina, con un video da non perdere tutto adrenalina.

Luna Rossa, con Paul Campbell-James autore di un’ottimo start per timing e velocità in barca comitato, resta in testa per quattro lati davanti a Energy Team e ai kiwi. Poi al giro di boa della seconda poppa, Loick Peyron, pur esterno, arriva in velocità e riesce a superarci andando a vincere una prova durissima per intensità e lavoro atletico a bordo (un complimento in più, quindi, per il non più gioane Loick Peyron). Secondo il Luna Rossa Swordfish con PCJ, lo skipper Max Sirena, Alistair Richardson, Manuel Modena ed Emanuele Marino. Terzo ETNZL, quarto Oracle Spithill, quinta Luna Rossa Piranha, poi Team Korea, Artemis, Oracle Bundock (come tattico a bordo è tornato Russell Coutts) e China Team a chiudere.

Energy Team in azione. Foto Martin Raget

A guidare la classifica è quindi Energy Team (3-1), davanti a Luna Rossa Swordfish (4-2) e Team Korea (1-6).

Nei successivi match race Luna Rossa Piranha si riscatta sconfiggendo per 2 a 0 Team Korea, mentre Swordfish è sconfitto per 2 a 0 da Oracle Spithill, anche se nella seconda prova la barca italiana era in testa ma si è trovata nella curiosa situazione di dover dare acqua a una barca dell’altro match, Oracle Bundock, che proveniva mure a dritta, fin quasi a fermarsi subendo il sorpasso di Spithill a cento metri dall’arrivo.

Domani si prosegue, con le regate che dalle 14:15 si disputeranno nel Bacino di San Marco. Per il week end è previsto il tutto esaurito, in una Venezia splendida come non mai che, diciamolo, pure sta facendo un gran favore d’immagine alla nascente America’s Cup.

Nostra intervista video allo skipper Max Sirena:

Fleet Racing Championship – Provisional Results (after two races)
1.    Energy Team…18 points
2.    Luna Rossa Swordfish…16 points
3.    Team Korea…15 points
4.    Emirates Team New Zealand…13 points
5.    Artemis Racing…13 points
6.    Luna Rossa Piranha…12 points
7.    ORACLE TEAM USA Spithill…10 points
8.    ORACLE TEAM USA Bundock…7 points
9.    China Team…4 points

Match Racing Championship – Qualifying and Quarter Final Results
Qualifier 1 – ORACLE TEAM USA – Bundock defeated China Team
QF 1 – ORACLE TEAM USA – Spithill defeated Luna Rossa – Swordfish; 2-0
QF 2 – Luna Rossa – Piranha defeated Team Korea; 2-0
QF 3 – Artemis Racing defeated Emirates Team New Zealand; 2-0
QF 4 – Energy Team defeated ORACLE TEAM USA – Bundock; 2-0

The winners of the Quarter Finals advance to the Semi Finals. The losers are assigned final finishing positions (5th to 9th) as per the Sailing Instructions.

5. Emirates Team New Zealand
6. Team Korea
7. Luna Rossa Swordfish
8. ORACLE TEAM USA Bundock
9. China Team

Venezia, 16 maggio- Come sono le America’s Cup World Series a Venezia? Beh, domandatelo ai 2.485 proprietari di barche, di vario tipo e dimensione, che hanno chiesto e ottenuto un accredito per seguire dal mare, elemento naturale per tutti i veneziani, le regate ufficiali che iniziano domani alle 14:15. Sì, avete letto bene, tante sono le barche che, unite a migliaia di persone da quella terra che si fonde con l’acqua chiamata Venezia, seguiranno da domani le regate valide per le ACWS. Solo sabato scorso, per il Trofeo Arzanà, erano 600. Dopo la passione e le migliaia di persone di Napoli, ecco quindi la competenza e la cultura marinaresca di Venezia. L’Italia, insomma, già da adesso sembra in credito con la nuova Coppa America, che altrove non ha al momento trovato altrettanto seguito. Solo qui gli organizzatori di ACEA/ACRM stanno trovando quella risposta del pubblico generalista che tanto stanno cercando come chiave di un nuovo mercato velico-sportivo-mediatico.

Gli AC45 riposano ai gavitelli dell’Arsenale per le regate di domani. Foto Tognozzi

Non solo, vedere le snelle ali degli AC45 all’interno dell’Arsenale è un’emozione fortissima per chi ama la vela. Un condensato di 800 anni di storia marinaresca in un’istantanea che invade la retina nella calda luce del tramonto. Le due Luna Rossa, le due Oracle, Emirates Team New Zealand, Energy Team, Artemis, Team Korea e China team domani percorreranno il canale di accesso all’Arsenale fino alla Bocca di Lido, per disputare le prime prove valide. Già oggi, intanto, c’erano centinaia di veneziani e turisti arrivati negli spazi dell’Arsenale finalmente aperto al pubblico e splendidamente fruibile per l’occasione al godimento della città. Tutto pare organizzato con efficienza. La Città di Venezia, e la Compagnia della Vela per la parte che le compete, stanno facendo sforzi enormi per dare un’immagine di capacità gestionali. Per ciò che abbiamo visto sin’ora, pare ci stiano riuscendo. “La città”, ci dice Alberto Sonino nell’intervista video che segue, “ha investito sui sei milioni di euro, tutto compreso. 150.000 euro vanno per la sola parte organizzativa in acqua”.

Per la regata abbiamo incrociato un sorridente e sempre più magro Francesco Bruni (evidentemente gli AC45 “asciugano” non poco i velisti…), un Russell Coutts ombroso, un Darren Bundock a passeggio per le calli di Venezia. Da domani si farà sul serio. Questa, lo ripetiamo, non è Coppa America, ma un evento di marketing che serve a lanciare la Coppa vera e propria con gli AC72 a San Francisco 2013. Non lo è, ma se lo fosse, qui a Venezia, a Napoli o da qualche altra parte d’Italia sarebbe un successo. Forse se ne sta accorgendo anche chi la Coppa la detiene, ovvero mister Larry Ellison, dall’alto del suo superyacht ormeggiato all’inglese a Riva degli Schiavoni.

Lo yacht di Larry Ellison, patròn di Oracle, all’ormeggio a Riva degli Schiavoni

Video intervista ad Alberto Sonino, delegato all’organizzazione delle ACWS dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e presidente della Compagnia della Vela

Venezia, 15 maggio- La città di Venezia si prepara al grande appuntamento con le AC World Series vere e proprie, in programma da giovedì a domenica prossime. Saremo presenti da domattina a Venezia per raccontarvi questo secondo appuntamento dopo quello coinvolgente di Napoli.

Gli skipper alla conferenza stampa di oggi. Foto Martin Raget

Questa mattina all’Arsenale si è svolta la conferenza stampa degli skipper. Nota di colore quella di James Spithill, skipper di Oracle, che si è presentato in conferenza stampa indossano la maglietta azzurra della nazionale di calcio, a conferma della sua spesso ammessa passione per l’Italia. A proposito di calcio e di marketing, ieri Spithill e il team Oracle Racing avevano ricevuto la visita di Gigi Buffon, portiere della Juventus neo campione d’Italia e della nazionale. Per Buffon anche un’uscita sull’AC45.

James Spithill in maglia azzurra. Foto Martin Raget

“Ognuno di noi vuole vincere questa serie di regate – ha commentato James Spithill – Ma a Venezia sarà davvero molto dura. Il campo di regata, con le sue insidie, offre molte opportunità di sorpasso. Nessuno potrà essere sicuro del risultato fin tanto che non avrà raggiunto la linea di arrivo. Per gli spettatori sarà davvero un’esperienza fantastica e per noi un grande banco di prova”.

Una dichiarazione ripresa dallo skipper di Luna Rossa, Max Sirena, che ha aggiunto: “La vittoria conquistata a Napoli è già un piacevole ricordo. Guardiamo avanti nella consapevolezza che questo nuovo appuntamento sarà particolarmente impegnativo”.

Le regate valide per l’America’s Cup World Series di Venezia inizieranno giovedì alle 14.15. Il programma prevede la disputa di due regate di flotta e del primo quarto di finale valido ai fini dell’evento di match race.

Oggi, invece, i team hanno preso parte alla prima sessione di allenamento ufficiale. Sessione che dovrebbe ripetersi domani: il condizionale è d’obbligo visto l’annunciato peggioramento delle condizioni meteo.

Le regate potranno essere seguite in diretta sul canale YouTube dell’evento oppure in televisione, commentate da Stefano Vegliani e Alberto Barovier, su Italia 2, con differita su Italia 1. Le trasmissioni osserveranno i seguenti orari:
– giovedì 17 maggio: live su Italia 2 dalle 14.00 alle 15.55;
– venerdì 18 maggio: differita su Italia 2 dalle 16.00 alle 17.55;
– sabato 19 maggio: live su Italia 2 dalle 14.00 alle 15.55 e differita su Italia 1 (orario da confermare);
– domenica 20 maggio: live su Italia 2 dalle 15.00 alle 16.00 e differita su Italia 1 (orario da confermare).

Dichiarazioni dalla conferenza stampa:
Chris Draper, timoniere di Luna Rossa Piranha, sulla pressione nel dover riconfermare la performance di Napoli: “Abbiamo ancora alcune cose che dobbiamo migliorare, ma se resteremo concentrati su noi stessi, puntando a migliorarci di volta in volta, i risultati non potranno non arrivare”.

Paul Campbell-James, timoniere di Luna Rossa Swordfish, sul perché sono stati in grado di raggiungere così velocemente l’altissimo livello della flotta: “Avere due barche ci permette, nelle sessioni di allenamento che facciamo tutti i giorni, di ottenere il massimo da noi stessi e dalle barche stesse. Il nostro team ha lavorato duramente lo scorso anno nell’Extreme 40 e Chris ha fatto molto bene con Team Korea, quindi stiamo imparando gli uni dagli altri”.

Dean Barker, skipper Emirates Team New Zealand, sulla difficoltà del passaggio verso i multiscafi: “Abbiamo dovuto allenare l’istinto alla novità: molte reazioni naturali si sono dovute abituare, ma stiamo lentamente migliorando. Sappiamo che sarà così anche quando saremo alla vigilia delle prime regate valide per la Louis Vuitton Cup di San Francisco. I team migliorano di evento in evento. Alla fine avrà la meglio il team che farà il passo avanti nel momento giusto. E’ una sfida fantastica”.

Terry Hutchinson, skipper di Artemis Racing: “Qui la vera sfida è essere consistenti nei risultati. Bisogna restare molto concentrati e avere un occhio per gli avversari e uno per il mutare delle condizioni meteo. La buona notizia è che tutto ciò non è un mistero: la parte difficile, però, è riuscirci”.

Loick Peyron, skipper Energy Team, sulla crescita registrata dal suo team nel corso dell’anno passato: “Yann (Guichard) e il team hanno fatto un lavoro davvero ottimo a San Diego e a Napoli e sono cresciuti molto. Ora timonare la barca è molto più semplice: posso concentrami sulla conduzione. Nei giorni passati ci siamo allenati molto e posso dire che il posto è unico e le condizioni meteo fantastiche”.

Darren Bundock, skipper di ORACLE TEAM USA Bundock, sul fatto di avere Russell Coutts come tattico: “Non direi che si tratta di pressione. Russell è una vera e propria leggenda in Coppa America e una grande aggiunta al nostro equipaggio. Russell a bordo si da’ un gran da fare. E poi, quante volte capita di poter dare ordini al capo?”.

Nathan Outteridge, skipper di Team Korea, torna all’AC World Series dopo aver vinto, la scorsa settimana, il suo quarto mondiale 49er: “Sono molto felice di di essere di nuovo qui e regatare con i migliori velisti del mondo. Ieri sono uscito per un rapido allenamento e non vedo l’ora di uscire nuovamente al fine di prepararci per questo evento. Venezia è un posto incredibile per regatare e speriamo di ripetere anche qui quello che siamo riusciti a fare a Napoli”.

Phil Robertson, skipper di Team China, con i suoi 25 anni è lo skipper più giovane di tutta la flotta: “E’ un grande passo per noi. Siamo l’equipaggio più giovane. A bordo la media d’età non supera i 26 anni, quindi siamo concentrati al massimo sulla gestione della barca e stiamo cercando, ogni giorno, di apprendere qualcosa in più per poter raggiungere, a piccoli passi, il livello di questi ragazzi”.

2011-12 AC World Series, classifica generale

1.    ORACLE TEAM USA – Spithill, 67 punti
2.    Emirates Team New Zealand, 66 punti
3.    Artemis Racing, 54 punti
4.    Energy Team, 48 punti
5.    ORACLE TEAM USA – Bundock, 47 punti
6.    Team Korea, 47 punti
7.    China Team, 26 punti
8.    Luna Rossa Piranha, 19 punti
9.    Luna Rossa Swordfish, 12 punti

A proposito di Russell Coutts, stanno continuano i rumor su un possibile nuovo CEO di Oracle Racing, che sarebbe stato individuato in Grant Simmer.

Venezia, 13 maggio- In una Venezia che ha accolto con grande calore e competenza la flotta delle AC World Series, si è concluso oggi il prologo del Trofeo Arzanà messo in palio dalla Città di Venezia e organizzato dalla Compagnia della Vela in attesa dell’inizio delle regate ufficiali delle AC World Series previsto per giovedì 17 maggio. Oggi si è disputata la regsta lunga con partenza dalle acque del Lido e arrivo nello splendore del Bacino prospiciente Piazza San Marco. Il successo è andato ad Artemis che ha preceduto di pochi metri Luna Rossa Piranha e Luna Rossa Swordfish. Quarto Oracle Spithill, quinto Emirates Team New Zeraland, sesto Energy Team. A Terry Hutchinson e al suo team sono andati i 30.000 euro del primo premio. A Luna Rossa Piranha i 12.000 del primo delle regate di ieri, dove ha ottenuto tre primi, e a Swordfish i 5.000 del secondo.

L’arrivo a San Marco. Foto Borlenghi
L’arrivo degli AC45 nel Bacino di San Marco. Uno scenario irripetibile per la Coppa Americas. Foto Martin Raget/ACEA

Si è regatato con vento di Bora tra i 15 e i 20 nodi dopo che il comitato di regata aveva posticipato la partenza a causa del ventro troppo forte e annullato le ultime due prove del Trofeo Arzanà.

Regata lunga
1.    Artemis Racing… €30,000
2.    Luna Rossa – Piranha
3.    Luna Rossa – Swordfish
4.    ORACLE TEAM USA SPITHILL
5.    Emirates Team New Zealand
6.    Energy Team
7.    China Team
8.    ORACLE TEAM USA BUNDOCK
9.    Team Korea

Trofeo Arzanà Fleet Racing Series
1.    Luna Rossa – Piranha…27 points… €12,000
2.    Luna Rossa – Swordfish…21 points… €5,000
3.    Energy Team…20 points… €3,000
4.    ORACLE TEAM USA Spithill…19 points
5.    Artemis Racing…16 points
6.    China Team…12 points
7.    Team Korea…11 points
8.    Emirates Team New Zealand…DNC
8.    ORACLE TEAM USA Bundock…DNC

Venezia, 12 maggio- Prima giornata a Venezia con gli AC45 in regata e l’AC Village all’Arsenale aperto al pubblico. Luna Rossa Challenge ha dominato le prime prove dell’Arzanà Trofeo Città di Venezia, prologo delle regate valide per l’AC World Series che si disputeranno a partire da giovedì prossimo.
A prendere il comando della classifica è stato l’equipaggio di Luna Rossa Piranha che, sotto la guida di Chris Draper e Francesco Bruni, ha vinto tutte e tre le regate di flotta disputate in regime di vento debole e variabile.

Il sindaco di Venezia e presidente della Compagnia della Vela Giorgio Orsoni alla cerimonia d’inaugurazione delle ACWS. Foto Borlenghi

“Oggi siamo partiti molto bene e siamo davvero soddisfatti perché è qualcosa sulla quale abbiamo lavorato a lungo – ha spiegato Draper una volta a terra – E’ sempre un bene vedere che gli allenamenti danno i frutti sperati. E’ sempre bello vincere, ma lo è ancora di più toccare con mano i propri miglioramenti”.

Paul Campbell-James, timoniere di Luna Rossa Swordfish, non è stato da meno e grazie a un ottimo lavoro di squadra ha conquistato la seconda posizione, a soli 6 punti dall’AC45 portato dai compagni di squadra.

“Dopo la prima regata abbiamo capito di essere in fase positiva – ha detto Paul Campbell-James – Il vento era leggero e instabile, condizioni che possono determinare improvvisi rimescolamenti. Per Chris Draper, che ne ha vinte tre, è stata una grande giornata, ma domani speriamo di poterne insidiare la leadership”.

Al terzo posto si è attestato Energy Team del rientrante Loick Peyron. Alle regate odierne hanno preso parte sette equipaggi. Non sono scesi tra le boe un equipaggio di ORACLE TEAM USA ed Emirates Team New Zealand, costretto ai “box” da alcune riparazioni.

Domani, in occasione della regata che vedrà la flotta partire dal Lido per raggiungere la linea di arrivo posizionata davanti a Piazza San Marco, la flotta dovrebbe essere al gran completo. Il programma della giornata prevede, prima della “lunga”, lo svolgimento di due regate di flotta sul campo esterno, lo stesso utilizzato oggi. Le previsioni sono concordi nell’annunciare l’ingresso della Bora che, soffiando attorno ai 20-25 nodi, dovrebbe regalare una grande giornata di vela.

Su Oracle Spithill come ospite oggi anche il patròn del team Larry Ellison.

Trofeo Arzanà Città di Venezia

1. Luna Rossa – Piranha, 27 punti
2. Luna Rossa – Swordfish, 21 punti
3. Energy Team, 20 punti
4. ORACLE TEAM USA Spithill,19 punti
5. Artemis Racing, 16 punti
6. China Team, 12 punti
7. Team Korea, 11 punti
8. Emirates Team New Zealand, 0 punti
9. ORACLE TEAM USA Bundock, 0 punti

 

Venezia, 10 maggio- Continuano gli allenamenti, in attesa dell’apertura ufficiale delle AC World Series di Venezia, prevista per il 12 maggio. Il Villaggio Pubblico apre appunto sabato 12, mentre dal 17 al 20 maggio sono in programma le regate valide per le ACWS.

Decisamente affascinante il colpo d’occhio delle due Luna Rossa a due passi da San Marco:

Luna Rossa Piranha e Swordfish a San Marco. Foto Bertacchini

12-13 maggio – City of Venice Regatta

14 maggio – Regata di barche d’epoca e classiche

15-16 maggio – regate di allenamento dell’America’s Cup World Series di Venezia

17-20 maggio – Regate valide per l’America’s Cup World Series di Venezia

Ieri sono stati 4 gli AC45 in acqua. A portare a termine la sessione sono stati anche i due equipaggi di Luna Rossa – Swordfish e Piranha – impazienti all’idea di prendere parte al loro secondo evento nell’ambito delle AC World Series. Oltre agli equipaggi dello sfidante italiano, a saggiare il campo di regata sono stati Energy Team e China Team. Entrambi si sono presentati con skipper diversi rispetto a Napoli. I francesi si sono affidati al rientrante Loïck Peyron, assente a San Diego e Napoli, mentre i cinesi hanno scommesso sul match racer emergente Phil Robertson che, con i suoi venticinque anni, è lo skipper più giovane della flotta.

Allenamenti a Bacino San Marco per le Luna Rossa. Foto Bertacchini

“Ci siamo allenati con Energy Team – ha commentato Robertson uno volta a terra – abbiamo fatto una serie di partenze e qualche speed test. Abbiamo imparato molto, specie in fatto di controllo della barca. Il controllo della barca con vento leggero è meno impegnativo, quindi le previsioni parlano una lingua a noi favorevole, ma quando le raffiche passano i 10 nodi c’è da aspettarsi di tutto”.

Altri team sono attesi in laguna per le sessioni di allenamento libero prima delll’inizio delle regate.

Affascinante il contrasto tra la tecnologia delle ale degli AC45 e le architetture di Venezia. Foto Martin Raget

Oracle Racing ha annunciato oggi che Russell Coutts sarà a bordo di Oracle Bundock per le ACWS di Venezia. Ciò in sostituzione di Tom Slingsby, impegnatissimo in queste settimane con la campagna olimpica in Laser (è in testa al Mondiale che si conclude domani in Germania). Ciò fa anche ipotizzare un probabile ritorno di Coutts a ruoli maggiormente tecnici e velici all’interno del team di cui è CEO.

Questi gli equipaggi dei due AC45 di Oracle per Venezia.

ORACLE TEAM USA SPITHILL – Jimmy Spithill (skipper/helmsman) John Kostecki (tactician), Kyle Langford (wingsail trimmer), Joe Newton (headsail trimmer), Brad Webb (bowman)
ORACLE TEAM USA BUNDOCK – Darren Bundock (skipper/helmsman), Russell Coutts (tactician), Dirk de Ridder (wingsail trimmer), Simon Daubney (headsail trimmer), Simeon Tienpont (bowman)

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Roma, 1 maggio- Da questo mese Luca Devoti diventa opinionista di Farevelanet e FareVela. L’olimpionico azzurro, medaglia d’argento nei Finn a Sydney 2000, skipper di +39 nell’America’s Cup 2007, fondatore del cantiere Devoti Sailing dove produce Finn, Melges 24 e D-One, nonché attuale coach della Federazione Italiana Vela per la classe Finn, ci parlerà di vari argomenti legati alla vela agonistica, dall’alto della sua lunga esperienza e dei suoi specifici contatti internazionali a tutti i livelli. Una persona assai informata dei fatti, oltre che attenta osservatrice di ciò che accade nella vela sportiva.

Luca Devoti, veronese, 48 anni, ha vinto l’argento olimpico a Sydney 2000 nella classe Finn. E’ uno dei velisti italiani più stimati all’estero

Il primo articolo di Luca Devoti riguarda gli AC72, i misteriori cat ad ala rigida con cui si disputerà la 34th America’s Cup, di cui lui stesso aveva iniziato a occuparsi nel suo periodo trascorso all’interno di Green Comm.

AC72… un triplo salto nel vuoto*

*La versione che vedete qui sotto e’ quella ufficialmente approvata, dopo lo sbobinamento, da parte di Luca Devoti. Le frasi contenute nella precedente versione e non presenti in questa erano frutto di un’incomprensione in sede di intervista.

Il problema delle ali dei 72 è soprattutto logistico, riuscire a gestirle, maneggiare un manufatto che pesa molti chili riuscendo a farlo funzionare nel modo migliore, nella complessità di configurazioni che diano dei vantaggi aerodinamici per le prestazioni. Tutti i team si sono orientati verso un’ala a tre elementi, con tre moduli e una parte centrale, la stessa strada che aveva già percorso la Little America’s Cup. La difficoltà è di farla funzionare e virare, modificandone la forma usando il minimo dell’energia possibile. Bisogna poi capire come funziona l’ala. Nell’AC45 fondamentale è l’utilizzo del winch che si collega all’ala, che fa da scotta e carrello e che stabilizzava il catamarano, facendo volare lo scafo sopravvento a un’altezza ideale, né troppo basso né troppo alto. E questo appunto si ottiene, soprattutto quando il vento è instabile in intensità e direzione, continuamente trimmando l’ala dentro e fuori. Questo sul 45 si fa con un carico che è gestibile da una persona con un winch, pur con grande fatica. Abbiamo visto che il trimmer ideale dell’ala è un grande velista che però è anche in grande condizione fisica, soprattutto quando il vento diventa importante.

Il carico sulla wing del 72, in questo senso, sarà molto maggiore, non vorrei sbagliarmi ma credo sarà intorno ai 1.500 kg, quindi comporta delle dimensioni e delle gestioni diverse. Bisogna vedere se ci si riuscirà. Se vi ricordate questo era il problema della sfida dei due mostri nel 2010, ovvero il vantaggio di Oracle USA 17 su Alinghi 5. Alinghi faceva fatica a stare alto e con un certo angolo, non era tanto un problema di qualità del timoniere quanto della difficoltà con una vela convenzionale a mantenere questo assetto ideale. L’ala ha quindi solo un carico laterale e comunque molto contenuto rispetto al carico di scotta, invece una vela convenzionale, quando si lasca e cazza la scotta, apre, twista di più o si chiude. Questo tipo di lavoro, oltretutto fatto con un motore, era perfetto… uno si metteva lì e… dentro-fuori, dentro-fuori si regolava, invece con una vela convenzionale, pur con l’aiuto di un motore, si avevano delle grandissime difficoltà. Può darsi, quindi, che vi siano delle configurazioni di ala non mirate alla massima efficienza ma alla massima facilità d’uso.

Visto il percorso e visto il luogo (la ventosa baia di San Francisco), si aprono molte incognite in questo progetto. L’ala così alta, a San Francisco con 25 nodi e una bella onda corta e ripida, è una dimensione critica. Funziona teoricamente, quando la barca è in velocità, perché le appendici che saranno montate sul 72 non saranno più rettilinee ma saranno curve, non saranno più fisse come angolo ma si muoveranno dentro e fuori potendo anche cambiare l’angolo d’attacco. Il bilanciamento, quindi, è dato dal lift (sollevamento) dinamico, dato dalla forma delle prue e dall’angolo del foil anteriore, però è chiaro che, se per un qualsiasi motivo, la velocità non c’è manca l’elemento dinamico e la possibilità di fare un pitch ball, ovvero di ribaltarsi in avanti, aumenta esponenzialmente. Ho parlato con Paul Cayard a Valencia, ho parlato con altri e sono tutti preoccupati perché non sanno esattamente cosa accadrà. Le forze si compensano teoricamente però è un equilibrio dinamico, non è un equilibrio statico, e il fatto che sia un equilibrio dinamico comporta una conduzione estremamente attenta. Si è visto questo anche a Napoli, quando Artemis ha puggiato senza velocità e si è ribaltato in avanti, immaginiamoci se avesse avuto altri due metri di wing, sarebbe stato ancora peggio, quindi tutto questo ci porta a un no territory, un terreno sconosciuto… Ti potrebbe capitare di dover rallentare per non infilare qualcuno e poi cosa fai?

La gestione di cui parlavamo sarà fatta con i grinder e costruendo l’ala in modo tale da poterla trimmare in maniera semplice. Vi sono varie idee sul tavolo e vedremo quale avrà l’esecuzione più efficace. L’altro problema è la combinazione tra wing e vele morbide di prua, gennaker e fiocchi. Lì il dimensionamento sarà decisivo. Artemis, per esempio, che ha issato un’ala in configurazione di un 72 sul suo trimarano prova, trovando il solito buco del regolamento, ha un tempo di issata del gennaker, con vento leggero, sui 30 secondi. Questo ovviamente non è un tempo d’issata con 25 nodi quando la barca ne fa 25, ovvero con un apparente di 40 nodi… Lì bisognerà vedere quanto ci mettono a issarlo e dovrà essere issato su una guida altrimenti sbatterebbe da tutte le parti spaccando tutto… insomma ci sono tutta una serie di problematiche di gestione molto importanti. Poi, qualora vi fosse un ribaltamento, bisognerà limitare i danni e quindi stare attenti con l’engineering, la costruzione dell’ala, affinché non si distrugga tutto e non vi siano danni strutturali allo scafo nel raddrizzarlo… quindi è un triplo salto nel vuoto in un mondo complesso e affascinante.

Se una critica si deve fare a questa Coppa America è la totale mancanza di praticità. Si tratta di un oggetto poco marinaresco, pericoloso e se viene una sventolata a 40 nodi penso che l’unica soluzione sia quella di saltar giù e lasciare che si distrugga… non puoi ammainare le vele, hai su quest’ala di 45 metri e credo che ti ribalteresti anche stando prua al vento… Intendiamoci, tutto questo è anche enormemente affascinante. Purtroppo, però, il costo stimato di una barca così, di queste dimensioni, compresa l’ala, i foil supera gli 11 milioni di euro. Bisogna dire la verità, i costi sono pazzeschi e anche questo rientra nella mancanza dell’elemento di praticità di cui parlavamo. Pochissimi team, difficoltà enormi di gestione e costi lievitati, in un momento economico come questo. Un vecchio ACC costava 3 milioni di euro, questo ne costa 11 e si rompe molto più facilmente. Da qui tutti i problemi che i team stanno cercando di affrontare.

Certo, quando ci sei sopra è fantastico, anche sugli AC45 è veramente divertente e impegnativo. Bisogna cambiare completamente il modo di pensare: la barca naviga dal momento in cui l’ala esce dal capannone, visto che l’ala può volar via in qualunque momento. Da lì bisogna maneggiarla in un certo modo, con molte persone, bisogna guardare il vento per capire quando tirarla su e quando tirarla giù. Bisogna lasciare la barca con i timoni messi in un certo modo per far si che questa si orienti secondo il vento quando non ha nessuno a bordo, almeno finché di nuovo l’ala può essere smontata e messa nel capannone chiuso, che è il momento in cui finisce di navigare. Tutto molto stressante, un oggetto che richiede molte persone di qualità. Come detto è un salto nel vuoto per tutti, visto che non esiste un esperto di catamarani ad ala rigida di queste dimensioni. Bisognerà vedere, insomma, se tutto questo funziona…

(Luca Devoti)

In questo video realizzato da Toyota, si vede lo SL33 con ala rigida di Emirates Team New Zealand con derive curve e timoni a T, in sperimentazione per il futuro AC72.

http://youtu.be/OnulhGifDvI

 

 

Napoli- Com’è allora questo AC45? Beh, uno spasso, anche in una giornata uggiosa come questa di Napoli, in cui il vento impazzisce tra nuvole e gocce di pioggia. Bastano 5-6 nodi per spiccare il volo, anche se quando di vento non ce n’è proprio, anche l’AC si siede… e ci mancherebbe. Ma non appena arriva un po’ di pressione, gli incrementi di velocità sono esponenziali con il microcosmo AC45-ala-equipaggio che divora acqua e, quando riesce, avversari. Lo abbiamo provato grazie all’invito di Artemis nella regata decisiva delle AC World Series di Napoli.

L’equipaggio di Artemis impegnato al massimo raddrizzamento. Foto Sander van der Borch / Artemis Racing

Terry Hutchinson, lo skipper, ci saluta con la consueta affabile professionalità yankee e ci dice “Tu stai lì e seguimi nelle virate”… Ok Terry, ci proviamo, anche se per trovare la giusta posizione nel mezzo metro di reticella a noi destinato a poppavia della traversa posteriore, ci ingegnano per qualche minuto, mentre l’equipaggio prova campo e partenze. Attaccarsi a due maniglie di spectra portando il peso al massimo sopravvento (così giusto per aiutare, un po’ di nascosto, i nostri ospiti), pensando anche a come agevolare al massimo il movimento in virata. Alla fine troviamo il giusto assetto e pensiamo che sarebbe proprio comico cadere in acqua nel bel mezzo della prova decisiva, ma non succederà. La vera domanda che ci frulla in testa e se, a noi nati, vissuti e praticanti sui monoscafi, questo cat da fantascienza piacerà. Intanto, non smette di piovere, e il momento dello start si avvicina.

Il momento della partenza nella final race da bordo di Artemis

L’ala sovrasta la navicella spaziale dall’alto dei suoi 25 metri (oggi si regata con la wing extension). Le sartie a coppie e le volanti la tengono ritta sulla sua sfera d’acciaio. Il bompresso-spina dorsale con i suoi puntoni strutturali conferisce all’insieme la giusta rigidità (ci viene in mente il povero Alinghi 5, non poi così diverso anche se molto più in grande). Subito notiamo come l’efficienza dell’armo sia esagerata. In virata, con il classico fiocco a collo dei cat, si percepisce subito come la portanza arrivi fino a pochissimi gradi dalle prue al vento. Una volta appreso il concetto base, ovvero che siamo un’ala che si muove nell’aria con i suoi flussi aerodinamici, la barca non pare poi così diversa da un cat tradizionale. La regolazione più usata è quella della scotta/carrello, il camber si muove nei cambi di andatura delineando il profilo dell’ala. L’altra (apertura flap) viene usata molto poco, almeno oggi.

La capacità di accelerazione è ciò che colpisce di più e ci domandiamo come debba essere navigare qui sopra con vento sui 20 nodi. Nel frattempo il conto alla rovescia prosegue e Terry decide di partire a metà linea. La partenza è al traverso. Splendida la coordinazione dell’equipaggio e, ancora una volta, notiamo come il modo di comunicare  “di quelli bravi” sia una delle chiavi del successo nella vela. Informazioni precise e secche, certezza del comando e apertura mentale. Mai una parola di troppo. Meno trenta secondi al via. Posizione trovata, si parte al traverso ma i principi sono gli stessi di una partenza al vento. Trovarsi il buco e accelerare al massimo verso la boa di disimpegno, da raggiungere al traverso. 3, 2, 1… via. Luna Rossa Piranha scatta sottovento a tutti, più veloce e arriva in un battito d’ali alla boa. Noi ci intruppiamo in un convulso interno, con il gennaker che si apre all’ultimo attimo utile.

La corsa verso il cancello di poppa è una lotteria. “All packed here”, dicono a bordo, visto che il vento ora proprio non c’è. Luna Rossa prende subito il largo e noi ci troviamo un po’ convulsamente davanti a Jimmy Spithill e finiamo per conquistare un ottimo interno in boa che ci riporta tra i primi quattro. Le strambate sono immediate, con il gennaker che viene avvolto per metà e poi riaperto sulle mure opposte. Leggermente più faticose le virate, con il fiocco un po’ a collo, ma certamente il tutto risulta più efficiente degli armi tradizionali. L’approccio fisico è devastante. Si cinghia quasi come su un Laser e in alcuni casi ci si siede sulle murate tipo Star o Soling lavorando di addominali. Tra issate e ammainate, regolazioni e assetto ci si muove di continuo, in apnea. Le mute, le licre, i giubbotti e i caschetti fanno sembrare i velisti un mix tra giocatori di football americano e piloti di F18.

La partenza della final race ieri a Napoli. Foto Martin Raget

Spithill esce dai nostri rifiuti a va a sinistra mentre Piranha è il primo ad agganciare la nuova aria post-pioggia e vola lontano. Noi lottiamo con Energy per la terza posizione. Gli incroci vengono chiamati a velocità da cat… quindi con enorme anticipo. Puggiare dietro andando verso la layline di destra si rivela spesso un vantaggio decisivo. I limiti virtuali del campo di regata sono la nota negativa. Fa strano sentire Hutchinson che chiama “100 metri al limite…. 75 metri al limite… 30 metri al limite” , mentre la luce verde inizia a lampeggiare forsennatamente. Come se ci fosse un muro invalicabile… si finisce spesso per virare per non prendersi una penalità “da evasori” piuttosto che per sagacia tattica. Ah, vecchie layline, vi difenderemo a spada tratta.

Il giro alla seconda boa di Artemis

Il bello arriva quando 7-9 nodi da Libeccio seguono la pioggia. Alla seconda boa di bolina puggiamo sollevandoci su uno scafo, con il gennaker che si apre e l’ooohhhh condito da applausi del pubblico presente sulla barca-boa. Foto a raffica con ogni “device” disponibile. Appena la pressione arriva, l’ala si scatena e si riesce a poggiare moltissimo con il caro vento apparente. 16-17 nodi in un attimo, il doppio del vento reale presente sul campo. Niente di nuovo, quindi, solo una tecnologia tirata al massimo, i migliori velisti e un’efficienza superiore.

Siamo ormai terzi e non resta che matchare Energy per consolidare la posizione. Il match race, a velocità e distanze diverse da quello classico con i monoscafi, appare comunque possibile e tutto è spinto verso il limite. Alla fine Piranha stravince e va a prendersi l’uragano di applausi del pubblico assiepato su ogni scoglio di Via Caracciolo, in ogni tetto e finestra disponibile sul lungomare. Davvero coinvolgente Napoli, quanto a passione, tanto che gli stessi velisti sembrano sorpresi da tanto affetto.
Anche noi tagliamo la linea d’arrivo, praticamente all’ingresso del porto di Mergellina. Ci prendiamo la nostra dose di applausi, con Terry Hutchinson che, decisamente soddisfatto, si complimeta con i suoi con il classico “Good job guys”.

Terry Hutchinson al timone del suo AC45. La nostra posizione, come ospite, era sulla reticella a poppavia della traversa poppiera

Che dire? Questi attrezzi in mano ai migliori velisti al mondo sono uno spasso. Al pubblico generalista piacciono e il formato in video funziona benissimo. Dal vivo contano gli scafi alzati, le scuffie, i sorpassi. Chi ha pensato tutto questo aveva la MotoGP e la Formula 1 come modelli. Per cui dovremo abituarci ad alcune distorsioni veliche sull’altare dell’audience. Tutto questo, poi, sarà proiettato all’infinito sui grandi e misteriosi AC72 dalle ali alte 40 metri. Tutti in coro, a parte Spithill che sembra ormai un professore universitario di marketing quanto a capacità di comunicare la nuova Coppa, dicono che ci sono dubbi, timori e molta incertezza sulle reali prestazioni dei mostri prossimi venturi. La vera Coppa sarà tra poco più di un anno a San Francisco, in un evento che ACEA fatica a lanciare. Le AC World Series sono affrontate da team ridotti visto che il core-business è il 72.

Nella Bay Area non ci sarà la passione di Napoli, i team saranno cinque (compreso il defender) e il vento molto. Mentre Luna Rossa parte con il piede giusto, vincendo all’esordio con gli AC45, alcuni dei suoi ragazzi ci confidano che la notte si sognano già le cavalcate sugli AC72, ma con non pochi sudori freddi… Cosa succederà, Max Sirena ci dice che probabilmente vincerà chi saprà osare di più senza rompere. Potrebbe davvero essere così, intanto godiamoci questi AC45 e questi supervelisti, sinora senz’altro la cosa migliore di questa nuova Coppa che per il resto fatica ancora a decollare. Grazie ad Artemis, a Terry Hutchinson e a Jennifer Hall per la splendida opportunità.

Napoli, 15 aprile– E Luna Rossa vince alla prima. Lo fa con il Piranha, l’AC45 timonato da Chris Draper e con Francesco Bruni alla tattica (a bordo anche Pierluigi De Felice, Nick Hutton e Dave Carr). Un buon modo per iniziare la quarta campagna di America’s Cup per il team di Patrizio Bertelli, che infatti dice “vincere a Napoli con una barca che si chiama Luna Rossa” è il massimo. Tanto più che Luna Rossa prosegue da dove era rimasta, ovvero… battendo Oracle che, come si ricorderà, era stato superato per 5 a 1 nella semifinale della Louis Vuitton Cup di Valencia 2007. Una rivalità già accesa, che l’abbraccio di Patrizio Bertelli a Jimmy Spithill non riesce a stemperare. Tutto questo è un preview, senza alcun valore per la classifica vera e propria della prossima Coppa ma sicuramente significativo quanto a impatto mediatico e incubatore di dubbi in un defender che (vedi anche voci sulla posizione di Russell Coutts) non sembra più l’imbattibile e poderosa corazzata del 2011.

La regata decisiva a punteggio maggiorato, disputata tanto per cambiare in parte ancora sotto la pioggia davanti a migliaia di napoletani che assiepevano ogni posto disponibile tra Via Caracciolo e Mergellina, è stata dominata da Luna Rossa Piranha, che è rimasta in testa sin dalla prima boa. “Chris Draper ci ha regalato una splendida partenza e sapevamo che se fossimo partiti in testa avremmo potuto farcela e così è stato”, ha detto il tattico Francesco Bruni.

Una regata che abbiamo vissuto dal di dentro, come sesto uomo a bordo di Artemis di Terry Hutchinson, come vi racconteremo in un’altra news dedicata.

L’equipaggio di Piranha festeggia la vittoria. Foto Borlenghi

In precedenza Artemis aveva vinto l’evento a match race, superando prima Luna Rossa Swordfish in semifinale e poi Piranha in finale.

Unico a resistere in parte al Piranha, mentre il vento arrancava sotto la pioggia per poi rispuntare sotto le nuvole da SSW sui 7-9 nodi, era proprio Oracle Spithill, con Jimmy che cercava di incalzare gli ex compagni della campagna 2007 riuscendo ad avvicinarsi alla seconda boa di poppa ma senza mai avere una chance di sorpasso. Terzo Artemis, dove Terry Hutchinson è riuscito a rimontare dopo un primo giro di boa in penultima piazza. Emirates Team New Zealand conclude la regata finale al settimo posto perdendo tutto in un colpo la leadership di tutta una settimana e il secondo posto, che va a Spithill con i kiwi terzi. Luna Rossa Swordfish (Campbell James, Sirena, Modena, Marino, Richardson) conclude nona la prova ed è sesta nella classifica finale.

La folla di Napoli segue la regata di Luna Rossa Swordfish. Foto Trombetta/Borlenghi

Decine di migliaia i napoletani che hanno assistito alla regata, impazzendo di gioia quando Luna Rossa ha concluso in testa la regata, tanto che Luna Rossa ha a lungo omaggiato i suoi tifosi navigando per lunghi minuti vicino alla scogliera di Mergellina.

Francesco Bruni “innaffiato” di champagne dopo l’arrivo. Foto Borlenghi

Ecco in questo video le dichiarazioni dello skipper Max Sirena e del patròn Patrizio Bertelli:

La nostra intervista a Francesco Bruni:

Piranha durante la regata. Foto Martin Raget

La vera partita sarà come noto a San Francisco 2013 e lo stesso Sirena ha detto come “il terreno sia vergine un po’ per tutti e vedremo di capirci qualcosa con i grandi AC72”. Si chiude così la prima delle ACWS in Italia. Un evento che ha premiato (con merito) quella Napoli che ci ha creduto, una città che abbiamo trovato (e lo immaginavamo) pronta ad appassonarsi al tifo sportivo per una barca italiana ma anche (e questa è stata una piacevole sorpresa) capace di pensare in grande e di realizzare imprese in passato troppe volte fallite. L’entusiasmo del sindaco e della società di scopo ACN è alle stelle e già si tratta con ACEA/ACRM per rivedere il contratto per il 2013 a condizioni più favorevoli.

La folla alla premiazione nel Public Village. Foto Martin Raget

E l’evento? Nel formato video destinato al web e alla TV funziona, dal vivo un po’ meno e solo l’entusiasmo di Napoli lo ha reso visibile in città. Tecnicamente da eliminare i limiti virtuali al campo di regata, incomprensibili da un punto di vista velico. La TV comanda i tempi e a volte, come sua caratteristica, esagera (vedi mancata trasmissione dei match race), però il pubblico generalista pare apprezzare. La partita è ora con gli AC72, a cui tutti i cinque team che ci arriveranno (Oracle, Artemis, Luna Rossa, ETNZL ed Energy Team) pensano intensamente, viste le grosse incognite che prospettano.

Patrizio Bertelli si complimenta con Max Sirena. Foto Borlenghi

 

Classifica finale ACWS Napoli (N.B. l’ultima prova assegna 50, 30, 20, 15, 10, 9, 8, 7, 6 punti)

1. Luna Rossa – Piranha (Chris Draper), 6-6-2-3-3-4-1 pt. 92

2. ORACLE Racing – Spithill (James Spithill), 1-3-7-4-2-2-2 pt. 77

3. Emirates Team New Zealand (Dean Barker), 3-1-1-1-7-1-7 pt. 60

4. Energy Team (Yann Guichard),  2-4-8-5-1-7-4 pt. 54

5. Team Korea (Nathan Outteridge), 4-2-5-6-5-5-5 pt. 49

6. Luna Rossa – Swordfish (Paul Campbell-James), 7-5-6-2-8-3-9 pt. 41

7. Artemis Racing (Terry Hutchinson), dnf-dns-3-7-6-8-3 pt. 40

8. ORACLE Racing – Bundock (Darren Bundock), 5-dns-4-8-4-6-6 pt. 37

9. China Team (Fred Le Peutrec), dnf-dns-9-9-9-9-8 pt. 15

Appuntamento a Venezia dal 12 al 20 maggio

 

Napoli- Segui qui la diretta della giornata finale delle ACWS di Napoli. Il programma parte alle ore 12:50 con le semifinali del match race con Luna Rossa Swordfish vs Artemis e Luna Rossa Piranha vs Oracle Bundock. A seguire gli speed trial. Alle ore 14.55 la regata conclusiva di flotta decisiva a punteggio quintuplo. La diretta streaming partirà alle ore 14:30.

Oggi gli AC45 regateranno con le wing extension, che porteranno l’altezza dell’ala a 25,5 metri.

Condizioni meteo al momento cielo grigio e vento da Sud. Previsione S 10-12 nodi.

Classifica Fleet Races

1. Emirates Team New Zealand (Dean Barker), 3-1-1-1-7-1 pt. 52
2. ORACLE Racing – Spithill (James Spithill), 1-3-7-4-2-2 pt. 47
3. Luna Rossa – Piranha (Chris Draper), 6-6-2-3-3-4 pt. 42
4. Team Korea (Nathan Outteridge), 4-2-5-6-5-5 pt. 39
5. Energy Team (Yann Guichard),  2-4-8-5-1-7 pt. 39
6. Luna Rossa – Swordfish (Paul Campbell-James), 7-5-6-2-8-3 pt. 35
7. ORACLE Racing – Bundock (Darren Bundock), 5-dns-4-8-4-6 pt. 28
8. Artemis Racing (Terry Hutchinson), dnf-dns-3-7-6-8 pt. 20
9. China Team (Fred Le Peutrec), dnf-dns-9-9-9-9 pt. 8

Luna Rossa Piranha. Foto Martin Raget

 

Aggiornamento ore 11:20-ACRM ha appena deciso di annullare le regate della giornata. Troppo vento e onda, difficile varare gli AC45.

In conferenza stampa il capo di ACRM Iain Murray e il presidente del comitato di regata Harold Bennet hanno spiegato come si sia trattato essenzialmente di un problema logistica nei rischi legati al varo e all’alaggio degli AC45 e delle loro ali con onda lunga e raffiche di vento. “Nel campo di regata abbiamo misurato un vento tra i 22 e i 25 nodi, per cui era possibile regatare, la nostra decisione, con una giornata ancora da disputare, è stata legata essenzialmente all’esigenza di non danneggiare le barche nei vari”.

La conferenza stampa in cui Iain Murray annuncia l'annullamento delle regate

Il programma di domani prevede, a partire dalle ore 12:30:

Semifinali di match race tra Artemis vs Luna Rossa Swordfish e Oracle Bundock vs Luna Rossa Piranha. A seguire la finale di match race.

Poi alcuni speed trial.

A seguire la settima regata di flotta, quella finale a punteggio moltiplicato per 5 che sarà decisiva per la vittoria nel fleet championship.

L’opinione di Max Sirena, skipper di Luna Rossa

Max Sirena. Foto Borlenghi

Max Sirena, skipper di Luna Rossa, ha detto di condividere la decisione. “Non si potevano rischiare le barche ai vari e credo sia stata la scelta giusta. Le condizioni sarebbero state dure ma possibili”. Ne abbiamo approfittato per chiedere a Sirena alcune valutazioni sugli AC45 in tali condizioni. “Il problema è l’onda e poi avremmo dovuto rientrare in serata con vento molto forte, visto che c’era una previsione di aumento. Non potevamo rischiare le barche. Sino a oggi abbiamo comunque regatato tanto e crediamo sia stata una decisione saggia”.

E sui famosi “limiti virtuali” al campo di regata, che tanto fanno storcere il naso ai velisti, cosa pensa Max? “Dobbiamo partire dal presupposto che la vela è uno sport difficile… vado in barca da quando son piccolo e mio padre ancora non ha capito che cos’è una layline. Quando ci sono delle cose nuove sono sempre difficili da accettare e siamo ancora in una fase iniziale nell’approccio a queste regate. Analizzando la regata di ieri abbiamo comunque visto che crea un po’ di confusione ma anche che questa innovazione può essere utilizzata per guadagnare su un avversario, un po’ come avviene nei match race tradizionali quando si incontra un ostacolo. Da regatante, quindi, può anche essere un’opportunità”.

Abbiamo chiesto a Max Sirena anche un’opinione sull’influenza che la televisione sta avendo sulla vela professionale. Vi è una tendenza, a nostro avviso, che potrebbe anche finore con lo snaturare il nostro sport. Fino a dove si può spingere il necessario compromesso? “Non credo spetti a me dirlo, non lo so. Mi pare un po’ strano, però, sentire certi commenti… alla fine qui ci sono velisti di calibro internazionale, tonnellate di medaglie olimpiche, ci sono i migliori velisti al mondo. Se ci sono i migliori velisti alla fine vuol dire che l’evento non è poi così male. Cerco di essere obiettivo… all’inizio tutti parlavano male e scartavano i catamarani dicendo che i migliori non ci sarebbero mai andati, ma alla fine son tutti qui. Per andare veloci, a prescindere dalla barca, ci vogliono i migliori velisti e sono tutti qua. Semplicemente bisognerà dare un po’ di tempo per assimilare i cambiamenti. Sull’influenza della televisione non sta a me dirlo, non possiamo controllarlo noi. Hanno deciso di perseguire questa strada e bisogna dargli il tempo di farlo”.

Da skipper di Luna Rossa, Max Sirena avrà però senz’altro la responsabilità del futuro AC72 a San Francisco, dove ci sarà un bel chop, vento a 20-25 nodi e acqua freddissima. Sarà un bel cavallo imbizzarrito? “Sarà molto più di un cavallo imbizzarrito, gli AC45 in confronto sono degli Optimist… Stamani mi sono venuti a chiedere delle opinioni sull’ospite che dovremo portare sull’AC72 (vedi foto della safe cell nella news di ieri, Ndr)… Bisognerà trovare qualcuno che avrà il coraggio di salirci visto che per noi velisti sarà dura. Ma d’altra parte bisognerà spingere al massimo, anzi credo che alla fine vincerà chi avrà il coraggio di spingere al massimo”.

 

Napoli- Quinta giornata delle AC World Series di Napoli. In programma le semifinale e la finale di match race, a seguire altre due prove di flotta. Il vento al momento è da Nord Ovest, rafficato e sui 20 nodi. Cielo nuvoloso ma mon piove, almeno per ora.

E’ stato già deciso che non verranno disputate per il troppo vento le Semifinali a match race: Artemis vs Luna Rossa Swordfish e Oracle Bundock vs Luna Rossa Piranha.

Questo il player video per seguire la diretta streaming (diretta streaming web e TV su Italia 1 dalle ore 14):

Classifica delle regate di flotta

1. Emirates Team New Zealand (Dean Barker), 3-1-1-1-7-1 pt. 52
2. ORACLE Racing – Spithill (James Spithill), 1-3-7-4-2-2 pt. 47
3. Luna Rossa – Piranha (Chris Draper), 6-6-2-3-3-4 pt. 42
4. Team Korea (Nathan Outteridge), 4-2-5-6-5-5 pt. 39
5. Energy Team (Yann Guichard),  2-4-8-5-1-7 pt. 39
6. Luna Rossa – Swordfish (Paul Campbell-James), 7-5-6-2-8-3 pt. 35
7. ORACLE Racing – Bundock (Darren Bundock), 5-dns-4-8-4-6 pt. 28
8. Artemis Racing (Terry Hutchinson), dnf-dns-3-7-6-8 pt. 20
9. China Team (Fred Le Peutrec), dnf-dns-9-9-9-9 pt. 8

Artemis e Luna Rossa. Foto Martin Raget

Napoli, 13 aprile- Accidenti come piove oggi a Napoli… Non smette mai, con il vento che cerca spazio tra nuvole e goccioloni faticando non poco. Alla fine ne esce un Grecalino ballerino e instabile tra i 4 e i 9 nodi che fa impazzire gli equipaggi. Gli AC45 riescono a regatare comunque, con due prove da lotteria che alla fine premiano rispettivamente Energy Team e i soliti kiwi di Emirates Team New Zealand, arrivati alla quarta vittoria su sei prove. Luna Rossa continua la sua curva di crescita ed è spesso davanti. Piranha ottiene un 3 e un 4 che la portano al terzo psoto nella generale. Swordfish risponde con un ottavo e un terzo, per un sesto posto in classifica, e vince il match race contro Energy guadagnandosi l’accesso alla semifinale di domani contro Artemis (nell’altra semifinale tra Luna Rossa Piranha se la vedrà con Oracle Bundock).

Luna Rossa Swordfish ed ETNZL in regata oggi. Foto Martin Raget

“E’ stata davvero dura. L’onda lunga ha sovvertito il normale ordine delle cose, costringendoci a surfare durante la bolina e a navigare contro il moto ondoso quando ci siamo ritrovati di poppa”, ha spiegato un sorridente Chris Draper, timoniere di Luna Rossa Piranha, “I salti del vento sono stati continui e importanti, al punto che, in occasione degli incroci, non avevi certezza di essere libero sino all’ultimo: Francesco Bruni è stato davvero bravissimo”.

Oracle Spithill si riscatta con doppio secondo, anche se rosica un po’ per la rimonta dei kiwi nella seconda regata. I big team sono davanti, con il solo Artemis che continua nella sua settimana no (oggi 6-8), e questa pare essere già l’ovvia norma dell’America’s Cup che sarà. La logistica degli AC45 è un labirinto, con il monta-smonta-trasporta-regola-slitta-gru-carrella che impegna tutti i team per ore. Nel capannone Artemis continua a riparare l’ala danneggiata due giorni fa (sta regatanto con quella dell’ex-Aleph). Scoviamo lì un artefatto che ci farà immaginare come saranno le regate sui futuri AC72. Ecco la foto…

Il seggiolino di carbonio della Safe Cell che sarà montata sugli AC72. Foto Tognozzi

Di cosa si tratta? Del seggiolino della Safe Cell destinata all’ospite degli AC72, sarà una vera cellula degna di Star Trek, con tanto di video, ossigeno, schermi dati, bottoni d’allarme. Fantascienza e Formula 1 mischiare insieme in un mezzo a vela. Il progetto è comune e tutti gli AC72 dovranno averne una…

Una richiesta, se ci è consentito, togliete per favore questi limiti virtuali al campo di regata. Visti dall’acqua sono incomprensibili e assurdi. Dei limiti geometrici a un campo di regata esistono già, e si chiamano lay line. Queste si spostano angolarmente secondo le oscillazioni e l’intensità del vento. Quando una barca arriva in layline deve virare, pena perdere acqua. capiamo che le linee servono a far comprendere la regata in video, ma vedere delle virate quando tatticamente non c’è nessun motivo per farlo, o c’è un’onda che sconsiglia tale manovra, non è proprio marinaresco. Lasciamo almeno qualcosa della “vecchia” vela, così… tanto per gradire quello sport fatto con mezzi a propulsione velica che si spostano sull’acqua.

Gli AC45, d’altra parte, sono davvero veloci. Con lo sputo di vento di oggi, arrivano a superare i 12-14 nodi al lasco e toccano i 9-10 in bolina. I velisti sono spinti sempre al limite dell’assetto. Manuel Modena ci dice che “Si cinghia sempre e gli assetti sono fondamentali, mi pare di essere tornato in deriva”. Questi ragazzi sono bravissimi e la sfida è lanciata. Cosa succederà sugli AC72 è tutto da scoprire. Per noi ma anche per loro… Partita alla pari per tutti i big team e Oracle che rischia di perdere il suo vantaggio se non economico almeno tecniologico? Potrebbe anche essere, per chi saprà trovare qualche idea vincente.

La nostra intervista a Manuel Modena (Luna Rossa Swordfish) sulla tecnica di match race con gli AC45:

La nostra intervista a Chris Draper, timoniere di Luna Rossa Piranha:

Il programma di domani prevede, a partire dalle 13.30, lo svolgimento di due match race – Emirates Team New Zealand vs Artemis Racing e Energy Team vs Luna Rossa Swordfish – cui seguiranno due regate di flotta.

Fleet Racing Championship – Classifica provvisoria dopo sei prove
1. Emirates Team New Zealand (Dean Barker), 3-1-1-1-7-1 pt. 52
2. ORACLE Racing – Spithill (James Spithill), 1-3-7-4-2-2 pt. 47
3. Luna Rossa – Piranha (Chris Draper), 6-6-2-3-3-4 pt. 42
4. Team Korea (Nathan Outteridge), 4-2-5-6-5-5 pt. 39
5. Energy Team (Yann Guichard),  2-4-8-5-1-7 pt. 39
6. Luna Rossa – Swordfish (Paul Campbell-James), 7-5-6-2-8-3 pt. 35
7. ORACLE Racing – Bundock (Darren Bundock), 5-dns-4-8-4-6 pt. 28
8. Artemis Racing (Terry Hutchinson), dnf-dns-3-7-6-8 pt. 20
9. China Team (Fred Le Peutrec), dnf-dns-9-9-9-9 pt. 8

Semifinali Match Race

Luna Rossa Swordfish vs Artemis

Luna Rossa Piranha vs Oracle Bundock

Luna Rossa Piranha trasportata alla base, la piattaforma precede l’ala. Foto Tognozzi
Jimmy Spithill firma la bottiglia magnum di Moet & Chandon, champagne ufficiale della 34 America’s Cup

 

Napoli, 13 aprile- Segui gui la diretta delle due prove di flotta della terza giornata di regate delle AC World Series a Napoli. La diretta streaming inizia alle ore 14:00

La classifica dopo 4 prove

1.ETNZL, 3-1-1-1, tot 38

2.Oracle Spithill, 1-3-7-4, tot 29

3.Luna Rossa Piranha, 6-6-2-3, tot 27

4.Team Korea, 4-2-5-6, tot 27

5.Energy Team, 2-4-8-5, tot 25

6.Luna Rossa Swordfish, 7-5-2-3, tot 24

7. Oracle Bundock, 5-dns-4-8, tot 16

8.Artemis, dnf-dns-3-7, tot 12

9.China Team, dnf-dns-9-9, tot 4

 

Napoli, 12 aprile- Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand sono i protagonisti della seconda giornata delle AC World Series, vista in diretta dai moli di Mergellina e Via Caracciolo da migliaia di napoletani in una splendida giornata di sole con brezza da SSW tra gli 8 e gli 11 nodi.

Luna Rossa Piranha all’arrivo di una delle prove. Foto Martin Raget

I kiwi hanno vinto nettamente le prime due regate, con un vantaggio enorme sul resto della flotta. Luna Rossa Piranha ha ottenuto un secondo e un terzo nelle prime due prove, seguito da un quarto nella prova di riserva, che varrà come recupero nel caso non venga disputata per maltempo quella finale di domenica a punteggio maggiorati (di valore 5 volte superiore alle altre prove). Luna Rossa Swordfish ha ottenuto un sesto e un secondo nelle prime due prove e ha vinto la regata di riserva.

La folla di napoletani sul molo di Mergellina per seguire le regate. Foto Tognozzi

“Abbiamo commesso un errore in strambata nella prima prova, quando eravamo secondi”, ha detto lo skipper Max Sirena, “ma poi tutto è andato molto bene. Il livello è altissimo e ogni errore si paga duramente, a maggior ragione a causa della velocità degli AC45. Siamo molto soddisfatti di come ha reagito il team alla giornata di ieri e abbiamo regatato bene entrando sempre in fase con il vento. Oggi la brezza oscillava decisamente e non era facile interpretarla. Noi ci siamo riusciti”.

Giornata no, invece, per i due Oracle. Spithill ha ottenuto un 7-4 mentre Bundock un 4-8. Ancora peggio per loro la regata di riserva, con un ottavo e un sesto posto.

Nei match race che avevano aperto la giornata, vittorie per Artemis contro China Team, Oracle Bundock contro Oracle Spithill e per Luna Rossa Piranha contro Team Korea.

Su ETNZL ha regatato oggi come ospite in una prova Francesco de Angelis, mentre su Luna Rossa Piranha è salito per race 2 il presidente del Circolo della Vela Sicilia Agostino Randazzo.

Per domani previsto di nuovo peggioramento, con vento di Scirocco tra i 10 e i 16 nodi.

Nostra intervista a Max Sirena, dopo la seconda giornata, con anche qualche immagine del tifo napoletano:

Nostra intervista a James Spithill dopo day 2:

La classifica dopo 4 prove

1.ETNZL, 3-1-1-1, tot 38

2.Oracle Spithill, 1-3-7-4, tot 29

3.Luna Rossa Piranha, 6-6-2-3, tot 27

4.Team Korea, 4-2-5-6, tot 27

5.Energy Team, 2-4-8-5, tot 25

6.Luna Rossa Swordfish, 7-5-2-3, tot 24

7. Oracle Bundock, 5-dns-4-8, tot 16

8.Artemis, dnf-dns-3-7, tot 12

9.China Team, dnf-dns-9-9, tot 4

La regata di riserva è stata vinta da Luna Rossa Swordfish, 2.Energy; 3.Artemis; 4. Luna Rossa Piranha; 5.China Team; 6.Oracle Bundock; 7.ETNZL; 8.Oracle Spithill; 9.Team Korea

Il replay della giornata:

Il programma di domani prevede, a partire dalle 13.30, lo svolgimento di due match race – Emirates Team New Zealand vs Artemis Racing e Energy Team vs Luna Rossa Swordfish – cui seguiranno due regate di flotta.

Napoli, 11 aprile- Due regate in condizioni dure, 18-2o nodi di Scirocco e un metro e mezzo d’onda nella prima prova e 22-24 nodi con due metri d’onda nella seconda, oggi a Napoli per l’avvio delle AC World Series. Le due prove sono state vinte rispettivamente da Oracle Spithill e da Emirates Team New Zealand, in entrambi i casi con notevole vantaggio. Non brilla Luna Rossa, che ottiene il sesto e settimo posto nella prima prova e il quinto e sesto nella seconda.

Scuffia per Artemis alla terza boa di bolina della prima prova (puggiata fatale), con danni all’ala. “Ci aspettavamo sole e sette nodi di vento, invece 20 nodi, pioggia e onda”, ha detto Terry Hutchinson skipper di Artemis, “d’altra parte queste potranno essere le condizioni rpevalenti a San Francisco, per cui bisognerà abituarsi…”.

Artemis ingavona in puggiata e va a scuffiare. Foto Borlenghi

Dean Barker dopo la prima giornata (3-1 per ETNZL)

James Spithill dopo la prima giornata (1-3 per Oracle Spithill)

Max Sirena sulle difficoltà tecniche di condurre gli AC45 con onda formata (Luna Rossa Swordfish oggi 7-5)

Francesco Bruni dopo la prima giornata (Luna Rossa Piranha 6-6)

 

La classifica dopo la prima giornata

1. Emirates Team New Zealand, 3-1
2. ORACLE Racing – Spithill, 1-3
3. Team Korea, 4-2
4. Energy Team, 2-4
5. Luna Rossa – Swordfish, 7-5
6. Luna Rossa – Piranha, 6-6
7. ORACLE Racing – Bundock, 5-dns
8. Artemis Racing, dnf-dns
9. China Team, dnf-dns

Domani il programma prevede tre match race: Artemis vs China Team, Oracle Spithill vs Oracle Bundock, Team Korea vs Luna Rossa Piranha

A seguire altre due prove di flotta (a partire dalle ore 14:15)

 

 

Napoli- Ci siamo. Da domani fino a domenica gli occhi di tutto il mondo velico saranno puntati sul Golfo di Napoli per le AC World Series. I nove AC45 da sette team disputeranno, a partire dalle ore 14:15, due regate di flotta. Luna Rossa Piranha, Luna Rossa Swordsifh, Artemis, Emirates Team New Zealand, Oracle Spithill, Oracle Bundock, Team Korea, Energy Team e China Team saranno sulla linea di partenza e non mancherà l’adrenalina, visto che la previsione parla di Scirocco sui 20 nodi nel Golfo.

Napoli, che è stata l’unica città a pagare davvero i 5 milioni di euro richiesti dagli organizzatori, conta di avere un notevole ritorno d’immagine da questo evento. Saremo presenti per vedere come andrà e riferirvi. Precisiamo un dato importante: la vera America’s Cup si disputerà con gli AC72 a San Francisco nel 2013 e a quella sono rivolti gli sforzi dei team maggiori che la disputeranno (il defender Oracle, il challenger of record Artemis e gli sfidanti Luna Rossa, ETNZL ed Energy Team).

Luna Rossa ed ETNZL in allenamento verso Castel dell’Ovo. Foto Martin Raget

Questo il programma completo della settimana:

11 aprile – 14:15 – Due regate di flotta
12 aprile 12 – 13:30 – Match race (3x); 14:15 – Due regate di flotta
13 aprile 13 – 13:30 – Match race (3x); 14:15 – Due regate di flotta
14 aprile 14 – 13:30 – Match race (semi-finale, finale); 14:15 – Due regate di flotta
15 aprile 15 – 13:50 –  AC500 – Gare di velocita’; 14:55 – Una regata di flotta (punteggio ponderato);

I due equipaggi di Luna Rossa: su Piranha Draper, Bruni, De Felice, Hutton e Carr. Su Swordfish Campbell-James, Richardson, Sirena, Modena e Marino

Grande attesa per il debutto di Luna Rossa, che si presenterà sulla linea di partenza con due equipaggi guidati rispettivamente da Paul Campbell-James e Chris Draper, mentre Artemis Racing tenterà di avvicinare i battistrada e di tenere a debita distanza ORACLE Racing Bundock. Team Korea, guidato dal pluri titolato Nathan Outteridge, e Energy Team cercheranno di confermare i netti miglioramenti mostrati a San Diego, teatro dell’ultimo appuntamento del 2011. In cerca di gloria anche China Team che, con il nuove skipper Fred Le Peutrec, è reduce da una lunga sessione di allenamento in quel di Sanya.

Durante il week end di Pasqua, Yves Carcelle, presidente e CEO di Louis Vuitton, storico partner dell’America’s Cup, ha avuto modo di navigare come ospite a bordo di uno degli AC45: “Rispetto ai vecchi monoscafi, gli AC45 richiedono doti atletiche decisamente superiori. A bordo c’è tanto lavoro da fare e tutti gli uomini dell’equipaggio sono spinti al limite. L’azione non si ferma mai. A fine giornata non c’è da stupirsi se i ragazzi sono totalmente esausti”.

Farevelanet sarà presente a Napoli da domani fino a domenica, con servizi, commenti e interviste.

Lo streaming live sarà disponibile sul canale YouTube dell’America’s Cup e sul sito internet dell’evento (www.americascup.com). Le regate saranno trasmesse anche in TV, in diretta su Italia 1 (nel week end) e Italia 2 con il commento di Stefano Vegliani e Alberto Barovier.

Gli skipper alla conferenza stampa di stamani a Napoli

Questa mattina si è svolta a Castel dell’Ovo la conferenza stampa di presentazione. Queste le dichiarazioni principali:
Paolo Graziano – Presidente di AC Napoli, il comitato organizzatore locale: “Ringrazio gli equipaggi e tutte le persone che hanno creduto in questa città. Credo che, in termine di organizzazione e città, le cose siano andate bene, oltre le aspettative. Napoli sta offrendo il meglio di sé. Spero che attraverso eventi del genere, Napoli possa dimostrare ciò che è: una bellissima città e un posto adatto ad accogliere eventi importanti come le AC World Series”.

Iain Murray, direttore sportivo della 34ma America’s Cup: “In nome dei team e di tutti coloro che collaborano con l’America’s Cup voglio ringraziare Napoli e tutti coloro che hanno lavorato alla riuscita di questo evento. Siamo in una città fantastica e non vediamo l’ora di dare inizio alle regate. La cerimonia di apertura e il Villaggio Regata, così come l’affetto con il quale il pubblico ha abbracciato la manifestazione sono stati davvero fantastici. Tutto è più grande e migliore di quanto abbiamo visto sino ad oggi. Grazie davvero”.

Dean Barker, skipper di Emirates Team New Zealand: “E’ un’emozione completamente diversa rispetto a quelle che abbiamo vissuto in passato. L’adrenalina che si prova sull’AC45 nel momento in cui navighi con vento forte non ha davvero pari: è davvero difficile non sorridere dopo una giornata del genere”.

James Spithill, skipper di ORACLE Racing Spithill: “Il gioco è cambiato: i percorsi e le regate si svolgono a ridosso della costa. Vedere la folla riempire il lungomare è stato davvero emozionante e già mi immagino cosa succederà nel corso del week end. Per noi velisti, sentire la folla urlare e fare il tifo è qualcosa di unico, che ti fa sentire come una star del calcio. I supporter italiani non hanno rivali al mondo e renderanno questo evento assolutamente fantastico”.

Terry Hutchinson, skipper di Artemis Racing: “Nei giorni passati abbiamo sperimentato differenti condizioni meteo e abbiamo capito che la situazione è resa ancor più complicata dalla presenza delle montagne a ridosso della costa. Fortunatamente le previsioni parlano in prevalenza di una normale sea breeze. Ma anche l’interpretazione della situazione meteo fa parte della sfida: tutti dobbiamo fare i conti con i capricci di Eolo. Qui, più che altrove, la regata finisce dopo che hai tagliato la linea di arrivo”.

Darren Bundock, skipper di ORACLE Racing Bundock: “Ci siamo allenati molto con ORACLE Racing Spithill in quel di San Francisco, anche se talvolta abbiamo spinto troppo sull’acceleratore e abbiamo sofferto qualche collisione. Ora, però ci sono ben otto team da battere. Siamo quarti assoluti: se vogliamo avvicinare chi ci sta davanti dobbiamo superare Emirates Team New Zealand, Artemis Racing e lo stesso Spithill”.

Nathan Outteridge, skipper di Team Korea: “Al momento non sono ancora soddisfatto. Per migliorare la mia preparazione ho approfittato del gioco sviluppato per l’iPhone delle AC World Series. Sono riuscito ad abbassare il mio tempo fino a 31 secondi: non male se si pensa che sono partito da 35. Ora, però, credo sia meglio tornare a navigare veramente”.

Yann Guichard, timoniere di Energy Team: “Durante l’inverno non ci siamo alleanti con l’AC45, ma non siamo stati con le mani in mano. Tutti i componenti del team hanno proseguito i propri progetti personali. Loick Peyron, ad esempio, ha stabilito un nuovo record sul giro del mondo. Io ho varato un MOD70 e ho navigato cinque giorni a settimana a partire da gennaio, coinvolgendo nelle sessioni i ragazzi di Energy Team”.

Fred Le Peutrec, skipper di China Team: “Più di una volta mi sono fermato a pensare quanto sia grande l’opportunità che abbiamo di condividere il campo di regata con team così prestigiosi. Per quanto ci riguarda, sono solo cinque giorni che navighiamo su questa barca insieme. Siamo un team nuovo, che include un solo velista con esperienza specifica. Ci muoviamo passo dopo passo, concentrandosi sulle manovre e sul lavoro a bordo, aspetti che, per ora, sono prioritari rispetto al risultato”.

Max Sirena, skipper di Luna Rossa: “Ho iniziato la mia carriera come prodiere e ora mi ritrovo in pozzetto a ricoprire un ruolo molto importante: è un grande onore ed è tempo di dimostrare se sono all’altezza del compito. Siamo davanti a una nuova era, ma come sempre accade devi contare sugli uomini migliori se vuoi essere tra i favoriti. Ero con ORACLE Racing durante l’ultima America’s Cup: ho una certa esperienza con l’ala rigida e il mio compito è trasmettere le mie conoscenze al team”.

Chris Draper, timoniere di Luna Rossa: “Penso che la cosa più importante per me e Paul sia la grandezza di Luna Rossa. Abbiamo ricevuto un grande aiuto e siamo davvero grati al team per tutto ciò. Ovviamente le aspettative sono alte. Nei due equipaggi vantiamo uomini di grande esperienza e nonostante questo sia il nostro debutto nelle AC World Series cercheremo di dare ai fan le soddisfazioni che meritano”.

Paul Campbell-James, timoniere di Luna Rossa:  “Gli AC45 e gli Extreme 40 sono barche molto differenti. Il modo di regatare è però molto simile: le gare sono veloci e combattute. Ci conforta sapere che Yann Guichard e Chris Draper, dopo diverse stagioni nell’Extreme 40, hanno fatto molto bene nelle AC World Series dello scorso anno”.

Mondello, 4 aprile- Un Patrizio Bertelli in gran forma ha subito riportato la Coppa a quello che è sempre stata, una sfida senza esclusione di colpi. Durante la conferenza stampa di presentazione di Luna Rossa Challenge conclusasi poco fa al Circolo della Vela Sicilia, il presidente di Prada e di Luna Rossa non le ha mandate a dire… a Mascalzone Latino (“ci sono rimasto molto male quando ho saputo che il primo challenger of record a essersi ritirato nella storia della Coppa era un italiano”)… a Paul Cayard (“Il nostro obiettivo è di disputare la finale della Louis Vuitton Cup contro ETNZL. Il signor Cayard si può anche accomodare…”… a Oracle (“La Coppa è così, bisogna vincerla per cambiarla e le polemiche fanno parte del gioco”).

Patrizio Bertelli, il presidente del Circolo della Vela Sicilia Agostino Randazzo e lo skipper Max Sirena. Foto Tognozzi

Luna Rossa, quindi, torna e lo fa con estrema attenzione e, arriviamo a dire, con forza. La sensazione trasmessa stamattina sotto i pini di Mondello è stata di determinazione e concretezza. Qui sotto trovate le dichiarazioni principali dei protagonisti della conferenza stampa. Max Sirena ha presentato il team, anche se poi ci ha confermato che 2-3 elementi del sailing team saranno integrati in estate e che i contatti con i due fuoriclasse spagnoli Iker Martinez e Xabi Fernandez ci sono stati e sono concreti.

Alle AC World Series di Napoli i due AC45 Luna Rossa:

Su Swordfish Paul Campbell James, Manual Modena, Max Sirena, Emanuele Marino e Alistair Richardson

Su Piranha Chris Draper, Francesco Bruni, Pierluigi De Felice, David Carr, Nick Hutton

La sfida è quella al massimo livello, e Bertelli ha tenuto a precisare che il fattore decisivo della partecipazione di Luna Rossa è stata la possibilità di stringere l’accordo con Emirates Team New Zealand. Accordo che consente, ha detto l’industriale, a noi di avere una base concreta da cui partire per un progetto che prevede sia questa Coppa sia la successiva… “Vedremo con quali barche”.

Patrizio Bertelli con il presidente del CV Sicilia Randazzo

“Come italiano e rappresentante del Made in Italy”, ha detto Bertelli riferendosi a Mascalzone Latino senza peraltro mai nominarlo, “per me l’immagine nel mondo è fondamentale e ci sono rimasto molto male quando ho saputo che il primo challenger of record a essersi ritirato nella storia della Coppa era un italiano. Devo dire che anche questo ha influito nella nostra scelta, ovvero di difendere una storia italiana in Coppa”.

Parole chiare anche sulle polemiche di questi giorni sui soli 4 AC72 in costruzione e l’idea, paventata dallo stesso Larry Ellison, di disputare la Coppa con gli AC45. Non se ne parla nemmeno, ha detto in pratica Bertelli: “Non sta a noi decidere, visto che lo devono fare il defender con il challenger of record, ma posso dire che se qualcuno decidesse di disputare la Coppa nel 2013 con gli AC45 Luna Rossa si ritirerebbe dall’evento ma non accadrà perché la Coppa si farà con gli AC72”.

A Mondello erano presenti: Max Sirena, Francesco Bruni, Paul Campbell-James, Stevie Erickson, Chris Draper, Manuel Modena, Matteo Plazzi per il sailing team. Roberto Biscontini per il team progettuale, l’avvocato Luis Saenz de Mariscal, Antonio Marrai (logistic manager) e Andrea Casimirri (wing).

Un progetto che rappresenta, permetteteci di scriverlo, il meglio di quel made in Italy riconoscibile nel mondo, quella stessa qualità che Prada ovviamente porta all’estero per sua natura. Rappresenta una storia nella Coppa America che prosegue dal 1997 e che ha un notevole appeal sui tifosi italiani e un innegabile fascino nel mondo. Questa campagna pare inziata con il piede giusto e non resta che seguirla con la massima attenzione. I nostri complimenti, come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, per la sponsorizzazione Prada della squadra olimpica azzurra, apprezzata da tutti.

Bertelli, Randazzo e Sirena con il team presente a Mondello

Intervista video allo skipper Max Sirena:

Le dichiarazioni più significative:

Ore 12:42 Bertelli “Il nostro obiettivo è di disputare la finale della Louis Vuitton Cup contro ETNZL. Il signor Cayard si può anche accomodare…”

Ore 12:40 Bertelli “Nessuno di noi non velisti salirà mai su un AC72, troppo rischioso, sono riservati a questi super velisti”.

Ore 12:35 Luis Saenz “Il formato concreto della Louis Vuitton Cup è ancora in discussione”

Ore 12:30 “La Coppa è così, bisogna vincere per cambiarla. Le polemiche fanno parte del gioco. Il nostro budget è di 40 milioni di euro, costruiremo un solo AC72 e il nostro progetto prevede anche a Coppa successiva. Non sarebbe stato così ovvio rientrare in gioco se non avessimo partecipato a questa. Poi vedremo chi vincerà e quali barche ci saranno”.

Ore 12:35 “Mi ha molto offeso il fatto che l’unico challenger of record che si sia ritirato sia stato un italiano. Per noi l’immagine dell’Italia nel mondo è importante”.

Ore 12:30 Bertelli “Saremo in acqua con gli AC72 verso ottobre 2012 in Nuova Zelanda. Per il momento non abbiamo idea di come sarà davvero questa barca, per ora sappiamo che è un cat lungo 72 piedi con un’ala nel mezzo”.

Ore 12:20 Sirena: “L’unica possibilità per noi era quella di appoggiarci a un team forte, per noi la sinergia con ETNZL era l’unico modo. I primi mesi passati in NZL sono stati molto positivi, ci hanno permesso di allenarci con gli AC45. Il protocollo è restrittivo e non possiamo avere scambi di dati in acqua e ci possiamo basare solo sulle osservazioni visive”.

Ore 12:15 Bertelli: “vedremo come sarà la manifestazione con gli AC72, dopo di che valuteremo come proseguire”

Ore 12:10 Bertelli: “Le scelte dipendono dal defender, noi pensiamo che dopo questo grande cambiamento mi sembra impossibile tornare indietro sul 45, se il regolamento dovesse cambiare e tornare indetro dai 72 ai 45 noi non parteciperemmo, ormai la strada è aperta e si avanti così. Se pensavano di tornare ai 45 ci dovevamo pensare prima. Si regaterà con i 72”.

Ore 12:00 Max Sirena presenta i due equipaggi per Napoli:

Su Swordfish Paul Campbell James, Manual Modena, Max Sirena, Emanuele Marino e Alistair Richardson

Su Piranha Chris Draper, Francesco Bruni, Pierluigi De Felice, David Carr, Nick Hutton

Ore 11:55 Parla Agostino Randazzo, presidente del CV Sicilia che consegna il guidone del CV Sicilia allo skipper Max Sirena. Parla ora Patrizio Bertelli: “Venendo giù da Milano, mi sono posto alcune domande su questa partecipazione. L’accordo con New Zealand ci ha dato il modo di partecipare a questa edizione”. “La sfida alla Coppa è in qualche modo itinerante, prima lo YC Punta Ala, poi lo YC Italiano e ora con un club storico di una città bellissima come Palermo, il Circolo della Vela Sicilia”.

Prospettive? Cercheremo di essere vincenti anche se siamo partiti tardi. Il team è tutto nuovo, a parte 5-6 senatori. I catamarani sono un po’ diversi dagli sloop e cercheremo di fare il meglio”

Aggiornamento ore 11:45 Sta per iniziare la conferenza stampa di presentazione qui al Circolo della Vela Sicilia di Mondello. Presente tutta la stampa italiana di settore e generalista, il presidente FIV Carlo Croce, Bruno Troublé di Louis Vuitton e il team al completo. Patrizio Bertelli è appena arrivato in compagnia dello skipper Max Sirena.

Napoli, 2 aprile- Mentre cresce l’attesa per la presentazione ufficiale di Luna Rossa Challenge, prevista per mercoledì 4 aprile alle 12 al Circolo della Vela Sicilia di Mondello (Farevelanet sarà presente con live twitter e facebook), a Napoli oggi si è visto navigare il primo AC45. Si tratta di Team Korea, primo AC45 ad allenarsi in loco in vista delle AC World Series (11-15 aprile) napoletane.

Alcuni degli altri team inizieranno ad allenarsi nei prossimi giorni. Luna Rossa è a Gaeta.

Team Korea in allenamento oggi a Napoli. Foto Martin Raget

Lo skipper australiano Nathan Outteridge, ha avuto oggi il suo “battesimo” a bordo dell’AC45. “Abbiamo avuto circa 10 nodi di brezza marina oggi, e 20 nodi di velocità. E’ stato molto piacevole e positivo come primo giorno di allenamento. Oggi è stato un buon inizio, domani usciremo in mare per una sessione più lunga”.

L’attenzione sul circuito degli AC45 parallelo alla Coppa sta nuovamente crescendo dopo la lunga pausa invernale. Va detto, però, che la vera partita non si sta giocando a Napoli ma altrove, nei 4 team che arriveranno alla Louis Vuitton Cup e Coppa America vera e propria, ovvero alla fase finale di San Francisco 2013 per cui il defender Oracle Racing e gli sfidanti Artemis, Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand stanno costruendo gli AC72.

Proprio la scelta degli AC72, così innovativi ma anche molto costosi e di difficile gestione, ha portato negli ultimi giorni a diverse dichiarazioni autocritiche da parte degli stessi ideatori della rivoluzione. Larry Ellison, che ha pagato personalmente tutto il lancio della nuova Coppa ricevendo in cambio sin’ora ben pochi introiti, ha detto al Wall Street Journal che alla fine sarebbe quasi stato meglio disputare la Coppa con gli AC45. Dichiarazione che ovviamente non è ipotizzabile visto che si tratta di monotipi, mentre il Deed of Gift della Coppa prevede che questa sia anche una sfida progettuale. La cosa, inoltre, non sarebbe possibile anche perché vi sono tre team che hanno regolarmente pagato l’iscrizione e stanno sostenendo notevoli spese per progettare e costruire gli AC72 e le loro enormi ali proprio sulla base del protocollo redatto dal defender.Tornare indietro adesso, oltre che l’ammissione di un fallimento, non aprirebbe che nuove contestazioni di tipo legale. Che una Coppa con soli 4 team a San Francisco sia molto meno di quanto Larry Ellison e la città californiana immaginassero è poi palese.

In questo senso, assai interessante è l’intervista che vSail.info ha fatto a Cascais a Russell Coutts. Lo stesso Coutts, fautore primo della rivoluzione, ammette che vi sono cose che forse andavano fatte diversamente per contenere i costi, mentre difende strenuamente la scelta dei multiscafi, “più adatti a un format televisivo appetibile per gli sponsor e un grande pubblico”.

 

Roma, 22 marzo- Le AC World Series si avvicinano e Oracle Racing organizza un incontro in conference call con James Spithill, 32enne timoniere di uno dei due AC45 del defender e skipper vincitore della 33 America’s Cup su USA 17. Spithill parla da San Francisco, dove si stanno svolgendo le ultime sedute di allenamento degli AC45 di Oracle Racing prima del trasferimento a Napoli, che avverrà verso i primi di aprile. Sappiamo però che si saranno ben altre ali, quelle da 40 metri dei prossimi AC72, a dover essere domate da Spithill e dai migliori velisti al mondo.

James Spithill, skipper vincitore della 33 America’s Cup. Foto Martin Raget

Il timoniere australiano rappresenta quindi l’icona del super velista della nuova Coppa America ipertecnologica. Il buon Jimmy ha studiato bene la lezione e si presta alla parte di uomo immagine per lanciare presso la stampa italiana le regate di Napoli (7-15 aprile). Dopo aver risposto alle domande di prammatica sulla passione del pubblico italiano, “che certamente apprezzerà lo show della nuova Coppa” e per l’eccitazione di tornare in regata a Napoli con gli AC45, vi sono alcune domande più tecniche, tra cui quelle di Farevelanet, da cui traspare dove voglia arrivare il Coutts-pensiero trasmesso con l’accento aussie di Jimmy. Ecco le risposte più interessanti su Luna Rossa (di cui Spithill è stato timoniere nella Coppa numero 32 a Valencia 2007), sugli AC72 (“le barche più fisiche che si saranno mai viste per gli equipaggi”), sulla concorrenza interna nel team e sulle prospettive della Coppa.

FVN Lei conosce bene il team Luna Rossa avendo preso parte alla Coppa 32 a Valencia 2007 proprio con loro. Come vede il loro ritorno in Coppa e come giudica la loro sinergia con Emirates Team New Zealand?

JS Credo che Luna Rossa sia un team fantastico, molto appasionato per ciò che fa nella vela. Max Sirena è un ottimo amico mio ed era con noi quando abbiamo vinto la Coppa numero 33 e ha visto come funzionano certe cose con l’ala. Max è certamente ben educato sui programmi specifici che ci vogliono in una Coppa di questo tipo. Anche Patrizio Bertelli è un’ottimo amico ed è fantastico averlo di nuovo con noi, è una grande persona e mi piace il modo e la passione con cui gestisce il team. Credo che questi ragazzi faranno molto bene, anche per la loro relazione con Emirates Team New Zealand, che è certo interessante. Se ci riferiamo all’evento di Napoli, credo che potranno far bene, verranno con due barche. Paul Campbell-James ha avuto molto successo sugli Extreme 40 negli ultimi due anni, Chris Draper ha avuto successo sugli AC45 con Team Korea. Per essere sincero credo che questi ragazzi possano essere considerati i favoriti per Napoli: sono nel loro paese, hanno i migliori velisti, con due timonieri di successo così non sarei sorpreso se dovessero vincere loro questa volta.

 

FVN Gli AC72 sono al momento un territorio vergine e c’è chi dice che possano essere anche pericolosi. Saranno molto potenti e al momento sono tutti da provare. Lei crede che gli AC72 possano essere pericolosi con 25 nodi di vento a San Francisco?

JS Conosco la risposta ed è assolutamente affermativa e potrebbero esserlo anche con meno vento. Ma ciò che è importante è il nuovo modo di concepire la regata. Guardiamo per esempio al Moto GP o alla Formula 1, che sono assai popolari nel mondo e specialmente in Italia. Una delle ragioni è la tecnologia che impiegano e le sfide che devono essere affrontate da chi guida quei mezzi. Ed è la stessa sfida da cui i velisti ora dovranno passare. Ci saranno dei rischi dovuti al fatto che si spinge al limite e ciò sarà attraente per i regatanti, per le persone coinvolte ma anche dal punto di vista degli spettatori. Sarà eccitante per chi guarda, grazie anche all’uso delle camere a bordo, dei microfoni, della tecnologia che mostra i percorsi ed educa gli spettatori a questa disciplina. Sarà molto più eccitante da vedere per chi guarda l’evento in TV o sul web. E poi c’è un’altro aspetto. Nelle vecchie barche potevi fare un errore e non c’erano conseguenze, se non quella di pagare una penalità. Adesso se fai un errore ci saranno dure conseguenze. Come in Formula 1, devi spingere al massimo ma se vai troppo oltre sappiamo cosa può succedere. Credo che per essere al vertice dello sport questo è esattamente ciò che dovrà accadere.

 

FVN Avete nel vostro team alcuni dei migliori al mondo provenienti dalle classi olimpiche: Tom Slingsby, Ben Ainslie, Darren Bundock. Riusciremo un giorno a vedere anche lei su una barca olimpica?

JS Ho navigato molto sui multiscafi ultimamente. Uno degli aspetti di una campagna di Coppa America è che sei completamente dedicato all’obiettivo ed è molto difficile fare più di una cosa a questo livello, intraprendere un’altra campagna. Qui sono circondato dai migliori ragazzi di sempre nelle classi olimpiche: Darren Bundock, Tom Slingsby e, naturalmente, Ben Ainslie. Mi piacerebbe regatare su un multiscafo davvero veloce ed esigente, una barca davvero attraente, “cool”, non solo per chi ci naviga sopra ma anche per ogni persona della strada che la vede e che dice, wow, questa cosa è davvero eccitante. Questo è ciò che mi piacerebbe navigare in un’Olimpiade e credo che questo è ciò che gli AC45 siano adesso. Quando a Napoli i ragazzi vedranno gli AC45 con le ali ne sranno affascinanti e diranno, anch’io voglio un giorno salirci sopra e credo che ciò sia davvero molto importante parlando del futuro del nostro sport.

 

FVN Lei è stato l’ultimo timoniere ad aver battuto sull’acqua Oracle Racing, nella semifinale della Louis Vuitton Cuop del 2007 quando con Luna Rossa dette una lezione di match race a Chris Dickson. Adesso sono cambiate molte cose, come sarà la graduatoria interna al vostro team per timonare l’AC72 di Oracle Racing nella Coppa 34? 

JS Il nostro scopo è di mettere insieme il miglior team possibile sull’acqua per difendere la Coppa. Abbiamo due equipaggi completi per poter portare avanti la Coppa. Per essere al top su queste barche ci vogliono i migliori velisti ed è esattamente ciò che abbiamo fatto. Abbiamo Tom Slingsby, Darren Bundock è probabilmente il miglior velista di sempre sui piccoli catamarani sportivi e poi c’è ovviamente Ben Ainslie, probabilmente il miglior velista al mondo al momento. C’è anche Russell Coutts che ha già vinto e difeso con successo la Coppa America. Abbiamo un sailing team incredibilmente solido e sarà eccitante per me, per tutti noi, affrontare le prossimi sessioni di allenamento interno al team. E una competizione al massimo livello. La vera domanda è chi potrà far parte del miglior team possibile? LO scopriremo alla prima della regata dell’America’s Cup, quello che vedrete a bordo sarà il miglior team possibile affinché il lavoro, ovvero difendere la Coppa con successo, sia portato a termine.

 

La carriera di James Spithill (Sydney, Australia, 28 giugno 1979)

2011: America’s Cup World Series San Diego Match Racing Championship, winner
America’s Cup World Series San Diego Fleet Racing Championship, winner
America’s Cup World Series Plymouth Fleet Racing Championship, winner
America’s Cup World Series Cascais Match Racing Championship, winner
America’s Cup World Series Cascais Overall Championship, 3rd place
2010: 33rd America’s Cup, BMW ORACLE Racing, winner
Australian Male Sailor of the Year (2009-10)
International C Class Catamaran Championship, runner-up
RC 44 2010 World Championship, Yacht 17, winner
RC 44 2010 Match Racing World Championship, Yacht 17, winner
2009: International A Class Catamaran World Championship, 6th place
2007: Louis Vuitton Cup, Luna Rossa Challenge, finalist
2006: Australian Male Sailor of the Year (2005-06)
2005: ISAF Match Race World Championship, winner
Melges 24 World Championship, winner
Bermuda Gold Cup, winner
2003: Louis Vuitton Cup, OneWorld, semifinalist
2000: Louis Vuitton Cup, Young Australia

 

 

Napoli, 14 marzo- Cresce l’attesa per le AC World Series di Napoli e Venezia, precedute il 4 aprile prossimo, dalla conferenza stampa di presentazione ufficiale del team Luna Rossa Challenge. L’evento si svolgerà a Palermo, alle 12 del prossimo 4 aprile, con l’ospitality del Circolo della Vela Sicilia, club attraverso cui Luna Rossa ha lanciato la sua quarta sfida alla Coppa America. Il patròn del team Patrizio Bertelli, lo skipper Max Sirena, il tattico Francesco Bruni e il resto del team saranno presenti. Nell’occasione saranno presentati tutti i componenti del team.

L’AC45 di Luna Rossa in allenamento ad Auckland con le estensioni alle ali il 3 febbraio scorso

La sfida di Luna Rossa ha costituito un po’ il punto di svolta di questa Coppa numero 34, prima decisamente troppo orientata a favore del defender Oracle Racing. Un quarto team di livello e grande storia, vincitore di Louis Vuitton Cup nel 2000 (evento che, ricordiamo, Oracle non ha mai vinto sull’acqua), finalista nel 2007 dopo aver battuto proprio Larry Ellison (in un indimenticabile 5 a 1, con James Spithill che saltò alla gola di Chris Dickson e Torben Grael che dipinse bordeggi ispirati), con un gran seguito e appeal sul pubblico, non poteva che risollevare l’interesse sull’evento. Tanto più dopo la sinergia con Emirates Team New Zealand, grazie alla quale il team Prada può contare su un progetto iniziale di piattaforma, su cui sviluppare in autonomia una o più ali, e i kiwi possono avere un budget per alzare il livello dello scontro. Non a caso, infatti, Paul Cayard di Artemis ha subito protestato presso la Giuria e ha promesso ulteriori azioni se dovesse essere provato uno scambio di dati tra i due.

Per cui Oracle Racing se la vedrà con quello dei tre big team – Artemis, ETNZL e Luna Rossa – che sarà riuscito a vincere la Louis Vuitton Cup ridotta nel numero ma non nella qualità nella ventosa estate 2013 a San Francisco.

Luna Rossa in allenamento a Gaeta La presentazione di Luna Rossa sarà preceduta da un’altra bella notizia. I due AC45 di Prada, battezzati rispettivamente Piranha e Swordfish, si alleneranno a Gaeta prima delle regate di Napoli. Fonti del team ci hanno confermato che intorno al 22-23 marzo il team inizierà a uscire nelle acque tra Gaeta e Formia, notoriamente un campo di regata ideale per condizioni meteo.

L’equipaggio I due timonieri saranno Paul Campbell James, vincitore delle Extreme Sailing Series 2011, e il neo arrivato Chris Draper, olimpionico di 49er e già con Team Korea sugli AC45. Francesco Bruni è uno dei tattici. Tra i velisti che Max Sirena ha confermato o chiamato vi sono Manuel Modena, Alistair Richardson, Pierluigi De Felice, Matteo Plazzi, Romolo Ranieri. Il team è in rapida costruzione e le prime sfide con i kiwi sugli AC45 ad Auckland sono andate molto bene. Gli altri li conosceremo il 4 aprile. Vi sono poi stati i contatti per il dopo Volvo Ocean Race e il dopo Olimpiadi con gli spagnoli Iker Martinez e Xabi Fernandez, due dei migliori campioni della vela internazionale.

 

Gli altri team

China Team si sta allenando a Sanya. Il veterano dei multiscafi Fred Le Peutrec e il giovane match racer Phil Robertson si stanno contendendo il ruolo di skipper per l’evento di Napoli.

Energy Team ha confermato l’equipaggio per l’evento di Napoli. Yann Guichard, dopo il buon debutto di San Diego, sarà ancora alla barra. Un cambiamento significativo sarà la partenza di Peter Greenhalgh, come spiega Loick Peyron: “Peter se ne va a causa dei problemi di comunicazione. Anche se il suo lavoro è sempre stato impeccabile, è davvero impossibile parlare due lingue a bordo della stessa barca. Spero solo che resti nel circuito. A Napoli, a bordo della nostra barca parleremo francese. A bordo avremo Yann Guichard, Arnaud Jarlegan, Christophe André, Devan Le Bihan e Arnaud Psarofaghis”. Mentre Loïck si occupava del sailing team, il fratello Bruno è stato incentrato sul reperimento delle risorse necessarie per costruire un AC72 ed estendere la campagna sino ad includere la Louis Vuitton Cup: “Stiamo ragionando sulla possibilità di varare un nuovo AC45 per la prossima stagione. Solo così potremo allenare gli uomini necessari a gestire una barca di dimensioni più grandi. Guardando alla situazione generale, il nostro team è pronto e in grado di fare bene a tutti i livelli, quindi abbiamo le carte in regola per garantire ai francesi la partecipazione alla prossima Coppa America. Vorrei aggiungere che il nostro è un impegno a lungo termine, e mentre il nostro obiettivo è quello di essere presenti alla 34ma Coppa America, non manchiamo di guardare avanti”.

Team Korea presenterà a Napoli i due nuovi acquisti, il timoniere australiano e iridato 49er Nathan Outteridge e l’inglese Giles Scott, vincitore dell’Europeo e della Finn Gold Cup.

A San Francisco, Oracle Racing è appena tornato al lavoro, in una seconda serie di allenamenti. Il Defender naviga su due AC45 nella baia e lo farà per due settimane, prima di trasferirsi a Napoli.

A Sagunto Artemis, come pubblicato ieri mattina, ha alzato la prima ala da 40 metri in dimensioni AC72.

Uno degli AC45 di Oracle sfreccia davanti ad Alcatraz. Foto Martin Raget

Il programma di Napoli

7 aprile – 14:10 – Match Racing
8 aprile – 14:10 – Fleet Racing (3 prove da 15 minuti)
11 aprile – 14:15 – Match Race qualificazioni (3 prove di flotta, 2 da 15′, 1 da 40′)
12 aprile – 14:15 – Match Race qualificazioni (3 prove di flotta, 2 da 15′, 1 da 40′)
13 aprile- 14:10 – AC500 Speed Trials, poi 3 prove di flotta, 2 da 15′, 1 da 40′
14 aprile – 14:10 – regata 10-11 di flotta, Match Race Championship per i primi 6
15 aprile – 13:50 – AC500 Speed Trials, Fleet Race Championship race (14:55)

11 AC45 in regata da 9 team: Luna Rossa Piranha, Luna Rossa Swordfish, Oracle Racing Coutts, Oracle Racing Spithill, Emirates Team New Zealand, Artemis Racing, Aleph, China Team, Energy Team, Team Korea, Green Comm Racing

Una fase dei lavori di estensione delle scogliere frangiflutti alla Rotonda Diaz di Via Caracciolo. Foto Martin Raget

 

Sagunto, Spagna, 13 marzo- Grazie a vSail.info e al nostro collega Pierre Orphanidis ecco la storica foto della prima ala progettata e costruita per la futura generazione di AC72. Si tratta di quella di Artemis Racing che questa mattina è stata issata, nella base “segreta” di Sagunto, poco a nord di Valencia, sul trimarano test ex-ORMA del team guidato da Paul Cayard. vSail.info era presente, da “dietro le sbarre” all’evento.

Ricordiamo che le ali degli AC72 sono alte 40 metri. Il prototipo che vediamo nella foto sembra avere una combinazione di flap a tre e due elementi. Notare le dimensioni della persona in banchina rispetto all’ala… Non osiamo immaginare cosa possa voler dire navigare con quest’ala con 25-30 nodi a San Francisco… Evidenti anche i problemi logistici che queste ali comporteranno.

La giornata a Sagunto è perfetta e con vento leggero. Secondo quanto riferisce vSail.info, potrebbe anche essere effettuata una navigazione in giornata.

La prima ala di Artemis, è il prototipo della generazione AC72. Foto di Pierre Orphanidis/vSail.info

 

San Francisco, USA, 5 marzo-Mentre si avvicina l’appuntamento con le AC World Series di Napoli (7-15 aprile) e Venezia (12-20 maggio) giunge dagli Stati Uniti la notizia che il contratto con la NBC per le dirette televisive della 34 America’s Cup sarà a “parti rovesciate”, ovvero non sarà la NBC a pagare per acquisire i diritti, ma è AC Event Authority/AC Race management a pagare la rete televisiva NBC per riprendere le regate nella Baia di San Francisco con la possibilità di offrire spot commerciali ai propri sponsor all’interno delle tarsmissioni.

Riprese TV durante le regate AC45. Foto americascup.com

Ciò, ha spiegato Stephen Barclay di ACEA al SF Weekly, fa parte della strategia a lungo termine di rendere televisiva la vela professionale con la rinnovata America’s Cup. L’investimento, garantito dalle possibilità illimitate di Larry Ellison, è enorme e, per il momento, ha ammesso Barclay, è un “centro di costo, non di profitto come speriamo sia in futuro”. Le riprese delle regate di Coppa tra elicotteri, telecamere e microfoni a bordo, grafica virtuale, saranno costosissime, ma, ha detto Barclay, “stiamo investendo per il futuro. La ragione per cui l’accordo con la ABC è così importante è che per vent’anni l’America’s Cup non è stata trasmessa in televisione in America (lo era via cavo, Ndr). Adesso chiunque potrà vedere le regate”.

Barclay ha anche specificato che i diritti per le altre reti al di fuori degli USA saranno a pagamento. Il segnale televisivo sarà ovviamente disponibile anche via Internet in streaming e su YouTube, per cui gli appassionati specifici stiano tranquilli. On line la regata si vedrà comunque. Un rinnovamento mediatico, va detto, possibile solo grazie al finanziamento di Larry Ellison.

 

Il programma delle AC World Series a Napoli

Il primo evento del 2012 dell’America’s Cup World Series si svolgerà a Napoli tra l’inizio e la metà di aprile e proprio oggi, il Comitato Organizzatore, ha reso noto il format dell’evento. Il programma, articolato su regate di flotta, match race e prove di velocità, permetterà ai velisti di mettersi nuovamente alla prova a bordo degli impegnativi AC45, catamarani dotati di ala rigida.

“Abbiamo apportato alcune piccole modifiche al format dopo la conclusione dell’evento di San Diego, che ha chiuso il 2011 – ha spiegato il direttore dell’evento, Iain Murray – Ci siamo confrontati con I team e abbiamo fatto valere l’esperienza maturata nel corso delle tappe svolte nel corso dell’anno passato. Credo che il programma ora sia più forte: ogni regata conterà ai fini del campionato e tutti i team saranno impegnati tutti i giorni, particolare che riteniamo molto importante”.

Il weekend di apertura rappresenterà un’opportunità da non perdere per i team, che avranno modo di verificare la loro preparazione in vista delle regate valide per il campionato. Il programma prevede l’inizio della competizione sabato 7 aprile, quando si disputeranno diversi duelli uno contro uno. Gli accoppiamenti saranno determinati dalla classifica dell’AC World Series Fleet Race Championship. La domenica, invece, i team saranno chiamati alla disputa di tre regate di flotta di 15 minuti.

Seguiranno quindi due giorni di riposo e l’inizio, a far data da mercoledi 11 aprile, delle regate di qualificazione per l’evento di match race – il Match Racing Championship – che si disputerà sabato. Tra mercoledi e sabato i team daranno vita a undici regate di flotta, inclusa una prova di circa 40 minuti, utili a determinare i quattro team che avanzeranno verso le semifinali e le finali del match race.

L’ultimo giorno della manifestazione, domenica 15 aprile, si aprirà con la disputa degli AC500 Speed Trial, nel corso dei dei quali ogni team si metterà alla prova su un percorso lungo 500 metri. L’equipaggio che coprirà il percorso nel minor tempo sarà incoronato come vincitore  della prova.

Conclusi gli Speed Trial, gli equipaggi verranno impegnati in una regata winner-takes-all della durata di circa 40 minuti che assegnerà il titolo di vincitore del Fleet Race Championship. Si tratterà di una prova che non ammetterà errore alcuno.

Tutte le regate comprese tra l’11 e il 15 aprile saranno trasmesse in diretta su www.youtube.com/americascup

 

La logistica delle ali da 40 metri

Uno dei problemi maggiori dei quattro team impegnati nella costruzione dei nuovi AC72 è quello della logistica. Armare e gestire un’ala alta 40 metri, che diventa “portante” ai minimi angoli d’incidenza giàcon 5-7 nodi di vento, presenta non poche incognite. nel 2010 a Valencia, Oracle aveva un’intera squadra dedicata alla sorveglianza e all’armamento dell’enorme ala di USA 17 (allora era alta 64 metri). Per gli AC72 l’iper tecnologica ala arriverà a 40 metri.

“Dopo tre mesi dedicati alla costruzione della barca, è giunto il momento di pensare seriamente a come gestire le operazioni a terra in vista dell’inizio dei test qui ad Auckland” ha spiegato il responsabile delle operazioni di Emirates Team New Zealand, Kevin Shoebridge.

Shoebridge ha spiegato che ad Auckland il team allestirà la base che verrà poi installata a San Francisco, una tensostruttura di circa ottanta metri, retta su una serie di container che faranno da officina per barca e wing.

Il team sta intanto valutando una serie di opzioni differenti per muovere barca e ala. Certo è che una scelta dovrà essere fatta a breve, visto che il team ha intenzione di iniziare gli allenamenti a bordo dell’AC72 senza ritardi già nel mese di luglio, nel pieno dell’inverno australe.

Anche per Iain Murray, direttore dell’evento, il problema relativo alla logistica degli AC72 è primario: “Siamo coinvolti anche noi in questa problematica: non a caso stiamo pensando a una gru condivisa qui a San Francisco, posta davanti alle basi dei team”. Murray pensa a una soluzione come quella impiegata durante i vari eventi dell’America’s Cup World Series.

Il confronto tra le dimensioni di un’ala dell’AC72 e quella dell’AC45

“Quanto fatto con gli AC45 ha dimostrato di aver funzionato a dovere. Certo, lavorando su barche di dimensioni maggiori, tutto deve essere testato. Per esempio, i timoni non potranno essere montati una volta che le barche saranno già in acqua. Un altro problema sarà collegato alla larghezza delle barche: parliamo di catamarani larghi quattordici metri”.

Secondo Murray i team vorranno alare le barche ogni giorno, a differenza di quanto fatto da Oracle Racing e Alinghi che, durante la 33ma America’s Cup, hanno lasciato a lungo le barche in acqua.

www.americascup.com

 

Valencia, Spagna- Anche senza il mitico “baffo”, Paul Cayard è sempre lui. Disponibile, attento nelle risposte, mai banale. Capace anche in italiano di condensare concetti che farebbero la gioia di un leader d’azienda. Se poi il capo è proprio lui, il CEO di Artemis Racing, il challenger of record della 34 America’s Cup, allora c’è molto da domandare. Il momento per un’intervista approfondita è propizio. Dopo il lancio, non poco tormentato per la verità, della nuova America’s Cup di Russell Coutts, in cui Artemis ha giocato comunque un ruolo importante come challenger of record dopo l’abbandono di Mascalzone Latino, è ora di pensare alla vera sfida, quella che nell’estate 2013 a San Francisco vedrà i quattro big team contendersi la vecchia Coppa delle Cento Ghinee. La fase AC45 passa per il momento in secondo piano, con i quattro grandi (il defender Oracle Racing, Artemis, Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand) concentrati sulla progettazione dei misteriori AC72. Da una parte, in questa fase, Artemis e Oracle, dall’altra Luna Rossa e i kiwi, poi, dal primo luglio 2012, data da cui saranno possibili i vari degli AC72, tutti per la propria rotta. Senza, è verosimile, esclusione di colpi. Ambizioni, AC72 grandi e pericolosi, grandi budget, vantaggi del defender, posizione sull’alleanza Luna Rossa/Emirates Team New Zealand, ma anche ricordi personali di vela italiana, di oceano, di esperienze private… Paul Cayard, che di anni ne ha 52 e quindi ha molta vela alle spalle, risponde a tutto con attenzione, affermando, però, che lui, non “pensa al passato ma guarda sempre avanti”. Sarà anche per questo che Cayard continua ad appassionare gli italiani, memori delle notti del Moro o delle epiche sfide AmericaOne/Luna Rossa del 2000?

Ecco quindi l’intervista:

Farevelanet Buongiorno Paul, lei è a Valencia dove Artemis si sta preparando. Quanto sono eccitanti questi mesi in vista di San Francisco 2013? Lasciamo da parte per un momento gli AC45 e concentriamoci sugli AC72.

Paul Cayard E’ tutto in corso in questo momento. Sono dei mesi impegnativi, la barca sarà varata il primo luglio, uno dei due scafi è gia costruito, l’altro sarà finito in un paio di settimane. Ma questo è più facile, poi devono essere attrezzati, il che prenderà tre/quattro mesi. Anche l’ala è avanzata nella sua progettazione. Siamo alla summa di un anno e mezzo di ricerca, sono momenti molto impegnativi per le cento persone che stanno lavorando sul progetto, nel frattempo il sailing team sta facendo un allenamento molto impegnativo con i due AC45 e quindi… siamo in piena Coppa America.

FVN In Coppa America, proprio questa è la sensazione che si percepisce dall’esterno. Ha parlato di cento persone, sono davvero tante, alla fine tutti gli osservatori dicono che a San Francisco sarete in quattro. Secondo lei alla fine ci potrà essere un team che all’ultimo momento riuscirà a costruire un AC72?

PC Teoricamente sì, se quancuno trova i soldi entro giugno, però i tempi per essere competitivi si stanno stringendo, sicuramente.

FVN Gli AC45 li abbiamo visti, i velisti che ci hanno navigato ne sono entusiasti. Ma i 72? Sono al momento degli oggetti misteriosi e traspare anche una certa preoccupazione per la loro potenza. Pare che i numeri che escano dai vostri computer siano un po’ “forti”. Ma queste macchine da vela saranno gestibili o potrebbero anche diventare pericolose?

PC Beh, potrebbero anche essere pericolose, sicuramente oltre i 25 nodi di vento. Sì, la barca ha una potenza molto maggiore rispetto all’AC45. Abbiamo visto i 45 in navigazione a Plymouth l’ultimo giorno, con 25 nodi di vento, e sette barche hanno scuffictao. L’AC72 sarà molto ma molto impegnativo, sarà veloce. Bisogna anche spiegare, però, che il 72 avrà un aiuto che il 45 non ha. Parlo delle derive, che potranno essere inclinate in modo da creare un sollevamento dello scafo sottovento, la prua soprattutto, per evitare che la prua si ingavoni andando sott’acqua. L’eccessiva potenza dell’ala sarà contrastata quindi dalle derive. Ma non sappiamo ancora esattamente il risultato della combinazione tra questi due fattori. Non nascondo che ci sono molti punti da esplorare.

FVN Immaginiamo… E dal punto di vista logistico? Come gestire un’ala di 40 metri che diventa portante già con pochi nodi di vento?

PC Sì, immaginiamo che ci vorranno molte persone. La logistica di alzare e abbassare l’ala implica l’impiego di molte persone, di cime, di tenere la barca in una certa posizione. Già con il 45 siamo in dieci quando dobbiamo mettere o togliere l’ala, quindi immaginate con un’ala grande tre volte, a San Francisco con 20 nodi di vento…

I due AC45 di Artemis in allenamento a Valencia. Foto Artemis

FVN Ci dica la verità, lei personalmente vorrebbe navigare sull’AC72 a San Francisco con 25 nodi di vento?

PC Io… mi piacerebbe, ma non sto facendo un allenamento abbastanza serio per essere coinvolto. Sono occupato da molti altri aspetti che riguardano la sfida e difficilmente potrò essere a bordo. Diversamente dalle vecchie barche, gli ACC Class, dove eravamo in 17 a bordo, e ci poteva essere posto alle volanti, o per lo stratega o il tattico, qui con 11 persone a bordo ognuno ha un ruolo molto impegnativo, molto preciso sui compiti da svolgere e molto fisico.

FVN E infatti state prendendo i migliori atleti e velisti dalle classi olimpiche. Oracle ha ingaggiato Tom Slingsby e Ben Ainslie, voi avete Iain Percy… E’ vero che su queste barche possono andare solo i migliori velisti al mondo, non altri?

PC Sì, i migliori velsti e il livello atletico si è molto alzato rispetto alle ultime edizioni, il che per me è giusto. Nella Coppa America deve essere così.

FVN Quindi i migliori sulle barche più veloci… Voi come challenger of record avete condiviso il progetto di Russell Coutts e Larry Ellison ma adesso, visto che stiamo andando a una Coppa con soli quattro team, ha delle riflessioni da fare? E’ stato tutto troppo veloce o è la strada giusta?

PC Credo molto nel concetto di creare un evento che possa andare oltre il pubblico che già è affezionato alla vela, per tentare di raccogliere persone che non conoscono la vela e per ottenere questo credo che un cambio fosse necesasrio. Le regate di due ore, dove due barche vanno dritte per dieci minuti poi fanno una virata e vanno dritte per altri dieci minuti onestamente sono un po’ noiose. Avere, quindi, barche molto veloci come sono i cat, fare percorsi di 35 minuti e mettere tutto questo nelle baie, che per noi sono come degli stadi, mi convince. Anche se economicamente il momento è difficile, visto che stiamo sopravvivendo… Il fatto del 72, con un’ala di 40 metri, magari sarebbe stato modificabile, si poteva fare diversamente. Come si dice, potendo parlare con il senno di poi è sempre tutto perfetto… se avessimo fatto una barca di 60 piedi o addirittura di 45 piedi, sarebbe stato diverso e avremmo avuto più concorrenti. Questo è sicuro. Però siamo dove siamo e io sono convinto che comunque la finale della Coppa, che comunque è sempre stata solo tra due barche, sarà una grande manifestazione. A soffrirne sarà la Louis Vuitton Cup, che invece di 10 o 11 team ne avrà solo tre. Questo è un peccato, certo, ma che per chi guarderà il finale, lo spettacolo ci sarà.

FVN A proposito, voi siete challenger of record e avete condiviso alcune scelte con Oracle, però fondamentalmente loro sono il defender e voi siete uno dei challenger, quindi a un certo punto Oracle diventerà per voi un “nemico”. Che vantaggio pensa che ancora abbia il team di Russell Coutts, tecnologicamente parlando o vi sentite in grado di poterlo battere?

PC Molto difficila da dire. Noi sappiamo quale tecnologia abbiamo, quali sono i codici che stiamo usando per analizzare la forma dell’ala, le strutture, i materiali che abbiamo scelto e con cui stiamo lavorando sull’ala. Ci sono molti settori in cui pensiamo di essere forti, certo, ma come base Oracle ha già pensato a un’ala per due anni prima di tutti gli altri concorrenti e questo è un vantaggio. C’è anche da dire, però, che la loro ala del 2010 era molto diversa dalle ali che vedrete adesso. Era molto più simile a quella di un AC45, molto semplice, credo che come abbiamo visto sulle barche neozelandesi l’ala a tre elementi sarà la norma per questa edizione. Quindi io darei sicuramente sempre un vantaggio a Oracle, ma allo stesso tempo è più facile battere un defender quando il gioco è tutto nuovo, tutto pieno di carte bianche, perché esiste la possibilità che uno trovi un grosso vantaggio in diversi settori: materiali, struttura, disegno, affidabilità, che sarà molto importante con questa barca nelle condizioni di San Francisco. Quando stai facendo la quinta Coppa con la stessa classe di barche, come nel 2007, le strade sono già conosciute, tutti devono seguire più o meno lo stesso orientamento di design, i vantaggi che puoi trovare sono piccoli, un centesimo qui, un decimo là, sono minuscoli i guadagni. Qui, invece, abbiamo un terreno molto aperto e qualcuno andrà due nodi più di un altro. Per questo anche se Oracle ha avuto un vantaggio, gli sfidanti hanno una grande possibilità di vincere la Coppa.

FVN Certo, ma non ci sarà il rischio che se uno farà 30 nodi e l’altro, grazie a un’intuizione vincente, ne farà 34 non ci sarà partita? Per lo spettacolo, vogliamo dire. Chiaramente vincerebbe chi ne farà 34…

PC Sì, direi che ciò è più probabile che succeda questa volta che nel 2007.

FVN Analiziamo i quattro grandi. Oracle ha Larry Ellison, voi avete Torbjorn Tornqvist, Luna Rossa ha Patrizio Bertelli, poi c’è Emirates Team New Zealand, che ha gli sponsor ma per una sua esclusiva tipicità. Ci pare che la Coppa, alla fine, sia quello che è sempre stata… C’è bisogno di un Gardini, di un Bertarelli, di un Barone Bich per farla a questo livello? Non si riesce a farla in altro modo? Cosa dice la storia della Coppa?

PC Sì, bisogna dire che è così, nonostante che il concetto di questa Coppa America fosse quello di tentare di creare una base di valore commerciale avendo il circuito degli AC45. E’ anche probabilmente giusto dire che questo circuito sin’ora non ha creato il valore necessario per il suo sostentamento commerciale. Però è anche vero che abbiamo fatto solo tre eventi e che magari ci vuole un po’ più tempo con questo tipo di circuito, con dei luoghi che si ripetano nel tempo, ogni anno a Napoli, ogni anno a Venezia. Che la gente, insomma, prenda l’abitudine a certi eventi. Come in Formula Uno, in primavera a Monaco, a settembre sempre a Monza. Lì è dove si trova il valore, nel riconoscimento del pubblico, quindi ci vuole un po’ di tempo.

FVN Parliamo ora di Luna Rossa e del suo accordo con ETNZL. La Giuria si è espressa sulla loro collaborazione a dicembre, voi avete fatto un’azione. La Giuria ha risposto. Come vede questo accordo? E’ pronto a fare un’altra protesta se tale collaborazione fosse diversa da come la Giuria l’ha interpretata?

PC  Io lo vedo come è stato annunciato da Grant Dalton. L’accordo ha due elementi chiave. Uno è la barca di Luna Rossa, il disegno viene da ETNZL e anche parte della costruzione proviene da fornitori loro, quindi la barca è in parte un loro prodotto e questo è un punto chiave della regola 33.4 del Protocollo. La regola dice che se questo succede, ETNZL non può ottenere design o performance informations dall’altra parte, ovvero Luna Rossa. Per me non è solo che non possono navigare insieme, ma anche che ETNZL non può andare a osservare quando Luna Rossa naviga da sola, perché è ovvio che osservando sarebbe possibile prendere design o informazioni sulle prestazioni. Io lo vedo abbastanza chiaro e la difficoltà viene dal fatto che Oracle ha fatto delle domande ipotetiche alla Giuria, che ha risposto ma in realtà noi non sappiamo qual’è l’esatto contenuto dell’accordo tra di loro. Poi c’è anche una submission di TNZL che ha verificato ciò che ha detto Dalton. La Giuria ha poi richiesto l’accorco, e le due parti lo hanno modificato e poi l’hanno fornito alla Giuria, che ha detto che se le due parti seguono quanto scritto nell’accordo non ci sarà un breach, una rottura del Protocollo. Questo, però, ci lascia molto nel buio, è molto difficile per noi. Avremo probabilmente bisogno di fare una protesta se si dovessero allenare insieme, non abbiamo altri fatti a disposizione per giudicare.

FVN Ci pare di capire che quella tra Luna Rossa e i kiwi sia un’allenaza che temete non poco…

PC Spero onestamente che tra oggi e settembre, quando inizieranno a navigare, riusciremo a trovare il modo di chiarire questo aspetto, in modo che non ci sia bisogno di fare delle proteste esplorative per scoprire certe cose. So che hanno chiesto protezione per gli elementi finanziari dell’accordo, di programmazione, tecnici… e questo va tutto bene, non vogliamo sapere quanti soldi Bertelli ha pagato per il disegno, però sugli aspetti regolamentari credo che la Giuria debba dare un minimo d’informazioni agli altri concorrenti.

Paul Cayard è il CEO di Artemis Racing per la 34thAC. Foto Artemis

FVN Da Luna Rossa alla vela italiana. Lei la conosce bene, sin dai tempi di Pasquale Landolfi o Raul Gardini l’ha sempre frequentata molto. Avrà un’opinione su di noi. Ci dica la verità, come ci considera?

PC L’Italia è diventata uno dei paesi più importanti, più forti nel nostro mondo, questo è un fatto indiscutibile. Dal 1992 l’Italia è stata in due finali di Coppa America, ha vinto la Louis Vuitton due volte, è il paese che ha avuto più presenze nelle ultime edizioni della Coppa di qualunque altro paese. Non solo in Coppa, ma anche in altri aspetti dello sport le regate italiane, Punta Ala, Capri, Sardegna o quello che sia, sono sempre assai apprezzate e partecipate. La vela è uno sport importante in Italia e l’Italia è importante nello sport. C’è poi una buona percentuale del pubblico non praticante che ha una conoscenza discreta, soprattutto della Coppa America, in Italia. Questo è impressionante, si vede che siete tifosi per cultura, seguite anche se non siete velisti. Per esempio, lo scorso week end ero a Milano all’evento Sailing Passion e c’erano 500 persone venute alle nove di domenica sera per sentir dire qualcosa di Coppa America. A parte la Nuova Zelanda, non credo che vi sia un paese con un pubblico che possa potenzialmente seguire così la vela.

FVN E i velisti italiani, c’è qualcuno che apprezza particolarmente?

PC  Non farò nomi, ce ne sono molti bravi. Ho avuto la posibilità di navigare con molti di loro e mi è sempre piaviuto navigare con gli italiani.

FVN Andiamo un po’ sul personale. Lei adesso ha un ruolo dirigenziale in Artemis, è ritornato in Coppa, ma ha anche vinto una Louis Vuitton Cup con il Moro, ha vinto da skipper il giro del mondo, il Mondiale Star. C’è qualcosa del suo curriculum che avrebbe voluto fare in modo diverso e c’è qualcosa che vorrebbe ancora vincere?

PC Ovviamente mi piacerebbe vincere questa Coppa America, è la competizione che viene vista come più importante nel nostro sport e questa è la settima volta che sto provando, è certamente un obiettivo importante per me. Spero di farcela. Di rimpianti su quello che ho fatto o che non ho fatto non ne ho, sono molto contento di ciò che sono riuscito a fare e sto sempre guardando avanti, a quello che posso fare.

FVN Tra quello che può fare, abbiamo notato con piacere che c’è anche la Transpac con i figli o il Mondiale 505 come prodiere, c’è sempre quindi il puro piacere di andare in barca a vela…?

PC Sì, mi fa piacere che hai notato questo. Io mi vedo come la persona più fortunata che fa questo sport. Sì, è vero, Russell Coutts ha vinto quattro volte la Coppa America e ha una medaglia d’oro olimpica, però le regate oceaniche ti danno un’esperienza di vita molto ricca, forse la più ricca di tutto il settore. Aver fatto sia le Olimpiadi, sia le regate oceaniche, sia la Coppa, sì… mi sento molto fortunato. Fare la Transpac con i figlii è stato per me un modo di fargli provare le sensazioni che ho avuto nella mia vita, la sensazione di autosufficienza, la sensazione di riuscire su una distanza lunga che all’inizio sembrava irraggiungibile. Mi ricordo benissimo l’ultima mattina, prima di arrivare alle Hawaii, quando il sole si è alzato e si vedevano le isole spuntare all’orizzonte. Mio figlio è venuto e mi ha detto: “Ah, oggi ho capito che stiamo andando alle Hawaii”. Questo è vero, quando sei in mezzo al mare, non vedi niente, stai andando, stai andando, poi un bel giorno vedi terra, quello è un gran momento e sono molto contento di aver potuto condividere queste esperienze con i miei figli tanto che… guarda nel mio screesaver del computer c’è quella barca, il giorno in cui siamo arrivati alle Hawaii.

FVN Splendido. Tra le sue esperienze, ricordiamo sempre le email molto coinvolgenti che inviava dal Southern Ocean durante le sue Volvo Ocean Race, quando spiegava benissimo cosa significava fare il giro del mondo. Sta seguendo l’attuale Volvo Ocean race, chi vincerà secondo lei?

Cayard in versione “Whitbread”, il giro del mondo che lui ha vinto come skipper di EF Langiage nel 1997-98. E’ stato poi secondo alla Volvo Ocean Race 2005-2006 con Pirates of the Caribbean

PC Sembra che Telefonica abbia la barca almeno altrettanto veloce delle altre, stanno navigando molto bene e, se non succede nulla di grave, dovrebbero vincere loro. Sì, la sto seguendo un po’. In queste ultime edizioni vanno a nord, in Cina e in India, ed è difficile per me capire bene perché il giro che avevamo l’abitudine di fare era partire da Cape Town e andare a Capo Horn, passando dall’Oceano del Sud e dall’Australia o dalla Nuova Zelanda, quello che fosse. E’ un’altra gara e hanno i motivi di farlo, però vedo che le condizioni sono molto cambiate: fanno tanta bolina o lasco stretto. E’ un giro molto diverso.

FVN Ultima domanda secca, perché secondo Paul Cayard è bello andare a vela?

PC Beh… da giovane era bello perché mi ha dato quella libertà che uno a 8-10 anni non ha con i genitori. Quando ero a bordo ero il gestore del mio destino, cosa che a dieci anni non accade a terra. Oggi è bello perché è uno sport che è allo stesso tempo atletico e tecnologico. Trovo incredibilmente interessante tutto questo discorso dell’ala, dei materiali che occorrono per farla twistare o deformare come vogliamo, però che sia tutto abbastanza robusto perché sia anche affidabile. Il mix tra la tecnologia e lo sport rende tutto questo estremamente interessante. E poi sono vicino al mare, sono sul mare e, sai, l’ufficio non può essere più bello di così…

FVN Ottima risposta, grazie Paul.

 

San Francisco, USA, 21 febbraio- Come saranno gli AC72 della 34 America’s Cup? Secondo le informazioni che Farevelanet sta raccogliendo, pare che tra gli addetti ai lavori non siano poche le preoccupazioni per l’effettiva sostenibilità di tali enormi catamarani con ali rigide. 72 piedi di lunghezza, ali alte 40 metri, velocità pazzesche. Molti degli interessati hanno già ammesso che i numeri che starebbero uscendo delle simulazioni prestazionali al computer sono spaventosi, nel senso di prestazioni davvero al limite del possibile per mezzi e uomini. Il tutto reso ancor più complesso dal vento di San Francisco, come noto spesso tra i 20 e i 25 nodi nel periodo in cui è prevista la 34AC (luglio-settembre 2013).

Il raffronto tra un AC45 e un AC72. Le prestazioni ipotizzate dei 72 sono in proporzione molto più elevate di quelle già notevoli dei 45. Immagine americascup.com

Se da un lato, c’è molta curiosità per vedere all’opera tali mostri da regata (sarà possibile con i primi vari a partire dal primo luglio 2012), che certamente esalteranno la fisicità e le prestazioni, dall’altro non sono pochi i dubbi sulla loro effettiva gestione in acqua e a terra, in fatto di logistica. Una sfida al massimo livello, che presuppone i migliori velisti (e quelli ci sono), enormi budget (e qui, contrariamente alle dichiarazioni iniziali di Ellison e Coutts, ci vogliono gli armatori privati più i soliti kiwi) e un’inventiva tecnologica fuori dal comune. Se le piattaforme saranno più o meno simili, la partita si giocherà, invece, ampiamente sulle appendici e le ali. E qui, un terreno vergine come questo sta mettendo alla prova le intuizioni dei design team dei quattro grandi, gli unici che al momeno sono in grado di costruire gli AC72: il defender Oracle Racing, il challenger of record Artemis, Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand.

L'AC45 di James Spithill con la deriva dotata si semi foil in sperimentazione. Foto Martin Raget

Una Coppa ad alto rischio, quindi. Senz’altro affascinante, ma quanto sarà gestibile? La posizione del guru kiwi Grant Dalton – “questa Coppa non ci piace, costa moltissimo ma noi bisogna farne parte per forza, perché esistiamo in sua funzione, per cercare di vincerla e poi, magari, cambiarla”- ha le sue ragioni. Non ci sono alternative. E per vincerla, visto lo strapotere economico di Larry Ellison e Russell Coutts, bisogna accettare la sfida al massimo livello. Da qui la necessità, come è sempre stato nella storia della Coppa, di facoltosi gruppi privati (Larry Ellison per Oracle Racing, Torbjorn Torqvist per Artemis, Patrizio Bertelli e il Gruppo Prada per Luna Rossa) e di un team capace di calamitare gli sponsor come Emirates Team New Zealand per reggere il livello della sfida. Nessun’altro riuscirà a reggere il confronto. Lo avrebbe potuto fare Alinghi, ma Ernesto Bertarelli ha preferito starne fuori. Ormai lo ammettono anche dalla parte Oracle/Artemis (vedi interviste recenti di Iain Murray di ACRM, di Paul Cayard sul Corriere della Sera).

Interessante è quanto sta sperimentando in questi giorni a San Francisco il defender, con alcune modifiche alla coppia di AC45 che si sta allenando nella Baia e che funge da base sperimentale per alcune soluzioni attuabili sui 72.

Gli AC45 si Oracle Racing in allenamento a San Francisco. Si nota la deriva con foil sullo scafo di dritta emerso. Foto Pressure drops

Il nostro esperto di progettazione di cat ad ali rigide Beppe Giannini ci spiega come “saltano subito all’occhio le inedite derive a “L”, spostate davanti alla traversa anteriore e dotate di un meccanismo di variazione dell’angolo di attacco. C’è poi un rigonfiamento carenato alla base dell’ala, probabilmente destinato ad alloggiare attuatori idraulici in sostituzione del sistema a cavi e pulegge. Infine, sullo scafo sinistro della barca No. 4 sembra essere montato un T-rudder, ossia un timone con impennaggio orizzontale”.

I due AC45 di Oracle navigano al lasco sullo sfondo di San Francisco. Foto pressure-drop.us

La tecnologia dei foil sarebbe allo studio anche per i 72, visto che, dopo l’ala rigida, sarebbe il passo successivo per l’aumento di una velocità che, con 20-25 nodi di vento, pare destinata già a superare i 40 nodi. Tra le variabili più importanti c’è ovviamente anche quella della sicurezza, visto che 40 nodi significano davvero molto sull’acqua e una scuffia (o una collisione) a tali velocità sarebbe catastrofica per uomini e mezzi, così come una scuffia in allenamento potrebbe pregiudicare in fretta mesi di progettazione.

Commenta Giannini: “Da quanto si vede sugli AC45 oracliani stiamo parlando di foil-assist: la proiezione orizzontale della deriva genera una portanza che riduce il dislocamento e migliora la resistenza all’ingavonamento. Il T-rudder smorza il beccheggio di bolina (utile con armi con grossa inerzia) e tiene giù la poppa alle portanti (la Stazza proibisce di variare l’angolo di attacco)”.

 

Luna Rossa cresce

Da Auckland, intanto, continuano a giungere sensazioni positive sul modo come è iniziata la campagna di Luna Rossa. Pare stiamo arrivando uomini giusti, motivati, con Max Sirena che sta ritagliandosi un ruolo di gestione in cui potrà dare il meglio. La visita di Iker Martinez e Xabi Fernandez, al momento i migliori velisti ancora sul mercato internazionale, durante la tappa della Volvo Ocean Race ad Auckland, potrebbe portare a interessanti colloqui in vista di un ingaggio. Molto lavoro (la piattaforma è in costruzione da Persico Marine), il secondo AC45 in arrivo e la collaborazione con ETNZL che stà già facendo perdere il sonno a Paul Cayard: “Sarò pronto a protestarli di nuovo se si svilupperanno gli AC72 allenandosi insieme”, ha detto a Gaia Piccardi del Corriere durante l’evento Sailing Passion a Milano. Luna Rossa, insomma, c’è e gli appassionati italiani dimostrano di essere ancora molto affezionati a quel nome. Di sicuro la battaglia navale tra i quattro grandi sarà portata alle estreme conseguenze. Vedremo con quali navi spaziali…

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Napoli- Sono finalmente iniziati a Napoli i lavori per la sistemazione della Rotonda Diaz in vista delle AC World Series (9-15 aprile). In particolare si sta lavorando al prolungamento della scogliera frangiflutti nella Rotonda con conseguenti deviazioni del traffico a Via Caracciolo. Segnaliamo anche che il sito di Repubblica Napoli, pubblica le foto dei lavori. On line anche un sito dedicato alle AC World Series a Napoli.

La Rotonda Diaz a Via Caracciolo, sarà la base napoletana delle AC World Series

L’obiettivo principale è quello di allungare il molo frangiflutti davanti al centro città, in modo da permettere ai team di varare in sicurezza e in acque protette i loro AC45.

“La città si è lasciata ogni peso alle spalle e si sta dando un gran da fare per portare a termine nei tempi previsti i lavori necessari. Il progetto più importante, relativo all’allungamento del molo frangiflutti, è appena partito – ha spiegato Peter Ansell, direttore delle operazioni a terra dell’America’s Cup Race Management – Si tratta di un grande progetto da portare a termine in un lasso di tempo limitato: è per questo che è incoraggiante vedere i lavori progredire di giorno in giorno”.

La città ha finalmente abbracciato l’idea di ospitare la Coppa America e non vede l’ora che siano i team a diventare leader indiscussi della scena, ha spiegato il sindaco, Luigi de Magistris: “L’America’s Cup è l’occasione che Napoli aspettava da tempo per rilanciare la sua immagine internazionale. Sono partiti i cantieri che realizzeranno i lavori necessari ad ospitare le regate nella meravigliosa cornice del lungo mare di via Caracciolo. La città si sta preparando al meglio all’evento: c’è grande entusiasmo e la voglia di partecipazione è palpabile. Sono certo che questa kermesse non rappresenterà solo una manifestazione sportiva, ma sarà anche un volano per uno sviluppo concreto, dal turismo all’occupazione, e per dare visibilità allo scenario, già eccezionale, del lungo mare di via Caracciolo. Sarà l’occasione con cui tutti noi potremmo godere a pieno delle bellezze del mare, della spiaggia e del paesaggio che, insieme a tutta la città, saranno i protagonisti dell’appuntamento”.

La ricostruzione grafica diffusa da americascup.com su come apparirà il campo di regata delle AC World Series a Napoli. In primo piano il porto di Mergellina. Sullo sfondo Castel dell’Ovo e il Vesuvio

Dai team, in allenamento, proviene questo bel video da Artemis:

http://youtu.be/KYMRWL5vpYs

Auckland, Nuova Zelanda, 13 febbraio- Collaborazione sì ma niente scambio di dati. La Giuria Internazionale della 34 America’s Cup ha pubblicato la sua decisione sul caso AC07 che riguardava la nota collaborazione tra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa in vista della costruzione degli AC72 per la 34AC. L’acquisto del progetto dell’AC72 de ETNZL da parte di Luna Rossa è in accordo con il Protocollo mentre non lo è l’eventuale scambio di dati telemetrici sui test delle due imbarcazioni per sviluppare ulteriormente i progetti.

Gli AC45 di ETNZL e Luna Rossa in allenamento ad Auckland

Luna Rossa e i kiwi hanno dovuto firmare un Amendment che certamente esclude lo scambio dei dati di telemetria una volta che le barche sono in acqua. Ciascun team dovrà limitarsi all’osservazione, ravvicinata quanto si vuole, ma pur sempre esterna, dell’altra barca.

Nella decisione (clicca qui per il PDF) si legge:

“The Jury has reviewed the Agreement together with an Amendment which was agreed between the two parties after the Jury published its Decision in Case AC06 (…)
The Jury requested and received a declaration from ETNZ and LR stating that there has been no Protocol Breach. The Jury has no reason to believe there has been a breach (…)
The Jury is satisfied that provided the parties comply with the requirements of their Agreement with its Amendment, there would be no breach in the future as a result of the Agreement.”

Ovvero

“La Giuria ha rivisto l’Agreement con un emendamento concordato tra le due parti dopo che la Giuria aveva pubblicato la sua decisione sul caso AC06 (quello sollevato da Oracle Racing, Ndr)…

La Giuria ha richiesto e ricevuto una dichiarazione da ETNZL e LR in cui si dichiara che non c’è stata nessuna rottura del Protocollo. La Giuria non ha ragione di credere che ci sia stata un’infrazione…

La Giuria è soddisfatta dal fatto che se le parti rispetteranno i requisiti del loro Accordo in base a questo emendamento, non ci sarà in futuro nessuna rottura del Protocollo dovuta al loro Accordo”

La richiesta alla Giuria era stata sollevata prima da Oracle Racing in linea teorica poi da Artemis facendo espressamente riferimento a ETNZL e a Luna Rossa.

Come noto, Luna Rossa ha in costruzione le parti della piattaforma dell’AC72 da Persico Marine a Bergamo mentre ETNZL sta facendo lo stesso da Cookson ad Auckland. Il team di Patrizio Bertelli porterà poi la piattaforma in Nuova Zelanda in vista dell’allestimento finale e i vari, possibili a partire dal primo luglio 2012. Da lì saranno effettuate navigazioni congiunte con l’AC72 kiwi, in cui appunto sarà possibile l’osservazione ma non lo scambio di dati rilevati con la telemetria.

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Auckland, Nuova Zelanda, 10 febbraio- In una conferenza stampa tenutasi ieri ad Auckland, Russell Coutts, CEO di Oracle Racing, ha affermato che un accordo con una grossa rete televisiva americana sta per essere concluso. Si tratterebbe “di un importante network”, ha detto Coutts alle richieste dei giornalisti presenti. Ne parla diffusamente Sail-World.

Russell Coutts. Foto Grenier/Oracle Racing


San Francisco, Stati Uniti, 9 febbraio- Che i grandi e potenti AC72 siano un oggetto ancora misterioso è opinione comune degli addetti ai lavori. I quattro team maggiori che sono già impegnati nella costruzione delle piattaforme e nella progettazione delle ali non nascondono che l’impresa non è facile e che le potenzialità di questi velocissimi mezzi sono ancora tutte da verificare, proprio perché si tratta di una formula nata appena un anno e mezzo fa e mai messa alla prova in acqua. C’è molta attesa, quindi, per i primi vari che i quattro grandi (Oracle, Artemis, Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand) inizieranno a partire dal primo luglio, data prescitta del Protocollo della 34AC.

Sulla complessità degli AC72 arriva il commento autorevole di Iain Murray, CEO di AC Race Management, che li descrive così:

“Sicuramente queste barche sembrano destinate a essere le più difficili da portare mai costruite. Non è che i compiti a bordo siano diversi dal solito, è la velocità a cui tutto accade e i carichi generati che renderanno tutto complicato.

Ci sono alcune ruoli dell’equipaggio che saranno concentrati unicamente sulla potenza fisica, e altri che avranno a che fare più che altro con le capacità mentali. La massima attenzione nella selezione dell’equipaggio richiederà potenza, peso e resistenza e non c’è alcuna ragione perché una donna non possa svolgere diversi ruoli a bordo di tali barche. Ma alla fine non ci sarà riposo,  cosa che richiederà tassi di sforzo cardiaco notevoli tra l’equipaggio dato che molti dovranno svolgere i loro compiti esattamente nell’intervallo di tempo prestabilito. Credo che la gente ne è stata davvero colpita.

Sugli AC72 lo sforzo fisico richiesto ai velisti sarà al limite, ancor più che sui già duri AC45 (nella foto). Da qui la ricerca dei migliori velisti provenienti dalle classi olimpiche, che abbinano preparazione fisica a doto tecniche. Foto Martin Raget/ACEA

L’altro aspetto dei 72 è l’ala, che sarà la più complessa mai costruita. Ci sono molte parti mobili e ora cher i vari team le stanno progettando, vi sono sul tavolo diverse idee su forme che possano consentire piccoli guadagni. Allo stesso modo stanno scoprendo anche come la progettazione e la costruzione di questi apparati possa essere semplice o complecata da come la si approccia…

In questa AC, portando queste barche nella Baia di San Francisco, con tutto quel vento, su percorsi così corti e con tutte quelle manovre, la priorità sarà quella di navigare sul campo di regata al 99 per cento. La concreta realizzazione di ciò al momento sta nel fatto che queste barche saranno molto difficili da portare, probabilmente ancora più difficili di quanto si era ipotizzato in un primo momento, e mantenere l’insieme il più semplice possibile potrebbe essere prudente visto che, semplicemente, non vi sarà il tempo per un intervento umano in caso di complicazioni e controlli ulteriori…”

Se lo dice lui che ne sarà il direttore di regata… Insomma, ne vedremo delle belle.

 

Velamercato

Per quanto riguarda il “vela mercato”, è di oggi la notizia che Team Korea, che aveva perso Chris Draper passato a Luna Rossa, ha ingaggiato per la stagione AC45 il campione del mondo di 49er Nathan Outteridge (AUS) e il campione europeo e iridato Finn Giles Scott (GBR). Ciò non fa che confermare come sui nuovi cat dell’America’s Cup possano salire solo i velisti atleticaente e tecnicamente più preparati al mondo.

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