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Genova, 28 maggio- Dopo l’annuncio shock di una mostra della vela auto-organizzatasi, in preparazione a Marina Genova Aeroporto nel prossimo ottobre, è giunta la reazione di UCINA e Fiera di Genova, che hanno inviato diffide agli interessati e un comunicato stampa ripreso dai media genovesi e nazionali.

Un’immagine di Marina Genova Aeroporto

Oggi, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta scritta dagli operatori della vela che hanno organizzato e promosso la mostra della vela alternativa presso il Marina Genova Aeroporto. La lettera, indirizzata alle istituzioni competenti, è stata recapitata questa mattina ai principali organi di stampa nazionali, analizza le problematiche che hanno portato a tale decisione:

LETTERA APERTA

Spett. Ente Fiera di Genova

Spett. UCINA

Spett. Comune di Genova

Spett. Provincia di Genova

Spett. Regione Liguria

Spett. Camera di Commercio Genova

Spett. Autorità Portuale Genova

“Gentili Signori,

riteniamo necessario chiarire le ragioni che hanno portato gran parte delle aziende del settore vela a scegliere di non partecipare all’edizione 2012 del Salone Internazionale della Nautica.

È cosa nota che il mercato della nautica sia in fortissima crisi, ben oltre i dati medi nazionali, con flessioni nei fatturati fino all’80%, alla quale si è aggiunta una campagna di criminalizzazione senza distinzioni. In tale contesto è quanto mai doveroso per tutti noi valutare le criticità di natura commerciale che caratterizzano le nostre attività. In questa analisi, un importante e oneroso evento come il Salone di Genova ha comportato una attenzione particolare.

Inoltre la nautica a vela è soprattutto una passione, uno sport e un modo diverso ed ecologico di concepire il tempo libero a contatto con la natura, e gli operatori sentono fortemente la necessità di evidenziare tali valori. L’insoddisfazione nei riguardi del Salone di Genova dura ormai da anni, sia per la scarsa considerazione del comparto vela, sia più in generale per tutta una serie di problemi logistici che coinvolgono espositori e visitatori. (es. costi esagerati, insufficienza parcheggi, inadeguatezza servizi igienici, problemi di viabilità).

A tutti questi problemi, anche se più volte discussi con l’organizzazione, non sono mai state date risposte concrete. Sono anche avvenuti incontri specifici con rappresentanti di UCINA, durante i quali sono state espresse le varie istanze, ma le proposte fatte non sono risultate coerenti con le esigenze esposte.

L’obiettivo da raggiungere è stato chiaramente individuato nel riposizionamento del cliente/visitatore al centro della scena, attraverso una migliore accessibilità all’esposizione e una più agevole fruibilità dei servizi, allo scopo di ricreare un contesto più accogliente. Tutto questo con il giusto rapporto tra costi e benefici. È nato così un dialogo aperto tra gli operatori che ha messo in evidenza alternative già da alcuni sperimentate con successo in altre parti d’Italia (per esempio, il Vela&Vela di Trieste).

Questo ha ricompattato aziende che avevano già programmato eventi singoli lontani da Genova per la presentazione delle loro barche, insieme a cantieri che fanno questo già da tempo (vedi eventi presso il Porto Carlo Riva di Rapallo).

Verificato che non esistevano le condizioni per la partecipazione al Salone di Genova, dopo aver valutato diverse ipotesi abbiamo chiesto la disponibilità al Marina Genova Aeroporto per ospitare una nostra manifestazione, completamente dedicata alla vela. Questa soluzione avrebbe consentito, tra l’altro, di tenere la vela a Genova, mantenendo l’attenzione mediatica sulla città e supportandone l’indotto.

Teniamo a precisare che, se non avessimo operato questa scelta, gran parte delle nostre aziende non avrebbe partecipato in ogni caso al Salone Nautico di Genova.

Abbiamo letto da più parti le reazioni forti che tale decisione ha suscitato; ci stupiamo di come si sia ignorata così semplicemente la libertà d’impresa che ognuno di noi singolarmente ha diritto di esercitare, senza peraltro tener conto di tutte le questioni sopra esposte.

Il mercato è drammaticamente cambiato e le nostre aziende stanno cercando di adeguarsi e di reagire. L’offerta del Salone Nautico di Genova è stata giudicata, dal nostro gruppo, non più adeguata alle proprie necessità e fuori mercato rispetto alle relative possibilità.

Aderire o meno a una proposta ci risulta che sia una facoltà, non un obbligo, e riteniamo che le nostre aziende, che danno lavoro e producono reddito contribuendo allo sviluppo del nostro Paese, abbiano ancora diritto alla “LIBERTÀ DI IMPRESA” e quindi di decidere liberamente come e dove effettuare i loro investimenti.

L’accusa di “parassitismo” è stata lanciata senza approfondire le nostre strategie di comunicazione, e ci sembra che nessuno abbia voluto comprendere perché così tante importanti aziende del settore della nautica abbiano deciso di trovare una alternativa al maggior evento italiano del settore. Se un nostro cliente scegliesse la barca di un concorrente, non accuseremmo quest’ultimo di concorrenza sleale: ci guarderemmo dentro cercando di comprendere cosa è accaduto e ci rimboccheremmo le maniche affinché ciò non accadesse più.

Terminiamo questa nostra lettera rammaricandoci nel constatare la miopia delle istituzioni che, non comprendendo le necessità di cambiamento imposte dal mercato, rischiano di ostacolare libere iniziative che rappresentano sempre e comunque una ricchezza per la collettività.

Ci auguriamo invece che ne possa nascere una collaborazione che allarghi ulteriormente l’offerta e la distribuzione sul territorio comunale legata a questo importante evento”.

Lettera firmata dai rappresentanti dei cantieri: Adria Sail, Advanced Yachts, Bavaria, Cantiere del Pardo, Catalina Yachts, Island Packet, Hallberg-Rassy, Hanse, Dehler, Moody, Italia Yachts, Malö, Comfortina, Nordship, Outremer, Dragonfly, Corsair, Sunreef, Salona, Azuree, Sly Yachts, Sunbeam Yachts, X-Yachts

 

La posizione di UCINA e Fiera di Genova

Questo, invece, il comunicato stampa che UCINA e Fiera di Genova avevano inviato nei giorni scorsi ai media nazionali:

Vista aerea della Fiera di Genova, casa del Salone Nautico Internazionale

“Fiera di Genova e UCINA, organizzatori del Salone Nautico Internazionale,  informano che il settore della vela si conferma protagonista della 52^ edizione della manifestazione,  con la presenza già confermata di importanti e numerosi player internazionali.

Fiera di Genova e UCINA comunicano di aver dato mandato ai propri legali di tutelare la manifestazione per l’ipotesi di concorrenza sleale  in relazione alle iniziative avviate da Marina di Genova Aeroporto per salvaguardare gli investimenti, il lavoro e gli interessi di chi nel Salone riconosce uno strumento efficace di promozione e di business.

La proposizione di un Salone alternativo dedicato alla vela, nelle stessa date, a pochi chilometri dal quartiere fieristico, che fa leva sul momento di crisi e sullo sfruttamento parassitario del marchio Salone, e della sua capacità di attrazione (226mila visitatori, circa il 10% provenienti dall’estero), è un attacco alla città , a una delle sue identità più spiccate e a un evento rappresentativo del migliore “made in Italy”.

Fiera di Genova e Ucina tuteleranno legalmente la manifestazione, consapevoli che si tratta di un interesse comune agli organizzatori, alle aziende espositrici e alla città sulla quale fino ad oggi la caratura internazionale dell’evento ha garantito un indotto economico stimato in circa 150 milioni di Euro.

Gli organizzatori del Salone nautico informano che nessun collegamento diretto tra quartiere fieristico e Marina Aeroporto sarà consentito.

Gli organizzatori confermano la proposta già illustrata nei suoi aspetti fondamentali nel corso di un incontro con i rappresentanti delle aziende e che prevede il riposizionamento del settore vela al centro della manifestazione con un lay out e un percorso di visita dedicato quale riconoscimento per un settore che gioca un ruolo fondamentale per la promozione e la diffusione della cultura del mare.

Il progetto del Salone 2012 , al quale Fiera e Ucina lavorano già dalla fine della scorsa edizione, si fonda su un significativo miglioramento dei servizi offerti agli espositori e ai visitatori con l’obiettivo di realizzare un Salone unico per qualità, completezza e profilo internazionale”.

E voi come la pensate? Inviateci i vostri commenti e le vostre considerazioni qui sotto, le pubblicheremo a seguire:

Genova, 21 maggio- (Vanni Galgani) Si è svolta ieri a Genova la riunione conclusiva per raccogliere le adesioni e decidere gli aspetti organizzativi della mostra completamente dedicata al mondo della vela, che si svolgerà presso il Marina Genova Aeroporto dal 6 al 14 del prossimo ottobre 2012. Hanno confermato la propria partecipazione, con tanto di versamento di anticipo per la prenotazione spazi, le aziende che rappresentano ben 27 tra i più importanti cantieri di barche a vela prodotte o vendute in Italia.

Tutto è nato dall’iniziativa spontanea di alcuni operatori del mondo della vela che, lo scorso inverno, hanno cominciato a ragionare sulla possibilità di organizzare qualcosa di autonomo e indipendente. Anche se nei ragionamenti non sono mancati pensieri legati ai lunghi anni di Salone presso la Fiera di Genova, con i problemi che tutti conosciamo, la ragione principale è la necessità di risparmiare in un periodo dove i costi di una fiera pesante come Genova sono per molti insostenibili. Ma, a detta di chi ha aderito, questa iniziativa non vuole assolutamente essere contro, anzi: è una scelta sostenibile per riuscire a mantenere presso la città di Genova la partecipazione di aziende che, altrimenti, sarebbero state costrette a non essere presenti.

Marina Genova Aeroporto, dal 6 al 14 ottobre sarà la sede di una fiera alternativa per la vela

Lo spirito principale che animerà questo evento è la volontà di accogliere nel miglior modo possibile i visitatori, offrendo loro facilitazioni come parcheggi gratuiti, ingresso libero, logistica conveniente. Il Marina si trova a pochi chilometri da autostrada (uscita Aeroporto), stazione ferroviaria (Genova Sestri Ponente) e, ovviamente, aeroporto, e offre ben otto punti di ristoro per tutte le tasche, il tutto in una cornice accogliente e amichevole.

Per chi volesse poi visitare anche il tradizionale Salone Nautico, è confermato il servizio di battello che porterà direttamente alla zona della Fiera.

Maggiori dettagli prossimamente, con la lista completa degli espositori aderenti.

21 COMMENTS

  1. La prima Wild Card per la Volvo Champions Cup, la seconda edizione della Coppa dei Campioni, che sui disputerà ad Alassio dal 26 al 28 ottobre, è per loro!

  2. Scusate ma io verrò a genova per il salone, per quale motivo addirittura un’altra manifestazione? non è già enorme il salone?

  3. Veramente una bella idea. Bella bella bella. anche per sottolineare la passione ed allontanare un pò l’idea di sport di lusso spesso derivante dall’accostamento della vela (che è uno sport per tutti) al mondo della nautica dei megayachts (che per tutti non sono)

  4. Come velista posso anche essere d’accordo sul volere più visibilità per le barche a vela durante il Salone, ma come genovese sono convinta che questa “scissione” non sia altro che un danno enorme per la mia città e per la manifestazione. Il bello del Salone è la sua unicità, con vele e motori tutti insieme!

  5. era ora che qualcuno avesse il coraggio di uscire dal salone che per la vela era di
    ventato deleterio ! Bravi ! E a Genova aeroporto potrebbero anche ripresentarsi tutti i cantieri produttori di derive che negli ultimi anni, a ragione, avevano abbandonato il salone !

  6. Che razza di incompetenti, i promotori e chi gli dà voce! Certo, la Fiera di Genova e in particolare Ucina sono inqualificabili. Dopo il vergognoso salone 2011 sarebbe meglio che andassero tutti i casa. Ma mettersi anche a fare un salone alternativo no. E’ frutto di un’idea malsana di poveri mentecatti che cercano visibilità. La battaglia era da portare avanti con Ucina: spodestarla e rifondarla. Ma la Fiera è una. Genova Aeroporto ha un marina utile e funzionale quando, negli anni d’oro, abbiamo visto eventi fuori salone perché non ci stavano. ora di spazio ce n’è da vendere. incompetenti!

    • Gentile Matteo, crediamo che il suo linguaggio dovrebbe essere moderato. In questa sede ospitiamo volentieri ogni opinione, purché espressa in toni consoni.
      La questione è più complessa di quanto Lei crede. Non si tratta di un salone alternativo, non ci sarà biglietto da pagare, non ci saranno utili. Solo si vuole garantire la presenza a Genova di cantieri che altrimenti non ci sarebbero andati e manifestare che il comparto della vela ha esigenze e bisogni diversi. Lo consideri un punto di rottura… Se si farà effettivamente lo diranno le prossime settimane.
      Un saluto

  7. speriamo di no. perché la brutta figura ce la fanno poi i genovesi mica i milanesi che risparmiano tre lire. ma che senso ha? andate anche da bruno vespa, che tanto quando c’è andata l’ucina hanno preso i dipartisti per evasori, e spiegate tutto. casino per casino, meglio farlo ora che fare brutte figure a ottobre. ancora.

  8. Ma dai, come si fa a paragonare un evento come quello del Salone – e con la mole di investimenti che ne conseguono – con una mini rassegna di poco più di 20 vele e costo zero? Mah.

  9. Mmmh, non trovo molto lodevole né coraggioso cavalcare l’onda del successo del Nautico per farsi pubblicità.

  10. Mentecatti… poveracci… non so cosa dire. Si va di sicuro incontro a un fallimento sia per il Salone vero che per questo controsalone di disperati… speriamo non venga nessuno e che non vendano neanche una barca, fuori dal salone.

    per Ucina & Co invece ci vorrebbe un bel bagno di umiltà e un rimescolamento completo delle forze in gioco.. quand’è che dal basso sfiduciano il management e ripuliscono a zero i vertici indegni?

    • Rettifico dopo aver appreso da questo stesso sito della scomparsa di Selva. un gran professionista attivo a livello internazionale e che aveva fatto tanto bene già nella gestione precedente con Vitelli. è il resto dell’Ucina che scricchiola assai. rip

  11. Perché no ? Perché impazzire per trovare un parcheggio ? Spendere una cifra per il biglietto di ingresso ? L’appassionato di vela spesso ha poco da spartire con chi ama gommoni, yacht a motore, ecc.
    Forse bisognava capire prima che il Salone è cresciuto negli anni e la location di 40 anni fa, anche se si è tentato di adeguarla, non era più idonea.
    Non ultimo…chi osa più acquistare un’ imbarcazione, vela o motore conta poco, quando si sente criminalizzato dalla politica dell’agenzia delle entrate e schedato quale “potenziale evasore” dal quella bestialità dello SPESOMETRO che ci ha regalato il signor Tremonti.
    Dove era l’UCINA quando è stato concepito, cosa fa per cambiare questa situazione che è la vera causa della crisi nel settore della nautica ?

  12. Perchè non collaborare ? Sarebbe una splendida idea quella di avere un servizio di bus che fa la spola tra le due sezioni, non due saloni, ci sarebbe più spazio per tutti e la possibilità di utilizzare meglio il proprio tempo ottimizzando la visita a seconda dei propri interessi.

  13. sono davvero contento della scelta dei cantieri di dare una svolta ad un brutto salone che megli ultimi anni era diventato snob e solo costoso sia per il visitatore sia per gli espositori che, necessariamente dovevano ricaricare i costi sulle loro produzioni. Cosa del tutto normale se, poi, c’é un ritorno ero, ma assolutamente incongruo dopo che ho saputo cosa paga un posto barca l’espositore al salone. Inoltre la nuova proposta dei cantieri ‘esodati’ é intelligente e nuova. Mi spiace che qltricantieri come Neteau, Jeanneau e dufour non abbiano aderito, forse pensando che dopo tutto la gente andrá lo stesso. Io premieró i cantieri che hanno preso questa difficile e coraggiosa decisione. Che anche Parigi pensasse a cosa succede quando le strategie sono sbagliate… Ucina che sia il caso di meditare un strategia più vicina al velista e ai cantieri???

  14. sono davvero contento della scelta dei cantieri di dare una svolta ad un brutto salone che negli ultimi anni era diventato snob e solo costoso sia per il visitatore sia per gli espositori che, necessariamente dovevano ricaricare i costi sulle loro produzioni. Cosa del tutto normale se, poi, c’é un ritorno vero, ma assolutamente incongruo dopo che ho saputo cosa paga un posto barca l’espositore al salone. Inoltre la proposta dei cantieri ‘esodati’ é intelligente e nuova. Mi spiace che altri cantieri come Beneteau e Jeanneau non abbiano aderito a questa difficile e coraggiosa decisione. Che anche Parigi pensasse a cosa succede quando le strategie sono sbagliate… Ucina che sia il caso di ripen ad un nuova strategia più vicina al velista e ai cantieri???

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